"Aleppe" - sorta di blognovel - o quel che ne vien fuori - di Maximiliano Strelnik Bianchi
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29 febbraio 2008 - Finale invisibile

C'è molto da ascoltare e da capire prima di creare un po' di spazio intorno a ciò che non è inferno.

Dopo il settimo capitolo Aleppe si riposò, rubò e donò.

E finì.

Così.

Vostro minator di zolfo, Aleppe

25 maggio 2004 - Il figlio di Pantera

"L'inferno è il posto dove l'eroina è solo bicarbonato e gli aghi sono sempre spuntati. L'inferno è dove l'erba è fatta di foglie innocue, dove l'anfetamina è semplice talco e l'acido sa di cartone. L'inferno è dove i funghi sono buoni solo per l'insalata, dove l'ecstasy è agonia e la metanfetamina sembra non fare mai effetto. L'inferno è dove la birra è light e il whisky viene dal Paraguay, dove il vino è succo d'uva e la botte è vuota, dove le sigarette contengono solo un milligrammo di nicotina e il distributore automatico si è appena rotto. L'inferno è dove non chiudi mai gli occhi e la vita non è ambigua. L'inferno è un futuro pieno di spazzatura pubblicitaria nella cassetta della posta, di lotterie e nuove canzoni dei Backstreet Boys.
Io rendo liberi da questo destino. Posso risparmiare questi orrori a chiunque apra il cuore, il portafoglio e le vene. Poiché nessuno è senza peccato, ma per coloro che posseggono il grano e la capacità di vedere, io giungo come salvatore. Porto l'oblio dello sguardo spento e delle palpebre pesanti."

(Via Black Blog - da Andrew Masterson, "Il secondo avvento la passione di Joe Panther")

Ordunque, schiantati, come butta?
Io non vi chiedo di aprire cuore, portafogli o vene.
Io vi osservo e godo.
Io non ho natali illustri.
Io non ho natali: è questa la mia salvezza e la mia maledizione.
Capito un cazzo, eh?
Bene: capirete.
Capirete.

Vostro minator di zolfo, Aleppe

12 maggio 2004 - Corrispondenti operai

Eilà, morti in licenza, sempre più muchamierda, eh?
Chè l'avete vista la faccia di Sassoli dopo aver letto il comunicato in cui la redazione della RAI commentava le dimissioni dell'Annunziata e poi quello della replica del CDA e infine augurava la buona serata?
Cosa vi siete sorbiti dopo?
"Batti&Ribatti" e "Affari Vostri": in pratica un manifesto programmatico.

Scrivete tutti finchè siete in tempo:
" Avanti, corrispondenti operai!
Sia questa la vostra parola d'ordine:
"Scrivere a bruciapelo!
Mirate alla radice!"

L'ha scritto quel capacchione coi denti marci di Majakovskij che sta qui da noi.
E tanto ci teneva dirvelo che m'ha offerto tre pacchetti di sigarette per portarvi questo messaggio e per reperirgli l'ultimo libro del Nori Paolo dove sembra si parli anche di lui.

Ora vado a sgraffignargliene uno da Feltrinelli.
Ciao, merde.

Vostro minator di zolfo, Aleppe

6 marzo 2004 - La discesa della nuova classe creativa

Salute, dannatucoli della mi' fava, salute anche a voi, stimati liberi professionisti.
Liberi di che poi?
Forse di salire su qualche barricata, mettendo a rischio il cuoio delle vostre Todds - come cazzo si scriverà mai? - o la piega impeccabile delle vostre Brook Brothers.
Quando accadrà, fatemelo sapere.
Chè mica voglio perdermi lo spettacolo.
Quel fottuto e impietoso scribacchino di Ballard v'ha così immaginati: luddisti annientatori delle vostre Chelsea Marina - i bei recinti lussureggianti dove sembra sempre di passeggiare nelle Croisette di qualche SuperCannes, in attesa di notti alla cocaina in cui far affondare - a colpi di criminalità - l'insensatezza delle vostre esistenze.
Ma io ancora non vi ci vedo: non siete ancora quei demoni che sarebbero piaciuti tanto a Stavrogin -ah, lui adesso è quaggiù da noi e non si diverte per niente, credetemi.
Però ha stirato un sorriso beffardo quando ha letto 'ste righe qui sotto:

"Le professioni basate sulla conoscenza sono l'ennesima industria estrattiva. Quando le vene si esauriscono veniamo scaricati come un sacco di software scaduto. Mi creda, capisco bene perchè i minatori erano entrati in sciopero"
(J.G. Ballard, "Millennium People")

Cazzoni di dannati che non siete altro, se n'è accorto lui che mai ha lavorato un giorno in vita sua: voi dovreste già essere più che coscienti della merda in cui state precipitando.
Anche chi di voi lavora per Saatchi&Saatchi, voi sì che dovreste capirlo....avete pure da scontare il fatto che organizzaste la campagna di comunicazione della Thatcher.

Vostro minator di zolfo, Aleppe.

12 febbraio 2004 - Eccomi qui

Carissimi i miei dannati, ce l'avete proprio nel culo.
Perchè state perdendo; anzi, molti di voi hanno già perso, senza neanche essersene accorti.
La Thatcher, quando sconfisse il più grande sciopero dei minatori nel 1984 - che era stato appoggiato anche dai ferrovieri, dai portuali e da altre categorie nel mirino deregulatore e inculatore della lady di ferro, ringraziò con queste parole:
"Se c'è qualcuno che ha vinto in questa battaglia, sono i minatori che hanno continuato a lavorare, sono i ferrovieri che hanno continuato a lavorare, sono i portuali che hanno continuato a lavorare, sono i dirigenti che hanno continuato a lavorare. Sono tutti quelli che hanno continuato a lavorare"
Sottointeso era, naturalmente: invece di scioperare e tentare di bloccarmi, mentre smantellavo dinamica e rampante lo stato sociale e l'impresa statale britannica tutta.
Sì, gli ci era voluta pure la polizia a cavallo, qualche morto, tantissimi feriti e disoccupati e migrazioni dal nord al sud dell'Inghilterra, ma ce l'aveva fatta.
S'era persino concessa il "lusso" d'una guerra con l'Argentina - a cercar di far rivivere il fasto e la potenza navale dell'ex impero britannico o a distogliere l'attenzione dalla sua politica economica e sociale coscrivendo tutti sotto le patrie insegne dell'Union Jack umiliata per le Falklands.
E pensare che non c'aveva nemmeno una televisione.

Oggi: di fronte agli autoferrotramvieri di mezza Italia, agl'operai di Terni e dell'Ilva di Genova, c'è bisogno d'altro per dire che perde chi continua a lavorare - facendo finta di niente?

Stralunatissimi dannati, credete ancora nella favola del ceto medio o in quella dell'eterno ritorno dell'uguale?

Vostro minator di zolfo, Aleppe.

 

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