"Aleppe" - sorta di blognovel - o quel che ne vien fuori - di Maximiliano Strelnik Bianchi
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Dicunt...

Salud, dannati!
Qui sotto si va a dimostrare la mia democrazia.
E, parimenti, si disvela tutta la stupidità di qualsiasi censura.
Ergo: tutto quel che vi viene in mente di dire su quel che m'accade, sia nel romanzetto che tenta di spiegarvi un po' meglio chi sono e cosa ho fatto, sia nel blog, potete sputarlo e incollarlo qui sotto.
Poi ci penso io a pubblicarlo, senza che intervenga quel puritano comunistoide di Strel'.
Ecco qui i primi, in rigoroso ordine d'arrivo

Qui bisogna agire
Aleppe, non ti fermare.
(Rillo)
 
Tutto è perduto, o almeno venduto
Aleppe suburbano, postindustriale è un po' coitale, la lotta inutile ci è
indispensabile, si muore meglio con la certezza della sconfitta, con minor
rimpianto e più leggerezza.
Abbiamo bisogno di eroi per poterli scordare, e forse un po' tradire.
Ma la mota è fango, il fango è creta, e con la creta si edificano Nuovi
Mondi. Almeno, fino al prossimo monsone.
Pape Satan, Aleppe.
(Effe)
 

Che dannato sei,
lasciami almeno l'e-mail,
poi il tuo blog o il sito,
e il titolo del tuo intervento/commento.
E ora scrivi pure quel che vuoi.

 

 
 
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