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Dicunt...
Salud, dannati!
Qui sotto si va a dimostrare la mia democrazia.
E, parimenti, si disvela tutta la stupidità di qualsiasi
censura.
Ergo: tutto quel che vi viene in mente di dire su quel che m'accade,
sia nel romanzetto che tenta di spiegarvi un po' meglio chi sono
e cosa ho fatto, sia nel blog, potete sputarlo e incollarlo qui
sotto.
Poi ci penso io a pubblicarlo, senza che intervenga quel puritano
comunistoide di Strel'. Ecco qui i primi, in rigoroso ordine d'arrivo
| Qui bisogna agire |
Aleppe, non ti fermare.
(Rillo) |
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| Tutto è perduto, o almeno venduto |
Aleppe suburbano, postindustriale è un po' coitale,
la lotta inutile ci è
indispensabile, si muore meglio con la certezza della sconfitta,
con minor
rimpianto e più leggerezza.
Abbiamo bisogno di eroi per poterli scordare, e forse un po'
tradire.
Ma la mota è fango, il fango è creta, e con la
creta si edificano Nuovi
Mondi. Almeno, fino al prossimo monsone.
Pape Satan, Aleppe.
(Effe) |
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