"Aleppe" - sorta di blognovel - o quel che ne vien fuori - di Maximiliano Strelnik Bianchi
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Un po' di spiegazioni

Bene dirlo subito: questo blog, sito o come altro vi salta in mente di chiamarlo, non è di Strelnik.
E' di Aleppe: cioè mio.
Poi lui potrà anche blaterare che la firma e il logo son sue che il sito l'ha fatto lui - hai capito la faticaccia -
ma quel che conta è che qui parlo e scrivo io.
Il personaggio - direbbero quei due o tre di voi che han letto un libretto di critica letteraria e per questo non la smetton più di fare i furbini sgamatori di strutture e sovrastrutture - 'nsomma il personaggio, cioè io, s'è liberato dell'autore. E ora fa un po' il cazzo che vuole.
E' un destino infame, lo so, come quello che porta milioni di persone a conoscere Marlowe o Pinocchio o Jessica Rabbit o Daffy Duck e, nello stesso tempo a non ricordare più il nome di chi li ha creati. Le opere non gli autori, non dimenticate cosa diceva Italo Calvino.
Oh, cazzo vuoi, Strelnik? Volevi fare il creativo? Ecco i rischi del mestiere.
Avessi lavorato in fonderia adesso non saresti qui a spaccare i coglioni ché c'avresti molto meno fiato in corpo per dar voce a 'ste stronzatine da graficuccio coll'uzzolo di scrivere - e pure un po' troppo per i miei gusti.
Qui bisogna agire.

 
 
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