Una città di altiforni


Cifra buffa

[con un giorno di ritardo, ma va bene lo stesso]

Quarantaquattro la considero una cifra buffa forse per non pensare al fatto che è un’età che lascia pochi dubbi riguardo a chi si è, si sarà e cosa si farà.

Aristotele – così mi sembra di ricordare – diceva che il picco di esperienza e attività si raggiunge a quarantonove anni.
Se è così, me ne mancano ancora cinque. Poi è tutta discesa.

Industriale o dolcetto, no pasarán

C’è quello dolcetto: preciso, pulitino e a basso contenuto calorico, con la sua violenza passiva-aggressiva e la sua infantilizzazione. Un fascismo cupcakequello descritto  da Tom Whyman – ripreso e usato dalla maggior parte dei mass media che lo ovattano di flou e lo indorano di battutine.

Ma il belletto non può nascondere il suo legame con pratiche più concrete e rozze: Giovanni Agnelli che conclude un discorso con “viva il duce”, la Thyssen Krupp e la IG Faber sponsor del nazismo, gli armatori greci e Alba Dorata. È questo che viene ricostruito in Fascism Inc: gli autori di Debtocracy e Catastroika, nel loro terzo documentario interamente prodotto dal basso, analizzano e raccontano il rapporto e l’appoggio dei padroni del vapore ai dispotismi novecenteschi e a quelli più contemporanei; dall’Italia di Mussolini alla Grecia dell’occupazione nazista, dalla dittatura dei colonnelli fino ad oggi.
Sia dolcetto o sia industriale, il fascismo economico – come lo chiamava Polany – prospera nella crisi e nelle politiche di austerity che si trovano davanti e non dietro di noi.

Buona Liberazione e occhi aperti.