[status: appunto mentale aperto]
Per la prima volta, dal novecentesco 1989, mi ritrovo a non andare a votare alle prossime elezioni europee.
Non vorrei votare nemmeno per le provinciali e le comunali perché non sono e non sono mai stato tra quelli che sostengono che le elezioni amministrative sono una cosa diversa dalle politiche: continuo a non credere che, dalle comunali fino alle regionali, contino prima di tutto i singoli candidati e la loro capacità di saper amministrare il bene pubblico. Scindere individuo e società è una stronzata che ci è già costata parecchio cara: il personale è sempre politico perché l’individuo è un animale politico che non può prescindere dal vivere in comunità (1) e a maggior ragione nel momento in cui va a ricoprire responsabilità e funzioni, su delega di altri suoi pari, che dovrebbero stare alla base di ogni sistema democratico.
Il motivo principale per cui non vorrei votare è che non vedo – ma può essere un mio limite - un progetto politico condiviso e degno di questo nome in nessuno dei partiti in cui la sinistra s’è scheggiata: non lo vedo né in SinistraeLibertà (un altro nome no, eh?) né in Rifondazione Comunista né nel Partito Comunista dei Lavoratori.
Quel che invece vedo – e molte volte anche a sinistra – è la politica ridotta al lavoro di Sisifo, all’incessante e inutile ricerca del potere e “il politico che si accanisce a brigare col popolo per ottenere i fasci e le scure temibili” (2), simboli dietro ai quali, è sempre bene ricordarlo, c’è il nulla (come dietro alla finanza, s’intende).
Il casino è che se non andrò a votare dovrò impegnarmi ancora di più in prima persona se voglio che qualcosa cambi. Perché quando decidi che non deleghi più nessuno a rappresentarti, in un’assemblea legislativa o in un consiglio di circoscrizione, devi metterti ancora e di più a lavorare sul cambiamento della società. Magari non da solo e coi mezzi più efficaci per affrontare questo fascio di sentieri interrotti che è il futuro.
Che volemo fa’?
————
(1)
“L’uomo isolato non è in grado di svilupparsi più dell’uomo in catene” | Wilhelm von Humboldt, “Limits of State Action”, 1792.
“Comunque vada… un uomo solo non ha uno straccio di possibilità” | Ernest Hemingway, “Avere e non avere”, 1937.
“Live Together, Die Alone” | Lost, stagione II – ep.23-24 | 2006.
(2)
“Sollecitare il potere – che è cosa vuota e non è prendibile – e in tale ricerca sopportare incessantemente fatiche tremende, questo, sì, significa spingere a forza lungo il pendio di un monte un masso che, appena sulla vetta, ricade rotolando in basso” | Lucrezio, “De Rerum Natura” in Luciano Canfora, “La natura del potere”, 2009.