Primi piani


26
Jul 10

Fiumani, Bangs e le radici del punk

L’idea del corto era e rimane questa: lo stesso articolo di Lester Bangs 1 viene letto e brevemente commentato da autori e musicisti italiani che hanno avuto a che fare con il punk. Poi tutto il materiale video va montato per benino, come se fosse una voce sola e con delle canzoni a cucire i blocchi principali.

Uno tra questi autori, Federico Fiumani, mi fece il favore di prestarsi a leggerlo dopo il concerto che tenne al festival Liberi di Teramo quattro anni fa.
È forte Fiumani, e mi era piaciuto come lo aveva letto senza occhiali e prove precedenti, ancora accaldato dal palco e con un faretto che lo bruciava un po’ sul lato sinistro. Mi era piaciuto molto quando alla fine aveva aggiunto: “Personalmente diciamo che… Ora te dovresti girare[la videocamera] su di lei, no? E dire che che secondo te le radici del punk… Secondo me le radici del punk sono lei.”.

Qualche mese dopo avevo spedito la cassetta del concerto (e di questa lettura finale) a Fiumani tramite il mio amico Manuel Manwell Graziani per un dvd che sarebbe uscito nei mesi successivi.
Pochi giorni fa ho ritrovato quasi tre minuti di video su un canale di YouTube dedicato a Fiumani e ai Diaframma: sono stato molto contento di rivederlo e ringrazio l’utente che lo ha caricato e condiviso.
Anche per il motivo che la copia digitale del girato che avevo salvato sul mio vecchio computer è andata perduta e così magari riesco a recuperare una copia del Fiumani legge Bangs e tenerla buona per il corto che un giorno verrà.

  1. ”Tutti alla ricerca delle radici | Le radici del punk, parte 1″ in: “Deliri, desideri e distorsioni”, pag. 340 []

7
Jul 10

Oltre il limite di Wölflin

bladder_townLa postina che suona e mi lascia il libro di Alessandro è una delle rare situazioni riproducibili in natura che fanno oltrepassare il limite di Wölflin: credeteci, è bellissimo.

Ho incontrato Elzie, Violett Scarlett e il pericolosissimo ritorno di Edgar J. Tuna , i fratelli Jones, il morbo che spezzetta i cavalli; tutti ben posti nel collage western che Alberto Talami e Alessandro Lise nell’arco di tre anni hanno confezionato con massima cura: cactus dopo cactus, ombre lunghe reali nelle ottanta pagine di “Morte ai cavalli di Bladder Town!”.

Leggetene il primo capitolo online, procuratevene una copia e godete del formato, dei materiali e della sostanza. Che l’e-book sì, sarà una grandissima opportunità (e ci si crede) ma una graphic novel che sfogli, odori e afferri fa sempre il suo effettone.

“Sempre un godimento leggerti, Ale”
(Libro delle fratellanze, XI, 5)


1
Jul 10

Le cose essenziali

Oggi mentre parlavo al telefono con Gianni, senza che nemmeno me ne rendessi conto, ho ripetuto pari pari la frase finale di questo dialogo tra il fotografo Marco e il suo editore Guy Payrac, due personaggi de “Lo scontro quotidiano – vol. 2″ di Manu Larcenet.

(da pagina 31)

Marco: Lei è un fotografo?

Guy Payrac:  No, prima di diventare editore ero giornalista, ma mi piacciono le immagini. Raccontano sia gli uomini che rappresentano sia quelli che le hanno create. Perché in fondo raccontano sempre la parte più segreta di un uomo.

Marco
: Mi piace l’idea di riprodurmi attraverso le immagini. Anzi direi che mi conosco di più grazie alla carta impressa che non nella mia fisicità. Se in parte divento quello che fotografo, allora l’immagine avrà un suo interesse. Se invece non mi cambia, allora non serve a niente, è sprecata. Oggi le immagini rivestono i prodotti di consumo, abbelliscono gli oggetti, rendono attraenti idee discutibili, ma tutto questo bersagliamento non ci fa cambiare, non ci insegna niente.

Guy Payrac: Non durerà. Non potremo fare a meno ancora a lungo delle cose essenziali.

Il mio quartino d’ottimismo arriva tutto da quest’ultima frase.
Dai, dai, dai.


26
Mar 10

Format e sostanza

Sto cazzo de santoro ha fatto il più grande evento dell’internet in Italia e noi no.
(Diego Zoro Bianchi via FriendFeed)

Non sarà l’avvio di una vicina rivoluzione, togliamogli subito il carattere palingenetico e rimaniamo coi piedi nella fanga. Nello stesso tempo, tuttavia, non giova valutarlo solo usando come bilancia la capacità di spostare voti o di alzare la colonnina dell’Auditel o dei contatti contemporanei. Raiperunanotte potrebbe essere stata un’altra cosa. Una cosa ulteriore.

Ricordatevi del Nilo e di quel che vi davano per buono alle elementari. Il fiume spesso rompeva gli argini inondando i terreni intorno: quando le acque si ritiravano lasciavano uno strato di limo che contribuiva a rendere le terre più fertili e meglio coltivabili.

Raiperunanotte potrebbe essere stato un fiume che rompendo gli argini del percorso usuale, ha esondato in territori che usualmente non sono attraversati dal suo flusso. Quando rientrerà nell’alveo del palinsesto della RAI ridiventando Annozero, tra i lasciti più preziosi potrebbe esserci l’avere dimostrato che la media convergence è realizzabile e che televisione, web, radio e gruppi di ascolto, in mutuo completamento, possono dare vita a incroci finora usati poco o male.1 Questo potrebbe rivelarsi ancora più proficuo quando si proverà a diffondere contenuti provenienti da più media – e non da uno solo con gli altri a fargli da rilancio o prima interazione.

Riguardo al linguaggio da usare e agli strumenti necessari affinché si allarghi la possibilità di creare contenuti capaci di raccontare la realtà e le storie che la attraversano sono d’accordo con quanto ha scritto oggi Biccio in  “Santoro, Grillo, e la riduzione del raccontabile”; anch’io sono rimasto particolarmente colpito dalle parole di Riccardo Iacona quando ieri sera parlava di “progressiva riduzione del raccontabile”.

Servono ulteriori raccontatori di storie, serve coraggio e preparazione, come quelli dimostrati da Raiperunanotte, allagando il web d’una speranza nuova. Il web, da parte sua, potrebbe offrire alla televisione una via di fuga dalla tirannia del format, brevettato e chiuso, un’incrinatura di cui la maggior parte delle produzioni ha bisogno da tempo.
Ottimismo della volontà, per chi vuole ripartiamo da lì.

  1. poco tempo fa c’è stato chi ha allegramente tradotto il termine crossmediale in “copio, incollo e me ne fotto” []

22
Mar 10

Raiperunanotte, sì

Per rielaborare e rinforzare il concetto di pubblico, per ridargli significato, slancio e attività può arrivare una nuova televisione o web tv pubblica, nel senso in cui intendono public broadcasting gli anglofoni: finanziata direttamente da chi ne usufruisce, senza pubblicità o segreterie di partito in mezzo.  Tipo la PBS o Democracy Now! per fare solo due nomi.

Può essere un esperimento utile e d’esempio perché altrettanti ne nascano sotto l’insegna del meccanismo della compartecipazione diretta e della diffusione in network: anche per questo i miei due euro e mezzo a Raiperunanotte glieli ho dati più che volentieri.

Rai per una notte


12
Feb 10

a milano fa freddo

[Grazie a Elisa che mi ha fatto conoscere questo documentario]

“una città come milano non può accontentarsi di affrontare il problema dei senzatetto solo per salvarli da una morte certa.”

a_milano_fa_freddoDa gennaio a marzo a Milano scatta l’emergenza freddo e, da diversi anni, il comune, attiva un piano attraverso il quale chiede alle associazioni di aprire le proprie sedi per garantire un tetto sulla testa a italiani e stranieri, giovani e non, immigrati regolari e rifugiati politici che non hanno una fissa dimora.

“a milano fa freddo” è un video di un ventina di minuti realizzato da alcuni volontari dell’associazione “Centesimus Annus”, uniti sotto il nome dieci78, che hanno prestato la loro opera durante lo scorso anno.

Un documentario che ha il grandissimo pregio di dare voce e un volto a quelle persone che si trovano ogni inverno a inventarsi un modo per sopravvivere e darsi una speranza, un progetto pur flebile per affrontare il domani. Anche dopo il primo aprile quando il piano anti-freddo finisce ufficialmente e devono riprendere la via della strada.

Questo è zero, questa è la vita. Lui adesso non è qui (al livello della vita) E dopo due giorni va qui” (ancora più in basso)  dice una delle persone intervistate. Sotto zero, sotto la vita, a Milano nell’anno 2010.