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	<description>Diario di un bit-worker</description>
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			<title>Strelnik</title>
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		<title>I libri pinokkieschi</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 11:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Filippo mi chiede in un commento al post precedente come fare per recuperare una copia del Pinokkio Vol. 2.
Tra poco esisterà la possibilità per tutti di reperirlo direttamente online; nel frattempo se gli autori mi lasciano (via e-mail) un loro recapito gliene spediamo al più presto una copia omaggio (ci sarà da pagare solo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://terzapersona.wordpress.com/">Filippo</a> mi chiede in un commento al post precedente come fare per recuperare una copia del <a href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/">Pinokkio Vol. 2</a>.<br />
Tra poco esisterà la possibilità per tutti di reperirlo direttamente online; nel frattempo se gli autori mi lasciano (via e-mail) un loro recapito gliene spediamo al più presto una copia omaggio (ci sarà da pagare solo la spesa di spedizione, circa 1 euro e 28 se ancora esiste <a href="http://renault4.blogspot.com/2010/03/lentusiasmante-mistero-del-piego-di.html">il piego di libri</a>).</p>
	<p>Il mio indirizzo e-mail lo conoscete: fatemi sapere, riscrittrici e riscrittori interessati al volume.<br />
Ci sentiamo per posta tradizionale, come vent&#8217;anni fa.
</p>
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		<title>I support Tacheles</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 11:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Il fotografo Petrov Ahner lancia un blog in supporto alla Kunsthaus Tacheles minacciata da uno sgombero che rischia di far sparire vent&#8217;anni di attività di uno degli ultimi centri artistici indipendenti e non commerciali di Berlino. Contribuire, dai.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="aligncenter size-full wp-image-894" title="I support Tacheles" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/I_support_tacheles1.jpg" alt="I support Tacheles" /></p>
	<p>Il fotografo <a href="http://www.flickr.com/people/pahrt/">Petrov Ahner</a> lancia <a href="http://www.isupporttacheles.blogspot.com/">un blog</a> in supporto alla <a href="http://www.tacheles.de">Kunsthaus Tacheles</a> minacciata da uno sgombero che rischia di far sparire vent&#8217;anni di attività di uno degli ultimi centri artistici indipendenti e non commerciali di Berlino. Contribuire, dai.
</p>
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		<title>Affossare le web TV, ci provano</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 14:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia ci sono circa cinquemila web tv: un barbaglio di luce nuova, nella caverna ossidata dell&#8217;antica televisione di flusso. Governo e Agcom, con il decreto Romani, provano a azzerare i generosi tentativi di chi prova a fare informazione o intrattenimento avendo come tramite il web. [Fonte: Alessandro Longo, "Chi uccide le web tivù" &#124; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[In Italia ci sono circa cinquemila web tv: un barbaglio di luce nuova, nella caverna ossidata dell&#8217;antica televisione <em>di flusso</em>. Governo e Agcom, con il decreto Romani, provano a azzerare i generosi tentativi di chi prova a fare informazione o intrattenimento avendo come tramite il web. [Fonte: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/chi-uccide-le-web-tivu/2131346/15">Alessandro Longo, "Chi uccide le web tivù"</a> | L'Espresso]]]></content:encoded>
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		<title>Fiumani, Bangs e le radici del punk</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	L&#8217;idea del corto era e rimane questa: lo stesso articolo di Lester Bangs 1 viene letto e brevemente commentato da autori e musicisti italiani che hanno avuto a che fare con il punk. Poi tutto il materiale video va montato per benino, come se fosse una voce sola e con delle canzoni a cucire i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;idea del corto era e rimane questa: lo stesso articolo di Lester Bangs <sup>1</sup> viene letto e brevemente commentato da autori e musicisti italiani che hanno avuto a che fare con il punk. Poi tutto il materiale video va montato per benino, come se fosse una voce sola e con delle canzoni a <em>cucire</em> i blocchi principali.</p>
	<p>Uno tra questi autori, <a href="http://www.diaframma.org/">Federico Fiumani</a>, mi fece il favore di prestarsi a leggerlo dopo il concerto che tenne al festival Liberi di Teramo quattro anni fa.<br />
È forte Fiumani, e mi era piaciuto come lo aveva letto senza occhiali e prove precedenti, ancora accaldato dal palco e con un faretto che lo bruciava un po&#8217; sul lato sinistro. Mi era piaciuto molto quando alla fine aveva aggiunto: <em>&#8220;Personalmente diciamo che&#8230; Ora te dovresti girare</em>[la videocamera] <em>su di lei, no? E dire che che secondo te le radici del punk&#8230; Secondo me le radici del punk sono lei.&#8221;</em>.</p>
	<p>Qualche mese dopo avevo spedito la cassetta del concerto (e di questa lettura finale) a Fiumani tramite il mio amico <a href="http://www.manwell.it">Manuel <em>Manwell</em> Graziani</a> per un dvd che sarebbe uscito nei mesi successivi.<br />
Pochi giorni fa ho ritrovato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=B0RXLjTeTyE">quasi tre minuti di video</a> su un <a href="http://www.youtube.com/user/Cifammonical">canale di YouTube</a> dedicato a Fiumani e ai Diaframma: sono stato molto contento di rivederlo e ringrazio l&#8217;utente che lo ha caricato e condiviso.<br />
Anche per il motivo che la copia digitale del girato che avevo salvato sul mio vecchio computer è andata perduta e così magari riesco a recuperare una copia del <em>Fiumani legge Bangs</em> e tenerla buona per il corto che un giorno verrà.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_882" class="footnote">&#8221;Tutti alla ricerca delle radici | Le radici del punk, parte 1&#8243; in: <a href="http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/438">&#8220;Deliri, desideri e distorsioni&#8221;</a>, pag. 340</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Oltre il limite di Wölflin</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 11:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	La postina che suona e mi lascia il libro di Alessandro è una delle rare situazioni riproducibili in natura che fanno oltrepassare il limite di Wölflin: credeteci, è bellissimo.
	Ho incontrato Elzie, Violett Scarlett e il pericolosissimo ritorno di Edgar J. Tuna , i fratelli Jones, il morbo che spezzetta i cavalli; tutti ben posti nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignleft size-full wp-image-876" title="bladder_town" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/bladder_town.jpg" alt="bladder_town" />La postina che suona e mi lascia il libro di <a title="brekane | blog" href="http://brekane.blogspot.com/">Alessandro</a> è una delle rare situazioni riproducibili in natura che fanno oltrepassare <em>il limite di Wölflin</em>: credeteci, è bellissimo.</p>
	<p>Ho incontrato Elzie, Violett Scarlett e il pericolosissimo ritorno di <a title="“L’olio di BlizzBlog”" href="http://www.strelnik.it/blog/?p=106">Edgar J. Tuna</a> , i fratelli Jones, il morbo che spezzetta i cavalli; tutti ben posti nel <em>collage western</em> che <a title="blizzblogblog | Alberto Talami - Alessandro Lise" href="http://blizzblogblog.blogspot.com/">Alberto Talami e Alessandro Lise</a> nell&#8217;arco di tre anni hanno confezionato con massima cura: cactus dopo cactus, ombre lunghe reali nelle ottanta pagine di <strong>&#8220;Morte ai cavalli di Bladder Town!&#8221;</strong>.</p>
	<p><a title="Bladder News!" href="http://blizzblogblog.blogspot.com/2010/06/bladder-news.html">Leggetene</a> il primo capitolo online, <a title="&quot;Morte ai cavalli di Bladder Town!&quot; | Comicsland" href="http://www.comicsland.eu/scheda.asp?id=47652684&amp;name=MORTE_AI_CAVALLI_DI_BLADDER_TOWN_unico">procuratevene una copia</a> e godete del formato, dei materiali e della sostanza. Che l&#8217;e-book sì, sarà una grandissima opportunità (e ci si crede) ma una graphic novel che sfogli, odori e afferri fa sempre il suo effettone.</p>
	<p><em>&#8220;Sempre un godimento leggerti, Ale&#8221;</em><br />
(Libro delle fratellanze, XI, 5)
</p>
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		<title>Le cose essenziali</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=873</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 21:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Oggi mentre parlavo al telefono con Gianni, senza che nemmeno me ne rendessi conto, ho ripetuto pari pari la frase finale di questo dialogo tra il fotografo Marco e il suo editore Guy Payrac, due personaggi de &#8220;Lo scontro quotidiano &#8211; vol. 2&#8243; di Manu Larcenet.
	(da pagina 31)
	Marco: Lei è un fotografo?
	Guy Payrac:  No, prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Oggi mentre parlavo al telefono con <a title="Hotel Messico | Gianni Solla" href="http://www.hotelmessico.net/">Gianni</a>, senza che nemmeno me ne rendessi conto, ho ripetuto pari pari la frase finale di questo dialogo tra il fotografo Marco e il suo editore Guy Payrac, due personaggi de <a title="Manu Larcenet, Lo scontro quotidiano - vol. 2" href="http://www.anobii.com/books/Lo_scontro_quotidiano_-_vol_2/9788876181283/01cb10f74211a8186f/">&#8220;Lo scontro quotidiano &#8211; vol. 2&#8243; di Manu Larcenet</a>.</p>
	<p><em>(da pagina 31)</em></p>
	<p><strong>Marco</strong>: Lei è un fotografo?</p>
	<p><strong>Guy Payrac</strong>:  No, prima di diventare editore ero giornalista, ma mi piacciono le immagini. Raccontano sia gli uomini che rappresentano sia quelli che le hanno create. Perché in fondo raccontano sempre la parte più segreta di un uomo.<br />
<strong><br />
Marco</strong>: Mi piace l&#8217;idea di riprodurmi attraverso le immagini. Anzi direi che mi conosco di più grazie alla carta impressa che non nella mia fisicità. Se in parte divento quello che fotografo, allora l&#8217;immagine avrà un suo interesse. Se invece non mi cambia, allora non serve a niente, è sprecata. Oggi le immagini rivestono i prodotti di consumo, abbelliscono gli oggetti, rendono attraenti idee discutibili, ma tutto questo bersagliamento non ci fa cambiare, non ci insegna niente.</p>
	<p><strong>Guy Payrac</strong>: <em>Non durerà. Non potremo fare a meno ancora a lungo delle cose essenziali.</em></p>
	<p>Il mio quartino d&#8217;ottimismo arriva tutto da quest&#8217;ultima frase.<br />
Dai, dai, dai.
</p>
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		<title>Video Pinocchio live</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 13:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Dalle 18 in poi, insieme al poeta di sommo livello Guido Catalano, in diretta video dal ToscanaLab (grazie a Intoscana.it)
	



 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dalle 18 in poi, insieme al poeta di sommo livello <a href="http://www.guidocatalano.it">Guido Catalano</a>, in diretta video dal ToscanaLab (grazie a <a href="http://intoscana.it">Intoscana.it</a>)</p>
	<p><object width="425" height="344"><br />
<param name="movie" value="http://www.intoscana.it/intoscana2/export/system/modules/it.inera.opencms.templates/intoscana/swf/player.swf" />
<param name="allowFullScreen" value="true" />
<param name="allowscriptaccess" value="always" />
<param name="flashvars" value="file=rtmp://streaming.intoscana.it/live/live.flv&#038;streamer=rtmp://streaming.intoscana.it/live&#038;autostart=true" /><embed src="http://www.intoscana.it/intoscana2/export/system/modules/it.inera.opencms.templates/intoscana/swf/player.swf" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="rtmp://streaming.intoscana.it/live/live.flv&#038;streamer=rtmp://streaming.intoscana.it/live&#038;autostart=true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> </p>
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		<title>Guido, Pinokkio e io, al ToscanaLab</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 16:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	 Guido, i&#8217; vorrei che tu e Pinocchio ed io fossimo presi per incantamento
e messi in una gipsoteca a Firenze di giugno un lunedi ventotto
verso le diciotto.
	E così succederà.
All&#8217;interno della prima giornata di ToscanaLab, con la possante voce e barba di Guido Catalano si presenta l&#8217;uscita di Pinokkio Volume 2 &#124; He risked it all [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/pinokkio_diretta_web.jpg" alt="pinokkio_diretta_web" title="pinokkio_diretta_web" class="alignleft size-full wp-image-842" /> <em>Guido, i&#8217; vorrei che tu e Pinocchio ed io fossimo presi per incantamento<br />
e messi </em>in una <a href="http://www.toscanalab.it/2010/05/31/la-gypsoteca-di-porta-romana/">gipsoteca a Firenze</a> di giugno un lunedi ventotto<br />
verso le diciotto.</p>
	<p>E così succederà.<br />
All&#8217;interno della prima giornata di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-28-giugno/">ToscanaLab</a>, con la possante voce e barba di <a href="http://www.guidocatalano.it/">Guido Catalano</a> si presenta l&#8217;uscita di <a href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/">Pinokkio Volume 2 | He risked it all to give first love a second chance</a>. Si leggeranno estratti di brani dalle trentasei riscritture che compongono il libro, stampato e supportato grazie alla collaborazione con il portale Intoscana.it. che compie gli anni proprio quel giorno. Si ascolterà della musica (sempre di quella in creative commons o siae free), si poetizzerà e declamerà col tono e le forza delle nostre voci, si interagirà col pubblico presente e con quello via web.</p>
	<p>Sì, perché andiamo anche <strong>in diretta web radiofonica</strong> sulle onde binarie di <a href="http://www.catrame19.it/2010/06/24/pinokkio-vol-2-presentazione-reading-surfing/">radio catrame19</a>: chi non potrà essere a Firenze potrà seguire la <em>presentazione-reading-surfing</em> e potrà ascoltarla via web con un colpo di click.</p>
	<p>Il libro sarà distribuito sotto creative commons e senza nessun prezzo imposto: funzionerà un meccanismo di <strong>pay as you wish</strong> che permetterà anche via web di procurarsi il secondo volume di riscritture pinocchiesche. I proventi delle offerte serviranno per sostenere l&#8217;attività del progetto <a href="http://blog.intoscana.it/liberarcidallespine/2010/06/25/pinokkio-vol-2-contribuisce-al-riacquisto-della-cucina-rubata/">Liberarci dalle spine</a>.</p>
	<p>Ci si vede, e ci si sente lunedi sera: dalle 18 Guido, io, Pinocchio e quel filibustiere di Enz, di tra i calchi antichi e le <em>novissime</em> tecnologie.</p>
	<p><strong>Social media nodes</strong></p>
	<p>- <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=107532519295889">Pagina dell&#8217;evento</a> su Facebook<br />
- <a href="http://friendfeed.com/radiocatrame19">Gruppo di radio catrame19</a> su FriendFeed (creato appositamente per sostituire la vecchia chat che non ci piace più)
</p>
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		</item>
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		<title>Pinokkio Vol. 2 &#124; la copertina</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	In copertina (se ci clicchi sopra la visualizzi più grande) c&#8217;è il Pinocchio rosso angarioso, coi nodi a fargli da cicatrici e rughe.
	La mano indomita che l&#8217;ha disegnato è quella del brother in arms Michele &#8220;Mik&#8221; Duch, già autore della rivisitazione Texas&#38;latex del primo volume.
Sulla quarta di copertina il gatto e la volpe di fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a title="Clicca per ingrandire" href="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/pinokkio2_cover_4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-819" title="Clicca per ingrandire" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/pinokkio2_cover.jpg" alt="Clicca per ingrandire" /></a>In copertina (se ci clicchi sopra la visualizzi più grande) c&#8217;è il Pinocchio rosso <em>angarioso</em>, coi nodi a fargli da cicatrici e rughe.</p>
	<p>La mano indomita che l&#8217;ha disegnato è quella del <em>brother in arms</em> <a title="monsterduch.com | the art of a comics freak" href="http://www.monsterduch.com/">Michele &#8220;Mik&#8221; Duch</a>, già autore della rivisitazione <em>Texas&amp;latex</em> del <a title="A Pinokkio's Bloody Binary Story | il volume 1" href="http://www.strelnik.it/pinokkio/libro.htm">primo volume</a>.<br />
Sulla quarta di copertina il gatto e la volpe di fronte agli zecchini da arraffare: la mano di Pinocchio quasi glieli toglie dalla gabbia dell&#8217;impaginato. Il tratto e la destrezza sono quelli di <a title="Barabba | blog" href="http://barabba-log.blogspot.com/">Marco <em>il Many</em> Manicardi</a>, sorprendente sia di penna che di tastiera.</p>
	<p>Fra pochissimo arrivano tutte le info e i link sulla <em>presentazione-reading-surfing</em> che si fa insieme a <a title="Guido Catalano | blog" href="http://www.guidocatalano.it/">Guido</a> lunedi a a Firenze al <a title="ToscanaLab | il programma del 28 giugno 2010" href="http://www.toscanalab.it/programma-28-giugno/">ToscanaLab</a>.
</p>
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		<title>Meglio che può capitare a tavolino</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 16:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	C’era una volta…
– Segretario di Partito giometra Virgulin! – diranno subito piccoli  lettori di Miroslava.
No, ragazzi, è errore: c’era una volta tavolino Läkkio.
	Forse suo nome è anche in liste di brilluccicosi cataloghi che da Isvezia arredano case di umido Ovest con consonanti e puntini su vocali che fa difficile pronuncia. Ma miracolo e sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>C’era una volta…<br />
– Segretario di Partito giometra Virgulin! – diranno subito piccoli  lettori di Miroslava.<br />
No, ragazzi, è errore: c’era una volta tavolino Läkkio.</p></blockquote>
	<p>Forse suo nome è anche in liste di brilluccicosi cataloghi che da Isvezia arredano case di umido Ovest con consonanti e puntini su vocali che fa difficile pronuncia. Ma miracolo e sua storia succedono in Piccola Berlino Democratica dove Sami Peterlin con suo amico di baretto Loris Bigot trafuganoasportano piccolo oggetto di quattro gambe.</p>
	<blockquote><p>Tavolino Läkkio, molto di utile per appoggia bicchierini alcolici,  attira perfino invidia sozialista di altri pibidesi. Mobilio legnuto  però presto comporta in modo strano: muove, emette parole, cresce  lineamenti umani compreso grande naso sgradevole di variabile misura.</p></blockquote>
	<p>Poi gambe di Läkkio diventano metà ma vizi quadrupleggiano: Sami Peterlin appoggiato a bancone non sa trovare soluzia, suo animo galleggia in alcol, disfattismo sembra in vantaggio su solito finale di muri collisi. Ma in PBD stavolta non va che è così, grazie a immaginose parole e persone che inventa per noi <a title="Miroslava, PBD" href="http://miroslava.splinder.com">Miroslava</a>. A lei nostro abbraccio piccolo-occidentale, ripieno di affetto.</p>
	<p>Così Pinocchio volume due si serra qui, a <a title="Pinocchio Vol. 2 | Le avventure di Läkkio: storia di un tavolino" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/06/14/le-avventure-di-lakkio/">contributo trentasei</a>.<br />
Ora serve opera formattazia, copertina e stampaggi. A fine giugno tutto pronto. Giuro su Samogon.
</p>
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		<title>Tutto tranne me</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 11:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	C’è i fiori, son di legno, c’è l’erba, è di legno, c’è il mare, è di  legno: il mondo, è fatto di legno.
	Dove ti giri ti giri, rimane tutto immobile, fisso, immoto, dal cielo alla terra.
Capirlo, ripeterselo per liberarsi dal dubbio che l&#8217;immobilità di questa fibra dura alligni da un&#8217;altra parte. Scongiurare il pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>C’è i fiori, son di legno, c’è l’erba, è di legno, c’è il mare, è di  legno: il mondo, è fatto di legno.</p></blockquote>
	<p>Dove ti giri ti giri, rimane tutto immobile, fisso, immoto, dal cielo alla terra.<br />
Capirlo, ripeterselo per liberarsi dal dubbio che l&#8217;immobilità di questa fibra dura alligni da un&#8217;altra parte. Scongiurare il pensiero che il legno sia negli occhi di chi guarda.</p>
	<p>Grazie, <a title="e io che mi pensavo | Alessandro Bonino | blog" href="http://eiochemipensavo.diludovico.it/">zio Bonino</a>, per la riscrittura burattinesca <a title="Pinocchio Vol. 2 | Il mondo è fatto di legno" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/06/10/197/">numero trentacinque</a>. Forse ci vien bene anche una canzone con questa tue parole, forse si trova una musica da intrufolarci in mezzo. E un titolo come <em>e io che mi pensavo</em> che fosse tutto di legno.
</p>
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		<title>Hang Him High</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Quando il sole si abbassa, mi giro a guardarlo, basta un colpo di gambe.  Allora non riesco a distinguere i confini delle colline, i riflessi  dell’erba alta si mescolano, e rimango a lasciarmi abbagliare.
	Da qui ora errano i suoi pensieri: partono dalla prospettiva che gli inquadra i piedi dall&#8217;alto, al di sopra del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Quando il sole si abbassa, mi giro a guardarlo, basta un colpo di gambe.  Allora non riesco a distinguere i confini delle colline, i riflessi  dell’erba alta si mescolano, e rimango a lasciarmi abbagliare.</p></blockquote>
	<p>Da qui ora errano i suoi pensieri: partono dalla prospettiva che gli inquadra i piedi dall&#8217;alto, al di sopra del terreno e dell&#8217;ondeggiare delle stagioni. La rigidità e l&#8217;elasticità delle sue fibre, immedesimate nel legno, lo salvano dalla fatica di respirare. L&#8217;albero degli zecchini, del vile orto che avrebbe dovuto esentarlo per sempre dalla povertà, gli ha regalato un punto di osservazione nuovo.</p>
	<blockquote><p>Non so da dove nascano queste immagini. La scuola l’avrò vista un giorno  solo, e quel che ho visto di mondo mi ha fatto una tale paura che non  ricordo niente.</p></blockquote>
	<p>Grazie alle sapienti parole di <a title="Bois ton sang, Beaumanoire | blog" href="http://beaumanoire.splinder.com/">Mauro</a> capaci di evocare questa soggettiva aerea, un dolly prolungato sui cespugli di rosmarino e il ronzio degli insetti: il burattino dondola impiccato, a due metri dalle angherie degli uomini. <a title="Pinocchio Vol. 2 | Giù non ci torno" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/05/31/182/">Per vedere bene bisogna salire in alto</a>, dove ora nessuno può più fargli del male.
</p>
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		<title>Vinsanto connection</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	O gente, qui è maiala. Nel senso che ‘un si tira più avanti. Al di là  delle bischerate dei giornali e dei tg che te e la fatina vi sparate in  vena a pranzo e cena (fa anche rima), è maiala. Nel senso che, scusa la  ripetizione, ‘un si va più avanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>O gente, qui è maiala. Nel senso che ‘un si tira più avanti. Al di là  delle bischerate dei giornali e dei tg che te e la fatina vi sparate in  vena a pranzo e cena (fa anche rima), è maiala. Nel senso che, scusa la  ripetizione, ‘un si va più avanti per davvero.</p></blockquote>
	<p>Le generazioni che ci hanno provato e quelle che si sono ritrovate in un&#8217;immobilità di legno. Babbi vissuti negli anni sessanta con le canne, la ribellione che era sinonimo di gioventù, <em>meglio o peggio</em> fate voi. Figli intrappolati in un&#8217;eredità di debiti e bastonate a breve termine. Il dialogo a tre tra Pinocchio, Geppetto e Mastrociliegia prova a immaginare una riconciliazione temporanea, innaffiata dal vinsanto, tra chi ha perso prima e chi perde adesso.</p>
	<p>Forse non è questione di perdere ancora, c&#8217;è solo da perdere meglio, caro fratello <a title="An Ego-network's diary" href="http://carbonai.it/">Carbonai</a> che ci hai donato la trentatreesima riscrittura del burattino straniato: <a title="Pinocchio Vol. 2 | Babbi e figli" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/05/20/170/">babbi e figli</a>, toscanizzando Turgenev.
</p>
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		<title>Anche un tecnico del suono</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Il dodici è uscito adesso. È un bambino d’una decina d’anni. I suoi abiti, di sicuro un paio di taglie inferiori alla sua, lo costringono a camminare a scatti come avesse le gambe avvinghiate da una passata di domopak. Si issa a fatica su uno sgabello sibilando qualcosa in una lingua che non capisco. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Il dodici è uscito adesso. È un bambino d’una decina d’anni. I suoi abiti, di sicuro un paio di taglie inferiori alla sua, lo costringono a camminare a scatti come avesse le gambe avvinghiate da una passata di domopak. Si issa a fatica su uno sgabello sibilando qualcosa in una lingua che non capisco. Non è di queste parti, gli si vede il braccialetto blu tatuato sul polso della mano sinistra, il segno del lavoratore migrante. Un mangliu come si dice ora che il cinese va molto di moda anche nell’economia.</p></blockquote>
	<p>Gira il mondo <a title="enzo fonico | anche un tecnico del suono ha diritto alla poesia" href="http://enzofonico.splinder.com/">enzo, fonico</a> per  <a title="radio catrame19 | web radio" href="http://catrame19.it">catrame19</a> e per molte altre radio sparse nella strobosfera. Ha una vita complicata, una ex moglie che gli occupa troppi giovedi liberi e molte altre qualità. Una è che ogni tanto scrive, mischiando il mondo che gli viene incontro (viagggia solo in moto il nostro enz&#8217;) e le zaffate di vita che gli intossicano i polmoni già duramente messi alla prova da sigarette pestifere.</p>
	<p>Anche per questo ti si ringrazia calorosamente, enzo, per <a title="Pinocchio Vol. 2 | Teneri e flessibili" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/05/14/156/">&#8220;Teneri e flessibili&#8221;</a>, la riscrittura pinocchiesca che ci hai fatto avere coi soliti mezzi rocamboleschi.
</p>
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		<title>Delle tre, due</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 22:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Taberna_Xtory]]></category>

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		<description><![CDATA[	Questo è un arzigogolo del Taberna sul lavoro autonomo e sui freelance, nato all&#8217;interno di una discussione sui lavoratori della conoscenza di diversi anni fa. La ghigna sottile che gli fregava sul tavolino, un caffé, una birra e poi tirò fuori questa teoria, vecchia come il cucco &#8211; lui dice ancora utile in tempi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Questo è un arzigogolo del Taberna sul lavoro autonomo e sui freelance, nato all&#8217;interno di una discussione sui lavoratori della conoscenza di diversi anni fa. La ghigna sottile che gli fregava sul tavolino, un caffé, una birra e poi tirò fuori questa teoria, vecchia come il cucco &#8211; lui dice ancora utile in tempi di crisi.</p>
	<p>Taberna mi diceva che di fronte a un possibile lavoro c&#8217;è da chiarire subito con il committente che delle seguenti tre variabili potrà sceglierne solo due: <em>qualità, economicità, velocità</em>.</p>
	<p>Poi m&#8217;ha elencato casisticamente:</p>
	<p>Ti chiedono velocità e economicità? Si sappia che c&#8217;è un&#8217;alta probabilità che il risultato sia di scarsa qualità.<br />
Ti chiedono qualità e velocità? Hanno da sganciare un bel po&#8217; di quattrini perché il lavoro dovrà essere effettuato da più persone esperte e contemporaneamente.<br />
Ti chiedono qualità e economicità? Che nessuno si lamenti se i tempi di consegna si fanno più blandi.</p>
	<p>Sono d&#8217;accordo, gli ho detto oggi. Solo che poi non è così tagliato di netto come sembra.<br />
Come sarebbe?<br />
Ci sono le sfumature.<br />
Le sfumature?<br />
Sono importantissime le sfumature.</p>
	<blockquote><p>Solo una cosa sopporto. La sfumatura.<br />
(Mimmo Repetto, in <a title="Paolo Sorrentino | Hanno tutti ragione" href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807018091/Hanno_tutti_ragione/Paolo_Sorrentino.html">&#8220;Hanno tutti ragione&#8221;</a>)</p></blockquote>
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		<title>Di fronte a me bambino</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 09:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Ora, in questa vecchia soffitta, non so neppure dire chi sia più vivo, chi sia più morto tra me e te.
	Uno di fronte all&#8217;altro, come il giocatore di scacchi di Maelzel1 e il suo antico abitante, uscito dal cofano di legno che lo nascondeva agli occhi di tutti. Ora, libero di crescere e d&#8217;innamorarsi, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Ora, in questa vecchia soffitta, non so neppure dire chi sia più vivo, chi sia più morto tra me e te.</p></blockquote>
	<p>Uno di fronte all&#8217;altro, come il giocatore di scacchi di Maelzel<sup>1</sup> e il suo antico abitante, uscito dal cofano di legno che lo nascondeva agli occhi di tutti. Ora, libero di crescere e d&#8217;innamorarsi, si confida con il <em>mucchio di legnetti</em> abbandonati e con la sua vita precedente.</p>
	<blockquote><p>Innamorato. Felice, certo. Ma  irrimediabilmente pazzo e contemporaneamente senza più appigli, né  radici. Paradossale per chi, come me, un giorno fu albero.</p></blockquote>
	<p><a title="rilloblog" href="http://www.rilletti.it/">Rillo</a> è un gentiluomo, un amico e un blogger che ci regala le <a title="Amare menzogne | Pinokkio Vol. 2 | Intoscana.it" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/04/23/138/">amare menzogne</a> di un Pinocchio di fronte al trucco crudele che anima l&#8217;evolversi: muoiono parti di te stesso, rimanendo disarticolate nel sottotetto della gioventù.<br />
<em>Innamorarsi è un buon modo per invecchiare</em><sup>2</sup>
</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_757" class="footnote">il saggio di Edgar Allan Poe è, bontà loro, liberamente scaricabile dal sito della <a title="Il giocatore di scacchi di Maelzel di E.A. Poe | FSI" href="http://www.federscacchi.it/str_stampa.php?tipo=1">Federazione Scacchistica Italiana</a></li><li id="footnote_1_757" class="footnote">questa, se mi ricordo bene, l&#8217;ha scritta Paco Ignacio Taibo II</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>[Grecia] Il processo, il testimone, la giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 12:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Al processo al poliziotto per l&#8217;assassinio di Alexis Grigoropoulos, avvenuto nel dicembre di due anni fa, non potrà testimoniare l&#8217;amico che era con il giovane greco al momento della sparatoria. Il ragazzo è sparito dopo aver scritto una e-mail al padre in cui afferma di non credere nella giustizia. Intanto la crisi economica non demorde, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Al processo al poliziotto per l&#8217;assassinio di Alexis Grigoropoulos, avvenuto nel dicembre di due anni fa, non potrà testimoniare l&#8217;amico che era con il giovane greco al momento della sparatoria. Il ragazzo è sparito dopo aver scritto una e-mail al padre in cui afferma di non credere nella giustizia. Intanto la crisi economica non demorde, alzando il prezzo dei beni di consumo, <a title="Grecia: a marzo inflazione al galoppo, tasso tendenziale al 3,9%  | Asca" href="http://www.asca.it/news-GRECIA__A_MARZO_INFLAZIONE_AL_GALOPPO__TASSO_TENDENZIALE_AL_3_9_PERCENTO_-908176-ECO-1.html">dell&#8217;inflazione</a> e della tensione sociale [Fonte: <a title="Meanwhile in Greece | benty blog" href="http://benty.splinder.com/post/22543005/Meanwhile+in+Greece">benty, "Meanwhile in Greece"</a> ]]]></content:encoded>
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		<title>Jack Pett, imputato</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 09:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Di come la vicenda assunse contorni e sfumature giudiziarie anche se non si riuscì mai a far luce su ciò che era accaduto. Avvocati, traffichini, imbonitori televisivi, ipocriti soloni e rivali industriali riuniti in caste, cricche, conventicole, con nomi di copertura, americaneggianti, come si faceva, con ironia e sguaiatezza, negli spaghetti western degli anni settanta.
	Quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Di come la vicenda assunse contorni e sfumature giudiziarie anche se non si riuscì mai a far luce su ciò che era accaduto. Avvocati, traffichini, imbonitori televisivi, ipocriti soloni e rivali industriali riuniti in caste, cricche, conventicole, con nomi di copertura, americaneggianti, come si faceva, con ironia e sguaiatezza, negli spaghetti western degli anni settanta.</p>
	<blockquote><p>Quindi nessuna meraviglia &#8211; ma quanta tristezza &#8211; quando Miss Phyllis con la sua chioma color del cielo, si disse disposta a fare una deposizione iniziando a raccontare di come, incanutitasi in giovane età, fu un giorno avvicinata da Jack, il quale dopo averla illusa sentimentalmente, prima di abbandonarla la convinse a sperimentare un ritrovato di sua creazione.</p></blockquote>
	<p><a title="orsomarchino | tumblr" href="http://puscic.tumblr.com/">Marchino</a> ce la vuole raccontare così la storia di Pinocchio, con gli occhi e la testimonianza di Lucy Gnol e un&#8217;indicazione finale: in un giardino abbandonato cercate <a title=" Vi voglio raccontare… | Pinokkio vol. 2 " href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/04/14/115/">un albero di ciliegio</a> con le foglie arabescate dai ricordi di un bambino che forse non voleva nient&#8217;altro che la sua <em>Rosebud</em>.
</p>
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		<title>Pescatori di uomini in salsa verde</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 16:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Per scampare alle grinfie del mastino Alidoro che i carabinieri gli hanno sguinzagliato contro Pinocchio si butta in mare. Alidoro fa lo stesso, ma rischia di annegare e chiede aiuto al burattino che lo salva: nasce da qui una specie di solidarietà tra disgraziati che, nella fiaba originale si rivelerà decisiva quando arriverà il pescatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Per scampare alle grinfie del mastino Alidoro che i carabinieri gli hanno sguinzagliato contro Pinocchio si butta in mare. Alidoro fa lo stesso, ma rischia di annegare e chiede aiuto al burattino che lo salva: nasce da qui una specie di solidarietà tra disgraziati che, nella fiaba originale si rivelerà decisiva quando arriverà il pescatore dal corpo <em>tutto verde</em>, deciso a friggere Pinocchio dalla pelle resa bianca dalla farina.</p>
	<p>Siamo al capitolo ventotto quando entra in campo, a gamba tesa, il paese reale.<br />
Sulla spiaggia della contemporaneità, alla fine degli anni zero, arriva un&#8217;incursione strafottente, mostruosa, ben decisa a azzerare qualsiasi sospensione momentanea  del dubbio, ogni fede poetica, spolpando le già fragili costole dell&#8217;immaginazione in un presente eterno, fatto di costrizioni, identificazioni veloci e subitanee espulsioni.</p>
	<blockquote><p>“Dimmi, o straniero giunto qui sulle coste padane per rubarmi il lavoro e stuprare mia sorella, che razza di extracomunitario saresti? Zingaro romeno, cinese comunista o arabo mussulmano?”<br />
“Ma quale arabo, ma quale cinese! Son di Collodi nella provincia di Pistoia!”</p></blockquote>
	<p><a title="personalità confusa | Cronografia di un modo del tutto personale di distinguere il bene dal male e il brutto dal bello." href="http://personalitaconfusa.splinder.com/">Personalità confusa</a>, blogger dei primordi e amico fin dai tempi in cui non c&#8217;erano i permalink, ce lo fa ritrovare lì quel Pinocchio: <a title="Capitolo XXVIII: Pinocchio e il pescatore leghista | Intoscana.it" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/04/09/109/">seriale e clandestino</a>, pronto a riprendere la corsa dei suoi capitoli di fantasia dopo una pedata ben assestata per liberarsi ancora.
</p>
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		<title>Vladimir Ilianovic Rambaldi, vita e gesta</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=734</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 11:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=734</guid>
		<description><![CDATA[	Sull&#8217;origine delle sue straordinarie capacità, che violano non poche leggi della fisica ed alcuni diritti Disney, non esiste al momento unanimità tra gli studiosi.
	Adesso possiamo leggere le imprese di Vladimir Ilianovic Rambaldi detto «Pinocchio»: come avessimo ritrovato la voce di un&#8217;enciclopedia neolluminista aperta alle interpretazioni lisergiche della fiaba.
	[Da due anni passo le giornate in camera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Sull&#8217;origine delle sue straordinarie capacità, che violano non poche leggi della fisica ed alcuni diritti Disney, non esiste al momento unanimità tra gli studiosi.</p></blockquote>
	<p>Adesso possiamo leggere le imprese di Vladimir Ilianovic Rambaldi detto «Pinocchio»: come avessimo ritrovato la voce di un&#8217;enciclopedia neolluminista aperta alle interpretazioni lisergiche della fiaba.</p>
	<blockquote><p>[Da due anni passo le giornate in camera a guardare la tivù o a giocare con il computer. Ubbidisco alla mamma e al papà, faccio i compiti e non mi parla più nessuno. Sono tre giorni che tengo le gocce in bocca e poi le sputo nel lavandino]</p></blockquote>
	<p>L&#8217;impietosa analisi in terza persona s&#8217;interrompe per il controcanto del protagonista, rimasto prigioniero della sua camera e ingozzato di gocce per diventare buono.</p>
	<p>Una riscrittura in split-screen, dalla mente <em>karmachimica</em> di <a title="KarmaChimico | Lusky blog" href="http://www.karmachimico.it/">Lusky</a> che si ringrazia e di molto per <a title="Pinokkio vol. 2 | Pinocchio per Pinocchio" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/03/30/94/">la riscrittura numero ventotto</a> del Pinocchio che va.
</p>
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		<title>Format e sostanza</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 22:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Sto cazzo de santoro ha fatto il più grande evento dell&#8217;internet in  Italia e noi no.
(Diego Zoro Bianchi via FriendFeed)
	Non sarà l&#8217;avvio di una vicina rivoluzione, togliamogli subito il carattere palingenetico e rimaniamo coi piedi nella fanga. Nello stesso tempo, tuttavia, non giova valutarlo solo usando come bilancia la capacità di spostare voti o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Sto cazzo de santoro ha fatto il più grande evento dell&#8217;internet in  Italia e noi no.<br />
(Diego <em>Zoro</em> Bianchi via <a title="Diego Bianchi | FriendFeed" href="http://friendfeed.com/diegobianchi/caec1f54/sto-cazzo-de-santoro-ha-fatto-il-piu-grande">FriendFeed</a>)</p></blockquote>
	<p>Non sarà l&#8217;avvio di una vicina rivoluzione, togliamogli subito il carattere palingenetico e rimaniamo coi piedi nella fanga. Nello stesso tempo, tuttavia, non giova valutarlo solo usando come bilancia la capacità di spostare voti o di alzare la colonnina dell&#8217;Auditel o dei contatti contemporanei. <a title="Raiperunanotte" href="http://www.raiperunanotte.it">Raiperunanotte</a> potrebbe essere stata un&#8217;altra cosa. Una cosa <em>ulteriore</em>.</p>
	<p>Ricordatevi del Nilo e di quel che vi davano per buono alle elementari. Il fiume spesso rompeva gli argini inondando i terreni intorno: quando le acque si ritiravano lasciavano uno strato di limo che contribuiva a rendere le terre più fertili e meglio coltivabili.</p>
	<p>Raiperunanotte potrebbe essere stato un fiume che rompendo  gli argini del percorso usuale, ha esondato in territori che usualmente non sono attraversati dal suo flusso. Quando rientrerà nell&#8217;alveo del palinsesto della RAI ridiventando Annozero, tra i lasciti più preziosi potrebbe esserci l&#8217;avere dimostrato che la <em>media convergence</em> è realizzabile e che televisione, web, radio e gruppi di ascolto, in mutuo completamento, possono dare vita a incroci finora usati poco o male.<sup>1</sup> Questo potrebbe rivelarsi ancora più proficuo quando si proverà a diffondere <em>contenuti</em> provenienti da più media &#8211; e non da uno solo con gli altri a fargli da rilancio o prima interazione.</p>
	<p>Riguardo al linguaggio da usare e agli strumenti necessari affinché si allarghi la possibilità di creare contenuti capaci di raccontare la realtà e le storie che la attraversano sono d&#8217;accordo con quanto ha scritto oggi Biccio in  <a title="WOUQ* | blog" href="http://www.wouq.com/internet-tv/santoro-grillo-e-la-riduzione-del-raccontabile">&#8220;Santoro,  Grillo, e la riduzione del raccontabile&#8221;</a>; anch&#8217;io sono rimasto particolarmente colpito dalle parole di  Riccardo Iacona quando ieri sera parlava di “<em>progressiva riduzione del raccontabile”.</em></p>
	<p>Servono ulteriori <em>raccontatori di storie</em>, serve coraggio e preparazione, come quelli dimostrati da Raiperunanotte, allagando il web d&#8217;una speranza nuova. Il web, da parte sua, potrebbe offrire alla televisione una via di fuga dalla tirannia del format, brevettato e chiuso, un&#8217;incrinatura di cui la maggior parte delle produzioni ha bisogno da tempo.<br />
Ottimismo della volontà, per chi vuole ripartiamo da lì.
</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_724" class="footnote">poco tempo fa c&#8217;è stato chi ha allegramente tradotto il termine crossmediale in &#8220;copio, incollo e me ne fotto&#8221;</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Pinocchio dei semafori</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 13:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Ore 14.15, mattina presto, Milano circonvallazione.
Mancano sei km e tre semafori illusori all’arrivo, cioè quarantacinque minuti abbondanti.
Il concetto di semaforo illusorio o apparente è la manna di tutti i lavavetri. Quando diventa verde, puoi avanzare di 30 centimetri. Ma con strafottenza agonistica.
	Monossido di carbonio, biossido di azoto, piombo e legno.
L&#8217;ultimo Pinocchio è di quelli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Ore 14.15, mattina presto, Milano circonvallazione.<br />
Mancano sei km e tre semafori illusori all’arrivo, cioè quarantacinque minuti abbondanti.<br />
Il concetto di semaforo illusorio o apparente è la manna di tutti i lavavetri. Quando diventa verde, puoi avanzare di 30 centimetri. Ma con strafottenza agonistica.</p></blockquote>
	<p>Monossido di carbonio, biossido di azoto, piombo e <em>legno</em>.<br />
L&#8217;ultimo Pinocchio è di quelli che vengono dall&#8217;Est, ha sette anni e un babbo che suona il flauto di plastica a due mani. Sa che il baratto s&#8217;imposserà presto dei gas di scarico dell&#8217;economia.</p>
	<p>Ce lo riportano così, vestito da lavavetri personale <em>(quando non puoi evitarlo, prenotalo)</em> il burattino che ripiglia le danze per arrivare tra pochi mesi alla pubblicazione del volume 2.</p>
	<p>È il <a title="Pinokkio vol.2 | Intoscana.it" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/2010/03/26/semaforo-illusorio/">Pinocchio dei semafori</a>.<br />
Grazie per averlo scritto, <a title="arkangel | Nocturns " href="http://www.arkmode.com/blogger/nocturns.html">arkangel</a>.
</p>
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		<title>[Italia] Precari da licenziare punto it</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono 16 i precari di Registro.it, l&#8217;anagrafe italiana dei nomi a dominio .it del CNR di Pisa, che rischiano il posto di lavoro dopo 11 anni di precariato a co.co.co, rinnovati annualmente. Questo nonostante il fatturato dell&#8217;istituto dello scorso anno sia stato sostanzioso: 11 milioni di euro. La volontà di mantenere instabili i rapporti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Sono 16 i precari di Registro.it, l&#8217;anagrafe italiana dei nomi a dominio .it del CNR di Pisa, che rischiano il posto di lavoro dopo 11 anni di precariato a co.co.co, rinnovati annualmente. Questo nonostante il fatturato dell&#8217;istituto dello scorso anno sia stato sostanzioso: 11 milioni di euro. La volontà di mantenere instabili i rapporti di lavoro è il frutto di una precisa volontà politica, dicono i lavoratori <a title="Precari CNR Pisa, blitz alla campagna elettorale di Rossi. E smentiscono il proprio direttore " href="http://www.senzasoste.it/dintorni/precari-cnr-pisa-blitz-alla-campagna-elettorale-di-rossi">in un&#8217;intervista</a> in cui spiegano le ragioni della loro protesta [fonte: <a title="Senza Soste | Periodico livornese" href="http://www.senzasoste.it/">Senzasoste</a>]]]></content:encoded>
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		<title>Raiperunanotte, sì</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 15:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Per rielaborare e rinforzare il concetto di pubblico, per ridargli significato, slancio e attività può arrivare una nuova televisione o web tv pubblica, nel senso in cui intendono public broadcasting gli anglofoni: finanziata direttamente da chi ne usufruisce, senza pubblicità o segreterie di partito in mezzo.  Tipo la PBS o Democracy Now! per fare solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Per rielaborare e rinforzare il concetto di pubblico, per ridargli significato, slancio e attività può arrivare una nuova televisione o web tv pubblica, nel senso in cui intendono <em>public</em> <em>broadcasting</em> gli anglofoni: finanziata direttamente da chi ne usufruisce, senza pubblicità o segreterie di partito in mezzo.  Tipo la <a title="Public Broadcasting Service" href="http://www.pbs.org/">PBS</a> o <a title="Democracy Now!" href="http://www.democracynow.org/">Democracy Now!</a> per fare solo due nomi.</p>
	<p>Può essere un esperimento utile e d&#8217;esempio perché altrettanti ne nascano sotto l&#8217;insegna del meccanismo della compartecipazione diretta e della diffusione in network: anche per questo i miei due euro e mezzo a <a title="Rai per una notte" href="http://www.raiperunanotte.it/">Raiperunanotte</a> glieli ho dati più che volentieri.</p>
	<p><a title="Rai per una notte" href="http://www.raiperunanotte.it/"><img class="alignleft size-full wp-image-707" title="Rai per una notte" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/rai_per_una_notte_1.jpg" alt="Rai per una notte" width="368" height="448" /></a>
</p>
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		<title>Pinokkio Vol. 2 &#124; booktrailer</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 13:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	“He risked it all to give first love a second chance”
(F. Scott Fitzgerald, “The Great Gatsby”)
	



	Per riprendere il discorso eccovi qui sopra un booktrailer per Pinokkio Vol. 2 &#124; A Second  Chance e per il volume di prossima uscita, in collaborazione con Intoscana.it.
	Ne mancano una decina: sono i contributi per chiudere il volume 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>“He risked it all to give first love a second chance”<br />
(F. Scott Fitzgerald, “The Great Gatsby”)</p></blockquote>
	<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
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	<p>Per riprendere il discorso eccovi qui sopra un booktrailer per <a title="Pinokkio Vol. 2 | blog" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/">Pinokkio Vol. 2 | A Second  Chance</a> e per il volume di prossima uscita, in collaborazione con <a title="Intoscana.it" href="http://www.intoscana.it/">Intoscana.it</a>.</p>
	<p>Ne mancano una decina: sono i contributi per chiudere il <strong>volume 2</strong> della riscrittura collettiva della fiaba di Collodi. Stanno per  arrivare, stiamo per pubblicare, stay tuned. E partecipate, se ancora ce  la fate.</p>
	<p>[di seguito po' di credits]</p>
	<p>Ideazione e realizzazione: Strelnik</p>
	<p>Musica: Nine Inch Nails, <em>Lights in the Sky</em> da <em>The Split</em> &#8211; CCL 3.0 (2009)<br />
<a title="Nine Inch Nails | The Split | Free download" href="http://theslip.nin.com/">theslip.nin.com</a></p>
	<p>La faccia <em>ross&#8217;angariata</em> di Pinocchio è stata disegnata da <a title="Monsterduch | The art of a comic freak | Michele Duch" href="http://www.monsterduch.com/">Michele <em>Mik</em> Duch</a>, bro in arms che si ringrazia ancora.</p>
	<p>Video distribuito sotto <a title="Creative Commons license 3.0" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/">licenza creative commons 3.0</a></p>
	<p>(il video è visibile anche su <a title="YouTube | Strelnik Channel" href="http://www.youtube.com/watch?v=XCTyMzYJNnA">YouTube</a>)
</p>
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		<title>Nelle traverse di viale Rollet</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 19:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Nelle traverse di viale Rollet: arabi, cabili, neri, mulatti, meticci, con i bambini aggrappati alle ginocchia o issati sulle sulle spalle, fissavano i legionari in marcia. Guardavano quegli uomini venuti da tutt&#8217;Europa, in guerra di religione, dominio e razza contro gli occhi a mandorla e l&#8217;Islam. Osservavano e tacevano. Sapevano, intuivano, che, presto tardi, sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Nelle traverse di viale Rollet: arabi, cabili, neri, mulatti, meticci, con i bambini aggrappati alle ginocchia o issati sulle sulle spalle, fissavano i legionari in marcia. Guardavano quegli uomini venuti da tutt&#8217;Europa, in guerra di religione, dominio e razza contro gli occhi a mandorla e l&#8217;Islam. Osservavano e tacevano. Sapevano, intuivano, che, presto tardi, sarebbe venuto il loro momento.<br />
(<a title="Giulio Salierno | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Salierno">Giulio Salierno</a>, &#8220;Fuori margine&#8221;)</p></blockquote>
	<p>Questo finale volevo trascriverlo sul <a title="Strelnik | tumblr" href="http://strelnik.tumblr.com/">tumblr</a>, il taccuino d&#8217;appunti online che uso da tempo, ma così facendo mi sarebbe sembrato di nasconderlo e invece ho bisogno di vederlo in questo bianco del blog come fossero parole da usare proprio ora che ne parlo &#8211; anche se a migliaia di chilometri di distanza &#8211; con il fratello <a title="An Ego-network's diary | blog" href="http://carbonai.it">Carbonai</a>.<br />
Perché Giulio Salierno, di persona e coi suoi libri, ci ha dato moltissimo a tutti e due e <em>nelle traverse di viale Rollet</em>, lui che c&#8217;è stato davvero, ha visto e saputo.
</p>
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		<title>a milano fa freddo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	[Grazie a Elisa che mi ha fatto conoscere questo documentario]
	&#8220;una città come milano non può accontentarsi di affrontare il problema dei senzatetto solo per salvarli da una morte certa.&#8221;
	Da gennaio a marzo a Milano scatta l&#8217;emergenza freddo e, da diversi anni, il comune, attiva un piano attraverso il quale chiede alle associazioni di aprire le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>[Grazie a Elisa che mi ha fatto conoscere questo documentario]</em></p>
	<blockquote><p>&#8220;una città come milano non può accontentarsi di affrontare il problema dei senzatetto solo per salvarli da una morte certa.&#8221;</p></blockquote>
	<p><img class="alignleft size-full wp-image-671" title="a_milano_fa_freddo" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/a_milano_fa_freddo.jpg" alt="a_milano_fa_freddo" width="300" height="167" />Da gennaio a marzo a Milano scatta l&#8217;emergenza freddo e, da diversi anni, il comune, attiva un piano attraverso il quale chiede alle associazioni di aprire le proprie sedi per garantire un tetto sulla testa a <em>italiani e stranieri, giovani e non, immigrati regolari e rifugiati politici</em> che non hanno una fissa dimora.</p>
	<p><a title="a milano fa freddo | on vimeo" href="http://vimeo.com/9225472">&#8220;a milano fa freddo&#8221;</a> è un video di un ventina di minuti realizzato da alcuni volontari dell&#8217;<a title="Associazione Centesimus Annus" href="http://centesimusannus.blogspot.com/">associazione &#8220;Centesimus Annus&#8221;</a>, uniti sotto il nome <a title="dieci78 | blog" href="http://dieci78.blogspot.com/">dieci78</a>, che hanno prestato la loro opera durante lo scorso anno.</p>
	<p>Un documentario che ha il grandissimo pregio di dare voce e un volto a quelle persone che si trovano ogni inverno a inventarsi un modo per sopravvivere e darsi una speranza, un progetto pur flebile per affrontare il domani. Anche dopo il primo aprile quando il piano anti-freddo finisce ufficialmente e devono riprendere la via della strada.</p>
	<p><em>&#8220;</em><em>Questo è zero, questa è la vita. Lui adesso non è qui</em> (al livello della vita) <em>E dopo due giorni va qui&#8221;</em> (ancora più in basso)  dice una delle persone intervistate. Sotto zero, sotto la vita, a Milano nell&#8217;anno 2010.
</p>
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		<title>Cosa farebbe Werner Herzog?</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=659</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[StoriEstere]]></category>

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		<description><![CDATA[	La Rogue Film School non è per i deboli di cuore; è per quelli che hanno viaggiato a piedi, che hanno fatto il buttafuori in un night o il custode in un manicomio, per quelli che hanno voglia di imparare l&#8217;arte dello scasso o della contraffazione dei permessi per girare un film in paesi ostili&#8230;
(dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>La Rogue Film School non è per i deboli di cuore; è per quelli che hanno viaggiato a piedi, che hanno fatto il buttafuori in un night o il custode in un manicomio, per quelli che hanno voglia di imparare l&#8217;arte dello scasso o della contraffazione dei permessi per girare un film in paesi ostili&#8230;<br />
(dalla home page della <a title="Werner Herzog's Rogue Film School" href="http://www.roguefilmschool.com">Rogue Film School</a>)</p></blockquote>
	<p>Lo chiameremo Laszlo Brauning, usando lo stesso pseudonimo che questo filmmaker di New York ha scelto per raccontare <a title="Flavorwire | First Person: Going Rogue at Werner Herzog’s Rogue Film School" href="http://flavorwire.com/63595/first-person-going-rogue-at-werner-herzogs-rogue-film-school">la sua storia</a>.</p>
	<p>Grande ammiratore di <a title="Werner Herzog Film | Home" href="http://www.wernerherzog.com/">Werner Herzog</a>, Laszlo decide di iscriversi ai tre giorni di seminario che il regista tedesco periodicamente tiene in un weekend per cinquanta-sessanta persone, usando il sito web della Rogue Film School per scegliere tra coloro che si iscriveranno. Si pagano 25 dollari per inoltrare la domanda, si scrive una motivazione, si allega un corto e, se si viene scelti, si pagano 145o dollari per partecipare.</p>
	<p>Laszlo si propone via web, viene scelto e riceve le informazioni riguardo a luogo, data e programma. Solo che non ha il becco d&#8217;un quattrino per pagare i mille e passa dollari e non può farseli prestare perché, poco tempo prima, per girare il suo primo film a Brooklyn, ha già chiesto a amici e parenti e a chi volontariamente gli ha fatto da troupe.</p>
	<p>Che farebbe Werner Herzog in questo caso?</p>
	<p><img class="alignleft size-full wp-image-662" title="herzog_kinski" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/herzog_kinski.jpg" alt="herzog_kinski" width="250" height="175" />Il filmmaker si ricorda di aver sentito che l&#8217;autore di Fitzcarraldo una volta aveva rubato una macchina da presa dalla scuola di cinema di Monaco dicendo poi che <em>prendersela fosse un suo diritto naturale</em>. Dopo aver scartato l&#8217;idea di falsificare una ricevuta di Paypal mr. Brauning decide semplicemente di imbucarsi al seminario e si reca al bar dell&#8217;hotel dove si tiene l&#8217;incontro di benvenuto per i partecipanti. Herzog è attorniato dai suoi studenti coi quali cerca di parlare un po&#8217; alla volta. Laszlo si mette a parlare con due ragazze che, come tutti gli altri, hanno un badge al collo,  il badge di chi ha pagato e può frequentare il seminario ambìto. Riesce così a tenerlo in mano per un po&#8217; studiandone i particolari, poi torna a casa e, dopo essersi fatto dare da un amico un contenitore e una cordicella simili, lavora di Photoshop per taroccarne uno per sé. Una sciarpa e una giacca che semicoprono il falso badge e il giorno dopo Laszlo sgattaiola dentro.</p>
	<p>Il fillmaker riesce a assistere, senza farsi scoprire, fino al terzo e ultimo giorno quando un&#8217;assistente del regista, al quale non si è mai presentato, gli chiede il nome e poi piglia il cellulare per controllare. Ma Laszlo è già a rotta di collo per le scale che lo portano all&#8217;uscita con le parole di Herzog che ancora gli frullano nei timpani: <em>“When Klaus Kinski is foaming at the mouth, raging at you for two hours and a half… you must dazzle him by biting into the last piece of chocolate that you have.” </em></p>
	<p>Le <a title="Werner Herzog's Rogue Film School | Application" href="http://www.roguefilmschool.com/application.asp">candidature al prossimo seminario della Rogue Film School</a> si aprono domani: se vi scelgono e non avete un euro, ma specialmente, non temete l&#8217;ira (o i complimenti) di chi ha diretto e affrontato Kinski in mezzo alla foresta, potete provare anche voi.
</p>
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		<title>[Italia] TAV: ci riprovano in Val di Susa</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 23:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[A distanza di 4 anni dalla decisa opposizione di decine di migliaia di persone a Venaus, arriva il secondo tentativo dello scellerato progetto delle TAV Torino-Lione. I cittadini valsusini hanno formato un presidio nella zona dell&#8217;autoporto di Susa per impedire i sondaggi geognostici previsti per domani. [fonte: Marco Cedolin, "TAV in Val di Susa si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[A distanza di 4 anni dalla decisa opposizione di decine di migliaia di persone a Venaus, arriva il secondo tentativo dello scellerato progetto delle TAV Torino-Lione. I cittadini valsusini hanno formato un presidio nella zona dell&#8217;autoporto di Susa per impedire i sondaggi geognostici previsti per domani. [fonte: <a title="TAV in Val di Susa si torna al 2005 | Il corrosivo | blog" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/01/tav-in-val-di-susa-si-torna-al-2005.html">Marco Cedolin, "TAV in Val di Susa si torna al 2005"</a>]
UPDATE: Due ore fa, secondo il sito <a title="NOTAV | NO TAV!" href="http://www.notav.eu/">NOTAV</a>,  a Susa e a Orbassano, stanno arrivando CC e polizia in gran quantità]]></content:encoded>
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		<title>Miroslava, PBD</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:06:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	Voi smette di dire che realismo socialista di Est è &#8220;ragazza incontra trattore&#8221;!
Come se è facile trovare trattore sentimentalmente scapolo!
[Miroslava]
	Miroslava di Piccola Berlino Democratica scrive poesie su trebbiatrici e lettere a caro amico di penna Manuel, ama righe colorate, tramonti e arcobaleni doppi. Anche sua piattaforma di blog ha tempi di PBD, spesso cugino Splinder [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Voi smette di dire che realismo socialista di Est è &#8220;ragazza incontra trattore&#8221;!<br />
Come se è facile trovare trattore sentimentalmente scapolo!<br />
[Miroslava]</p></blockquote>
	<p><a title="Miroslova, PBD | blog" href="http://miroslava.splinder.com/"><img class="alignleft size-full wp-image-646" title="miroslava_PBD" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/miroslava_PBD.png" alt="miroslava_PBD" width="380" height="100" />Miroslava</a> di Piccola Berlino Democratica <em>scrive poesie su trebbiatrici e lettere a caro amico di penna Manuel, ama righe colorate, tramonti e arcobaleni doppi</em>. Anche sua piattaforma di blog ha tempi di PBD, spesso cugino Splinder collide in schermo blu, ma pubblica e niente pagare. Scritti di Miroslava sono più di arguti <a title="давай, давай, работать! - Humour e satira negli anni della RDT | farfadet blog" href="http://farfadet.splinder.com/post/12738232">DDR-Witze</a>, sua lingua batte dove sole sorge anche ora in 1985. Voi mai bevuto liquore artigianalmente distillato marca &#8220;Samogòn&#8221;, ascoltato prodigiosa storia di Trevino Rezovič, praticato grandi sport di PBD, apprezzato punto di rugiada? Voi legge Miroslava subito.
</p>
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		<title>[Italia] Treni fantasma e bigliettai muti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 12:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono un treno tedesco che va da Monaco (in Germania) a Milano e una linea, inaugurata il 13 dicembre,  che, sulla carta, si può prenotare e usare anche dall&#8217;Italia. Però se vai alla biglietteria di una stazione delle Ferrovie dello Stato chi potrebbe darti informazioni a proposito ha la consegna di rimanere muto. Macubu, più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Esistono un treno tedesco che va da Monaco (in Germania) a Milano e una linea, inaugurata il 13 dicembre,  che, sulla carta, si può prenotare e usare anche dall&#8217;Italia. Però se vai alla biglietteria di una stazione delle Ferrovie dello Stato chi potrebbe darti informazioni a proposito ha la consegna di rimanere muto. Macubu, più veloce d&#8217;un giornalista di Report, se n&#8217;è accorto e <a title="La vita istruzioni per l'uso | Treni tedeschi in Italia. FS zitte e mute." href="http://www.lavitaistruzioniperluso.com/article/1622/treni-tedeschi-in-italia-fs-zitte-e-mute">in un suo post, insieme ai lettori e ai commentatori interessati</a>, cerca di capire come e perché da noi le privatizzazioni  &#8211; o le liberalizzazioni, fate voi &#8211; le fanno così.]]></content:encoded>
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		<title>[Copenhagen] Luca Tornatore libero</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 00:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luca Tornatore è un astrofisico, ricercatore all&#8217;università di Trieste. E&#8217; stato arrestato a Copenhagen: la sua colpa è quella di aver messo la sua conoscenza al servizio del movimento che si è incontrato nella capitale danese.  Mobilitazione online per la sua liberazione: un appello da sottoscrivere [fonte: Carta]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Luca Tornatore è un astrofisico, ricercatore all&#8217;università di Trieste. E&#8217; stato arrestato a Copenhagen: <em>la sua colpa è quella di aver messo la sua conoscenza al servizio del movimento che si è incontrato nella capitale danese</em>.  Mobilitazione online per la sua liberazione: <a title="Petizionionline | Per la liberazione di Luca Tornatore" href="http://www.petizionionline.it/petizione/per-la-liberazione-di-luca-tornatore/437">un appello da sottoscrivere</a> [fonte: <a title="Carta.org | Copenhagen. Appello per l'immediato rilascio del dottor Luca Tornatore" href="http://www.carta.org/campagne/ambiente/19102">Carta</a>]]]></content:encoded>
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		<title>Quando cede anche la BBC</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 18:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Alla fine la BBC ha ceduto,1 decidendo di ritirare un servizio di Newsnight, uno dei suoi programmi storici, sui presunti rifiuti tossici scaricati nell&#8217;agosto del 2006 a Abidjan, in Costa d&#8217;Avorio, da una nave facente capo alla Trafigura, colosso mondiale nella fornitura e nel trasporto di petrolio e idrocarburi. Nel servizio si ipotizzavano legami tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Alla fine la BBC ha ceduto,<sup>1</sup> decidendo di ritirare un servizio di <a title="Newsnight | BBC" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/newsnight/default.stm">Newsnight</a>, uno dei suoi programmi storici, sui presunti rifiuti tossici scaricati nell&#8217;agosto del 2006 a Abidjan, in Costa d&#8217;Avorio, da una nave facente capo alla Trafigura, colosso mondiale nella fornitura e nel trasporto di petrolio e idrocarburi. Nel servizio si ipotizzavano legami tra gli scarichi della nave <em>Probo Koala</em> e le morti, gli aborti spontanei e le gravi malattie che i cittadini di Abidjan hanno da allora sofferto.</p>
	<p>Nel maggio scorso<sup>2</sup> i legali della Trafigura avevano denunciato la BBC per diffamazione mentre, a loro volta, trentamila cittadini ivoriani intentavano la più grossa causa collettiva contro la <em>oil trading company</em>, responsabile, secondo loro, della temibile situazione sanitaria verificatasi nella ex capitale della Costa d&#8217;Avorio.</p>
	<p>A diversi mesi di distanza dalla denuncia molti blog e altri <em>online media</em> si sono accorti che il video di Newsnight sulla vicenda era sparito dall&#8217;archivio del sito della BBC. Molti di loro l&#8217;hanno scaricato e rimesso in circolazione su YouTube per non farne perdere memoria.<sup>3</sup></p>
	<p>E così si arriva oggi quando la BBC, di fronte a tre milioni di sterline di costi legali, ha deciso di ritirare video e articolo, chiedendo scusa e devolvendo venticinquemila sterline in beneficenza richieste dalla Trafigura come risarcimento.<sup>4</sup> In una combattiva dichiarazione di poche ore fa la BBC ha comunque rivendicato il suo ruolo nell&#8217;avere portato la vicenda a conoscenza dell&#8217;opinione pubblica e dell&#8217;attenzione internazionale.<sup>5</sup></p>
	<p>Da ricordare che a metà settembre scorso, la Trafigura aveva improvvisamente proposto un accordo<sup>6</sup> agli avvocati dei cittadini ivoriani, accettando di pagare un risarcimento da trenta milioni di sterline, riuscendo a vedere classificati solo come <em>&#8220;low-level illness&#8221;</em> i danni causati dalle 500 tonnellate di rifiuti pericolosi finite nella laguna di fronte a Abidjan. L&#8217;accordo era stato raggiunto e in questo modo <em>&#8220;deaths, miscarriages, serious injuries and sickness with long-term chronic effects&#8221;</em> rimanevano termini da regolare con Newsnight e la BBC. Che stavolta, viste le cifre, ha dovuto cedere.</p>
	<p>[UPDATE]<br />
In Gran Bretagna <a title="English Pen | mightier than the sword" href="http://www.englishpen.org/" target="_blank">PEN</a> e <a title="Index on Censorship | for Free Expression" href="http://www.indexoncensorship.org">Index on Censorship</a> hanno lanciato <a title="Libel Reform |English libel law is becoming a global disgrace" href="http://www.libelreform.org/" target="_blank">Libel Reform</a>, una campagna nazionale per la riforma della legge sulla diffamazione che, nella sua forma attuale, protegge solo i ricchi e i potenti (<em>as much as offshore oligarchs</em>) dai loro critici e dall&#8217;opinione pubblicata che così può essere difficilmente informata.</p>
	<p><em>[Per chi volesse seguire la vicenda questo <a title="#trafigura | twitter search" href="http://search.twitter.com/search?q=%23trafigura">l'hashtag</a> da cercare su twitter e sugli altri social media]</em></p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;
</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_600" class="footnote"><a title="Trafigura v BBC: Statement in open court " href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/newsnight/8417913.stm">Trafigura v BBC: Statement in open court | Newnight &#8211; BBC</a></li><li id="footnote_1_600" class="footnote"><a title="Newsnight sued over toxic waste claims | 16 maggio 2009" href="http://www.guardian.co.uk/environment/2009/may/16/bbc-newsnight-trafigura-lawyers-libel">Newsnight sued over toxic waste claims</a> | David Leigh, The Guardian</li><li id="footnote_2_600" class="footnote">cfr. <a title="&quot;UK's dysfunctional libel system strikes again? Newsnight feature on Trafigura disappears from BBC website&quot;" href="http://richardwilsonauthor.wordpress.com/2009/12/10/uks-dysfunctional-libel-system-strikes-again-newsnight-feature-on-trafigura-disappears-from-bbc-website/" target="_blank">Richard Wilson | blog</a> &#8211; <a title="BBC Caves in to Carter Ruck Threats Over Trafigura Film" href="http://iaindale.blogspot.com/2009/12/bbc-caves-in-to-carter-ruck-threats.html">Ian Dale | blog</a> -  <a title="Alan Rusbridger | twitter" href="http://twitter.com/arusbridger/status/6710971697">Alan Rusbridger</a>, direttore del Guardian, rilancia via twitter il post di <a title="Trafigura story disappears from BBC website" href="http://www.newstatesman.com/blogs/the-staggers/2009/12/newsnight-investigation-bbc" target="_blank">George Eaton | The New Statesman &#8211; blog</a></li><li id="footnote_3_600" class="footnote"><a title="Index on Censorship for Free EXpression" href="http://www.indexoncensorship.org/2009/12/libel-bbc-backs-down-on-trafigura-report/">Libel: BBC backs down on Trafigura report</a> | Index on Censorship for Free Expression</li><li id="footnote_4_600" class="footnote"> <a title="BBC settles Trafigura libel case | The Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/media/2009/dec/17/bbc-trafigura">BBC settles Trafigura libel case</a> | David Leigh, The Guardian </li><li id="footnote_5_600" class="footnote"><a title="Trafigura reaches a global settlement | The Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/sep/16/trafigura-toxic-dump-global-settlement" target="_blank">Trafigura reaches a global settlement</a> | David Leigh, The Guardian</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>[Grecia] 6 Dicembre e dintorni</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 12:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella prima puntata di NoBorders, raccontadoci di Salonicco e della Grecia, benty ci ha parlato anche delle manifestazioni di protesta del dicembre scorso e di quest&#8217;anno. Un aggiornamento, altrettanto nitido e ragionato, arriva dai suoi ultimi due post: &#8220;Greek riots for dummies &#8211; (fai poco il figo, you could be next)&#8221; &#8211; parti I e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Nella prima puntata di <a title="NoBorders n.1 | 2 dicembre 2009 " href="http://www.strelnik.it/blog/?p=515">NoBorders</a>, raccontadoci di Salonicco e della Grecia, <a title="Tragedie greche | blog" href="http://benty.splinder.com/">benty</a> ci ha parlato anche delle manifestazioni di protesta del dicembre scorso e di quest&#8217;anno. Un aggiornamento, altrettanto nitido e ragionato, arriva dai suoi ultimi due post: <em>&#8220;Greek riots for dummies &#8211; (fai poco il figo, you could be next)&#8221;</em> &#8211; <a title="Greek riots for dummies - (fai poco il figo, you could be next) parte I | Tragedie greche blog" href="http://benty.splinder.com/post/21846117/Greek+riots+for+dummies+-+%28fai">parti I</a> e <a title="Greek riots for dummies - (fai poco il figo, you could be next) parte II | Tragedie greche blog" href="http://benty.splinder.com/post/21854233/Greek+riots+for+dummies+-+%28fai">II</a> e una terza in arrivo -  molto utili per farsi un&#8217;idea della situazione greca e dei suoi sviluppi.]]></content:encoded>
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		<title>Il post sotto l&#8217;Albero 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 12:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Mi piace perché è una piccola tradizione; quando è nato un blog lo avevamo in cento, adesso siamo ancora in cento perché tutti gli altri sono passati ai socialcosi. Siamo quelli che scrivono più di 140 caratteri, e sembriamo una setta di massoni ottocenteschi: insomma, siamo diventati vintage in sei anni. (Sir Squonk, &#8220;And… we’re [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p><em>Mi piace perché è una piccola tradizione; quando è nato un blog lo avevamo in cento, adesso siamo ancora in cento perché tutti gli altri sono passati ai socialcosi. Siamo quelli che scrivono più di 140 caratteri, e sembriamo una setta di massoni ottocenteschi: insomma, siamo diventati vintage in sei anni.</em> (Sir Squonk, <a title="And… we’re back! (PslA strikes again, 2009 version: “Hop Hop Hop”) | Blog Squonk" href="http://www.blogsquonk.it/?p=3578">&#8220;And… we’re back! (PslA strikes again, 2009 version: “Hop Hop Hop”</a>)</p></blockquote>
	<p>Ha ragione, Sir, i blogger sono tra i pochi a essere stati <em>vintage</em> fin dalla nascita.<br />
Le bollicine del nuovo mercato erano scoppiate da poco, centinaia di dot-com <a title="Ghost Sites of the Web | Web 1.0 history, forgotten web celebrities, old web sites, commentary, and news by Steve Baldwin" href="http://www.disobey.com/ghostsites/">erano diventate fantasmi</a> da un giorno all&#8217;altro e Splinder era ancora una directory/motore di ricerca (si chiamava <a title="Bloggando | Splinder" href="http://bloggando.splinder.com/">Bloggando</a>) con un centinaio scarso di blogger indicizzati. Dedicarsi alla scrittura negli anni in cui si esaltava la multimedialità, scegliere la parola scritta, sia pure a monitor, per tenere viva e rinverdire una tradizione antiquata come quella del diario personale, farlo in maniera <em>gratuita</em> e spesso guascona: tutte cose che già sei, sette anni fa potevano puzzare <em>d&#8217;antan</em>. Oggi la lunghezza (!) e la fissità (!!) di un post sembrano scalfiti nella pietra se paragonati al flusso e al rumore di fondo dei socialcosi in ascesa. Figuriamoci la <em>fossilità</em> di un .pdf, la sua staticità impaginata, il suo trovarsi allo stesso url, anno dopo anno, <em>come una piccola tradizione</em>: il <a title="PslA 2009 | .pdf" href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2009.pdf">Post sotto l&#8217;Albero 2009</a>, grazie ancora Sir.</p>
	<p>[Il mio contributo si chiama <strong>"Il Natale n.55 di Madama Vertebra"</strong>: vi incollo l'attacco qui sotto, il seguito lo trovate a pagina 56 della raccolta]</p>
	<p>&#8220;Da quando la città era stata fortificata Madama Vertebra e suo marito abitavano accanto alla cinta muraria.</p>
	<p>Cinque anni prima la casa era stata affiancata dal muro massiccio che gli avevano costruito a ridosso nell&#8217;operazione &#8220;Strengthening limits &#8211; III&#8221;. Le lastre di cemento avevano superato in altezza le tegole del tetto. Madama Vertebra apriva la finestra e si trovava a un metro dal grigio avariato della Parete Sud, settore B17. Attraverso una feritoia che quasi coincideva con l&#8217;ampiezza del finestrino accanto alla doccia, poteva scorgere cosa fosse il cielo oltre la città in cui era nata. Quando richiudeva le imposte, specchiandosi di sfuggita mentre ricaricava l&#8217;acqua, gli pigliava un po&#8217; d&#8217;uggia e si immusoniva. Pensava che in vita sua non aveva visto nient&#8217;altro se non le strade e le case del suo cerchio di città e gli veniva come un giramento di testa. Una cosa a metà tra la paura e l&#8217;ebetudine. Madama Vertebra usciva dal bagno, scendeva nell&#8217;orto e si metteva a strappare via le erbacce, pensando a come mettere insieme la cena. Aveva cinquantacinque anni, una gamba claudicante, un figlio grande e una casa a ridosso di un muro enorme, calcinato dal sole e maledetto da chi lo guardava da fuori.&#8221;
</p>
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		<title>[Copenhagen] TwitteReporting: foto e cronache</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 18:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ampia copertura e diffusione anche via twitter della manifestazione di oggi al vertice del clima in Danimarca.  Tra i molti fornitori di contenuti e testimonianze, si seguono i tweet di  Zoë Caron, con la cronaca in diretta e le foto via TwitPic. Tra le ultime caricate: una veduta aerea della numerosa massa dei manifestanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ampia copertura e diffusione anche via twitter della manifestazione di oggi al vertice del clima in Danimarca. <span> Tra i molti fornitori di contenuti e testimonianze, si seguono i tweet di  <a title="Zoë Caron | twitter" href="http://twitter.com/ZoeCaron">Zoë Caron</a>, con la cronaca in diretta e le foto via <a title="Zoe Caron | via Twitpic" href="http://twitpic.com/photos/ZoeCaron">TwitPic</a>. Tra le ultime caricate: una veduta aerea della numerosa massa dei manifestanti e un intervento pubblico di <a title="Desmond Tutu | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Desmond_Tutu">Desmond Tutu</a>.</span>]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è una marcia in Danimarca</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 15:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;Soltanto un movimento di persone può salvare la civiltà dalla crisi climatica&#8221;1
	Simbolicamente non poteva esserci luogo più adatto: nelle terre di Amleto. A Copenhagen, sul vertice dei leader mondiali pesa una questione enorme eppure abbastanza sottovalutata. Le azioni e le misure da intraprendere per invertire la rotta dell&#8217;economia mondiale e evitare catastrofi ambientali irreversibili sembrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>&#8220;Soltanto un movimento di persone può salvare la civiltà dalla crisi climatica&#8221;<sup>1</sup></p></blockquote>
	<p>Simbolicamente non poteva esserci luogo più adatto: nelle terre di Amleto. A Copenhagen, sul vertice dei leader mondiali pesa una questione enorme eppure abbastanza sottovalutata. Le azioni e le misure da intraprendere per invertire la rotta dell&#8217;economia mondiale e evitare catastrofi ambientali irreversibili sembrano rimandabili <em>sine die</em>. I governanti sembra vogliano ripararsi alla meglio dietro balletti di cifre e parametri superati di gran lunga dalla cruda realtà.<sup>2</sup> Civiltà o barbarie: <em>that is the question</em>. È il momento di saperlo, è l&#8217;ora di non concedere proroghe. Agendo.</p>
	<p>A Copenhagen il <em>movimento di persone</em> questo lo sa. E incalza, contesta, smentisce e pungola il <a title="Official Cop15 website" href="http://en.cop15.dk/">COP15</a> di questi giorni (United Nations Climate Change Conference Copenhagen 2009) con una pluralità di iniziative che si formano e arricchiscono anche grazie all&#8217;uso di blog, instant-site e l&#8217;uso coordinato dei social media. Siti come <a title="TckTckTck | The World is Ready" href="http://tcktcktck.org/">TckTckTck</a>, <a title="350.org" href="http://www.350.org">350.org</a>, <a title="Climate Justice Action" href="http://www.climate-justice-action.org">Climate Justice Action</a> e <a title="Indymedia Danmark" href="http://indymedia.dk/">Indymedia Danmark</a> diventano veri e propri <em>hub</em>, crocevia di riflessione, coordinamento e azione dove i contenuti generati direttamente dai singoli individui, attivisti, citizen journalist operanti in Danimarca vengono aggregati, diffusi e condivisi secondo argomenti, <em>hashtag</em> o timeline specifiche. Meritoria in questo senso la <a title="350 | Cop15" href="http://www.350.org/cop15">media page di 350.org</a> (lista di TwitteReporter, siti utili, live coverage)</p>
	<p>A Copenhagen il <em>movimento umano</em> esiste e non è lo spettro del padre di Amleto sulle mura di Elsinore, poco dopo il cambio della guardia: è reale, numeroso e non ha da rivelare complotti e avvelenamenti passati perché lo fa già da molti anni,  non chiede vendetta per la terra, ma giustizia. Climatica e sociale, ora.</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;
</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_570" class="footnote">Fred Branfman, <a title="Copenhagen Won't Be Enough -- Only a 'Human Movement' Can Save Civilization from the Climate Crisis" href="http://www.alternet.org/environment/144451/copenhagen_won%27t_be_enough_--_only_a_%27human_movement%27_can_save_civilization_from_the_climate_crisis/">&#8220;Copenhagen Won&#8217;t Be Enough &#8212; Only a &#8216;Human Movement&#8217; Can Save Civilization from the Climate Crisis&#8221;</a>.</li><li id="footnote_1_570" class="footnote">Secondo i dati dell&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni, i cambiamenti climatici obbligheranno duecento milioni di persone a abbondonare le loro terre entro il 2050. Secondo altre fonti, il numero di <em>ecomigranti</em> sarà intorno ai settecento milioni di persone. | Via <a title="Scalo internazionale | Rassegna.it" href="http://www.rassegna.it/articoli/2009/09/16/51965/ecomigranti-la-nuova-emergenza">Rassegna.it | Scalo internazionale</a></li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>[Italia] La bicicletta bianca di Eva</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 22:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eva era di Brno, aveva 28 anni e lavorava a Roma. Quando il lavoro la lasciava libera partecipava alla Critical Mass romana e alle iniziative della Ciclofficina centrale. La notte fra il 29 e il 30 ottobre, di ritorno dal lavoro a Trastevere, è stata investita da un tassista con due persone a bordo su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Eva era di Brno, aveva 28 anni e lavorava a Roma. Quando il lavoro la lasciava libera partecipava alla Critical Mass romana e alle iniziative della Ciclofficina centrale. La notte fra il 29 e il 30 ottobre, di ritorno dal lavoro a Trastevere, è stata investita da un tassista con due persone a bordo su via dei Fori.
E&#8217; rimasta in vita un giorno poi è morta.
La mamma il fratello e tre cugini sono arrivati appena saputo dell&#8217;incidente.
Qualcuno ha messo dei fiori su via dei Fori all&#8217;incrocio con via Cavour, sul palo 27 dell&#8217;acea [da: <a title="della vita e della bici. Il blog di magociclo" href="http://magociclo.blogspot.com/2009/11/perche-non-si-vede-il-fantasma.html">"Perché non si vede il fantasma?"</a> | magociclo blog]]]></content:encoded>
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		<title>[USA] Il crowdsourcing secondo Ethan Zuckerman</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 13:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fondatore di Global Voices, Ethan Zuckerman, ricorda l&#8217;articolo di Jeff Howe, apparso su Wired tre anni fa. È la spinta al guadagno o il sentirsi partecipe di una comunità la molla che muove e vivifica il crowdsourcing? Secondo un recente studio è la pecunia a smuovere le tastiere. Questo dato contrasta con la teoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Il fondatore di <a title="Global Voices Online" href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a>, Ethan Zuckerman, ricorda l&#8217;articolo di <span><a title="Crowdsourcing | blog" href="http://crowdsourcing.typepad.com/">Jeff Howe</a>, apparso su Wired tre anni fa. </span>È <span>la spinta al guadagno o il sentirsi partecipe di una comunità </span><span>la molla che muove e vivifica il <em>crowdsourcing</em>? Secondo un recente studio è la pecunia a smuovere le tastiere. <em>Questo dato contrasta con la teoria di Howe, secondo cui la comunità è la cosa fondamentale mentre i profitti sono solo la ciliegina sulla torta</em>.</span><span> Homo economicus vs zoon politikon once again?[<a title="Jeff Howe on Crowdsourcing" href="http://www.ethanzuckerman.com/blog/2009/03/17/jeff-howe-on-crowdsourcing/">post originale (in inglese)</a> | via <a title="Internazionale blog" href="http://www.internazionale.it/interblog/index.php?blogid=32">Internazionale blog</a>]
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		<title>Le manifestazioni del 6 dicembre in Grecia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 23:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[StoriEstere]]></category>

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		<description><![CDATA[	[teacher dude è un professore di lingua inglese che vive a Salonicco. Come citizen journalist e fotografo ha raccontato, attraverso il blog e i social media, le manifestazioni di protesta del dicembre scorso e di quest'anno in Grecia. Questa cronaca è il resoconto della sua partecipazione alle manifestazioni di domenica scorsa, 6 dicembre, a Salonicco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>[<a title="Teacher Dude | blog" href="http://teacherdudebbq.blogspot.com/">teacher dude </a>è un professore di lingua inglese che vive a Salonicco. Come citizen journalist e fotografo ha raccontato, attraverso il blog e i social media, le manifestazioni di protesta del dicembre scorso e di quest'anno in Grecia. Questa cronaca è il resoconto della sua partecipazione alle manifestazioni di domenica scorsa, 6 dicembre, a Salonicco, anniversario dell'assassinio del giovane Alexis Grigoropoulos da parte della polizia, nel quartiere </em><em>Exarchia di</em><em> Atene]<br />
</em></p>
	<p><em>[La traduzione è mia, ma se avete consigli nel raffronto con <a title="Protests to march the first anniversary of death of Greek teen end in clashes  | teacher dude" href="http://teacherdudebbq.blogspot.com/2009/12/protests-to-march-first-anniversary-of.html">l'originale in inglese</a>, l'editing è ancora aperto. Grazie]</em></p>
	<p>SALONICCO &#8211; Non c&#8217;è nulla che eguagli il terrore cieco nel farti accorgere che sei vivo. Ogni impulso sensoriale t&#8217;accende all&#8217;istante i neuroni, manco fossero un isolato addobbato di luminarie sotto Natale. Improvvisamente diventi consapevole di tutto ciò che ti circonda, le decisioni che di solito ti ronzano in testa per qualche minuto sono prese in una frazione di tempo vicina ai centesimi di secondo. Quello di cui non t&#8217;accorgi, comunque, è il dolore.</p>
	<p>Insieme a circa duecento persone, dopo essere stati inseguiti per più di un chilometro dai poliziotti antisommossa e da quelli in motocicletta, finiamo sotto il palazzo del ministero. Ci troviamo bloccati, senza nessuna via d&#8217;uscita e coi poliziotti che continuano a sparare lacrimogeni in mezzo alla folla nonostante non possiamo spostarci in nessun altro luogo. Vedo se riesco a passare, ma quelli che stanno davanti a me impegnati a farsi picchiare e farsi prendere a calci dalla polizia, sono costretti a rientrare nella massa dei dimostranti. Un candelotto lacrimogeno, sparato da un&#8217;arma che somiglia a un vecchio revolver, rimbalza sull&#8217;asfalto e mi colpisce alla gamba. Nel panico generale non gli presto attenzione, più preoccupato dal fatto che sono tra i prossimi a essere picchiati per poi tornare indietro. Ma indietro dove? Da qui non c&#8217;è via d&#8217;uscita.</p>
	<p><span id="more-553"></span></p>
	<p>Alla fine, quando il gas si è diradato ci siamo accorti di essere circondati. La polizia ci ha ordinato di sederci a terra, prendendo a calci e insultando quelli lungo i bordi. Una donna ferita piangeva chiedendo aiuto ma l&#8217;hanno ignorata e hanno continuato a imprecare contro quelli a terra. Ci sono così tante persone in un posto così piccolo che è difficile trovare spazio. Mi schiaccio accanto ad alcuni studenti delle superiori, abbasso lo sguardo e mi accorgo che i miei jeans sono rossi. Forse c&#8217;è qualcuno ferito. Guardo il ragazzo accanto a me, sta bene. Allora mi balena l&#8217;idea che il sangue potrebbe essere il mio. Il candelotto lacrimogeno in effetti si è portato via una pezzo di carne dalla mia gamba.</p>
	<p>I poliziotti continuano a percuotere quelli che, secondo loro, non si attengono ai loro ordini e qualcosa mi si rompe dentro. Non so che cosa volevo raggiungere e nemmeno se stavo facendo bene, ma mi sono alzato in piedi e ho gridato in inglese che ero un reporter della Reuters&#8221;. Ho mentito, ma è stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Col mio miglior tono da insegnante &#8211; quello del tipo &#8220;Siete stati cattivi, ora mettetevi a sedere&#8221; &#8211; ho continuato a parlare più forte che potevo, aggiungendo che quello che oggi stava accadendo domani sarebbe diventata una notizia di dominio pubblico. Non sono sicuro di quello che possono avere compreso delle mie parole, ma ciò ha distratto la loro attenzione. Sembrava si fossero calmati un po&#8217;, almeno si comportavano meglio. In quel momento il grosso dei giornalisti e dei media ci ha raggiunto e così la polizia si è calmata definitivamente. Bastonare le persone in diretta televisiva non avrebbe avuto nessun senso.</p>
	<p>I dimostranti arrestati sono stati trasportati coi furgoni alla stazione centrale di polizia di Salonicco, chissà cosa succederà. Loro unica colpa quella di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.</p>
	<p>Con l&#8217;aiuto della legal team del corteo sono risucito a trovare un&#8217;ambulanza che mi ha portato all&#8217;ospedale cittadino, insieme a un ragazzo colpito al volto anche lui da un candelotto lacrimogeno. Arrivati là abbiamo visto altre persone ferite in modi analoghi. Tra queste una giovane donna, colpita alla testa, che mi ha poi raccontato della sua macchina fotografica distrutta dalla polizia quando si sono accorti che stava fotografando i loro abusi.</p>
	<p>Secondo il canale greco MEGA la giornata di oggi costituirebbe un grande successo per le autorità, la <em>nuova</em> linea dura della polizia avrebbe portato risultati. Credo che quello che ha portato sia solo una nuova fase dell&#8217;escalation che si prepara nei prossimi giorni.</p>
	<p><em>[di teacher dude - <a title="This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Greece License. " href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/gr/">Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Greece License</a> | traduzione Strelnik]</em>
</p>
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		<title>[Roma] Accolto il ricorso sui respingimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 01:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte europea dei diritti dell’uomo accoglie il ricorso di 13 rifugiati somali e 11 eritrei: il governo italiano dovrà rispondere sui respingimenti in Libia. I difensori hanno fatto appello all&#8217;articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali, che vieta la tortura e trattamenti inumani e degradanti, oltre che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La Corte europea dei diritti dell’uomo accoglie il ricorso di 13 rifugiati somali e 11 eritrei: il governo italiano dovrà rispondere sui respingimenti in Libia. I difensori hanno fatto appello all&#8217;articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali, che vieta la tortura e trattamenti inumani e degradanti, oltre che la riammissione in paesi terzi dove esista il rischio di tortura. La sentenza della Corte potrebbe arrivare tra diversi anni. <em>Anni</em>. [<a title="Fortress Europe | l'osservatorio sulle vittime dell'emigrazione" href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/12/respingimenti-la-corte-europea-ammette.html">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>[Italia] Eretici digitali (giovani)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 22:55:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Originale perché finanziato coi diritti d&#8217;autore dell&#8217;omonimo libro di Massimo Russo e Vittorio Zambardino, il Premio giornalistico &#8220;Eretici digitali&#8221; sembra molto interessante anche nel mix multimediale che incoraggia. Peccato solo per quel limite alla partecipazione per gli autori sopra i 35 anni che stona un po&#8217; con la concezione libertaria del tempo sul web (dice: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Originale perché finanziato coi diritti d&#8217;autore dell&#8217;<a title="Ereteici digitali" href="http://www.ereticidigitali.it/">omonimo libro</a> di Massimo Russo e Vittorio Zambardino, il <a title="Premio giornalistico Eretici digitali" href="http://www.ereticidigitali.it/premio-giornalistico-eretici-digitali/">Premio giornalistico &#8220;Eretici digitali&#8221;</a> sembra molto interessante anche nel mix multimediale che incoraggia. Peccato solo per quel limite alla partecipazione per gli autori sopra i 35 anni che stona un po&#8217; con la concezione <em>libertaria</em> del tempo sul web (dice: perché lo volevi fare e non puoi? Certo, specialmente per questo)]]></content:encoded>
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		<title>[Italia] Terremoto all&#8217;INGV</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 14:20:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un decreto legge del 29 ottobre scorso prevede un riordino che vuole trasferire, forzosamente e arbitrariamente, l&#8217;intero settore del monitoraggio dei terremoti al Dipartimento della Protezione Civile. Una separazione, quella tra monitoraggio e ricerca, che provocherebbe il collasso di entrambe le attività [fonte]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Un decreto legge del 29 ottobre scorso prevede un riordino che vuole trasferire, <em>forzosamente e arbitrariamente</em>, l&#8217;intero settore del monitoraggio dei terremoti al Dipartimento della Protezione Civile. Una separazione, quella tra monitoraggio e ricerca, che provocherebbe il collasso di entrambe le attività [<a title="INGV | Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia" href="http://www.ingv.it/">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>[Spagna] La nuova legge sull&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:02:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Votata la nuova ley de Extranjería, la quarta in 9 anni, con la disapprovazione di 500 ONG che ne criticano l&#8217;immobilismo sui punti più discussi. La legge aumenta fino a 60 i giorni di detenzione dei migranti nei CIE e introduce il concetto di esfuerzo de integración che assomiglia molto al contrato de integración proposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Votata la nuova <em>ley de Extranjería</em>, la quarta in 9 anni, con la disapprovazione di 500 ONG che ne criticano l&#8217;immobilismo sui punti più discussi. La legge aumenta fino a 60 i giorni di detenzione dei migranti nei CIE e introduce il concetto di <em>esfuerzo de integración</em> che assomiglia molto al <em>contrato de integración</em> proposto dal dal Partido Popular due anni fa e allora avversato dai socialisti [<a title="P+DH | Aprobada la ley de extranjería con el voto en contra de 500 ONG " href="http://www.pmasdh.com/2009/11/aprobada-la-ley-de-extranjeria-con-el-voto-en-contra-de-500-ong/">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>No Borders &#124; n. 1</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	Parliamo, riflettiamo e impariamo altro: anche fuori dai confini nazionali, per capire cosa succede di là.
	NoBorders vuole essere questo: una trasmissione web radiofonica fatta attraverso le voci in diretta delle persone che abitano &#8211;  da mesi o anni &#8211; fuori dall&#8217;Italia. Lo scopo è quello di recuperare e riportare storie personali, cronache di accadimenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Parliamo, riflettiamo e impariamo <em>altro</em>: anche fuori dai confini nazionali, per <em>capire cosa succede di là</em>.</p>
	<p><strong>NoBorders</strong> vuole essere questo: una trasmissione web radiofonica fatta attraverso le voci in diretta delle persone che abitano &#8211;  da mesi o anni &#8211; fuori dall&#8217;Italia. Lo scopo è quello di recuperare e riportare storie personali, cronache di accadimenti, descrizioni di luoghi e individui, conosciuti o vissuti direttamente sul posto &#8211; sia che si parli della vita di un quartiere o di un evento nazionale e al di là del fatto se siano arrivate o no sulle prime pagine e sulle homepage dei giornali.</p>
	<p>Per sgombrare il campo dal mito dell&#8217;esterofilia: non parliamo <em>dell&#8217;estero</em> o <em>dall&#8217;estero</em> perché là tutto è meglio, perché questa è una terra ormai persa o per invitare figli e prossime generazioni alla fuga. La scelta è dettata semmai dalla possibilità di avere punti di vista ulteriori, di incontrare situazioni che ci aiutino nell&#8217;arricchirci di prospettive che magari da altre parti hanno preso pieghe diverse, nel bene e nel male. Passare i confini, anche se solo attraverso le frquenze binarie d&#8217;una piccola web radio, ci sembra un buon modo per confrontarsi con la complessità del contemporaneo, per imbattersi in temi che ci stanno a cuore o che ci preoccupano, per capire qualcosa di più sul nostro paese.</p>
	<p><span id="more-515"></span></p>
	<p>Molte delle voci &#8211; in italiano &#8211; che arriveranno e costituiranno i contenuti della sessantina di minuti di <strong>No Borders</strong> apparterranno a bloggers che conosciamo &#8211; o seguiamo in gran l<em>urking</em> &#8211; da tempo, a citizen journalist, a utenti di social media, e più in generale, a quei <em>cittadini attivi digitali</em> capaci di ritrasmettere tramite il web, parte di ciò che sperimentano e vivono nei rispettivi <em>paesi reali</em>.</p>
	<p>Si parte mercoledi sera alle 22.15: Strelnik, Liv (e Enz) <a title="radio catrame19 | la web radio inusuale" href="http://www.catrame19.it/2009/11/30/no-borders-n01/">su radio catrame19</a> con due collegamenti europei dalla <strong>Grecia</strong> (<a title="Tragedie greche | blog" href="http://benty.splinder.com">Benty</a>, da Salonicco) e dal <strong>Belgio</strong> (<a title="Diario di un Ego-Network | blog" href="http://carbonai.it">Davide Carbonai</a>, da Louvain-la Neuve).</p>
	<p><img class="aligncenter size-full wp-image-516" title="NB_01" src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/NB_01.png" alt="NB_01" width="540" height="540" />
</p>
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		<title>[USA] La curiosità di Studs Terkel</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 01:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riascoltando Studs Terkel a un anno dalla sua morte. Lo scrittore, radio broadcaster, storico e  vincitore del Pulitzer per &#8220;The Good War&#8221; (la seconda guerra mondiale raccontata attraverso i racconti orali di americani comuni) viene ricordato da Democracy Now! attraverso un&#8217;ampia scelta di sue interviste. &#124; [fonte]

&#8220;My curiosity is what saw me through. What would [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Riascoltando Studs Terkel a un anno dalla sua morte. Lo scrittore, radio broadcaster, storico e  vincitore del Pulitzer per &#8220;<a title="The Good War | Studs Terkel" href="http://www.studsterkel.org/gwar.php">The Good War&#8221;</a> (la seconda guerra mondiale raccontata attraverso i racconti orali di americani comuni) viene ricordato da Democracy Now! attraverso un&#8217;ampia scelta di sue interviste. | [<a title="Democracy Now! | Studs Terkel 1912-2008: A Democracy Now! Special Tribute to the Beloved Oral Historian and Broadcaster" href="http://www.democracynow.org/2009/11/27/studs_terkel_1912_2008_a_democracy">fonte</a>]<span id="more-508"></span>

&#8220;My curiosity is what saw me through. What would the world be like, or will there be a world? And so, that’s my epitaph. I have it all set. Curiosity did not kill this cat. And it’s curiosity, I think, that has saved me thus far.”
(Studs Terkel)]]></content:encoded>
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		<title>[USA] Ridisegnare i suburbia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Reburbia: un concorso per riqualificare i sobborghi di California, Arizona e Florida. Vince &#8220;Frog&#8217;s Dream&#8221;: le enormi e abbandonate McMansions salvate dall&#8217;acqua e dagli alberi [fonte]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>Reburbia</em>: un concorso per riqualificare i sobborghi di California, Arizona e Florida. Vince <em>&#8220;Frog&#8217;s Dream&#8221;</em>: le enormi e abbandonate <a title="McMansion | wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/McMansion">McMansions</a> salvate dall&#8217;acqua e dagli alberi [<a title="Reburbia | A Suburban Design Competition" href="http://www.re-burbia.com/2009/08/05/the-frogs-dream-suburban-eco-water-management/">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>[mondo] Percezione di trasparenza</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[La percezione della trasparenza dei governi di tutto il mondo. Percezione, non realtà [fonte]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La percezione della trasparenza dei governi di tutto il mondo. <em>Percezione</em>, non realtà [<a title="Transparency International" href="http://media.transparency.org/imaps/cpi2009/" target="_blank">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>Back in White</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Uno sfondo così dichiaratamente bianco questo blog non ce l&#8217;ha mai avuto.
Nel primo lustro di vita (2001-2006) il background è sempre stato total black (#000000; per dirla in esagesimale) senza l&#8217;ombra di pattern a ripetersi in lungo o largo. Nella penultima versione era arrivata una prima concessione al grigio, con un sentore minimo di carta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Uno sfondo così dichiaratamente bianco questo blog non ce l&#8217;ha mai avuto.<br />
Nel primo lustro di vita (2001-2006) il background è sempre stato <em>total black</em> (#000000; per dirla in esagesimale) senza l&#8217;ombra di pattern a ripetersi in lungo o largo. Nella penultima versione era arrivata una prima concessione al grigio, con un sentore minimo di carta stropicciata, come un documento invecchiato sulla scrivania.</p>
	<p>Ora si passa al bianco per diverse ragioni.<br />
La prima è che così si tenta di dare al testo scritto più importanza rispetto all&#8217;interfaccia e alla grafica in generale. La seconda è che ci saranno molti più contenuti (e più frequentemente) rispetto a prima; negli ultimi due anni questo blog è diventato un&#8217;appendice sempre più rinsecchita delle mie attività sul web. Perché nel frattempo era arrivato il web 2.0 e tutto l&#8217;ambaradam dei <em>socialcosi</em> a prendersi il tempo che dedico alle attività digitali e alla mia presenza online. Nulla di nuovo sotto il sole: è successo a molti e siamo ancora tutti vivi.</p>
	<p>Ma è ora di reagire.<br />
<span id="more-464"></span></p>
	<p>Proprio i contenuti provenienti dai social-network dovranno essere quelli che andranno a ridare al caro vecchio weblog una funzione di crocevia, di <em>hub</em>, che le mie identità parallele su <a title="Strelnik | Twitter" href="http://twitter.com/strelnik">Twitter</a>, <a title="Strelnik | FriendFeed" href="http://friendfeed.com/strelnik">FriendFeed</a>, <a title="Strelnik | Tumblr" href="http://strelnik.tumblr.com/">Tumblr</a> et similia in cui mi sono imbattuto e adagiato gli hanno ultimamente eroso. I social network si <em>blogghizzano</em> e il blog ammutolisce o rallenta: è ora, almeno per me, di ribilanciare l&#8217;uso di questi strumenti, importando e incrociando i contenuti  provenienti dal flusso dei social media, anche sotto forma di commenti e feedback varii.<sup>1</sup></p>
	<p>Sulla timeline del blog i contenuti si fermeranno per un tempo più prolungato (rispetto, per esempio, allo scorrere sincopato di un flusso su Frienfeed) e ci saranno più possibilità per un minimo d&#8217;approfondimento, senza chiudersi in uno specialismo escludente.<br />
Questo <em>diario</em> non ha mai avuto una linea editoriale che non fossero i miei interessi: mutevoli, sguaiati, talvolta ombelicali, ma sempre dettati dalla curiosità e dalla possibilità di confrontarsi con altri scriventi, con altre teste, con altre idee e spunti. Anche fuori dall&#8217;Italia e dalle sue ricorrenti vie Gradoli.</p>
	<p>C&#8217;è, c&#8217;ho anche bisogno di uscire dai confini nazionali: per non arroccarsi nell&#8217;autoreferenzialità, per scrivere, leggere o tradurre da e in lingue diverse, per trovare ulteriori sentieri e passaggi, per non contribuire al <em>ventre molle</em>.<sup>2</sup></p>
	<p>E perché:</p>
	<blockquote><p>Everyone is asked their opinion about every detail in order to prevent them from having one about the totality.<br />
(<a title="Raoul Vaneigem | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raoul_Vaneigem">Raoul Vaneigem</a>)</p></blockquote>
	<p>_______________________________________________
</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_464" class="footnote">Grazie a <a title="Ezekiel | Alleniamo questo ventre molle | tumblr" href="http://ezekiel2517.tumblr.com/post/255590117/alleniamo-queste-ventre-molle-1">Ezekiel</a> per l&#8217;ottima dritta di <a title="BackType Connect | Plugin for Wordpress" href="http://www.backtype.com/plugins/connect">Backtype Connect</a> &#8211; di prossima installazione.</li><li id="footnote_1_464" class="footnote">Da un articolo di Beppe Granieri <a title="La blogosfera molle | Giuseppe Granieri | Blog Notes" href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1098">&#8220;La blogosfera molle&#8221;</a> che cita e commenta una relazione di <a title="linkinfluence | First map of the Eurosphere" href="http://us.linkfluence.net/blog/2009/11/20/first-map-of-the-eurosphere/">Anthony Hamelle di Linkfluence</a> che riguardo alla  blogosfera d&#8217;Italia scrive come «appaia molto isolata, rinchiusa in se stessa, sostanzialmente disinteressata rispetto all&#8217;agenda dell&#8217;Unione e pesantemente incline alle opinioni personali piuttosto che alle analisi politiche.»</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>[Seattle] Indymedia compie 10 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Seattle, fine novembre del 1999:  per coprire gli eventi e le contestazioni durante la riunione del WTO un gruppo di grassroots journalists, attivisti, organizzatori e esperti di tecnologia danno vita a Indymedia [fonte]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Seattle, fine novembre del 1999:  per coprire gli eventi e le contestazioni durante la riunione del WTO un gruppo di <em>grassroots journalists</em>, attivisti, organizzatori e esperti di tecnologia danno vita a Indymedia [<a title="Reclaim the Media | The Blind Spot: Indymedia's grassroots daily coverage of the Seattle WTO" href="http://www.reclaimthemedia.org/deepmedia/blind_spot_indymedias_grassroo2348">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>[Roma] Alcoa, i lavoratori contro la cig</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[De brevitate | mundi]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine la cassa integrazione è stata ritirata, ma qualche manganellata ai lavoratori dell&#8217;Alcoa in corteo hanno voluto dargliela [fonte]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Alla fine la cassa integrazione è stata ritirata, ma qualche manganellata ai lavoratori dell&#8217;Alcoa in corteo hanno voluto dargliela [<a title="La Nuova Sardegna | Protesta dell'Alcoa a Roma ritirata la cassa integrazione" href="http://tinyurl.com/yepc92t">fonte</a>]]]></content:encoded>
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		<title>Cambio pelle, interfaccia e gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 16:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	Great words won&#8217;t cover ugly actions and good frames won&#8217;t save bad paintings.
(Refused, New noise)
	Nei prossimi giorni chi s&#8217;avventurasse su queste pagine potrebbe trovare colori e formattazioni di passaggio, tipiche del redesign grafico e funzionale.
Per questo blog &#8211; anzyano di quasi otto anni e in modalità slow da più d&#8217;un paio &#8211; è ora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Great words won&#8217;t cover ugly actions and good frames won&#8217;t save bad paintings.<br />
(<a title="Refused Are Fucking Dead" href="http://www.burningheart.com/refused/reflyr04b.html">Refused</a>, <em>New noise</em>)</p></blockquote>
	<p>Nei prossimi giorni chi s&#8217;avventurasse su queste pagine potrebbe trovare colori e formattazioni di passaggio, tipiche del redesign grafico e funzionale.<br />
Per questo blog &#8211; <em>anzyano</em> di quasi otto anni e in modalità <em>slow</em> da più d&#8217;un paio &#8211; è ora di cambiare un po&#8217;, nei contenuti e nel contenitore.<br />
Per sfizio, passione e prospettiva. Con le parole e coi fatti. Per cambiare tutto, per sfangarla o fallire ancora. O meglio, si vedrà.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parlando di merda e Freud &#124; ChaTales</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=433</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=433#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	[via Skype - 19/11/2009 &#124; ore 16:02:37]
	Calzolai: e sicché
Calzolai: fossi lì&#8230; ti darei tanti di quei ceffoni
Strelnik: maremmaschifa
Calzolai: anzi&#8230; nocchini
Strelnik: e lo so
Calzolai: te sei uno da prendere a nocchini
Strelnik: nocchini e pattoni
Calzolai: ni&#8217; capo
Strelnik: concordo
Strelnik: anche se lotto da sempre per non farmeli dare
Calzolai: i nocchini
Calzolai: son tremendi
Strelnik: i nocchini sono terribili
Strelnik: i peggiori
Calzolai: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>[via Skype - 19/11/2009 | ore 16:02:37]</p>
	<p><strong>Calzolai:</strong> e sicché<br />
<strong>Calzolai:</strong> fossi lì&#8230; ti darei tanti di quei ceffoni<br />
<strong>Strelnik:</strong> maremmaschifa<br />
<strong>Calzolai:</strong> anzi&#8230; nocchini<br />
<strong>Strelnik:</strong> e lo so<br />
<strong>Calzolai:</strong> te sei uno da prendere a nocchini<br />
<strong>Strelnik:</strong> nocchini e pattoni<br />
<strong>Calzolai:</strong> ni&#8217; capo<br />
<strong>Strelnik:</strong> concordo<br />
<strong>Strelnik:</strong> anche se lotto da sempre per non farmeli dare<br />
<strong>Calzolai:</strong> i nocchini<br />
<strong>Calzolai:</strong> son tremendi<br />
<strong>Strelnik:</strong> i nocchini sono terribili<br />
<strong>Strelnik:</strong> i peggiori<br />
<strong>Calzolai:</strong> ma come è stato difficile cacare ieri sera&#8230; non mi era mai capitato<br />
<strong>Strelnik:</strong> ma che dici?<br />
<strong>Calzolai:</strong> te lo giuro<br />
<strong>Strelnik:</strong> ma&#8230; mi stai parlando della tu&#8217; merda?<br />
<span id="more-433"></span><br />
<strong>Calzolai:</strong> sì<br />
<strong>Strelnik:</strong> ma sei pazzo?<br />
<strong>Strelnik:</strong> vuoi che venga a vedere la tua cacca?<br />
<strong>Strelnik:</strong> e dirti<br />
<strong>Strelnik:</strong> &#8220;ma come sei stato bravo!&#8221;<br />
<strong>Calzolai:</strong> ti giuro&#8230; son stato mezz&#8217;ora a ponzare<br />
<strong>Strelnik:</strong> eh?<br />
<strong>Strelnik:</strong> te sei un pervertito, vai<br />
<strong>Calzolai:</strong> gl&#8217;è che a mangiare solo panini<br />
<strong>Calzolai:</strong> ti fai tappo<br />
<strong>Strelnik:</strong> uhm&#8230; in realtà credo che ti garbi tenere la cacca<br />
<strong>Strelnik:</strong> è un gesto di rivolta contro l&#8217;autorità<br />
<strong>Calzolai:</strong> mi son sentito un uomo nuovo<br />
<strong>Strelnik:</strong> (l&#8217;ha detto Freud, mica cazzi)<br />
<strong>Calzolai:</strong> davvero?<br />
<strong>Strelnik:</strong> sì<br />
<strong>Calzolai:</strong> dici sul serio?<br />
<strong>Strelnik:</strong> fase anale dello sviluppo<br />
<strong>Strelnik:</strong> o qualcosa del genere<br />
<strong>Calzolai:</strong> tenere la cacca&#8230; è una forma di protesta?<br />
<strong>Strelnik:</strong> a me da bimbetto &#8211; se proprio si deve parlare di merda &#8211; mi garbava un casino tenerla<br />
<strong>Strelnik:</strong> sì, è una forma di protesta contro l&#8217;autorità (i genitori in primis)<br />
<strong>Calzolai:</strong> ma guarda te&#8230; che roba<br />
<strong>Strelnik:</strong> (e insomma si parla sempre di robe serie io e te, eh?)<br />
<strong>Calzolai:</strong> ehehe</p>
	<p>[19/11/2009 | ore 16:07:26]
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crossing the border &#124; Berlin 1989-2009</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=400</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=400#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[PosTrailer]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;La libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente&#8221;
(Rosa Luxemburg)
	La porta di Brandenburgo nell&#8217;aprile del 1989: pochissime persone sotto le colonne doriche,  sulla sommità 4 cavalli  rigirati verso est per dare le spalle al muro.
Poi un viaggio sulla S-Bahn: in mezzo 4 fermate fantasma per 4 canzoni: dalla stazione di Friedrichstrasse, in vent&#8217;anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>&#8220;La libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente&#8221;<br />
(Rosa Luxemburg)</p></blockquote>
	<p>La porta di Brandenburgo nell&#8217;aprile del 1989: pochissime persone sotto le colonne doriche,  sulla sommità 4 cavalli  rigirati verso est per dare le spalle al muro.<br />
Poi un viaggio sulla <a title="S-Bahn - Berlin | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/S-Bahn_Berlin">S-Bahn</a>: in mezzo 4 fermate fantasma per 4 canzoni: dalla stazione di Friedrichstrasse, in vent&#8217;anni, dall&#8217;est si arriva all&#8217;ovest.<br />
Ancora Brandenburger Tor: i cavalli guardano sempre a est mentre sotto un gigante tiene in braccio una bambina.<br />
Poco più di sette minuti: in mezzo Springsteen che canta Bob Dylan, i Ton Steine Scherben che cercano di uscire dalle proprie camere, i Feeling B in cerca della DDR e Bono Vox e company nel concerto di un mese fa.<br />
<span id="more-400"></span></p>
	<blockquote><p>Le città, le grandi città, hanno un rapporto particolare con la storia. Questa invade il loro spazio con la commemorazione, con l&#8217;ostentata celebrazione di vittorie e conquiste. L&#8217;architettura segue la storia come un&#8217;ombra, anche se i luoghi del potere si spostano secondo le evoluzioni e le rivoluzioni interne. La storia è anche violenza, e spesso lo spazio della grande città ne riceve in pieno i colpi e porta il segno delle ferite. Questa vulnerabilità e questa memoria somigliano a quelle del corpo umano, e sono indubbiamente esse che ci fanno sentire la città così vicina, così emozionante. La nostra memoria, la nostra identità sono messe in gioco quando la «forma della città» cambia, e non abbiamo difficoltà a immaginare ciò che i suoi più brutali sconvolgimenti hanno potuto rappresentare per coloro che ne sono stati vittime insieme ad essa.<br />
(Marc Augé, <a title="Marc Augé | Rovine e macerie" href="http://www.ibs.it/code/9788833915166/augeacute/rovine-macerie-senso.html">&#8220;Rovine e macerie | Il senso del tempo&#8221;</a>)</p></blockquote>
	<p>Attraversando il confine: solo un mio video per la <em>grande città</em> di Berlino, l&#8217;unica città dove andrei a vivere in qualsiasi momento. Senza perdere e vincere, senza guardare indietro, solo per sentirsi spostati in avanti, anche fosse davvero «il paradiso delle ombre», scriveva <a title="Emmanuel Terray | wikipedia" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Terray">Emmanuel Terray</a>.</p>
	<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><br />
<param name="allowFullScreen" value="true" />
<param name="allowscriptaccess" value="always" />
<param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SiGajeKHWLE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" />
<param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/SiGajeKHWLE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
	<p><strong>Sources and credits</strong></p>
	<p>Theme music by <a title="Pseudo | Ambient Music" href="http://pseudoambient.blogspot.com">Pseudo</a><br />
&#8220;Bound To Earth&#8221; | <a title="Negative Sound Institute | Pseudo - Gnostic Guitar ii" href="http://negativesoundinstitute.com/pseudoii.php">Negative Sound Institute</a>,  CCL 2.5</p>
	<p><a title="&quot;Chimes of Freedom&quot; | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=9_hQit-3Vh0">Bruce Springsteen, &#8220;Chimes of freedom&#8221;</a>,<br />
East Berlin, 1988.19.07</p>
	<p><a title="Wir müssen hier raus | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=HubxVl6Cnr4">Ton Steine Scherben, &#8220;Wir müssen hier raus&#8221;</a><br />
Offenbach, 1983.30.05</p>
	<p><a title="Ich such' die DDR | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=hF_mHUm6N6w">Feeling B &#8211; Ich such&#8217; die DDR</a></p>
	<p><a title="&quot;One&quot; | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=cZfUAMehb24">U2, &#8220;One&#8221;</a><br />
Berlin, Brandenburg Gate 2009.11.05</p>
	<p><a title="Crossing the Berlin border on the S-Bahn | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=ciXarXYjP-g">Crossing the Berlin border on the S-Bahn </a><br />
(late &#8217;80s)</p>
	<p><a title="Die Riesen Kommen | Vimeo" href="http://vimeo.com/6895701">Die Riesen kommen</a><br />
Berlin, Royal de Luxe, 2009.02.10</p>
	<p><a title="The Fall of The Berlin Wall 1989 | archive.org" href="http://www.archive.org/details/MomentsInHistory-TheFallOfTheBerlinWall1989">The Fall Of The Berlin Wall 1989 | archive.org</a></p>
	<p>edited by Strelnik<br />
CCL 2.5 | 2009</p>
	<p><em>Per <a title="Aljoscha Rompe | wikipedia" href="http://de.wikipedia.org/wiki/Aljoscha_Rompe">Aljoscha Rompe</a> e <a title="Rio Reiser | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rio_Reiser">Rio Reiser</a></em></p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
	<p>[oggi in tv o sulla rete saremo sommersi di immagini del ventennale della caduta del muro: personalmente aspetto <a title="Marco Paolini | Io e Margareth Thatcher" href="http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=paolini&amp;video=32273">Marco Paolini e il suo racconto-ballata "Io e Margareth Thatcher"</a>, stasera su La7]
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Honduras: lo stallo dopo l&#8217;accordo</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=390</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=390#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filtr]]></category>

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		<description><![CDATA[	[articolo scritto per Filtr]
	Sono passati quattro mesi dall&#8217;alba del 28 giugno quando Manuel Zelaya, presidente dell&#8217;Honduras democraticamente eletto, è stato arrestato nella sua abitazione e trasportato a forza fuori dal paese. Per Zelaya sono state settimane di spostamenti, tentativi di rientro, possibili negoziati e incontri mentre nel paese un fronte di resistenza al golpe ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>[<em>articolo scritto per </em><a href="http://www.bookcafe.net/filtr/">Filtr</a>]</p>
	<p>Sono passati quattro mesi dall&#8217;alba del 28 giugno quando Manuel Zelaya, presidente dell&#8217;Honduras democraticamente eletto, è stato arrestato nella sua abitazione e trasportato a forza fuori dal paese. Per Zelaya sono state settimane di spostamenti, tentativi di rientro, possibili negoziati e <a href="http://noti-alia.blogspot.com/2009/08/lula-recibe-zelaya-e-insiste-con-su.html">incontri</a> mentre nel paese <a href="http://contraelgolpedeestadohn.blogspot.com/">un fronte di resistenza al golpe</a> ha continuato a manifestare e a opporsi al governo di Roberto Micheletti, il presidente <em>de facto</em> insediatosi dopo il golpe. Quattro mesi di tensione continua, di repressione, con più di venti morti, centinaia di arresti, coprifuoco, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Nv8B8Ubz3M0">censura e chiusura dei mezzi di comunicazione</a> ostili al governo. Alla fine di settembre il presidente <em>golpeado</em> era riuscito a rientrare a Tegucigalpa rifugiandosi nell&#8217;ambasciata del Brasile; per tutta risposta Micheletti aveva promulgato un decreto che <a title="Represión de la Dictadura a las libertades en Honduras | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=K0n9c8dUPEQ">sospendeva i diritti civili e aumentava la repressione</a> nei confronti di chi si opponeva e resisteva da quasi cento giorni al golpe.<br />
<span id="more-390"></span></p>
	<p>Il primo colpo di stato nell&#8217;America Latina del nuovo millennio, subito <a href="http://www.un.org/News/Press/docs/2009/ga10842.doc.htm">condannato dell&#8217;ONU</a> e osteggiato della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale tramite una serie di blocchi e sanzioni, potrebbe terminare con <a href="http://hondurascoup2009.blogspot.com/2009/10/tegucigalpa-san-jose-accord-translation.html">l&#8217;accordo</a> firmato dalle dlegazioni di Zelaya e Micheletti il 30 ottobre scorso. Nella sostanza identico a quello che alla fine di luglio, mediatore il presidente costaricense Oscar Arias, la delegazione golpista aveva rifiutato, il <em>Dialogo Guaymuras &#8211; Acuerdo Tegucigalpa San Jose</em> è costituito da <a href="http://hondurasenlucha.blogspot.com/2009/11/acuerdo-guaymuras.html">dodici punti</a> che, oltre al reinsediamento di Zelaya, prevedono che si formi entro questo giovedi un governo di unità nazionale, si sospenda l&#8217;intenzione di istituire un&#8217;assemblea costituente per la riforma della Costituzione, si rifiuti qualsiasi tipo di amnistia per i crimini politici, si riconosca il risultato delle elezioni del prossimo 29 novembre, si crei una commissione d&#8217;inchiesta sugli accadimenti prima e dopo il 28 giugno e si solleciti la revoca delle sanzioni economiche. Manuel Zelaya, ancora costretto all&#8217;interno dell&#8217;ambasciata brasiliana circondata dai militari, pur dicendosi ottimista e ringraziando la comunità internazionale per aver sostenuto e voluto questa soluzione, due giorni fa ha diramato <a href="http://www.midiaindependente.org/pt/blue/2009/11/457752.shtml">un comunicato</a> specificando, tra le altre cose, che il punto cinque dell&#8217;accordo, prevede che &#8220;il potere esecutivo ritorni allo status che aveva prima del 28 di giugno&#8221;; per il presidente deposto la formazione di un governo di unità nazionale non può avvenire senza che il voto del Congresso abbia prima sancito il suo reinsediamento. Congresso che però <a href="http://www.allvoices.com/contributed-news/4547832-honduran-congress-still-not-called-into-session">ancora non viene convocato</a>. In maniera molto diversa sembra pensarla Micheletti che ha fatto avere a Zelaya <a href="http://hondurascoup2009.blogspot.com/2009/11/government-of-national-unity.html">una lettera</a> in cui stila una lista di dieci nomi, scelti solo da lui, che dovrebbero far parte del governo di unità nazionale.</p>
	<p>Ieri si è insediata la Commissione di verifica dell’accordo: oltre a membri delle due parti avverse ne fanno parte l&#8217;ex presidente cileno, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ricardo_Lagos">Ricardo Lagos</a>, e la ministra del Lavoro degli Stati Uniti, <a href="http://narcosphere.narconews.com/thefield/3577/big-gun-us-labor-secretary-hilda-solis-heads-honduras-tuesday">Hilda Solís</a>, forse la più progressista tra i ministri del governo Obama; anche per lei bisogna procedere velocemente in modo da rispettare la scadenza di giovedi. In questa situazione d&#8217;incertezza e temporeggiamento, a fronte delle tattiche di stallo dei golpisti, la mobilitazione del fronte contro il golpe non diminuisce: un presidio permanente è stato costituito di fronte al Congresso. <em>“Mel, amigo, el pueblo está contigo!”</em> gridano i manifestanti. Ormai da più di quattro mesi.</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
	<p>Per chi volesse avere aggiornamenti e <em>news dal basso</em>: <a title="iNews | I fatti raccontati attraverso i social media." href="http://inews.tumblr.com/">iNews | I fatti raccontati attraverso i social media</a>.
</p>
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		<title>ParlaComeScrivi #33 &#124; La Baraque</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	La Baraque rappresenta una delle più curiose e belle esperienze di autogestione in Belgio; è dal 1972 che nel bel mezzo della campagna della Wallonie, un gruppo di studenti universitari e cittadini di Louvain-la-Neuve decidono di resistere agli espropri e di edificare ex-novo piccoli manufatti abitativi, riadattare e modificare roulotte e camper, organizzare una vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img src="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/la_baraque.jpg" alt="la_baraque" title="la_baraque" class="aligncenter size-full wp-image-382" /><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Baraque_%28Louvain-la-Neuve%29"></p>
	<p>La Baraque</a> rappresenta una delle più curiose e belle esperienze di autogestione in Belgio; è dal 1972 che nel bel mezzo della campagna della Wallonie, un gruppo di studenti universitari e cittadini di Louvain-la-Neuve decidono di resistere agli espropri e di edificare ex-novo piccoli manufatti abitativi, riadattare e modificare roulotte e camper, organizzare una vita di comunità.<br />
Nasce così La Baraque.<br />
Tra questi studenti c’era <strong>Marielle</strong>, oggi architetta, che racconta ai microfoni di ParlaComeScrivi nascita, vita e miracoli de La Baraque. Intervistata da Liv e Strelnik (in studio) nonché dal sociologo Calzolai, in loco, ed in vena di francesismi, visto che dovrebbe pure tradurre. Si ringrazia da subito il nostro fonico, Enz, che lavora incessantemente ormai da 20 giorni per approntare al meglio un vagonaccio belga quanto più catramatico e pronto all’uso.</p>
	<p><strong>Stasera dalle 22.15 in diretta &#8211; collegamenti skype aperti a tutti &#8211; su</strong> <a href="http://www.catrame19.it/">radio catrame19</a>.<br />
<em>Vai, Enz.</em>
</p>
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		<title>Internazionale festival &#124; 2</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	Non fa sconti a nessuno Loretta Napoleoni: prima fra tutti all&#8217;economia.
La situazione per lei rimane grave e il fallimento dell&#8217;attuale sistema bancario assicurativo rimane una delle possibilità contro cui potremo andare a sbattere nei prossimi tempi. Strano periodo quello in cui i governi salvano le banche a forza di miliardi di dollari (c&#8217;era ancora Bush, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Non fa sconti a nessuno <a title="Loretta Napoleoni | blog" href="http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/">Loretta Napoleoni</a>: prima fra tutti all&#8217;economia.<br />
La situazione per lei rimane grave e il fallimento dell&#8217;attuale sistema bancario assicurativo rimane una delle possibilità contro cui potremo andare a sbattere nei prossimi tempi. Strano periodo quello in cui i governi salvano le banche a forza di miliardi di dollari (c&#8217;era ancora Bush, non dimentichiamolo) e allo stesso tempo rimangono inerti quando si tratta di riformare in modo efficace e trasparente il sistema economico. La cosa tragica è che i politici non lo fanno perché non sanno quale nuovo modello adottare; i governanti hanno perso ogni tipo di controllo sull&#8217;economia e così brancolano, temporeggiano (in Italia <em>portaporteggiano</em>)<em> </em> mentre i peggiori spiriti animali si muovono quasi indisturbati per tutto il pianeta: è <a title="L'economia canaglia | Loretta Napoleoni" href="http://www.uninstallation.eu/wordpress_italian/?p=23">l&#8217;economia canaglia</a>, forza oscura e nascosta, da sempre presente nella nostra società, che affiora nei momenti di crisi quale è questo profondissimo momento di transizione iniziato dopo la fine della guerra fredda e la scomparsa dei regimi del blocco dell&#8217;est; il muro di Berlino cade sulla testa delle donne,<sup>1</sup> le prime a subire il processo di privatizzazione sfrenata e di messa in schiavitù che porta con sé l&#8217;avvento della globalizzazione.<br />
<span id="more-360"></span></p>
	<p>Ascoltare la Napoleoni rispondere alle tante domande che si susseguono stamattina in questo incontro pubblico alla Sala Estense fa un effetto paradossale: mi conferma il baratro in cui stiamo scivolando e allo stesso tempo mi rafforza attraverso la forza della <em>ragionevolezza</em> e della <em>chiarezza</em> con cui descrive la situazione. Ragione e trasparenza: qualità che sembrano non esistere più in troppi cittadini consumatori, atomizzati, semi-anestitezzati e immersi in una Matrix spugnosa, &#8220;un mondo di fantasia in cui qualcuno li ha <em>candidamente</em> convinti che la loro è la miglior vita possibile. Qualità che ci siamo dimenticati di possedere e che invece dobbiamo utilizzare al meglio per &#8220;cercare di guardare dietro la facciata comoda della vita di tutti i giorni&#8221;<sup>2</sup> per scoprire il percorso (e le conseguenze) di quello che consumiamo.<br />
L&#8217;economista analizza e spiega impietosamemte la difficilissima situazione che milioni di persone stanno affrontando in tutto il pianeta, critica fortemente lo strumento del PIL comodamente e riduttivamente usato come indicatore della ricchezza di un paese senza includere al suo interno, per dirne solo due, l&#8217;inquinamento ambientale e la disoccupazione. Napoleoni sottolinea il numero altissimo &#8211; circa cinquanta milioni &#8211; di disoccupati che si prevedono solo in Europa entro il 2009 e a chi un po&#8217; troppo ingenuamente gli chiede quando finirà la crisi risponde che &#8211; palla di vetro a parte e che nessuno ha &#8211; uno dei migliori indicatori per sapere quando ci avvieremo al termine della crisi potrebbe essere proprio il tasso di discoccupazione, includendo nel novero anche la diminuzione e la cessazione della precarietà che altro non è che una forma nascosta di disoccupazione.<br />
Ancora parlando dell&#8217;attuale concetto di PIL Loretta Napoleoni ci porta l&#8217;esempio dell&#8217;Islanda che nel 2005 era una nazione con il reddito pro capite tra i più alti e nel 2008 si trova in uno stato di bancarotta tale che si regge solo attraverso un indebitamento verso l&#8217;FMI. Il puntare sull&#8217;industria dell&#8217;alluminio ha inoltre recato danni enormi all&#8217;ambiente e alle condizioni di vita degli islandesi: anche in questo caso cercando la crescita del PIL non si è ottenuto maggiore ricchezza ma addirittura condizioni disastrose.</p>
	<p>Continuando a rispondere all&#8217;intervista collettiva che il pubblico costruisce si toccano altri temi interessanti. Napoleoni cita uno studio dell&#8217;università di Cambridge su come gli uomini (che operano nella finanza) gestiscono a livello ormonale il loro lavoro: una sorta di ciclotimia chimica in bilico tra situazioni di testosterone a mille e euforia continua nei momenti di guadagno e produzione di cortisolo e conseguente ingigantimento del panico e del rischio nei momenti di crisi. Una doccia scozzese emotiva che rimbambisce e che ha effetti catastrofici sull&#8217;economia reale.</p>
	<p>Si susseguono ancora domande: sulla Tobin tax (non basta, perché quel che più serve è ritornare ad alcuni leggi fisse che impediscano efficacemente la speculazione, un accordo legislativo globale che permetta un&#8217;armonizzazione e una correzione delle storture e delle sopraffazioni dell&#8217;economia selvaggia), sulla <a title="Decrescita | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita">decrescita</a> (in alcuni aspetti può funzionare perché un uso più razionale e consapevole delle risorse non può che fare bene, ma come modello globale ha delle mancanze; non avendo la parte finanziaria funzionerebbe in alcuni paesi e in altri no), sulla green economy (potrebbe essere un veicolo per cambiare la struttura dell&#8217;economia: Cina, Spagna e Germania, per esempio, stanno investendo moltissimo sulle energie alternative. Il futuro è quello, ma in Itala la vedo brutta)<br />
Specificamente all&#8217;Italia è rivolta una delle ultime domande: lo scudo fiscale, la manovra che permette il rientro di capitali esteri che altro non è che l&#8217;ennesimo condono. O a dircela ancora più chiaramente con le parole della Napoleoni: &#8220;un ulteriore passo nell&#8217;istituzionalizzazione dell&#8217;evasione fiscale.&#8221;</p>
	<p>L&#8217;antica lotta tra politica e economia sembra impigliata in una ragnatela di illusioni: a noi la volontà di rinegoziare un contratto sociale che ci metta in salvo dai <em>gangster</em> (mafie, oligarchie, faccendieri, politici corrotti) dell&#8217;economia mondiale.<br />
Uscendo in piazza del Municipio mi viene in mente <a title="Chris Carlsson | The Tortoise vs. the Gangster" href="http://www.processedworld.com/carlsson/nowtopian/2008/12/05/the-tortoise-vs-the-gangster/">l&#8217;esempio della tartaruga e del gangster che ha inventato Chris Carlsson</a>. Alla fine dei giochi, secondo lui, la lentezza della tartaruga prevarrà sull&#8217;ingordigia del gangster. Ci vuole una <em>&#8220;pazienza radicale&#8221;</em>, ma sembra restarci poco altro.</p>
	<p>____________________________________
</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_360" class="footnote"><em>&#8220;Abbiamo salutato con gioia l&#8217;abbattimento del muro di Berlino, peccato sia caduto sulla testa delle donne&#8221;</em> (Commento di un&#8217;esponente della Duma russa) in: L. Napoleoni &#8220;L&#8217;economia canaglia&#8221;, il Saggiatore, 2008.</li><li id="footnote_1_360" class="footnote"> &#8220;L&#8217;economia canaglia&#8221; op.cit. </li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Internazionale festival &#124; 1</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 00:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Dave Randall, senior editor all&#8217;Independent on Sunday, è un giornalista che crede nel citizen journalism. A chi tra il pubblico gli chiede come fare a farsi pagare risponde che non si fa giornalismo cittadino spinti da questo motivo. Se a qualcuno succederà sarà una cosa secondaria perché la principale motivazione del raccontare i fatti senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dave Randall, senior editor all&#8217;<a href="http://www.independent.co.uk/">Independent on Sunday</a>, è un giornalista che crede nel <em>citizen journalism</em>. A chi tra il pubblico gli chiede come fare a farsi pagare risponde che non si fa <em>giornalismo cittadino</em> spinti da questo motivo. Se a qualcuno succederà sarà una cosa secondaria perché la principale motivazione del raccontare i fatti senza essere iscritto all&#8217;ordine va ricercato nel valore democratico che il gesto ha in sé: usare gli strumenti del giornalismo classico per informarsi a vicenda, cercare di narrare delle storie, trovare e applicare una linea narrativa. <em>&#8220;Se ci tieni abbastanza lo puoi fare da ora&#8221;</em> ed è uno dei migliori contributi alla libertà di pensiero e di informazione.<br />
<span id="more-338"></span></p>
	<p>Durante l&#8217;incontro con Randall sfilano pezzi di contributi video ideati e realizzati interamente da giornalisti e videogiornalisti non professionisti; è un&#8217;iniziativa degli stessi <a href="http://festival.internazionale.it/">organizzatori</a> che insieme al giornalista inglese ne hanno selezionato una decina. Il primo video ha come protagonista una molecola cancerogena, l&#8217;acrillammide, che si sprigione friggendo, per esempio, le patate a temperature: ha un taglio alla Report con tanto di voce off e di intervistatore che si fa riprendere durante le interviste; il secondo è realizzato nel porto di Ischia dove si vedono delle navi che scaricano in mare liquami color merda &#8211; musica di sottofondo senza parole. E a seguire estratti da:&#8221;Come Serafino&#8221; in cui l&#8217;autore segue e ascolta due pastori di Pordenone in piena transumanza il giorno dell&#8217;elezione di Barack Obama; &#8220;Made in China&#8221; &#8211; per la realizzazione tecnica è forse il migliore ma è forse il meno <em>journalism</em> di tutti &#8211; offre una serie di immagini di strada e di lavoro, opportunamente montate, ridandoci uno spaccato della Cina odierna; &#8220;I phone center&#8221; racconta la storia di molti phone center di Vicenza costretti a chiudere per un&#8217;ordinanza che prevedeva l&#8217;apertura obbligatoria di due bagni all&#8217;interno dei locali; &#8220;La vera storia di Aline&#8221; con il paradosso tutto italiano di Aline che a diciotto anni diventerà suo malgrado clandestina in caso  non possa iscriversi all&#8217;università o non riesca a trovare un lavoro a tempo indeterminato; &#8220;Gli affari sono affari&#8221;, video di denuncia di un&#8217;azienda di Padova che &#8220;collezionava&#8221; rifiuti tossici e altre sostanze pericolose; &#8220;Otto senza un tetto&#8221; che mostra e descrive i container di una sorta di bidonville alle porte di Palermo.</p>
	<p>La sala è pienissima, le domande fioccano e Randall risponde in maniera esauriente e ironica, non dimenticando di lasciare la sua solidarietà a chi domani manifesterà per la libertà di stampa. Qualcuno chiede chi controllerà le fonti &#8211; questione più che ricorrente da Platone in giù. Randall risponde<em> &#8220;nessuno&#8221;</em> ribadendo che il problema dell&#8217;affidabilità vale per tutti, anche per i media mainstream e che è sempre l&#8217;esperienza del pubblico (di chi legge, di chi guarda, di chi ascolta) a poter dire se qualcosa è vero o meno.</p>
	<p>Dopo una piadina crescenza e prosciutto (buona, ma con una sete infernale a fargli da effetto collaterale) si va da <a href="http://giannigipi.blogspot.com/">Gipi</a>, uno dei pochi disegnatori al mondo che tiene il palco come una rockstar. L.M.V.D.M. al teatro comunale viene segnalata come edizione <em>deluxe</em>, ma è lo stesso Gipi a dire che non è vero e che ci hanno fregati: il reading concerto in effetti si snoda come sempre e come sempre è davvero ganzo. Stavolta non ci sono le tavole proiettate alle spalle dell&#8217;autore, ma c&#8217;è un batterista, oltre al chitarrista e al tastierista che accompagnano il lungo pisano nel suo racconto al dottor controluce. Un bis con un orso livornese (Gigi balla?) che dice sempre &#8220;cazzo&#8221; e trotta nel finale blues-funk &#8211; anche se non si doveva &#8211; e poi Gipi saltella dietro le quinte col teatro ad applaudirlo convinto.</p>
	<p>Il primo giorno finisce con il concerto de <a href="http://www.leluci.net/">le luci della centrale elettrica</a> nella sala estense che non può contenere tutti quelli che avrebbero voluto entrare. Vasco Brondi lo si conosce da un bel po&#8217; e lo si apprezza fin dai tempi in cui c&#8217;aveva tre-canzoni-tre su Myspace che si mandavano su <a href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>. Stavolta non c&#8217;è Giorgio Canali, ma un&#8217;altra chitarra elettrica, un violoncello e un violino, suonati con le distorsioni giuste per illustrare le catrastrofi degli anni zero. Oltre ai pezzi del suo ultimo lavoro su cd arriva una cover de &#8220;La domenica delle salme&#8221; e il risultato è ottimo. Così come l&#8217;urlo finale, reiterato, già letto qualche canzone prima: <em>&#8220;La disperazione è una forma superiore di critica, per ora possiamo chiamarla felicità&#8221;</em>. Leo Ferré e tutti a letto.</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Per altre info, foto, impressioni, link e appunti al volo ci sono anche i miei due <em>socialcosi</em>: <a href="http://friendfeed.com/strelnik">Friendfeed</a> e <a href="http://twitter.com/strelnik">Twitter</a>.
</p>
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		<title>Going to Ferrara</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 13:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
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		<description><![CDATA[	A24 come le carrozzabili del far west stamattina: tra Pedaso e Grottammare tre macchine attendono in un&#8217;area di sosta un furgone portavalori. Gli occupanti sono armati. Una macchina della polizia gli si avvicina e quelli sgommano via lasciandosi dietro raffiche di mitraglia. Poi abbandonano le tre auto e le incendiano. Il traffico viene bloccato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>A24 come le carrozzabili del far west stamattina: tra Pedaso e Grottammare tre macchine attendono in un&#8217;area di sosta un furgone portavalori. Gli occupanti sono armati. Una macchina della polizia gli si avvicina e quelli sgommano via lasciandosi dietro raffiche di mitraglia. Poi abbandonano le tre auto e le incendiano. Il traffico viene bloccato per diverse ore: quando riusciamo a passare noi &#8211; verso mezzogiorno &#8211;  la coda verso Bologna è già scemata abbastanza, mentre nella direzione opposta la sequenza di mezzi fermi è ancora chilometrica.</p>
	<p>Inizio rocambolesco, poi tutto liscio fino a destinazione. Ferrara, città delle biciclette &#8211; &#8220;dei ciclisti&#8221; nella versione inglese &#8211; ci appare subito bella verde, con le mura rosse e un complesso industriale, appena usciti dall&#8217;autostrada, che potrebbe essere la <em>centrale elettrica</em> del Vasco Brondi di qua e che stasera suona dopo cena. </p>
	<p>Ora s&#8217;entra nei meandri del festival per vedere l&#8217;effetto che fa.
</p>
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		<title>Internazionale, futuro festival</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 08:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Post doppiamente &#8220;internazionale&#8221;.
	Primo: perché viene scritto da Praga, in mezzo al nostro viaggio europeo (dopo le tappe del festival del cinema veneziano e quella viennese);
secondo: perché sono davvero molto contento d&#8217;essere tra la ventina di blogger accreditati per scrivere del festival di Internazionale che si terrà a Ferrara agli inizi d&#8217;ottobre.
Sarà un&#8217;ottima occasione per raccontare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Post doppiamente &#8220;internazionale&#8221;.</p>
	<p>Primo: perché viene scritto da Praga, in mezzo al nostro viaggio europeo (dopo le tappe del festival del cinema veneziano e quella viennese);<br />
secondo: perché sono davvero molto contento d&#8217;essere tra la ventina di blogger accreditati per scrivere del <a href="http://festival.internazionale.it">festival di Internazionale</a> che si terrà a Ferrara agli inizi d&#8217;ottobre.<br />
Sarà un&#8217;ottima occasione per raccontare, intervistare e &#8220;reportare&#8221; (sia sul blog sia sui social-cosi 2.0) quel che si vedrà e si ascolterà dalle parti della città delle biciclette dalla viva voce dei protagonisti.<br />
Intanto domattina si parte per Berlino, una delle città &#8220;internazionali&#8221; per eccellenza (credo e spero).
</p>
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		<title>L&#8217;ultimo post (da single)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 13:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	Domani mi sposo.
Meglio: domani io e Liv ci si sposa.
	E se questo blog fosse un film &#8211; come c&#8217;era scritto sulla testata quasi otto anni fa &#8211; qui trovereste scritto che questa scena va in online sulla scia di tutto quel che consegue, nella buona e nella cattiva sorte, da sei anni a questa parte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Domani mi sposo.<br />
Meglio: domani io e Liv ci si sposa.</p>
	<p>E se questo blog fosse un film &#8211; come c&#8217;era scritto sulla testata quasi otto anni fa &#8211; qui trovereste scritto che questa scena va in online sulla scia di tutto quel che consegue, <em>nella buona e nella cattiva sorte</em>, da sei anni a questa parte. Con &#8220;Everlong&#8221; di sottofondo, anticipata dall&#8217;intro di <a href="http://www.archive.org/details/12rec.014">&#8220;the east is red&#8221;</a> e una risata nostra, <em>mia e tua</em>, lanciata nel vento di luglio a Sagres diverse estati scorse.</p>
	<p>C&#8217;eravamo guardati negli occhi, appena scesi dall&#8217;aereo, chiedendoci reciprocamente chi fossimo e cosa ci facessimo lì: con la pioggia di Porto che ci faceva sentire meglio, con tutto un viaggio per scoprire chi eravamo e dove stessimo andando.<br />
Ora un po&#8217; di cose le sappiamo: partiti da universi lontani, ci siamo ritrovati sotto lo stesso tetto, a guardare un film, a partire per un concerto, a preparare da mangiare, a pigliarci per il culo, a far l&#8217;amore; a conoscersi, a incoraggiarsi, a scambiarsi amicizie, dentifricio e urli.</p>
	<p>Manca un giorno e sono qui, adagiato al primo pomeriggio e alla pagina cinquantasei de <a href="http://www.ibs.it/code/9788876180934/larcenet-manu/scontro-quotidiano-vol.html">&#8220;Lo scontro quotidiano&#8221;</a> di Manu Larcenet: <em>&#8220;Tutto è meglio con te che senza di te&#8221;</em>.</p>
	<p>Sono contento, sono a poche ore da tutti quelli che verranno a brindare con noi.<br />
Tra poco si va.</p>
	<p>(La vecchia guardia blog regge: fratelli e sorelle di reggimento, vi si vuol bene)
</p>
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		<title>La morte in pensione &#124; #2</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 22:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Taberna_Xtory]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;So dove sono i ricchi&#8221;
Taberna ha lasciato che la frase dondolasse a mezz&#8217;aria, appesa al soffitto della cucina neanche fosse un&#8217;aringa secca da strusciarci sopra il pane quando non c&#8217;è rimasto nulla da mangiare.
&#8220;Ancora con questa storia?&#8221;
 Il Poli s&#8217;è riempito il bicchiere e l&#8217;ha vuotato d&#8217;un fiato.
 &#8220;Ma è possibile che non pensi ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;So dove sono i ricchi&#8221;<br />
Taberna ha lasciato che la frase dondolasse a mezz&#8217;aria, appesa al soffitto della cucina neanche fosse un&#8217;aringa secca da strusciarci sopra il pane quando non c&#8217;è rimasto nulla da mangiare.<br />
&#8220;Ancora con questa storia?&#8221;<br />
 Il Poli s&#8217;è riempito il bicchiere e l&#8217;ha vuotato d&#8217;un fiato.<br />
 &#8220;Ma è possibile che non pensi ad altro?&#8221;<br />
Taberna ha sorriso di sbieco arricciando la bocca dalla parte sinistra, preso all&#8217;amo d&#8217;un ghigno indesiderato. S&#8217;è spostato sulla sedia e il suo muso a pungiglione ha conquistato il centro del tavolo, come uno studente che contesta veementemente la commissione che ha di fronte.<br />
&#8220;Qualcuno mi vieta di pensarci? O non ho nemmeno la possibilità di pensarci, secondo te, Poli?&#8221; &#8211; ha ribattuto per niente spazientito.<br />
<span id="more-292"></span></p>
	<p>Ho guardato gli occhi del Poli: schermate da due lenti massicce e pulitissime accoppiate sotto una montatura tenuta insieme dal nastro adesivo in un paio di punti, aveva le pupille  che puntavano la testa del Taberna come volessero entrarci dentro a scoprire cosa cosa s&#8217;agitasse nel labirinto di sinapsi, dendriti e neuroni che governava le scelte del nostro amico da ormai più di tre lustri.<br />
&#8220;Certo che ci puoi pensare. Ma puoi pensare anche ad altro nel frattempo. Non c&#8217;è solo quello. Se ancora non te ne sei accorto ci sono un mucchio di cose da fare o da pensare anche senza bisogno d&#8217;incasinarsi la vita coi ricchi&#8221;<br />
Il Poli ha ripreso un pochino il fiato,  s&#8217;è tolto gli occhiali e ha appoggiato l&#8217;incavo della mano sulla tempia. La cucina di casa sua sapeva di pesce appena pescato, sua moglie era fuori a vendere le patate che in quell&#8217;anno avevano raccolto in gran quantità  e lui stava lì col Taberna a chiacchierare di fatti di vent&#8217;anni prima.  Due millenni fa per quello che sembrava a lui.<br />
&#8220;Taberna, miseriaccia infame, ma non t&#8217;è bastato averli avuti tra i piedi per tutto il tempo che li abbiamo sopportati? Ma che ne senti la mancanza, eh? Ti mancano i ricchi?&#8221; &#8211; e c&#8217;ha sciancato una delle sue risate grasse che l&#8217;abbracceresti da capo a piedi quest&#8217;uomo di un un metro e ottanta e settantacinque anni che ora vende il pesce sul banco attaccato al muro di casa sua in questo pezzo di quel che era il Portogallo che ha l&#8217;America così vicina da averci un oceano in mezzo.<br />
&#8220;Dai, Taberna, lasciali perdere. Alla fine è andata bene come è andata, no?&#8221;<br />
&#8220;Non lo so se a loro gli è andata così male. Non ne sarei tanto sicuro fossi in te&#8221; &#8211; Taberna s&#8217;era rimesso con le schiena appoggiato alla sedia, il collo ritto e la bocca serrata. Una postura e un&#8217;espressione che, fin da quando ci si conosce tutti e tre, sono soliti annunciare intemperie, imprevisti, carambole e eventi rocamboleschi nelle vite di tutti e tre.<br />
&#8220;E a te che te ne frega Taberna?&#8221; &#8211; ho rincarato io &#8211; &#8220;mica stiamo facendo una gara a chi sta meglio? I ricchi facciano pure quello che vogliono, basta che non ci abbiamo più nulla a che fare. Stiano dove stanno e come stanno adesso, a noi non ci fa più né caldo né freddo. Capisci, Taberna?&#8221;<br />
Taberna l&#8217;ha detto. Ha detto: &#8220;Voi non sapete un cazzo.&#8221;</p>
	<p>A questo punto avremmo potutto mandarlo in culo senza nemmeno troppo velluto. Il Poli avrebbe potuto alzarsi per provare a andare in gol al cesso, io avrei potuto attrezzare un secondo cannone rischiando la tachicardia, il collasso e le risate dei vicini, due hippie canadesi sulla sessantina, salutisti, che l&#8217;erba se la mangiano invece di fumarla perché così rispettano di più i polmoni e la madre terra. Sarebbero potuti arrivare Bernard con una bella sporta di pesce appena pescato urlando di preparare il tavolo e una chitarra amplificata o Paulino della compagnia dei poeti zappatori a dissodare la terra e a riempirci gli orecchi di rime sciolte e correggioni da sforzo. Sarebbe potuta tornare quella gran donna di Ágata, la moglie del Poli, vent&#8217;anni meno di lui, antropologa, gran cuoca e con un viso che faceva star contento almeno un terzo dei vecchi del paese.</p>
	<p>Invece non è arrivato nessuno e Taberna ha continuato mentre col Poli ci si guardava già preoccupati.<br />
&#8220;I ricchi dicono che si sentono contenuti, pressati. Minacciati. Stanno per tornare.&#8221;<br />
&#8220;E te come fai a saperlo?&#8221; &#8211; ho anticipato nella domanda il Poli.<br />
&#8220;Lo so e questo fa la differenza&#8221;.</p>
	<p>Stavolta in culo ce l&#8217;abbiamo mandato, ma troppo tardi: il tarlo ha trovato un accesso.<br />
Il casino è che di Taberna ci siamo sempre fidati e non ha mai detto stronzate.<br />
Il tarlo rode.
</p>
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		<title>La morte in pensione &#124; #1</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 15:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Taberna_Xtory]]></category>

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		<description><![CDATA[	[aka: RetireDeath]
	&#8220;Ma siete scemi? Vi fate le canne a quasi settant&#8217;anni? Ma avete perso la testa o che?&#8221; &#8211; Taberna è entrato in casa del Poli col passo felino di quando aveva vent&#8217;anni. Le maledette polacchine non l&#8217;abbandonavano mai così come l&#8217;abitudine al messaggio diretto e senza fronzoli. Anche se non ci si vedeva da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>[aka: RetireDeath]</p>
	<p>&#8220;Ma siete scemi? Vi fate le canne a quasi settant&#8217;anni? Ma avete perso la testa o che?&#8221; &#8211; Taberna è entrato in casa del Poli col passo felino di quando aveva vent&#8217;anni. Le maledette polacchine non l&#8217;abbandonavano mai così come l&#8217;abitudine al messaggio diretto e senza fronzoli. Anche se non ci si vedeva da un anno buono.<br />
<span id="more-263"></span></p>
	<p>&#8220;Buono a una fava&#8221; &#8211; l&#8217;ha salutato sorridendogli il Poli intento a sbuzzare un&#8217;altra sigaretta seduto insieme a me al tavolo della cucina di casa sua, la radio accesa e le persiane serrate per non far entrare il caldo del pomeriggio d&#8217;agosto. In effetti gli ultimi due anni per il Poli sono stati abbastanza dolorosi: c&#8217;ha una prostatite infame che né se ne va né si aggrava, ma lo riduce a esultare come l&#8217;autore d&#8217;un gol in rovesciata all&#8217;ultimo minuto, con le squadre ferme sul tre a tre, mentre vien giù una pioggia regolare che rinverdisce il terreno, incoraggia le scivolate e fa schizzar via il pallone sul campo da gioco ben drenato. È<em> </em>così che si sente il Poli tutte le volte che riesce a pisciare un paio di secondi di più. È l&#8217;inventore del gesto atletico in zona Cesarini, <em>the golden</em> <em>goal  under a golden rain</em> e, mentre si guarda l&#8217;uccello stremato dallo sforzo, alza un braccio al cielo del cesso, chiude il pugno pompandolo su e giù come facevano alcuni giocatori di calcio prima di diventare dei modelli strapagati che festeggiavano una rete decisiva con scenette al confine con la smielatezza delle telenovelas argentine. Al Poli gli è sempre importato una sega delle apparenze e pur di prolungare la minzione si beccherebbe dieci cartellini gialli, correrebbe sotto la curva con gli occhi iniettati di sangue e lì non si metterebbe in ginocchio come il sergente buono di Platoon aspettando l&#8217;ovazione della folla o le scariche di sputi. No, il Poli si avvinghierebbe alle sbarre che lo dividono dalla tifoseria amica o avversa e urlerebbe come un pazzo in faccia a tutti, reimpossessandosi per qualche secondo della sua vita: &#8220;Vi piscio in capo&#8221; &#8211; griderebbe a tutti i suoi occlusori &#8211; &#8220;maledetti che non siete altro!&#8221;. Forse il fair-play è stato per troppo anni la maschera ipocrita per eliminare alla radice ogni conflitto e far giocare solo i più obbedienti escludendo il diritto alla rabbia dei più disgraziati.</p>
	<p>&#8220;Perché nella vita si è un po&#8217; tutti disgraziati&#8221; ho esordito io, strizzando un occhio al Taberna che ha scosso la testa e s&#8217;è messo a sedere di fronte a me e al Poli. Mi sono accorto di indossare ancora gli occhiali da sole. Me li sono tolti e ho strizzato tutt&#8217;e due gli occhi al Taberna. Ci siamo guardati, senza bisogno di sprecare tante parole. Siamo ancora vivi, tre settantenni sciancati ma ancora incazzatelli: <em>stratracannare</em> stratracanniamo, quasi sempre un vinaccio rosso che fanno qui sui pezzi di terra che ancora si riesce a coltivare a vite. <em>Stramaledire</em>, altrettanto: prima di tutto <em>le</em> <em>donne</em> che ormai son per la maggior parte le nostre mogli e compagne, vecchie quasi quanto noi, poi <em>il</em> <em>tempo</em> che da un giorno all&#8217;altro può mandare tutto a scatafascio con un ciclone o sei mesi di siccità. Il <em>governo</em> fortunatamente s&#8217;è tolto dalle scatole una decina d&#8217;anni fa: tutti gli stati d&#8217;Europa, almeno come li si conosceva fino a una trentina d&#8217;anni fa, non ci sono più. Ci sono staterelli e principati, enclaves e exclaves a macchia di leopardo, comuni e isole linguistiche sparpagliate che a volte si parlano altre volte si pigliano a mazzate. Qui a <a title="Cabo de São Vicente | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cabo_de_S%C3%A3o_Vicente">Cabo de São Vicente</a>, per esempio, c&#8217;è una comunità abbastanza tollerante e aperta, fatta per la maggior parte di esuli, viaggiatori a riposo, marinai e albergatori.<br />
Il Poli abita qui da più di vent&#8217;anni, io da dieci, il Taberna ci viene ogni tanto e ci sta un paio di mesi; poi torna a Roma dove ha ancora i suoi affari.</p>
	<p>&#8220;Allora che vuoi, Taberna? Che giri da queste parti?&#8221; &#8211; gl&#8217;ha chiesto il Poli passandogli la canna appena chiusa.<br />
&#8220;No, ho smesso. E poi non posso. Non posso rilassarmi&#8221; &#8211; Taberna s&#8217;è sganciato un bottone della camicia verde petrolio tutta spiegazzata.<br />
&#8220;Sempre a tutto gas, Carlito, eh? Finirai col fondere, lo sai&#8217;&#8221;<br />
&#8220;Vaffanculo, Poli. Dammi da bere, vai&#8221;<br />
Il Poli ha acceso il torbone, l&#8217;ha passato al Taberna e ha preso tre bicchieri, una bottiglia di rosso e una piattata abbondante di baccalà e patate.<br />
&#8220;Che c&#8217;hai che ti leva il sonno, cinghiale?&#8217;&#8221; &#8211; gli ho chiesto mentre stappavo la boccia.<br />
&#8220;Una roba interessante. Pesante, abbastanza pericolosa, ma interessante&#8221; &#8211; il Taberna ha preso il bicchiere e l&#8217;ha vuotato per metà. Ha ficcato in bocca una forchettata di baccalà, masticando lentamente, col bicchiere già in mano per la seconda sorsata.<br />
&#8220;Per me ci ficchi nella merda come al solito&#8221; &#8211; ha detto il Poli posando in tavola un vasetto di olive che fa sua moglie Ágata che è di qui e sa cucinare dei piatti che lo fanno impazzire &#8211; e nei fatti è ingrassato d&#8217;una decina di chili e li regge benissimo da quando sta con lei.<br />
&#8220;Può essere, ma c&#8217;è anche da divertirsi, Poli&#8221;<br />
&#8220;Va bene, dai. Che c&#8217;hai per le mani?&#8221; &#8211; ho insistito io e ho riempito i bicchieri per la seconda volta.</p>
	<p>Il Taberna è andato subito al sodo
</p>
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		<title>On ze road</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 13:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	Sulla strada: con un paio di jeans sdruciti, le sigarette, la solita sacca verde. Prima tappa per il Lucania Film Festival, poi il mare del Metaponto dove ci si ritrova con la banda Affluente, fresca di tre giorni punk hardcore in una masseria dalla vicina Puglia.
Poi a settembre si riparte per le strade ferrate d&#8217;Europa.
Gipdap!

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Sulla strada: con un paio di jeans sdruciti, le sigarette, la solita sacca verde. Prima tappa per il Lucania Film Festival, poi il mare del Metaponto dove ci si ritrova con la banda Affluente, fresca di tre giorni punk hardcore in una masseria dalla vicina Puglia.<br />
Poi a settembre si riparte per le strade ferrate d&#8217;Europa.<br />
Gipdap!
</p>
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		<title>La rabbia vecchia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 13:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Taberna_Xtory]]></category>

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		<description><![CDATA[	Di fronte a me il muso segaligno del Taberna dei giorni peggiori ruggisce.
Le palpebre sono spalancate quasi avessero timore a calare sugli occhi per quei centocinquanta millisecondi che dura un battito di ciglia. Un passaggio obbligato per quelli che ogni tanto ci tengono a dare ossigeno alla cornea al prezzo simbolico d&#8217;una brevissima interruzione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Di fronte a me il muso segaligno del Taberna dei giorni peggiori ruggisce.<br />
Le palpebre sono spalancate quasi avessero timore a calare sugli occhi per quei centocinquanta millisecondi che dura un battito di ciglia. Un passaggio obbligato per quelli che ogni tanto ci tengono a dare ossigeno alla cornea al prezzo simbolico d&#8217;una brevissima interruzione delle attività neuronali, un black out minimo che impedisce al cervello di percepire l&#8217;oscurità totale e il passaggio della palpebra sulla pupilla. (1)</p>
	<p>Taberna sembra febbricitante, sciagattato da un&#8217;infezione prolungata, ha la pelle color del muro, forse anche degli ematomi, ma parla.</p>
	<p><em>&#8220;Giovani</em>: ci chiamano così anche se abbiamo dai trenta ai quarant&#8217;anni. Perché se noi siamo giovani <em>loro</em> così non possono dire che sono vecchi. <em>Loro</em>, se noi siamo giovani anche se siamo sulla soglia dei quaranta o appena più in là, possono dirsi al massimo <em>adulti</em>, e non <em>vecchi</em>. Solo per questo ci chiamano <em>giovani</em>, perché nessuno chiami <em>loro</em> vecchi.&#8221;</p>
	<p><em>&#8220;Loro</em>. Chi sono <em>loro</em>?&#8221; &#8211; gli fo io, pensando già «ora s&#8217;incazza».</p>
	<p>&#8220;Se ancora non lo sai peggio per te, sei messo ancora peggio di quello che pensavo&#8221;</p>
	<p>S&#8217;è ingrugnito ancora di più e con la mano destra ha cominciato a rovistarsi addosso, chissà cosa cerca.</p>
	<p>&#8220;Ma che hai perso?&#8221; gli domando pensando già «ora sì che s&#8217;incazza»</p>
	<p>&#8220;Le sigarette. Cercavo le sigarette e ho smesso da un mese&#8221;</p>
	<p>&#8220;Pigliane una delle mie&#8221;</p>
	<p>&#8220;T&#8217;ho detto che ho smesso di fumare&#8221;</p>
	<p>&#8220;Non mi sembra che la voglia ti sia passata, anzi&#8221;</p>
	<p>&#8220;Come te quando l&#8217;avresti presi a sassate&#8221;</p>
	<p>&#8220;Chi?&#8221;</p>
	<p>&#8220;<em>Loro</em>&#8221;</p>
	<p>&#8220;Io non ho mai preso a sassate nessuno&#8221;</p>
	<p>&#8220;Non dire cazzate&#8221;</p>
	<p>&#8220;Ma era un funerale, avevamo dodici anni. E poi non erano sassi. Erano zolle&#8221;</p>
	<p><em>&#8220;Eravamo due spietati, poi dal prete confessati&#8221;</em></p>
	<p>&#8220;Sì, ho capito. Ciao&#8221;</p>
	<p>E l&#8217;ho lasciato lì, coi suoi occhi barbagiannati, a canticchiare <a title="Bobo Rondelli" href="http://www.boborondelli.it/">Bobo Rondelli</a>.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
(1) Tutto vero, se credete a <a title="Yahoo! Answers | Perche l'uomo sbatte le palpebre degli occhi?" href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080204163922AAV7SsD">Yahoo! Answers</a>
</p>
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		<title>Il duro lavoro della cozza</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 10:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Com&#8217;è come non è sono su Quinta di copertina con una folta chiacchierata con Antonio Webgol Sofi col quale ci si bazzica da così tanti anni online che sarebbe tempo di bersi un paio di birrette assieme. Intanto lo ringrazio da qui.
Una ventina di minuti in cui si parla di blog (rispetta i vecchi animali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Com&#8217;è come non è sono su <a title="Quinta di copertina | Il blog, il web sociale e il filtro delle cozze" href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/07/10/i-blog-il-web-sociale-e-il-filtro-delle-cozze">Quinta di copertina</a> con una folta chiacchierata con <a title="Antonio Sofi | Webgol" href="http://www.webgol.it">Antonio <em>Webgol</em> Sofi</a> col quale ci si bazzica da così tanti anni online che sarebbe tempo di bersi un paio di birrette assieme. Intanto lo ringrazio da qui.<br />
Una ventina di minuti in cui si parla di blog (<em>rispetta i vecchi animali, sempre</em>), social media e del lavoro che fa la cozza col mare zozzo che si trova a filtrare.<br />
Con tanto di podcast da &#8217;scoltare o scaricare, in caso vogliate conservare prove a carico della mia disgraziataggine.</p>
	<p>E non chiamateci misoneisti.<br />
(<em>misoche?</em>)
</p>
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		<item>
		<title>airbag &#124; booktrailer</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=257</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 17:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[PosTrailer]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;Abbiamo tutti lo stesso problema. Sfondiamo quello che possiamo&#8221;
	Il booktrailer di airbag avrei voluto farlo diversi mesi fa. C&#8217;avevo anche uno straccio di sceneggiatura, qualche idea per la fotografia e forse una postazione per il montaggio. Poi c&#8217;è stato tutto un ambaradà di robe che ti vengono addosso e te ti scansi e quelle svoltano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>&#8220;Abbiamo tutti lo stesso problema. Sfondiamo quello che possiamo&#8221;</p></blockquote>
	<p>Il booktrailer di <a title="airba | Gianni Solla | Gotel Messico" href="http://www.hotelmessico.net/airbag.asp">airbag</a> avrei voluto farlo diversi mesi fa. C&#8217;avevo anche uno straccio di sceneggiatura, qualche idea per la fotografia e forse una postazione per il montaggio. Poi c&#8217;è stato tutto un <em>ambaradà di robe</em> che ti vengono addosso e te ti scansi e quelle svoltano e ti chiappano alle gambe, di striscio, e magari cadi o rallenti o posticipi. E sicché.</p>
	<p>Sfarfallando su YouTube mi sono imbattuto <a title="nca01 | skoopy | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=dxhLJTweQfc">in un video</a> che m&#8217;è subito garbato: c&#8217;é una vecchina in piedi che s&#8217;addormenta ad un incrocio, forse aspettando il verde di un semaforo che non si vede. Il conducente della macchina ferma allo stop &#8211; uno che sembra uno yuppie fuori tempo massimo &#8211; suona il clacson per farla svegliare, schiaccia il pedale dell&#8217;acceleratore e continua a strombazzare. Parte il minuetto a Isabella Rossellini <em>ovvero la predizione della vellutata  perdizione.</em> <em>airbag.</em></p>
	<p>Credits:</p>
	<p>[libro]<br />
airbag | di <a title="Gianni Solla | Hotel Messico" href="http://www.hotelmessico.net">Gianni Solla</a><br />
<a title="ad est dell'equatore | editore" href="http://www.adestdellequatore.com">ad est dell&#8217;equatore</a>, 2008</p>
	<p>[musiche]<br />
&#8220;minuetto a Isabella Rossellini (ovvero la predizione della vellutata  perdizione)&#8221;<br />
di <a title="Giustino Di Gregorio | MySpace" href="http://www.myspace.com/areasprut">Giustino Di Gregorio,</a> da: &#8220;Sprut&#8221;, Tzadik, 1999 -<br />
<em>(gentilmente concessa, grazie)</em></p>
	<p>[immagini video]<br />
<a title="mca01 | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=dxhLJTweQfc">&#8220;Skoopy&#8221;</a> | di mca01 | via YouTube</p>
	<p>[ideazione e montaggio]<br />
Strelnik</p>
	<p>[<a title="CCl 2.5 ita" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">creative commons license 2.5</a>]</p>
	<p>(<a title="airbag | booktrailer | YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=ABefN5s4llM">YouTube video url</a>)</p>
	<p><object width="425" height="344"><br />
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</p>
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		<title>Parcheggiare con Rousseau &#124; incubo n.4</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 13:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Rousseau: «Vi piacciono i gatti?».
Boswell: «No».
Rousseau: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l&#8217;istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali».
Boswell: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p><strong>Rousseau</strong>: «Vi piacciono i gatti?».<br />
<strong>Boswell</strong>: «No».<br />
<strong>Rousseau</strong>: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l&#8217;istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali».<br />
<strong>Boswell</strong>: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini».<br />
<strong>Rousseau</strong>: «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce».</p>
	<p>(da <em>Visita a Rousseau e a Voltaire</em> di <a title="James Boswell" href="http://it.wikiquote.org/wiki/James_Boswell">James Boswell</a>, p. 72-73)</p></blockquote>
	<p>A una decina di metri vedo il sociologo Calzolai. Sta sul bordo d&#8217;una piazza vicina a casa mia (una delle rarissime piazze dove le automobili non possono entrare) e sta parlando con un ragazzo con una casacca arancione, il blocchetto di carta in mano e il marsupio appisolato  intorno alla vita.<br />
Il sociologo si mette una mano sulla fronte e ascolta, fa caldo, questi trenta gradi di maggio picchiano sodo su tutti, specie sui parcheggiatori, obbligati a non abbandonare la strada pittata di strisce blu anche sulle modeste asperità dei sampietrini.</p>
	<p>- &#8220;Ma che hai parcheggiato a pagamento?&#8221; &#8211; gli dico io appena dopo esserci salutati.<br />
- &#8220;No, ho parcheggiato lontano. Col parcheggiatore ci parlavo perché era uno studente che ha fatto la tesi con me. Ora fa il parcheggiatore&#8221; &#8211; mi risponde il Calzolai mentre ci si avvia verso un bar.<br />
- &#8220;Che tesi era?&#8221;<br />
- &#8220;Su Rousseau. Sai che m&#8217;ha detto?&#8221;<br />
- &#8220;Che t&#8217;ha detto?&#8221;<br />
- <strong>&#8220;</strong><em>Bella, sì, la tesi su Rousseau</em> &#8211; m&#8217;ha detto &#8211; <em>il brutto è che aveva ragione</em>&#8220;
</p>
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		<title>Uno che convince</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 23:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Picture Post]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Dall&#8217;intro del sito del Caffé Basaglia. 
(al basa, come dice il fratell&#8217;arseni&#8217;)

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img border="0" title="Franco Basaglia | Conferenze Brasiliane" alt="Franco Basaglia | Conferenze Brasiliane" src="http://www.strelnik.it/blog/img/basaglia_convincere.png" /></p>
	<p><em>Dall&#8217;intro del sito del <a title="Caffé Basaglia | Il caffé oltre confine" href="http://www.caffebasaglia.org/">Caffé Basaglia</a>. </em><br />
(<em>al basa</em>, come dice il <a title="arsenio bravuomo" href="http://www.bravuomo.it">fratell&#8217;arseni&#8217;</a>)
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prima convincere poi Gino</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 11:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	[status: appunto mentale aperto] 
	Per la prima volta, dal novecentesco 1989, mi ritrovo a non andare a votare alle prossime elezioni europee.
Non vorrei votare nemmeno per le provinciali e le comunali perché non sono e non sono mai stato tra quelli che sostengono che le elezioni amministrative sono una cosa diversa dalle politiche: continuo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>[status: appunto mentale aperto] </em></p>
	<p>Per la prima volta, dal <em>novecentesco</em> 1989, mi ritrovo a non andare a votare alle prossime elezioni europee.<br />
Non vorrei votare nemmeno per le provinciali e le comunali perché non sono e non sono mai stato tra quelli che sostengono che le elezioni amministrative sono una cosa diversa dalle politiche: continuo a non credere che, dalle comunali fino alle regionali, contino prima di tutto i singoli candidati e la loro capacità di saper amministrare il bene pubblico. Scindere individuo e società è una stronzata che ci è già costata parecchio cara: il personale è sempre politico perché <em>l&#8217;individuo è un animale politico</em> che non può prescindere dal vivere in comunità <strong>(1)</strong> e a maggior ragione nel momento in cui va a ricoprire responsabilità e funzioni, su delega di altri suoi pari, che dovrebbero stare alla base di ogni sistema democratico.</p>
	<p>Il motivo principale per cui non vorrei votare è che <strong>non vedo</strong> &#8211; ma può essere un mio limite -  un progetto politico condiviso e degno di questo nome in nessuno dei partiti in cui la sinistra s&#8217;è scheggiata: non lo vedo né in SinistraeLibertà (un altro nome no, eh?) né in Rifondazione Comunista né nel Partito Comunista dei Lavoratori.<br />
Quel che invece <strong>vedo</strong> &#8211; e molte volte anche a sinistra &#8211; è la politica ridotta al <em>lavoro di Sisifo</em>, all&#8217;incessante e inutile ricerca del potere e &#8220;il politico che si accanisce a brigare col popolo per ottenere i fasci e le scure temibili&#8221;<strong> (2)</strong>, simboli dietro ai quali, è sempre bene ricordarlo, c&#8217;è <em>il nulla</em> (come dietro alla finanza, s&#8217;intende).</p>
	<p>Il casino è che se non andrò a votare dovrò impegnarmi ancora di più in prima persona se voglio che qualcosa cambi. Perché quando decidi che non deleghi più nessuno a rappresentarti, in un&#8217;assemblea legislativa o in un consiglio di circoscrizione, devi metterti ancora e di più a lavorare sul cambiamento della società. Magari non da solo e coi mezzi più efficaci per affrontare questo fascio di <em>sentieri interrotti</em> che è il futuro.</p>
	<p>Che volemo fa&#8217;?</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
<strong>(1)</strong><em><br />
&#8220;L’uomo isolato non è in grado di svilupparsi più dell’uomo in catene&#8221;</em> | Wilhelm von Humboldt, <a title="Wilhelm von Humboldt | wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_von_Humboldt">&#8220;Limits of State Action&#8221;</a>, 1792.</p>
	<p><em>&#8220;Comunque vada&#8230; un uomo solo non ha uno straccio di possibilità&#8221;</em> | Ernest Hemingway, <a title="Avere e non avere | wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avere_e_non_avere">&#8220;Avere e non avere&#8221;</a>, 1937.</p>
	<p><em>&#8220;Live Together, Die Alone&#8221;</em> | <a title="Live Together, Die Alone | wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Live_Together,_Die_Alone">Lost</a>, stagione II &#8211; ep.23-24 | 2006.</p>
	<p><strong>(2)</strong><br />
<em>&#8220;Sollecitare il potere &#8211; che è cosa vuota e non è prendibile &#8211; e in tale ricerca sopportare incessantemente fatiche tremende, questo, sì, significa spingere a forza lungo il pendio di un monte un masso che, appena sulla vetta, ricade rotolando in basso&#8221;</em> | Lucrezio, &#8220;De Rerum Natura&#8221; in Luciano Canfora, <a title="Luciano Canfora | La natura del potere" href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842089100">&#8220;La natura del potere&#8221;</a>, 2009.
</p>
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		<title>I due del treno &#124; incubo n.3</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 23:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	C&#8217;erano questi due di fronte a me che parlavano fitto fitto. Un uomo e una donna sulla cinquantina con le magliette a maniche corte e delle riviste spiaccicate sulle gambe.
- Anch&#8217;io che credi? Anni di gavetta e pezze al culo fino a più di quarant&#8217;anni.
- Gastrite?
- Ulcera.
- Ecco.
- Perforante.
- Mi dispiace.
- Ho anche lavorato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>C&#8217;erano questi due di fronte a me che parlavano fitto fitto. Un uomo e una donna sulla cinquantina con le magliette a maniche corte e delle riviste spiaccicate sulle gambe.<br />
- Anch&#8217;io che credi? Anni di gavetta e pezze al culo fino a più di quarant&#8217;anni.<br />
- Gastrite?<br />
- Ulcera.<br />
- Ecco.<br />
- Perforante.<br />
- Mi dispiace.<br />
- Ho anche lavorato con Ronconi.<br />
- Ah<br />
- Sono stato a vivere in India e a New York. Un casino di laboratori e seminari in tutta Europa.<br />
- Pagato?<br />
- Niente o quasi niente.<br />
- Come campavi?<br />
- Lavoravo in una tipografia.<br />
- Bello?<br />
- Molto bello. Mi piaceva, ho imparato un mestiere.<br />
- Era faticoso?<br />
- Non tanto. Era un po&#8217; pericoloso, per il saturnismo.<br />
- L&#8217;avvelenamento da piombo?<br />
- Sì. Un paio di vecchi compositori erano intossicati di sicuro.<br />
- Che facevano?<br />
- Gli si atrofizzavano le mani, a volte sparlavano o entravano in paranoia.<br />
- Il latte glielo davano?<br />
- Un litro al giorno, ma solo dopo che erano nati i sindacati. Prima niente.<br />
- E poi che hai fatto?<br />
- Dove, in tipografia?<br />
- No, in generale.<br />
- Mi sono rotto i coglioni e ho mollato il teatro.<br />
- E ora che fai?<br />
- Aspetto che mi ripigli la voglia.<br />
- Ah<br />
- E tu cosa fai adesso?<br />
- Scrivo un saggio.<br />
- Bello.<br />
- Macché.<br />
- Ti è sempre piaciuto scrivere.<br />
- Se avessi avuto i mezzi per viaggiare sempre credo che non avrei scritto un rigo.<br />
- Veramente?<br />
- No, ma l&#8217;ha detto Vittorini.<br />
- E che c&#8217;entra?<br />
- Niente, non c&#8217;entra niente, scusami.<br />
- Perché l&#8217;hai detto allora?<br />
- Mah, così, per dire una cosa, per prenderti un po&#8217; in giro<br />
- Per prendermi in giro?<br />
- Sì, dai.<br />
- Quasi dieci anni che non ci vediamo e tu dopo dieci minuti mi prendi in giro?<br />
- Era così, per sdrammatizzare un po&#8217;.<br />
- Perché io drammatizzavo?<br />
- Sì, mi è sembrato di sì.<br />
- Ma quando? Su che cosa? Di quale cosa in particolare stai parlando?<br />
- Calmati, perché la prendi così?<br />
- E come cazzo dovrei prenderla?<br />
- Ah, belle parole, sì. Bravo.<br />
- Senti: ho drammatizzato che cosa?<br />
- Quasi tutto.<br />
- Ma che dici? Come ti permetti?<br />
- L&#8217;hanno ascoltata tutti la tua epopea. Lei l&#8217;ha sentito bene, non è vero?<br />
(e mi ammiccava alzandosi gli occhiali scuri)</p>
	<p>Mi sono svegliato e i due sul treno per Berlino non c&#8217;erano più. Faceva già caldo e c&#8217;era la luna piena.
</p>
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		<title>Le pillole e le rose &#124; incubo n.2</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=249</link>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 20:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Avevo un faccione giallo, la bocca aperta e mi muovevo abbastanza liscio se andavo dritto. Quando c&#8217;era da svoltare era un casino: era come se non conoscessi la dimensione della profondità; per questo non potevo pencolare in parabolica e scattavo di quarantacinque gradi, in culo alla prospettiva.
	Mangiare mangiavo solo pillole. Di continuo, senza requie. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="Pacman stopped" title="Pacman stopped" class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/pacman_stop.jpg" />Avevo un faccione giallo, la bocca aperta e mi muovevo abbastanza liscio se andavo dritto. Quando c&#8217;era da svoltare era un casino: era come se non conoscessi la dimensione della profondità; per questo non potevo pencolare in parabolica e scattavo di quarantacinque gradi, in culo alla prospettiva.</p>
	<p>Mangiare mangiavo solo pillole. Di continuo, senza requie. Non c&#8217;era un attimo della giornata in cui non fossi in cerca di quelle robine bianche, fragili e allineate come le briciole di Pollicino. Asservito al <em>bisogno</em>, la peggiore schiavitù, <em>quella che ti trascina nei mercati, in attesa di padroni che ti faranno la cortesia di comprarti</em>.<strong>(1)</strong> Chi invece non ti userà nessuna cortesia sono dei cosi colorati, dei piccoli fantasmi, che se ti prendono ti ficcano i loro spunzoni negli occhi e t&#8217;ammazzano lì sul posto.</p>
	<p>Tra le pillole ce ne sono alcune speciali e rare: sono quelle che lampeggiano. Quando riesco a ingollarne una arriva il meglio perché per pochi secondi i fantasmini cambiano di colore, s&#8217;impauriscono, diventano blu di fifa, e, quando riesco a incontrarne uno, lo faccio fuori solo a toccarlo. Da una ventina d&#8217;anni però di pilloline lampeggianti non se ne trovano più e questo <em>rovesciamento dialettico</em> non può più avere luogo: i fantasmini rimangono sempre invulnerabili e intoccabili. Mi ci viene la rabbia e lo sconforto ma non c&#8217;è modo di intaccarli, impaurirli o almeno renderli innocui.</p>
	<p>Eppure non è la fine della storia, le pilloline bianche sono lì, sempre più lustre e decantate: la mia è fame antica e il bisogno morde.</p>
	<p>Quando mi sono svegliato ero avvolto in un lenzuolo blu, tirato fin sopra la testa, in una casa in Occidente.</p>
	<p><strong>(1) </strong><a title="Simon Linguet | wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Simon-Nicholas_Henri_Linguet">Simon Linguet</a>, <em>Théorie des lois civiles</em>, 1767.
</p>
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		<title>Lo sponsor che t&#8217;ammazza &#124; incubo n.1</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 07:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Ero molto più vecchio di adesso e s&#8217;era dentro a un&#8217;agenzia di comunicazione, di mattina.
	Io arrivavo in ritardo, col giacchetto di pelle con le tasche piene di ritagli di giornale, appunti, foglietti, post-it biancicati, mezze sigarette, filtrini e tabacco sparso che sapeva di cuoio.
La project-manager mi faceva un cenno come a dire: toh, è venuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ero molto più vecchio di adesso e s&#8217;era dentro a un&#8217;agenzia di comunicazione, di mattina.</p>
	<p>Io arrivavo in ritardo, col giacchetto di pelle con le tasche piene di ritagli di giornale, appunti, foglietti, post-it biancicati, mezze sigarette, filtrini e tabacco sparso che sapeva di cuoio.<br />
La project-manager mi faceva un cenno come a dire: toh, è venuto anche oggi, io mi sedevo, aprivo il portatile, scaricavo la posta e poi mi alzavo e andavo alla sua scrivania dove c&#8217;era un mio amico grafico, molto bravo, che gli faceva vedere le bozze che aveva preparato per una marca famosa (sembrava proprio la Coca Cola). Era roba buona e la manager me la passava in mano senza guardarmi negli occhi.</p>
	<p>Allora sbottavo: &#8220;Sempre sponsor. Cerca lo sponsor. Ma lo sponsor ce l&#8217;hai? E chi ti sponsorizza? Le sinergie! Il ritorno sull&#8217;investimento, il target, il briefing. E il budello delle vostre mamme?&#8221;</p>
	<p>Alcuni mi guardavano e ridevano, un altro si vergognava da morire, la manager rimaneva con la faccia all&#8217;ingiù, un emoticon di donna, un vestito nuovo tutte le mattine.</p>
	<p>Io continuavo: &#8220;Ma tutti i soldi che paghiamo allo stato dove cazzo finiscono? Chi cazzo se li piglia?&#8221;<br />
Il grafico più giovane mi fissava interessato, sapeva che lavoravo lì da parecchi anni, lui era arrivato da un mese scarso, poteva essere mio figlio. Guardava i miei capelli molto corti e bianchi e il mio giacchetto nero di pelle.<br />
Ha aspettato che finissi, si è alzato e mi è passato accanto: &#8220;Caffè?&#8221; m&#8217;ha chiesto.</p>
	<p>&#8220;Sembri un personaggino di Brecht&#8221; m&#8217;ha poi confidato vicino alla macchina del caffé.<br />
&#8220;Ah sì?&#8221; gli ho risposto io. &#8220;E te chi saresti?<br />
&#8220;Io sono uno di quei <a title="Raoul Vaneigem - Noi che desideriamo senza fine | Carmilla" href="http://www.carmillaonline.com/archives/2003/08/000393.html">bambini che dissiperanno l&#8217;incubo del vecchio mondo</a>&#8221; e m&#8217;ha strizzato l&#8217;occhio, offrendomi una sigaretta.</p>
	<p>Quasi non ci credevo, ero felice, così felice che mi veniva da urlare, ma mi sono svegliato e sono andato a comprare <a title="il manifesto | 28 aprile 2009" href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/38anni/">&#8220;il manifesto&#8221; che faceva trentotto anni precisi</a>.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>25 aprile ora</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=247</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=247#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 10:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=247</guid>
		<description><![CDATA[	
	Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
	Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
	Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="Ora e sempre resistenza 2009 | Mimmo Manes 2009" title="Ora e sempre resistenza 2009 | Mimmo Manes 2009" src="http://www.strelnik.it/blog/img/ORA_SEMPRE_25_APRILE.jpg" /></p>
	<p>Lo avrai<br />
camerata Kesselring<br />
il monumento che pretendi da noi italiani<br />
ma con che pietra si costruirà<br />
a deciderlo tocca a noi.</p>
	<p>Non coi sassi affumicati<br />
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />
non colla terra dei cimiteri<br />
dove i nostri compagni giovinetti<br />
riposano in serenità<br />
non colla neve inviolata delle montagne<br />
che per due inverni ti sfidarono<br />
non colla primavera di queste valli<br />
che ti videro fuggire.</p>
	<p>Ma soltanto col silenzio del torturati<br />
più duro d&#8217;ogni macigno<br />
soltanto con la roccia di questo patto<br />
giurato fra uomini liberi<br />
che volontari si adunarono<br />
per dignità e non per odio<br />
decisi a riscattare<br />
la vergogna e il terrore del mondo.</p>
	<p>Su queste strade se vorrai tornare<br />
ai nostri posti ci ritroverai<br />
morti e vivi collo stesso impegno<br />
popolo serrato intorno al monumento<br />
che si chiama<br />
ora e sempre<br />
RESISTENZA</p>
	<p>(<a title="wikipedia | Piero Calamandrei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei">Piero Calamandrei</a>)</p>
	<p>(Grazie a <a title="Mimmo Manes | Canefantasma Studio" href="http://www.canefantasma.com">Mimmo Manes | Canefantasma Studio</a> per il promemoria e l&#8217;opera grafica)
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nietzsche appiccia Hegel</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 07:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	[Pubblicato la prima volta il 14 novembre 2005 su e per Unità di crisi]
	Per J.G. Ballard, oggi 
	&#8220;This morning I woke up in a curfew; O god, I was a prisoner, too &#8211; yeah! &#8211; Could not recognize the faces standing over me &#8211; They were all dressed in uniforms of brutality&#8221;  (1)
	pensa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>[Pubblicato la prima volta il 14 novembre 2005 su e per <a title="Unità di crisi | archive.org" href="http://web.archive.org/web/20051125093213/http://www.unitadicrisi.org/">Unità di crisi</a>]</p>
	<p><strong>Per</strong> <a title="wikipedia | J.G. Ballard" href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Graham_Ballard">J.G. Ballard</a><strong>, oggi </strong></p>
	<p><em>&#8220;This morning I woke up in a curfew; O god, I was a prisoner, too &#8211; yeah! &#8211; Could not recognize the faces standing over me &#8211; They were all dressed in uniforms of brutality&#8221;</em>  <strong>(1)</strong></p>
	<p>pensa a queste masse in slittamento continuo &#8211; masse di uomini e donne, giovani &#8211; bambini con tutto il diritto di esserlo &#8211; razza umana in formazione e in credito da secoli col pianeta &#8211; una moltitudine vigorosa &#8211; bastonata dai governi locali e internazionali &#8211; stessi poteri e sottopoteri marci per alleanze economiche e inginocchiati a gerarchie politiche funzionali al sistema di produzione che li tiene al guinzaglio &#8211; ora puoi vederli meglio questi popoli di individui in movimento &#8211; stanchi di i wanna be your dog senza averlo deciso da soli &#8211; in fuga dalle costrizioni che hanno dovuto subire &#8211; fin dall&#8217;attimo in cui gli è stato appioppata la responsabilità e l&#8217;orgoglio di un corpo da far esistere nelle condizioni più dignitose possibili &#8211; ovvio che si spostino &#8211; ovvio che cerchino di vivere meglio &#8211; lo faresti anche tu</p>
	<p><em>a una settimana dalle prime scaramucce i bilanci degli scontri avvenuti in una dozzina di comuni a nord di parigi sono senza precedenti &#8211; centinaia le automobili date alle fiamme, decine e decine le persone arrestate e quelle ferite, tra giovani ed agenti di polizia &#8211; il telefono senza fili e l’emulazione di scene continuamente diffuse dalle televisioni hanno progressivamente esteso il campo di battaglia ai comuni limitrofi di clichy-sous-bois &#8211; ma anche nelle cinture metropolitane a nord est di parigi, nei popolosi sobborghi della seine-s. denis &#8211; la parola d’ordine è «vendetta» </em><strong>(2)</strong><em><br />
</em></p>
	<p>la borghesia in piena ascesa se li trovò di fronte la prima volta trecent&#8217;anni fa &#8211; s&#8217;impaurì parecchio e s&#8217;inventò un sistema nuovo per tenere a bada milioni di vagabondi e sradicati &#8211; guardali, i primi disoccupati europei &#8211; lumpenproletariat obbligato a spostarsi per scansare la fame e una sotto-esistenza quasi belluina &#8211; in somma si panicò la nuova classe dominante &#8211; s&#8217;inventò il carcere &#8211; t&#8217;imprigiono il corpo per controllare la tua volontà &#8211; compelle intrare in salsa post- illuminista &#8211; do you remember i primi passi del lavoro salariato? &#8211; la ricchezza umana ridotta alla sua forma più astratta e stupida &#8211; ideologia del lavoro coatto da imporre anche e soprattutto con la privazione della libertà personale &#8211; sottrazione fisica del tempo di vita &#8211; galera e manicomio a braccetto continuo &#8211; o lavori o ti sbatto dentro, se mi passi la rozzata</p>
	<p><em>romano prodi invita a non sottovalutare quanto sta succedendo nelle banlieues parigine &#8211; &#8220;non crediamo di essere così diversi da parigi, è solo questione di tempo &#8211; abbiamo le peggiori periferie d&#8217;europa&#8221; &#8211; ha detto il leader dell&#8217;Unione affrontando il tema delle città alla fabbrica del programma di bologna. &#8211; &#8220;le nostre periferie sono una tragedia umana e se non facciamo interventi seri, sul piano sociale e con l&#8217;edilizia, avremo tante parigi &#8211; ci sono condizioni di vita pessime e infelicità anche dove sono tutti italiani&#8221;.</em> <strong>(3)</strong></p>
	<p>se hai lo stomaco di seguire questa scia di merda arrivi dritto e impestato agl&#8217;attivissimi centri di permanenza temporanea &#8211; ipocriti fin nell&#8217;acronimo &#8211; ridicoli nella speranza di riuscire a risolvere la questione &#8211; che è questione di fame &#8211; fame di pane e di sogni &#8211; pane e sogni &#8211; sogni e pane &#8211; quello che un sistema sociale sano dovrebbe produrre, rielaborando e distribuendo equamente la ricchezza di coloro che vi aderiscono &#8211; pensa a queste masse che si spostano per mangiare e sognare e si ritrovano costrette in una bara già al primo risveglio &#8211; pensa alle case dove si ritrovano a vivere e alla vita nei quartieri dove s&#8217;arrangiano &#8211; pensa che serbatoio di rivolta sarebbero certi rioni di napoli senza la televisione e la camorra a tenerli a bada &#8211; pensa a una bara &#8211; l&#8217;ultima spiaggia delle istituzioni totali &#8211; pensa a come viene usata la televisione &#8211; pensa al telecomando della bara</p>
	<p><em>quasi 900 veicoli bruciati e 250 persone arrestate &#8211; è il bilancio dell&#8217;ultima notte di violenze nei sobborghi parigini &#8211; la nona consecutiva e la più tragica dall&#8217;inizio degli scontri tra i giovani delle banlieues e polizia &#8211; questa mattina le forze dell&#8217;ordine hanno elencato i numeri, spaventosi &#8211; 900 veicoli incendiati e 253 persone arrestate per incendio doloso e danni alla proprietà &#8211; fermato anche un bambino di dieci anni trovato in possesso di una molotov</em> <strong>(4)</strong></p>
	<p>sbarrate la strada a qualcuno che pensava d&#8217;avere un futuro migliore &#8211; aprirete un&#8217;avenida da intitolare alla rivoluzione &#8211; lo dice dahrendorf &#8211; un liberale, mica l&#8217;acme collective &#8211; inondate le strade d&#8217;eroina e di superenalotto &#8211; preparatevi a correre quando qualcuno verrà a chiedervi il premio finale &#8211; trattateli come bambini cattivi &#8211; otterrete degli adulti peggiori &#8211; per tutti &#8211; riappropriarsi delle strade attraverso la distruzione &#8211; la letteratura riesumi il suvarin di germinal &#8211; la politica esca dai palazzi e si pari la testa per cominciare</p>
	<p><em>un giorno giovanni e un collega francese che si preoccupava delle sorti dell&#8217;Italia disse tout se tient en Italie sì ma per quanto tempo per sempre così dicendo giovanni era sera in un ristorante di piazza santa maria in trastevere a roma tra luci lampi e scintillii di oro. si è sentito un urlo levarsi dalla piazza i primi sassi si sono incrociati con i primi candelotti lacrimogeni le due parti sono entrate in contatto con una furia paurosa in un mulinare di calci di moschetto e di manganelli con il sinistro accompagnamento degli scoppi dei candelotti lacrimogeni e di quelli soffocati delle bottiglie incendiarie. solo ora posso capire pienamente e talvolta con amarezza che cosa significhi vivere la sporca guerra come adesso la gente chiama quella che prima era soltanto la nostra guerra</em> <strong>(5)</strong></p>
	<p>poi non brucia parigi- tutte le sere bruciano le periferie di parigi &#8211; una dottrina monroe per ogni ban-lieu &#8211; la nottola di hegel affumicata dalle automobili in fiamme &#8211; che spinoza se lo inculi per l&#8217;eternità &#8211; perché il vento soffia per spinoza anche se nessuno lo sa &#8211; e non lo deve sapere &#8211; se il male è il prezzo da pagare per la libertà se ne va affanculo ogni teodicea</p>
	<p><em>questi ragazzi considerano che gli avvenimenti di questi giorni finiranno &#8220;a natale&#8221; o prima &#8211; &#8220;come al solito i politici faranno qualcosa, perché in fondo siamo noi a votare &#8211; non possono stringere troppo la morsa&#8221; &#8211; e poi tutto continuerà come prima &#8211; &#8220;non è il seguito di quello che hanno vissuto i nostri genitori, in silenzio, per raccattare dei soldi? &#8211; nabil filosofeggia e dà un&#8217;immagine interessante &#8211; &#8220;ci sarebbe bisogno di uno psicologo in ogni strada di banlieu, perché nessuno sa più dov&#8217;è, ognuno parte in una direzione diversa&#8221; &#8211; e nessuno sa cosa c&#8217;è in fondo alla direzione presa&#8221; &#8211; aggiunge un altro.</em> <strong>(6)</strong></p>
	<p>a parigi sarkozy &#8211; a bologna non c&#8217;è più zangheri &#8211; se è per questo nemmeno il muvmàn &#8211; legalità e sicurezza con le ruspe e il coprifuoco &#8211; animali alpha contro animali omega &#8211; la gentile mannaia del potere &#8211; sul collo di uno tenuto con la guancia sull&#8217;asfalto &#8211; un poligono irregolare di gesso bianco &#8211; la corolla di un cadavere &#8211; la stessa fine &#8211; il cerchio si chiude da troppi anni &#8211; nietzsche appiccia hegel &#8211; chirac menteur</p>
	<p><em>&#8220;Looking for a way out &#8211; I put my foot out of line &#8211; Really like to break-out &#8211; I feel so confined&#8221;</em> <strong>(7)</strong></p>
	<p><strong>(1)</strong> B. Marley, &#8220;Burnin&#8217; and lootin&#8217; tonight&#8221;<br />
<strong>(2)</strong> Daniele Zaccaria, Liberazione, 3 novembre 2005<br />
<strong>(3)</strong> Romano Prodi, intervista a Repubblica,  5 novembre 2005<br />
<strong>(4)</strong> Corriere della Sera, 5 novembre 2005<br />
<strong>(5)</strong> Nanni Balestrini, &#8220;La violenza illustrata&#8221;, Einaudi 1976<br />
<strong>(6)</strong> Anna Maria Merlo, &#8220;il manifesto&#8221;, 6 novembre 2005<br />
<strong>(7)</strong> Germs, &#8220;American Leather&#8221;
</p>
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		<title>Come si sta</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 12:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Dopo la scossa di stanotte si sta impauriti, anche se stiamo bene e la casa sembra non avere subito danni.
Certo è che la sveglia alle tre e mezzo non ce la scordereremo fino a che si campa: venti secondi nelle mani della terra che tremava e faceva cadere la roba dagli scaffali.
Ancora non si tira [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dopo la scossa di stanotte si sta impauriti, anche se stiamo bene e la casa sembra non avere subito danni.<br />
Certo è che la sveglia alle tre e mezzo non ce la scordereremo fino a che si campa: venti secondi nelle mani della terra che tremava e faceva cadere la roba dagli scaffali.<br />
Ancora non si tira il fiato e c&#8217;è da aiutare chi a L&#8217;Aquila si ritrova senza casa e con perdite ancora più irreparabili.</p>
	<p>Grazie a tutti quelli che ci hanno chiamato [<em>update:</em> e scritto] per sapere come stavamo.<br />
Aiutiamoci.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il gioco delle 3 tag</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 17:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Era una sera nevosa.
David e Elisa c&#8217;avevano regalato le tre lavagnette magnetiche che mi garbavano molto.
Eravamo io, Liv e il sociologo Calzolai, i tre del vagonaccio di ParlaComeScrivi (Enz era in qualche bar a sbronzarsi e a rimorchiare callipigie disperate)
Le regole le abbiamo inventate giocando, le tre tag di partenza erano: il furto, il dono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Era una sera nevosa.<br />
David e Elisa c&#8217;avevano regalato le tre lavagnette magnetiche che mi garbavano molto.<br />
Eravamo io, Liv e il sociologo Calzolai, i tre del vagonaccio di <a title="radio catrame 19" href="http://www.catrame19.it">ParlaComeScrivi</a> (Enz era in qualche bar a sbronzarsi e a rimorchiare callipigie disperate)<br />
Le regole le abbiamo inventate giocando, le tre tag di partenza erano: il furto, il dono e il desiderio.<br />
Le ultime tre, dopo trenta risvoltolamenti, le trovate alla foto 30 e staranno appiccicate allo sportello del frigo fino alla prossima partita.<br />
In Inghilterra e in altri posti freddi con delle robe così ti ci fanno fare pure delle mostre, qui ci s&#8217;accontenta di non impazzire.<br />
<em>Luci, prego.</em></p>
	<p><img title="Il gioco delle 3 tag" alt="Il gioco delle 3 tag" src="http://www.strelnik.it/blog/img/3_tag_game.jpg" />
</p>
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		<title>Come un corpo feroce</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 16:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	«Ma tu non dicevi che si doveva fare la rivoluzione? Non eri tu che andavi ai cortei degli autonomi col pugno alzato e sputavi sui borghesi? E chi diceva che le Brigate Rosse dovevano ammazzarli tutti?»
«Eh, robba vecchia, cose &#8216;e guaglione&#8230; E poi è tutta esperienza, no? &#8216;A vita non è quella che sta scritta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>«Ma tu non dicevi che si doveva fare la rivoluzione? Non eri tu che andavi ai cortei degli autonomi col pugno alzato e sputavi sui borghesi? E chi diceva che le Brigate Rosse dovevano ammazzarli tutti?»<br />
«Eh, robba vecchia, cose &#8216;e guaglione&#8230; E poi è tutta esperienza, no? &#8216;A vita non è quella che sta scritta nei libri, belli.»<br />
«Tu però scrivi. Vuoi fare un libro.»<br />
«E con ciò? Ci metto dentro la vita, io! Non le vostre stronzate.»<br />
«Quale vita? La vita non si scrive. Si può solo vivere.»<br />
«La vita è altrove&#8230;»<br />
«Eh, sì! Sempre cu&#8217; &#8217;stu Rimbó! Che vi credete di fare? Lui era comme a mme&#8230;»</p></blockquote>
	<p><img border="0" title="Francesco Montanari" alt="Francesco Montanari - Libanese | in Romanzo criminale" src="http://www.strelnik.it/blog/img/francesco_montanari.jpg" /></p>
	<blockquote><p>«Come te? Non mi far ridere, Tolome&#8217;. Non dire cazzate»<br />
«Mio fra-fra-fra-fratello ha ra-ra-raione&#8230;»<br />
Ora il Baronetto si era addormentato con la testa sul tavolo, e Zaccariello gli versava il vino lungo il collo per farlo svegliare. Ma il Baronetto russava sonoramente. Zaccariello cavò di tasca un pacchetto di stagnola, delle cartine, e cominciò a prepararsi una canna.<br />
«Rimbó è andato in Africa, no? Pecché coi letterati comme a vuie steva a schiattà&#8230; Quella è la verità: l&#8217;Abissinia, le marce, l&#8217;avorio, la fatica&#8230; Va bbuo&#8217;, si voleva arricchire, ma per sputare in faccia a tutti quanti! Ma mo&#8217; non ne voglio discutere»</p>
	<p>(<a title="Giuseppe Montesano " href="http://www.ilportoritrovato.net/html/bibliomontesano.html">Giuseppe Montesano</a>, &#8220;Nel corpo di Napoli&#8221;)</p></blockquote>
	<p>Leggo <a title="anobii | Nel corpo di Napoli" href="http://www.anobii.com/books/Nel_corpo_di_Napoli/9788804460831/016f186743b4e67247/">&#8220;Nel corpo di Napoli&#8221;</a>, guardo le ultime due puntate di <a title="wikipedia | Romanzo Criminale - la mini-serie" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_criminale_(miniserie_televisiva)">&#8220;Romanzo criminale&#8221;</a> e azzardo una proposta per Stefano Sollima e soci: fare un film, una miniserie (anche solo un pilota) tratto dal libro di Montesano?</p>
	<p>(<a title="Hotel Messico | Gianni Solla" href="http://www.hotelmessico.net">Janni </a>me l&#8217;aveva detto che era un libro da leggere subito e aveva ragione).
</p>
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		<title>Non si sgombera la luna sotto casa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 14:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;No, non ero un libraio neutrale. Tentavo di comunicare con lo strumento della libreria un sapere «al meglio» e di parte. Quando è uscito il best-seller Papillon noi fuori dalla libreria abbiamo messo un cartello: «Per noi è solo una bravata, qui non si vende Papillon». Invece continuavamo a proporre una serie di percorsi letterari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p><img alt="Primo Moroni | La luna sotto casa " title="Primo Moroni | La luna sotto casa" class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/primo_moroni_1.jpg" />&#8220;No, non ero un libraio neutrale. Tentavo di comunicare con lo strumento della libreria un sapere «al meglio» e di parte. Quando è uscito il best-seller <em>Papillon</em> noi fuori dalla libreria abbiamo messo un cartello: «Per noi è solo una bravata, qui non si vende <em>Papillon</em>». Invece continuavamo a proporre una serie di percorsi letterari e di romanzi di assoluto valore artisitico anche quando non erano amati dal movimento. Per esempio Celine, giudicato come un autore fascista, o Ezra Pound. Si voleva smontare quella storia di lettura ideologica della letteratura. E ciò produceva contraddizioni e polemiche: ero in battaglia con una parte della mia clientela continuamente&#8221;.<br />
(&#8221;La libreria Calusca: una conversazione con Primo Moroni | Ida Farè, 1986)</p></blockquote>
	<blockquote><p>&#8220;Cox 18 non è un luogo sociale a direzione politico-ideologica (verticale o orizzontale). È un «luogo sociale» e basta. In quanto tale, non può che essere, nelle sue soggettività, anche espressione dei devastanti processi del potere che producono una umanità dolente e carica di disagio povero. Possiamo forse stimare (desiderare?) altri luoghi sociali con più universi vitali politici e soggettivi; ma noi abbiamo «scelto» di tentare di «vivere», di convivere, con la composizione giovanile più «frantumata» della zona sud della città. D&#8217;altronde non è forse vero che una grossa fetta dei centri sociali degli anni Ottanta si è più formata come «aggregazione sul disagio» che sul «progetto politico»?<br />
Questo ha voluto dire convivere con il malessere e frequentemente nutrirsi dei suoi veleni. Forse in Cox 18 abbiamo compiuto/subito una scelta di presunzione: sicuramente non abbiamo mai avuto nessuna illusione di cambiare il mondo con le parole o con l&#8217;ideologia. Solo «sporcandosi» con il reale si può comprenderlo e, forse, cominciare a modificarlo&#8221;.<br />
(<a title="wikipedia | Primo Moroni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Moroni">Primo Moroni</a>, 30 giugno 1992)</p></blockquote>
	<p><a title="Firma la petizione" href="http://www.petitiononline.com/cox18/petition.html">&#8220;Riprendiamoci Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni!&#8221; | firma la petizione!</a>
</p>
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		<title>Da gettare</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=241</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 00:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Siccome le parole rimangono importanti sarà bene fare un po&#8217; di repulisti nel vocabolario da portarsi appresso nell&#8217;anno zeronove che viene tra poco a spiegarsi;
	ci sono da gettare le seguenti parole/frasi/espressioni:
	- &#8220;piuttosto che&#8221;
Usata in continuazione invece del più schietto &#8220;o&#8221;, ultimamente rimanda sempre più spesso al povero jet-slang delle starlette dopo sei mesi di dizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Siccome <strong>le parole</strong> rimangono importanti sarà bene fare un po&#8217; di repulisti nel vocabolario da portarsi appresso nell&#8217;anno zeronove che viene tra poco a spiegarsi;</p>
	<p>ci sono da gettare le seguenti parole/frasi/espressioni:</p>
	<p>- <em>&#8220;piuttosto che&#8221;</em><br />
Usata in continuazione invece del più schietto &#8220;o&#8221;, ultimamente rimanda sempre più spesso al povero jet-slang delle <em>starlette</em> dopo sei mesi di dizione o alle sbrodolate acide dei vari capetti di turno che, dopo un master alla Bocconi, si sentono in dovere d&#8217;angariare i lavoratori di qualsiasi media azienda; se la sentite pronunciare in qualche riunione ricordatevi bene chi ha avuto la sfrontatezza di buttarvela addosso: sarà la stessa persona che, con  cinereo aplomb, cercherà di fregarvi su tutta la linea.</p>
	<p>- <em>&#8220;sacrifici&#8221;</em><br />
Sentita e risentita per troppe decine d&#8217;anni, va evitata come la peste fosse solo per il fatto che ha messo in mezzo e calpestato le giovinezze dei nostri genitori, la vita intera dei nostri nonni e lo stesso intenderebbe propinare a chi c&#8217;ha già dei figli. Nata sotto uno dei troppi governi Andreotti, avallata dall&#8217;esterno anche dal PCI, ce la troviamo sempre in mezzo quando le magagne dell&#8217;economia di mercato vengono a galla e c&#8217;è bisogno impellente di stronzi qualsiasi per caricarsele sulle spalle e tirare avanti. Se la chiamano <em>&#8220;austerità&#8221;</em> non fatevi ingannare: è la stessa merda.</p>
	<p>- <em>&#8220;stato/statista&#8221;</em><br />
Veloci a sbarazzarsi di questa coppia di vecchi barbogi, ombre di loro stessi e più arroganti delle loro ex-forme reali: se il primo è franato sotto i colpi spernacchiatrici delle merci, libere d&#8217;andare dove cazzo gli pare, il secondo non è che l&#8217;ombra di un&#8217;ombra anche se dice che scopa tutte le notti e gli sono ricresciuti i capelli.</p>
	<p>-  <em>&#8220;ma anche&#8221;</em>:<br />
L&#8217;espressione fa schifo già per il fatto che l&#8217;avverbio affossa l&#8217;avversativa: se avverso qualcosa significa che ci sono delle differenze, che ho il coraggio di tenere fermi dei punti e agire di conseguenza senza che un sopracciglio di Ratzinger o un prurito di Colaninno abbiano la possibilità di sputtanare il tutto nel contrario di tutto. Un piedi qua, un piede là e <em>il cazzinculo di serie</em>: così ci vorrebbe il signore di tutti i &#8220;ma anche&#8221;. Via di qua.</p>
	<p>Ci si rilegge a anno nuovo, <em>nel frattempo vedete di non ricominciare a bucarvi.</em>
</p>
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		<title>Intanto in Grecia</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 02:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Decine di migliaia di persone per lo più giovani &#8211; se con la lievitazione dell&#8217;aggettivo riuscite a comprendere la fascia di uomini e donne che, nel pieno delle loro forze, vedono il proprio futuro ingarbugliato e a breve scadenza come gli interessi di un derivato stipulato sulla felicità delle loro esistenze;
decine di migliaia di persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img border="0" align="right" title="Greece | December 08" alt="Greece | December 08" src="http://www.strelnik.it/blog/img/merry_crisis_08.jpg" />Decine di migliaia di persone per lo più <em>giovani</em> &#8211; se con la lievitazione dell&#8217;aggettivo riuscite a comprendere la fascia di uomini e donne che, nel pieno delle loro forze, vedono il proprio futuro ingarbugliato e a breve scadenza come gli interessi di un derivato stipulato sulla felicità delle loro esistenze;<br />
decine di migliaia di persone che decidono che non ne possono più, che abbandonano il divano e scendono in strada a dimostrare, mostrando i loro corpi liberi dalle costrizioni di lavori di merda e di sacrifici utili solo a salvare un sistema economico che li vorrebbe nell&#8217;angolo, muti, consumatori e proni alle scorrerie del mercato.</p>
	<p><em>Generazione 700 euro</em>, presenti e prossime, che dopo l&#8217;uccisione del quindicenne Alexis Grigoropoulos, da parte di un poliziotto, ha trovato l&#8217;unione e la determinazione per instradare una protesta che ha messo definitivamente a nudo le gigantesche debolezze e la corruzione del governo e delle isitituzioni <strong>(1)</strong> greche, dimostratesi incapaci di far fronte a una crisi economica che mina alle radici e inquina le aspettative, i desideri e le possibilità di milioni esistenze.<br />
Hanno lottato per strada, fatto sit-in, occupato televisioni; e continuano a farlo sotto l&#8217;insegna della più attuale delle domande: <em>pensate che possiamo star fermi mentre ci togliete anche quello che non avevano i nostri nonni e che credevano di avere i nostri padri? Credete veramente che possiamo fidarci ancora di un sistema economico che mentre ci affama ha pure la pretesa di essere salvato coi nostri sacrifici?</em></p>
	<p>Io non lo so se a voi fa specie come lo fa a me, ma il vedere come i mezzi di comunicazione di massa italiani non stiano seguendo quasi per niente quel che sta accadendo da <a title="Wikipedia | 2008 Greek riots" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_Greek_riots">due settimane in Grecia</a> mi fa quasi pensare a quello che si metteva i sassi in tasca sperando che l&#8217;uragano non riuscisse a sollevarlo e scaraventarlo via.<br />
Ora, proprio ora, mentre continuano le loro proteste, se cerchi &#8220;Grecia&#8221; sulla homepage di Repubblica, t&#8217;arriva l&#8217;alert metallico del &#8220;Testo non trovato&#8221;: figuriamoci se o cosa dicono alla televisione.</p>
	<p>Allora vado su twitter e cerco <a title="twitter | #griots" href="http://search.twitter.com/search?q=%23griots">#griots</a> e penso che, nel bene o nel male, <a title="We are here/we are everywhere/we are an image from the future" href="http://www.occupiedlondon.org/blog/2008/12/12/we-are-here-we-are-everywhere-we-are-an-image-from-the-future/">alla fine tutto sia già qui e ovunque, come un&#8217;immagine dal futuro</a>.</p>
	<p><strong>(1)</strong> <em>lo Stato è un simulacro</em> &#8211; ce lo diceva anni fa <a title="wikipedia | Jean Baudrillard" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jean_Baudrillard">Jean Baudrillard</a>.
</p>
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		<title>Ma cosa ride?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 21:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Ma te guarda se, dopo un mese e mezzo che non scrivo niente, devo aprire un post con una domanda così impellente e crudele;
	ossia:
	ma cosa cazzo c&#8217;avrà da ridere Castelli &#8211; ora in televisione da Santoro &#8211; parlando della crisi?
Hai presente quando i denti di sopra gli tappano il labbro di sotto?
Ma che cazzo ride?
	Intanto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ma te guarda se, dopo un mese e mezzo che non scrivo niente, devo aprire un post con una domanda così impellente e crudele;</p>
	<p>ossia:</p>
	<p>ma cosa cazzo c&#8217;avrà da ridere Castelli &#8211; ora in televisione <a title="AnnoZero | Aiuto, la crisi!" href="http://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html">da Santoro</a> &#8211; parlando della crisi?<br />
Hai presente quando i denti di sopra gli tappano il labbro di sotto?<br />
Ma che cazzo ride?</p>
	<p>Intanto, domani:<br />
<img border="0" title="12 dicembre 2008 | sciopero generale" alt="12 dicembre 2008 | sciopero generale" src="http://www.strelnik.it/blog/img/sciopero_12_12_08.png" />
</p>
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		<title>Movimento salutare</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 18:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	C&#8217;è chi dice che sono giovani e devono fare così, chi dice che sono manovrati, chi che sono pochi, chi che non sanno cosa vogliono, chi li chiama  facinorosi, chi non li capisce e chi dice che non dureranno.
	Poi c&#8217;è chi invece è di molto contento per quello che stanno facendo e sta dalla loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img border="0" title="No alla 133!" alt="No alla 133!" src="http://www.strelnik.it/blog/img/noi_lacrisi_NON.jpg" /></p>
	<p>C&#8217;è chi dice che sono giovani e <em>devono</em> fare così, chi dice che sono manovrati, chi che sono pochi, chi che non sanno cosa vogliono, chi li chiama  <em>facinorosi</em>, chi non li capisce e chi dice che non dureranno.</p>
	<p>Poi c&#8217;è chi invece è di molto contento per quello che stanno facendo e <a title="NO! alla 133" href="http://133.anche.no/">sta dalla loro parte</a>: io, per esempio.</p>
	<p>Come (e con) gli studenti e i docenti/ricercatori precari:<br />
<strong>noi non pagheremo la vostra crisi!</strong>
</p>
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		<title>Battmann&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 14:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[recenZioni]]></category>

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		<description><![CDATA[	Comincia a tenere una certa età, quel tempo in cui si capisce di star iettando sord&#8217; e salute e alla fine anche Battmann si rompe il cazzo.
	Sempre in mezzo alla strada a rischiare mazzate e cazziatoni, sfanculato dal Joker annanz&#8217;o bar, inseguito dai cani, assordato da Taty(ies) dall&#8217;alito infanticida, accoppiato a un Robin acido e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="Battmann' | Marziano-Perrotta | 2008" alt="Battmann' | Marziano-Perrotta | 2008" class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/battmann_1.jpg" />Comincia a tenere una certa età, quel tempo in cui si capisce di star i<em>ettando sord&#8217; e salute</em> e alla fine anche Battmann si rompe il cazzo.</p>
	<p>Sempre in mezzo alla strada a rischiare mazzate e cazziatoni, sfanculato dal Joker <em>annanz&#8217;o bar</em>, inseguito dai cani, assordato da Taty(ies) dall&#8217;alito infanticida, accoppiato a un Robin acido e pulitino come una fidanzata che non gliene lascia passare una, umiliato da tecnici dei serramenti e cugini programmatori: c&#8217;è da uscire pazzo.</p>
	<p>E Battmann divenne Battmazz;<br />
ma qui saremmo già alle quattro tavole conclusive, quelle col testo pronto (e già rimato) per farci <a title="Gianfranco Marziano | Battmazz' - da: Mercatello`s delta | via Katanka.net" href="http://www.katanka.net/marziano/discografia.php">una canzone sopra</a>, mentre la griglia dell&#8217;ultima pagina si fa irregolare e i baloon ci esplodono sopra in liberatorio crescendo: <em>&#8220;&#8216;ngulo &#8216;a maronn&#8217; &#8216;ro patanazz / me magn&#8217; &#8216;o cazz / scassat&#8217;o cazz&#8217; / pecché so&#8217; pazz&#8217; / BATMAZZ&#8221;</em></p>
	<p>Per godere di più e dal principio, c&#8217;è da tornare alla prima pagina e imboccare il ponte che porta a Mercatello City: nella bat-mobile inchiodata nel traffico strombazzante che arriva sgommando a casa di Robin; e ascoltare la prima battuta dell&#8217;uomo pipistrello: <em>&#8220;E signo&#8217;&#8230; però, &#8216;na cos&#8217;e iuorn&#8217;&#8230; &#8216;cca nun è che ca stamm&#8217; pazziann&#8217;&#8230;&#8221;</em>.</p>
	<p>Da lì in poi seguite il tutto con godimento e sogghigno perché <strong>&#8220;Battmann&#8221;</strong> è opera altamente genuina: i testi del faraonico <a title="Gianfranco Marziano | su Katanka.net" href="http://www.katanka.net/marziano/index.html">Gianfranco Marziano</a> e i disegni dell&#8217;indomito <a title="Mario Perrotta | ofumettista" href="http://ofumettista.blogspot.com/">Mario Perrotta</a> liberano il super eroe dalle incombenze enormi che <em>Frenchemillér</em> gl&#8217;aveva fatto gravare sulle spalle quando, dopo una popo&#8217; di guerra nucleare, lo aveva addirittura relegato a addestrare giovani in grado di costruire una società migliore: era il 1986, c&#8217;era Reagan e nel giro di manco una trentina d&#8217;anni tutto sarebbe andato a puttane.<br />
Sventurata la terra che ha bisogno di super eroi: <em>&#8220;perché m&#8217;at&#8217; già rutt&#8217; 3/4 &#8216;e cazz&#8217; &#8220;.</em></p>
	<p>(se poi ancora non l&#8217;aveste capito <a title="Battmann' | per una seconda ristampa" href="http://ofumettista.blogspot.com/2008/10/blog-post_11.html">questo libro ve lo dovreste proprio comprare</a>; e siccome la prima tiratura è già andata esaurita fate sapere agli autori che ne vorreste altre -  onde renderli ricchi, famosi e paparacchioni, <em>sfrucuglion&#8217;, sarchiapon&#8217;, babbaccioo&#8217;, zundrulooooo&#8217;&#8230;!</em>)</p>
	<p>(e grazie per il bat-biglietto, Perro&#8217;)
</p>
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		<title>Erano anni</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 15:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piani lunghi]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Erano anni che a Pisa non si vedeva piazza dei Cavalieri piena così per un&#8217;assemblea di studenti;
l&#8217;ultima che ricordo io è del 1990 &#8211; c&#8217;era la Pantera, la legge Ruberti e il pentapartito (!), il muro di Berlino era andato giù da appena un paio di mesi e tutti avevano ancora in mente il rivoltoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="Pisa, Piazza dei Cavalieri | 8 ottobre 2008 " alt="Pisa, Piazza dei Cavalieri | 8 ottobre 2008 " src="http://www.strelnik.it/blog/img/NO133_PISA2008.jpg" /></p>
	<p>Erano <em>anni</em> che a Pisa non si vedeva piazza dei Cavalieri piena così per un&#8217;assemblea di studenti;<br />
l&#8217;ultima che ricordo io è del 1990 &#8211; c&#8217;era la Pantera, la legge Ruberti e il pentapartito (!), il muro di Berlino era andato giù da appena un paio di mesi e tutti avevano ancora in mente <a title="Wikipedia | Il rivoltoso sconosciuto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_rivoltoso_sconosciuto">il rivoltoso sconosciuto</a> di fronte ai carri armati a Piazza Tian&#8217;anmen.</p>
	<p>Quasi vent&#8217;anni dopo è sempre un bel vedere: <a title="NO! alla 133 | organizzare il dissenso" href="http://133.anche.no/">NO! alla 133 </a>
</p>
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		<title>Hai paura dell&#8217;odio?</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=233</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 11:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[catrame19]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	S&#8217;incigna mercoledi prossimo la terza stagione web radiofonica di ParlaComeScrivi;
riparte il vagonaccio con dentro il sottoscritto, Liv e il sociologo Calzolai (e il fido fonico Enz&#8217;) che, nel rispetto e godimento della freeform radio, proverà a funzionare come spazio (in movimento) di consultazione e confronto su avvenimenti e teorie che c&#8217;interessano.
	La prima coppia d&#8217;argomenti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="ParlaComeScrivi | su radio catrame19" title="ParlaComeScrivi | su radio catrame19" src="http://www.strelnik.it/blog/img/PCS_3_1.jpg" /></p>
	<p>S&#8217;<em>incigna</em> mercoledi prossimo la terza stagione web radiofonica di <strong>ParlaComeScrivi</strong>;<br />
riparte il <em>vagonaccio</em> con dentro il sottoscritto, Liv e il sociologo Calzolai (e il fido fonico Enz&#8217;) che, nel rispetto e godimento della <a title="Wikipedia | Freeform radio" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Freeform_(radio_format)">freeform radio</a>, proverà a funzionare come spazio (in movimento) di consultazione e confronto su avvenimenti e teorie che c&#8217;interessano.</p>
	<p>La prima coppia d&#8217;argomenti a fare da binario al nostro tragitto sarà <strong>paura e odio</strong>: di questo converseremo via Skype con altri contributori di idee e contenuti, voci da <em>stazioni</em> sparse per l&#8217;Italia &#8211; e pure fuori.<br />
S&#8217;inizia dalla paura secondo Bauman fino a<em> la borsa o la vita</em> di questa settimana: commenti e microfoni aperti a tutti gli ovo-web-radio-etere-ascoltatori.</p>
	<p>Mercoledi <strong>15 ottobre dalle 22.15</strong>, in diretta, su <a title="catrame 19 | la web radio inusuale" href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>.</p>
	<p>Passate/scrivete parola.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è da fidarsi</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=232</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 16:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	TABERNA
C&#8217;è da fidarci l&#8217;uno dell&#8217;altro;
altrimenti saremo costretti a delegare la nostra fiducia a una terza parte (lo Stato, la pistola nel comodino, il numero dei contatti su MySpace, il carabiniere di quartiere, la mamma, la palestra, la cintola con le iniziali diamantate) che si farà garante interessato del nostro rapporto di fiducia col prossimo.
Fidandoci l&#8217;uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="Non pensarci | last frame" alt="Non pensarci | last frame" src="http://www.strelnik.it/blog/img/non_pensarci_end.jpg" /></p>
	<p><strong>TABERNA</strong><br />
C&#8217;è da fidarci l&#8217;uno dell&#8217;altro;<br />
altrimenti saremo costretti a delegare la nostra fiducia a una <em>terza parte</em> (lo Stato, la pistola nel comodino, il numero dei contatti su MySpace, il carabiniere di quartiere, la mamma, la palestra, la cintola con le iniziali diamantate) che si farà garante interessato del nostro rapporto di fiducia col prossimo.<br />
Fidandoci l&#8217;uno dell&#8217;altro si evitano la creazione e il mantenimento di strumenti superflui che ci spodestano dalla gestione diretta dei rapporti interpersonali, sovrastrutture che s&#8217;impossesseranno, col nostro stolido beneplacito, della nostra capacità di decidere autonomamente; robe inutili che diventeranno sempre più brutte e lo faranno arruolando controllori e parole ingrassate nel nostro mancare e rinunciare all&#8217;<em>autenticità</em>.</p>
	<p><strong>IO</strong><br />
E cosa sarebbe l&#8217;<em>autenticità</em>?</p>
	<p><strong>TABERNA</strong><br />
Tu sei in quell&#8217;età mentale che <em>cinematograficamente</em> ristà tra il protagonista di <a title="Non pensarci | sito ufficiale" href="http://www.nonpensarci.com/">&#8220;Non pensarci&#8221;</a> e quello di <a title="wikipedia | Anche libero va bene" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anche_libero_va_bene">&#8220;Anche libero va bene&#8221;</a>.<br />
Metti i due film uno dietro l&#8217;altro: appena finisce il primo, blocca l&#8217;ultimo fotogramma  &#8211; non sarà difficile, è un fermo immagine.<br />
Ecco, l&#8217;autenticità sta in quel momento lì.<br />
Prima che inizi l&#8217;altro. Che sarà solo conseguenza.<br />
Basta fidarsi.</p>
	<p><strong>IO</strong><br />
Vado a provare.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Hic et nunc 3.0</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=231</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=231#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 12:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=231</guid>
		<description><![CDATA[	E sicché back in town. (1)
	(1) 
Strelnik. 3.0 me lo farei tatuare su una ginocchio, giusto per fisarmonicizzarlo ogni volta che compio un passo, andando verso il riscattarsi dalla schiavitù energetica; ritemprare i polpacci, scandire i giri intorno all&#8217;asse delle ruote e consumare le suole: questo c&#8217;è da fare.
Insieme al mio amore e a tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>E sicché back in town. <strong>(1)</strong></p>
	<blockquote><p><strong>(1) </strong><br />
Strelnik. 3.0 me lo farei tatuare su una ginocchio, giusto per fisarmonicizzarlo ogni volta che compio un passo, andando verso il riscattarsi dalla schiavitù energetica; ritemprare i polpacci, scandire i giri intorno all&#8217;asse delle ruote e consumare le suole: questo c&#8217;è da fare.<br />
Insieme al mio amore e a tutti quelli che lo vorranno; quest&#8217;estate ne ho incontrati di veramente ganzi e fraterni;  e sono, per esempio, gli inventori e gl&#8217;interpreti di:</p>
	<p><em>- il Poli </em>che, ormai messo <em>fuori</em>, lasciò baracca e burattini e s&#8217;incamminò dal Nord verso la Puglia,<br />
- il <em>piccolo Gasty</em> che dai Murazzi, sopra e sotto, crea fumetti ogni volta che muove la coda,<br />
- quattro bici a zonzo per il lungomare dell&#8217;Adriatico abruzzese in mezzo a sogni libertari, tuffi e soste ristoratorie,<br />
- tre <em>toscofiguri</em> nella città vecchia e sul lungo Reno di Colonia, saturi di caffeoni, campari soda scomposti e birre molto buone, ma piccine.</p>
	<p>Tempi, luoghi e persone da intrecciare ancora, mentre faccio cose nuove. La sfida dei fatti dietro l&#8217;angolo insieme alla felicità della mia compagna.</p>
	<p>Prima di tutto: re-inventarsi zone di comunicazione e condivisione diretta &#8211; partendo dai propri rapporti individuali generare ben relazionali interessanti.<br />
Poi solo vino rosso, per un po&#8217;.</p></blockquote>
	<p>Qui ricordo anche <a title="Wikipedia | Stefano Rosso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Rosso">Stefano Rosso</a> e <a title="Wikipedia | David Foster Wallace" href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Foster_Wallace">David Foster Wallace</a> che ora non sono qui e poi il segno del costume alla riconquista dei territori ceduti alla <em>bronzatura</em>.
</p>
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		<title>MelaZeta</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 16:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Scartavetrare pixel a ritmo di fatture a sessanta giorni.
Con Città del Capo Radio Metroplitana e Maps a fare di sottofondo a un mestiere che mi piace e che non sento e non vorrò mai sentire come lavoro;
la cara, vecchia illusione dell&#8217;avanguardia: arte e vita arrotolate insieme come una cartina al suo tabacco. Pronte per bruciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignright" title="Bit worker | 2008" alt="Bit worker | 2008" src="http://www.strelnik.it/blog/img/bit_worker_08.jpg" />Scartavetrare pixel a ritmo di fatture a sessanta giorni.<br />
Con <a title="Città del Capo Radio Metropolitana" href="http://www.radiocittadelcapo.it/">Città del Capo Radio Metroplitana</a> e <a title="Maps | La vita non è solo Spam" href="http://www.radiomaps.it/">Maps</a> a fare di sottofondo a un mestiere che mi piace e che non sento e non vorrò mai sentire come <em>lavoro</em>;<br />
la cara, vecchia illusione dell&#8217;avanguardia: arte e vita arrotolate insieme come una cartina al suo tabacco. Pronte per bruciare insieme. Fino al prossimo affitto.</p>
	<p>Va così in questi giorni: sono dieci anni di lavoro sul (per il?/nel?) web.</p>
	<p>Per ore in solitaria davanti alla tastiera, <a title="Twitter " href="http://twitter.com/strelnik">beccheggiando</a> e <a title="Tumblr" href="http://strelnik.tumblr.com/">appuntando</a> di lato, quando c&#8217;è da farlo.</p>
	<blockquote><p>Betty: &#8220;Che cosa fai quando sei da solo?&#8221;<br />
Victor: &#8220;Quello che faccio sempre quando sono solo: mi mescolerò al popolo&#8221;<br />
(Claude Chabrol, <a title="Claude Chabrol | Rien ne va plus" href="http://www.filmagenda.it/movies/3595">&#8220;Rien ne va plus&#8221;</a>)</p></blockquote>
	<p>Legami sociali fluidi nel secolo più monoideologico.<br />
Anche per questo e in ritardo</p>
	<blockquote><p>inadatti alla rivoluzione perché il luogo della rivoluzione è l&#8217;infinito, il futuro, sogno da figli dei fiori in tempo di benessere, svanito, noi passeremo dal potere infinito della nostra adolescenza carnale all&#8217;infinita frustrazione che muove al consumo. Di sè o di merci. E di vite come merci.<br />
(Luca Rastello, <a title="RecenZioni | Mio cuggino, il settesette" href="http://www.strelnik.it/blog/?p=33">&#8220;Piove all&#8217;insù&#8221;</a>)</p></blockquote>
	<p>Poi, se ci arriviamo, c&#8217;aspetta una vecchiaia da semi ciechi.<br />
Sarà molto facile che gli occhi ci lascino al palo, facendoci ciao ciao con la manina di un emoticon tatuato sulla retina che se ne va.<br />
Ci lasceranno impegolati nella ripetitività di panorami a risoluzioni massime di millequattrocento per novecento.<br />
Stazioneremo tra il lusco e il brusco, ma sprovvisti della maestria di certi operatori e direttori della fotografia &#8211; che apprezzava e ricordava Marco Ferreri &#8211; che nonostante da vecchi non ci vedessero più tanto bene riuscivano lo stesso a darti delle inquadrature e dei movimenti di macchina impeccabili.</p>
	<p>Saremo anche senza pensione, <em>ça va sans dire</em>.<br />
Potrebbe andare peggio, ma la desertificazione almeno eviterà che piova.</p>
	<p>Salute a tutti noi, bit worker sballottati dal <strike>novecento</strike>.<br />
<strong>[MelaZeta]</strong><br />
Dagli anni zero.</p>
	<p>Ora salva e pubblica che siamo quasi in vacanza.
</p>
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		<title>Preti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 11:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	« Io la domenica non ho mai detto messa, è il giorno che devo passare con mio figlio&#8230; »
	(Padre Gabrielli, Boris 2 &#124; 11 ep.)
	Nell&#8217;undicesima puntata di Boris 2, il personaggio di padre Gabrielli, consulente spirituale e agente di Mariano Giusti &#8211; entrambi interpretati da Corrado Guzzanti &#8211; m&#8217;ha ricordato molto don Ciro, il violento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p><em>« Io la domenica non ho mai detto messa, è il giorno che devo passare con mio figlio&#8230; »</em></p>
	<p>(Padre Gabrielli, Boris 2 | 11 ep.)</p></blockquote>
	<p><img alt="Don Ciro | by Mario Perrotta" title="Don Ciro | by Mario Perrotta" class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/Don_ciro.jpg" />Nell&#8217;undicesima puntata di <a title="Boris blog" href="http://www.borisblog.tv/">Boris 2</a>, il personaggio di padre Gabrielli, consulente spirituale e agente di Mariano Giusti &#8211; entrambi interpretati da Corrado Guzzanti &#8211; m&#8217;ha ricordato molto <strong>don Ciro</strong>, il violento e spiccio prete inventato dal genio indomito di <a title="Ad est dell'equatore | Inferno,  di Gianfranco Marziano" href="http://www.adestdellequatore.com/autori.htm">Gianfranco Marziano</a>.</p>
	<p>Se non avete mai ascoltato &#8220;Il codice Don Ciro&#8221; di Gianfranco Marziano mi dispiace. Davvero.</p>
	<p>[<em>disegno</em>: "Don Ciro" | di <a title="Ofumettista | Mario Perrotta" href="http://ofumettista.blogspot.com/2007/06/disegni-per-devozione-al-faraone.html">Mario Perrotta</a>]
</p>
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		<title>Sceneggiatura di una sceneggiatura di appunti</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Enzo scrive la sceneggiatura di un testo teatrale; nella sceneggiatura, lui stesso, Enzo – il protagonista della rappresentazione teatrale – sta scrivendo una sceneggiatura. Nella sceneggiatura, che il protagonista sta scrivendo, compare un altro Enzo che sta scrivendo la sceneggiatura di una rappresentazione in cui c’è proprio lui… come protagonista che …
(Enzo)
	B. Ma che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Enzo scrive la sceneggiatura di un testo teatrale; nella sceneggiatura, lui stesso, Enzo – il protagonista della rappresentazione teatrale – sta scrivendo una sceneggiatura. Nella sceneggiatura, che il protagonista sta scrivendo, compare un altro Enzo che sta scrivendo la sceneggiatura di una rappresentazione in cui c’è proprio lui… come protagonista che …<br />
(<a title="enzo| fonico" href="http://enzofonico.splinder.com/">Enzo</a>)</p></blockquote>
	<p>B. Ma che ci metti nella sceneggiatura che quello, e che quell’altro… e che quell’altro ancora… e che poi… ma insomma!!! Cazzo ci metti?</p>
	<p>A. Ci metto Carnaby Street… Ma insomma via. E parto di seguito.  A spron battuto. Recitando, come di seguito:<br />
E rincorri ancora le idee. Subito dopo ti domandi “quali”. Poi torni ad inseguire due tette che compaiono all’improvviso per strada; ti ci perdi dietro: ti ci puoi perdere dentro. E sfuggire ancora una volta, inseguito, a Carnaby Street, dove…</p>
	<p>B. Carnaby Street? Ma perché…</p>
	<p>A. Boh, solo che le strade di Londra ci stan sempre bene. Londra. Mi ricordavo solo di quella strada. Ci metto questa strada nella sceneggiatura.</p>
	<p>B. Te sei grullo, se devi metterci una strada di Londra… mica ci puoi mettere Carnaby Street… che c’azzecca con un film dell’horrore…</p>
	<p>Ho capito… Sì… Con Vampirum III… Carnaby Street non ci azzecca nulla… forse hai ragione… ma allora… che strada di Londra ci metto?</p>
	<p>B. Scusa, ma, a questo punto: Perché Londra? Anzi, se proprio vuoi che te lo dica… ma che “film”… ma che “horrore”… te sei fuori… caro il mio ciccio… te sei belle che cotto… Te ne torni a Vigevano…</p>
	<p>A. A parte il fatto che… come cazzo ti è venuto in mente “Vigevano”? Sono nato nel Sud… nel profondo Sud… e parlo questa “lingua” del cazzo… pé piacé a vù… fije e buttana… tinete a nebbia e ci rumpete la minchia pecché siti tristi… voi du nodde… mann’attene a fanculooooo</p>
	<p>B. Fai come meglio pensi… potrei pure incazzarmi dopo questo “fanculoooo”… potrei farlo. Ne avrei tutte le ragioni. Via, dai…</p>
	<p>A. Dai che… fije…</p>
	<p>B. e dai, lasciami parlare.<br />
A parte il fatto che io so toscano… e che te  sei un cretino… Ma, ti prego… dimmelo… dimmelo… ma… perché Londra?</p>
	<p>Ps<br />
Enzo… Enzo… Ci sei?</p>
	<p>Enzo (però, non mi chiamo Enzo, <em>ndr</em>)</p>
	<p>&#8212;&#8211;</p>
	<p><em>Il pezzo che avete appena letto è opera del <strong>sociologo e fratello catr-amìco</strong> <strong>Calzolai</strong></em> che lo scrisse una sera d&#8217;un mesetto fa, ragionando con noialtri di Jorge Luis Borges, di finzione e realtà e di conseguenti attacchi alla Monoforma.
</p>
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		<title>Collettiva (e postmoderna)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 11:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;Altre volte, invece, la letteratura collettiva può dare voce a piccoli, ma interessanti firme, soprattutto nel caso di raccolte di racconti, firmati personalmente da ciascuno dei partecipanti al progetto. È il caso, per esempio, di A Pinokkio&#8217;s bloody binary story un altro progetto italiano del 2007 che ha rielaborato con sguardo postmoderno la celebre storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;Altre volte, invece, la <strong>letteratura collettiva</strong> può dare voce a piccoli, ma interessanti firme, soprattutto nel caso di raccolte di racconti, firmati personalmente da ciascuno dei partecipanti al progetto. È il caso, per esempio, di <a target="_blank" href="http://www.strelnik.it/pinokkio/">A Pinokkio&#8217;s bloody binary story</a> un altro progetto italiano del 2007 che ha rielaborato con sguardo postmoderno la celebre storia di Pinocchio, da 37 punti di vista, uno per ciascun autore. Fino a diventare un libretto stampato da un editore indipendente e distribuito gratuitamente sotto licenza Creative Commons&#8221;.<br />
(<strong>Marina Rossi</strong>, <a title="VisionPost | Anche il romanzo è open source" href="http://www.visionpost.it/media/anche-il-romanzo-e-open-source.htm">&#8220;Anche il romanzo è open source&#8221;</a> | VisionPost &#8211; 26 giugno 2008)</p>
	<p>L&#8217;<a title="nero_passero | editoria apolide" href="http://www.strelnik.it/nero_passero/">&#8220;editore indipendente&#8221;</a> ringrazia per l&#8217;articolo, s&#8217;apparecchia per il prossimo svolazzamento e osserva interessato le <em>intraprese</em> come <a title="Romanzo Totale" href="http://www.romanzototale.it">il Romanzo Totale</a>.</p>
	<p><em>E via avanti senza paura.<br />
</em>
</p>
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		<title>Il sesso delle tartarughe</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 23:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	Succede che ci sono queste due tartarughe in un campo zolloso. Un maschio e una femmina, di razza e dimensioni diverse. La tartaruga maschio tenta tutti i giorni di raggiungere e copulare con la tartaruga femmina che, essendo di taglia più piccola, è più veloce e riesce a evitare d&#8217;accoppiarsi con un esemplare che probabilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Succede che ci sono queste due tartarughe in un campo zolloso. Un maschio e una femmina, di razza e dimensioni diverse. La tartaruga maschio tenta tutti i giorni di raggiungere e copulare con la tartaruga femmina che, essendo di taglia più piccola, è più veloce e riesce a evitare d&#8217;accoppiarsi con un esemplare che probabilmente non gli piace. Sono giorni d&#8217;inseguimenti, di svolte e diagonali spericolate: robe grosse per due due testuggini. L&#8217;inseguimento dura da diverse lune: la tartaruga femmina conosce le mosse del suo antagonista così bene da prevederne angolazioni, scarti e finte; intuisce così bene e al primo colpo le mire e le prospettive dell&#8217;inseguitore che a volte lo lascia avvicinare volutamente alle terga soltanto per virargli di lato mentre quello inizia a pensare d&#8217;avercela fatta.</p>
	<p>Due conchini fermi all&#8217;orizzonte. Due conchini identici, di quelli che i vecchi della mia infanzia raccontano che <a title="wikpedia | Baccio da Montelupo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baccio_da_Montelupo">Baccio da Montelupo</a> gl&#8217;inventò il buco per far uscire l&#8217;olio. Due conchini riutilizzati come fioriere nell&#8217;orto delle tartarughe. Due conchini si parano davanti alla tartaruga femmina. La mossa più lunga sarebbe aggirarli, quella più breve passarci in mezzo &#8211; anche la più ganza a guardarla dall&#8217;alto.<br />
La tartaruga femmina ci prova e punta il passaggio tra i due conchini: passa la testa, passa il primo <a title="wikipedia | scuto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scuto">scuto</a>, passa il secondo. Quasi il secondo. Forse il secondo. Dai, il secondo. No, il secondo scuto non passa. Si ferma. Blocca tutto. La tartaruga femmina rimane inchiodata tra le ombre tonde dei due conchini, incastrata in una strettoia ruvida, senza poter andare avanti o indietro.</p>
	<p>La tartaruga maschio da lontano si prende il tempo che vuole. All&#8217;inizio sembra quasi arretrare, poi s&#8217;impenna, con piglio feroce, verso i due conchini tra le zolle indurite dal sole.</p>
	<p><em>[l'intero episodio è stato testimoniato e a me comunicato dall'amico D. Calzolai, </em>quel sociologo<em>] </em>
</p>
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		<title>Kansas City</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Solo noi giovani insorgevamo contro questo abuso: e perché colpiva la libertà della persona, ma soprattutto perché a noi piaceva quella calca di pastori, mandriani e mercanti del giovedi: piaceva perché a Kansas City, e in tutte le città veramente moderne ed evolute, doveva essere così. La nostra polemica, dunque, non colpiva soltanto eruditi ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Solo noi giovani insorgevamo contro questo abuso: e perché colpiva la libertà della persona, ma soprattutto perché a noi piaceva quella calca di pastori, mandriani e mercanti del giovedi: piaceva perché a Kansas City, e in tutte le città veramente moderne ed evolute, doveva essere così. La nostra polemica, dunque, non colpiva soltanto eruditi ed archeologi; si rivolgeva anche contro i benpensanti della città. Cos&#8217;era, per esempio, quella continua protesta contro l&#8217;incuria delle autorità, in piazza della stazione? Chi scendeva dal treno per visitare la nostra città si trovava dinanzi uno sterrato calcinoso e brullo, senza un albero e un po&#8217; di verde, e la gente per bene cominciò a dire che era uno sconcio, che in questo modo si faceva davvero una bella propaganda alla città, e che il turismo ne avrebbe sofferto. Storie, dicevamo noi: la nostra città era bella così e la dovevamo lasciar stare, e vivere, e crescere, con il suo carattere genuino, una città di sterrati, di spazi aperti, al vento e ai forestieri, come Kansas City.</p>
	<p>(<strong>Luciano Bianciardi</strong>, <em>&#8220;Il lavoro culturale&#8221;</em>, 1957)</p></blockquote>
	<p>Una situazione imbellettata alla bell&#8217;e meglio da <em>riconciliazione nazionale</em> mentre: la confindustria vuole tutto, l&#8217;opposizione non oppone niente (cosa sei disposto a perdere? Niente, abbiamo già perso troppo: <em>non mi fido di te</em>), Berlusconi non vuole quel giudice lì (Corrado Guzzanti è a fare <a title="Mariano Giusti | Boris" href="http://youtube.com/watch?v=Wgfx0RNYKBA">Mariano Giusti</a> e non c&#8217;è nessuno a ricordar<em>gli</em> che è un minchia), i vigili spadroneggiano sugli autobus neanche fossero adolescenti a rota di UTube, si scoprono (oooh&#8230;!) le stanze delle botte in Corso Brunelleschi a Torino e chissà in quanti altri CPT (pardon, CEI) d&#8217;Italia, le barche affondano nel canale di Sicilia coi morti a decine, gli extraparlamentari si ridividono tra chi vuol tornare in Parlamento e chi nel sociale, le ronde della Lega, le ronde dei fasci, le ronde di Cofferati, le morti bianche in serie post fordista e il lavoro sempre più ridicolizzato, allungato, sputazzato in faccia.</p>
	<p>Ecco, ci vorrà parecchio a imboccare la strada per <em>Kansas City</em>, ma è lì che c&#8217;è da puntare.
</p>
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		<title>Tre giorni coi baffi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 11:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	L&#8217;indomita banda dei sei &#8211; al terrazzo della terza Repubblica.
Bevendo, chiacchierando, schiccherando di sotto.

	[da sx verso dx: Anna, Simone, io, David, Elisa, Monia] 
	&#8220;La bellezza sarà convulsa o non sarà&#8221;
(André Breton, &#8220;Nadja&#8221;)
	Un abbraccio a tutti e grazie di cuore a Elisa che ci ha anche regalato il disegno.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;indomita <em>banda dei sei</em> &#8211; al terrazzo della terza Repubblica.<br />
Bevendo, chiacchierando, schiccherando di sotto.<br />
<img alt="A Teramo coi baffi | di Elisa" title="A Teramo coi baffi | di Elisa" src="http://www.strelnik.it/blog/img/teramo_baffi.png" /></p>
	<p><em>[da sx verso dx: Anna, Simone, io, David, Elisa, Monia] </em></p>
	<p>&#8220;La bellezza sarà convulsa o non sarà&#8221;<br />
(André Breton, &#8220;Nadja&#8221;)</p>
	<p>Un abbraccio a tutti e grazie di cuore a Elisa che ci ha anche regalato il disegno.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Segna zero!</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=221</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 08:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Picture Post]]></category>

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		<description><![CDATA[	Non c&#8217;è valle di lacrime che non possa essere evitata. Solo la natura se ne frega e va avanti indifferente, gli umani no. Gli umani hanno leggi e governi. Seguono delle regole. Più calmo di te.
	&#8220;Cineappunti 01 &#124; segna zero!&#8221; 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Non c&#8217;è valle di lacrime che non possa essere evitata. Solo la natura se ne frega e va avanti indifferente, gli umani no. Gli umani hanno leggi e governi. Seguono delle regole. Più calmo di te.</p>
	<p><a title="Cineappunti 01 | segna zero!" class="thickbox" href="http://www.strelnik.it/blog/wp-content/themes/ambiru/images/valledilacrime.jpg">&#8220;Cineappunti 01 | segna zero!&#8221; </a>
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sotto a chi tocca</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=220</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 17:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=220</guid>
		<description><![CDATA[	Napoli sotto i rifiuti.
	Torino sotto l&#8217;acqua.
	Roma sotto i fascisti.
	(come era quella cosa del &#8220;rialzati, Italia&#8221;?)

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Napoli sotto <a title="Repubblica | Napoli" href="http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Tanfo-disgusto-e-foto-ricordo-lhorror-tour-della-monnezza/1461647">i rifiuti</a>.</p>
	<p>Torino sotto <a title="Repubblica | Torino" href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/Allarme-maltempo-esonda-la-Dora-forse-tre-vittime-per-una-frana/1469729">l&#8217;acqua</a>.</p>
	<p>Roma sotto <a title="Repubblica | Roma" href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Armati-di-bastoni-e-catene-ci-hanno-picchiato-a-sangue/1469225">i fascisti</a>.</p>
	<p>(come era quella cosa del &#8220;<em>rialzati, Italia&#8221;</em>?)
</p>
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		<title>Da leggere subito</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 10:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	&#8220;Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d&#8217;ira ed e&#8217; vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l&#8217;audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img border="0" title="Gianni Solla | Airbag" alt="Gianni Solla | Airbag" src="http://www.strelnik.it/blog/img/airbag_gianni_solla.gif" /></p>
	<blockquote><p>&#8220;Maurizio vive in una casa completamente vuota, lavora come programmatore in una software house, mangia solo cibi industriali, soffre di attacchi d&#8217;ira ed e&#8217; vittima di una sessualità paranoide. Un guasto di un ripetitore della Telecom permette al suo televisore di ricevere l&#8217;audio delle conversazioni telefoniche degli abitanti del suo quartiere. Maurizio registra e cataloga i dialoghi, ne impara a memoria intere frasi e le usa per riconfigurare una propria nuova mappa emotiva. Viviana e&#8217; obesa, e tutte le sere chiama il numero anti-violenza, sussurrando perché suo marito non la senta. Dal telefono al televisore di Maurizio: quelle telefonate diventano un&#8217;ossessione. Viviana diventa il suo Cristo con le bruciature di sigaretta sulle braccia, l&#8217;unica capace di redimerlo. La segue, ne traccia un profilo psicologico e, infine, si decide a incontrarla. Poi la morte del fratello di Maurizio, paralizzato a seguito di un incidente automobilistico, l&#8217;incontro con una squillo di lusso, il tango, i naziskin, una spirale di incastri narrativi&#8221;</p></blockquote>
	<p><a title="Airbag | Gianni Solla" href="http://www.hotelmessico.net/airbag.asp">&#8220;Airbag&#8221;</a> di <strong>Gianni Solla</strong>, <a title="Hotel Messico | Janni, il direttore" href="http://www.hotelmessico.net/">il mio direttore preferito</a>.
</p>
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		<title>Onda pazza vive</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 10:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Picture Post]]></category>

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		<description><![CDATA[	

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a title="wikipedia | Peppino Impastato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato"><img border="0" alt="Peppino Impastato" title="Peppino Impastato" src="http://www.strelnik.it/blog/img/peppino_impastato_08.jpg" /></a>
</p>
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		<title>MayDay SMS Parade</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 11:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Testo dell&#8217;sms inviato ieri:
&#8220;Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo. Buon primo maggio, resistenti&#8221;
	Testi degli SMS di risposta ricevuti, in ordine d&#8217;arrivo:
	1) &#8220;Ma dove sei alla Leccia? Buon 1 anche a voi&#8221;
	2) &#8220;Grazie compagni, chiunque voi siate!&#8221;
	3) &#8220;Oggi l&#8217;unica parte di me sottoposta ad uno sforzo è stato lo stomaco, per una pantagruelica mangiata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Testo dell&#8217;sms inviato ieri:<br />
<em>&#8220;Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo. Buon primo maggio, resistenti&#8221;</em></p>
	<p>Testi degli SMS di risposta ricevuti, in ordine d&#8217;arrivo:</p>
	<p>1) &#8220;Ma dove sei alla Leccia? Buon 1 anche a voi&#8221;</p>
	<p>2) &#8220;Grazie compagni, chiunque voi siate!&#8221;</p>
	<p>3) &#8220;Oggi l&#8217;unica parte di me sottoposta ad uno sforzo è stato lo stomaco, per una pantagruelica mangiata di fagiolo zolfino. buon primo maggio&#8221;</p>
	<p>4) &#8220;Grande Massi! Un bacione a te e a Monia. E rialzati italia dio merda&#8221;</p>
	<p>5) &#8220;Vecchia roccia, l&#8217;unico resistente pronto per la rivoluzione&#8230; Saluti da La Spezia&#8221;</p>
	<p>6) &#8220;Buonissimo maggio anke a te amico! A presto spero&#8221;</p>
	<p>7) &#8220;Hanno vinto compagno! si lavora di molto  alla svelta&#8230; e morti anche oggi! saluti da Montalcino</p>
	<p>8) &#8220;Già. Anche a te&#8221;</p>
	<p>9) &#8220;Non mi sforzo nemmeno ciulando, figuriamoci a lavorare! ;-) Abbracci e baci&#8221;</p>
	<p>10) &#8220;Buon primo maggio anche a voi. Siamo con L. e P. Ci stiamo organizzando per un&#8217;escursione cittadina, se vi va sentiamoci!&#8221;</p>
	<p>11) &#8220;&#8230;e incaxxati&#8221;</p>
	<p>12) &#8220;Sei il mio extraparlamentare di riferimento. Buona lotta.&#8221;</p>
	<p>13) &#8220;Grande Massi! Stasera vado a vedere Fiorentina-Glasgow. Forza viola&#8221;</p>
	<p>14) &#8220;Dio boia! radio alice chiude i battenti&#8230; radio catrame trasmette, i piccoli maestri resistono&#8221;</p>
	<p>15) &#8220;Sarebbe meglio non lavorare proprio&#8230; grande Max, buon primo maggio anche a te&#8230;&#8221;</p>
	<p>16) &#8220;Ciao bestia. Pensovi spesso&#8221;</p>
	<p>17) &#8220;bah no! E fo anche ponte&#8221;</p>
	<p>18) &#8220;Ciao compagno! Saluti e a presto!&#8221;</p>
	<p>19) &#8220;Ciao mitico&#8230; Oggi sto in casa&#8230;&#8221;</p>
	<p>20) &#8220;Lavorare lavorare lavorare. Preferisco il rumore del mare&#8221;</p>
	<p>21) &#8220;Grandissimo. Ti telefono uno di &#8217;sti jours. Salutami la tua metà e l&#8217;Adriatic sea when u c it. Mi chiamo John Ford e I do western con lentezza&#8221;</p>
	<p>22) &#8220;Non lavorare proprio è ancora meglio :-) buon primo maggio&#8230; mi raccomando condito da tanto e buon vino&#8230;&#8221;</p>
	<p>23) &#8220;da un campo cobas, in quel del calcesano, buon primo maggio a voi&#8221;</p>
	<p>24) &#8220;Lavorare, lavorare, lavorare. Preferisco il rumore del mare. Buon primo maggio compagno strelnik&#8221;</p>
	<p>25) &#8220;Noi si resiste dal Chianti, sarà il sole o sarà il vino ma qui si resiste bene!</p>
	<p>26) &#8220;Ma chi sei?&#8221;</p>
	<p>27) &#8220;Noi abbiamo praticato la lentezza tutto il dì e ci apprestiamo al concertone sindacale a ravenna (con la PFM!) buon primo maggio a voi.
</p>
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		<title>Non finisce mai</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 17:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	[scritto come e-mail in risposta ad un amico]
	Caro Ranieri,
a Galliano, e in molte altre parti d&#8217;Itaglia, non cambiava mai niente: era freddo quando doveva essere freddo e caldo quando s&#8217;aspettava il caldo, il sabato cominciava puntualmente di sabato così come le bestemmie a mezzi denti erano il marchio a fuoco di tutti i lunedi mattina.
	Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>[scritto come e-mail in risposta ad un amico]</em></p>
	<p>Caro Ranieri,<br />
a Galliano, e in molte altre parti d&#8217;Itaglia, non cambiava mai niente: era freddo quando doveva essere freddo e caldo quando s&#8217;aspettava il caldo, il sabato cominciava puntualmente di sabato così come le bestemmie a mezzi denti erano il marchio a fuoco di tutti i lunedi mattina.</p>
	<p>Poi un giovedi sera, verso le otto, qualcosa cambiò: all&#8217;inizio sembrò una semplice increspatura nel gran lenzuolo del tempo, quella federa che sa d&#8217;ammorbidente di discount che ammanta il giaciglio rodato e pesantissimo che ancora oggi chiamiamo &#8220;provincia&#8221;;<br />
al primo apparire quel giovedi poteva sembrare solo un tic da niente, un segnale nevrotico, come un rutto trattenuto o un rumore di singhiozzo morto appena dopo il primo colpo.<br />
Invece non fu così: ci fermammo e ci si trovò diversi, uguali ma diversissimi rispetto a una fetta consistente d&#8217;umanità sorella e fratell&#8217;a noi.</p>
	<p>Ci guardammo gli uni negli altri:<br />
tutti le figlie e i figli d&#8217;ultimo letto del secolo più breve e sconvolgente che la storia abbia conosciuto, tutte le persone nate quando il &#8220;boom&#8221; era agli sgoccioli, quello stesso boom che, sempre con la scusa della crescita e della produttività, e con l&#8217;aiuto frequentissimo di speculazioni e ladrerie, aveva ingrassato e corrotto i democristiani, abbindolato e addomesticato i socialisti (Craxi poi concluse l&#8217;opera) e sclerotizzato e imbambolato i comunisti.<br />
La scuola media era stata unificata da poco, le &#8220;blande riforme&#8221; avevano trovato Palazzi Campana e autunni caldi a spingerle in direzioni nuove: la sinistra extraparlamentare esisteva anche se a Galliano se ne vedeva poca/quasi niente però i morti per le bombe nelle piazze e sui treni noi ce li ricordiamo e ci ricordiamo anche la faccia di Cossiga ministro degli Interni.<br />
Il movimento del settantasette e il punk c&#8217;hanno sfiorato, (te almeno, Ranieri, di un po&#8217; più d&#8217;autoironia indiana-metropolitana e di cortei che sapevano farsi sentire ne hai goduto, io ho solo visto chiudere le ultime sedi di Democrazia proletaria).<br />
È arrivato &#8220;il calduccio di merda degli anni ottanta dopo il freddo degli anni di piombo&#8221;: tempo di eliminare la scala mobile e far scaldare nani e ballerine che il colosso sovietico ha starnutito facendo venir giù tutto l&#8217;ambaradam: noi, abbastanza paradossalmente, siamo finiti sotto una parte di quelle macerie, impolverati da brandelli di muri&#038;merci che manco avremmo voluto costruire&#038;comprare: ne sopportiamo il parziale peso solo perché condividiamo e conserviamo una scheggia di memoria storica che in questi giorni (ai soliti riccastri) torna utilissimo eliminare, una scheggia difficile e pericolossima da rimuovere che questi figli d&#8217;un secolo morente hanno conficcata vicino a qualche organo vitale (per alcuni è il cuore, per altri il cervello, per i più alcolisti il fegato);<br />
una scheggia che schifava sia il violento burocratismo dell&#8217;URSS che le piccinerie democristé e le sporche puttanate yankee;<br />
una scheggia invece interessata a percorsi e persone più complesse e gratificanti come il Partito d&#8217;Azione o Lotta Continua, Primo Moroni o Ernesto Balducci (solo per citare due coppie di tempi e modi abbastanza distanti).</p>
	<p>Ora:<br />
quel fatidico giovedi sera, a Galliano e in molte altre periferie dell&#8217;impero del capitale, s&#8217;ha da costruirlo già da ora e con tutta la disperazione e la gioia di cui siamo capaci:<br />
creiamo microsistemi resistenti e autonomi, coinvolgendo in mutuo soccorso chi si vuole unire all&#8217;impresa: riprendiamoci la società e il suo territorio, la nostra capacità di autorappresentazione individuale e collettiva, riappropriamoci del confronto-conflitto fondando luoghi d&#8217;aggregazione sempre più complessi: lasciamo le porte aperte e i fucili nella merda.<br />
Ritroviamo il piacere della posta in gioco, ricollochiomoci nelle strade, allarghiamo e valorizziamo il tempo libero, rispondiamo no ripartendo dai bisogni reali, dalla critica e dallo sberleffo nei confronti della ricchezza vista solo in termini acquisitivi, incrociamo destini, usciamo di casa, grattiamoci (come suggeriva Guccini).<br />
Riprendiamoci le città, i paesi, tutti i Galliani malefici di questo pianetino nostro: incrociamone e contaminiamone le esperienze, fomentiamo da subito scambi sociali: ritroveremo noi stessi e il nostro nemico, così come lo scrisse Primo Levi in &#8220;Partigià&#8221;:</p>
	<blockquote><p>&#8220;Quale nemico? Ognuno è nemico di ognuno,<br />
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,<br />
la mano destra nemica della sinistra.<br />
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:<br />
La nostra guerra non è mai finita&#8221;.</p></blockquote>
	<p>Come fare non so, ma voglio farlo,<br />
senza pistole, alla luce del sole e non da solo.</p>
	<p>Un abbraccio, buon primo maggio e a presto.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aldo dice 25&#215;250</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 10:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=215</guid>
		<description><![CDATA[	Sono diversi anni che voglio scrivere di Ivo Rossi, partigiano nelle brigate autonome &#8220;1^ divisione Langhe&#8221;, ucciso a 22 anni da un rastrellamento nazifascista a Cravanzana, in quel di Cuneo, il 19 aprile 1944.
Lo farò anche come contributo ulteriore per l&#8217;iniziativa di Mondine 2.0.
Viva la Liberazione.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a title="Bloggers per il 25 aprile" href="http://www.mondine.it/bloggers-per-il-25-aprile/"><img border="0" alt="Mondine 2.0 | Di madre in figlia" title="Mondine 2.0 | Di madre in figlia" class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/badge25aprile.png" /></a>Sono diversi anni che voglio scrivere di Ivo Rossi, partigiano nelle brigate autonome &#8220;1^ divisione Langhe&#8221;, ucciso a 22 anni da un rastrellamento nazifascista a Cravanzana, in quel di Cuneo, il 19 aprile 1944.<br />
Lo farò anche come contributo ulteriore per l&#8217;iniziativa di <a title="Mondine 2.0" href="http://www.mondine.it">Mondine 2.0</a>.<br />
Viva la Liberazione.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il ronzio degli insetti</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 14:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Ora la società non ha più difese, in compenso non c&#8217;è più il ceto politico  che la parassitava.
Lasciamo perdere l&#8217;idea di ricostruire la sinistra, perché la sinistra non  ci serve. E&#8217; un concetto vuoto, che si può riempire soltanto di passato.
La società non ha bisogno di un nuovo apparato di mediazione politica. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Ora la società non ha più difese, in compenso non c&#8217;è più il ceto politico  che la parassitava.<br />
Lasciamo perdere l&#8217;idea di ricostruire la sinistra, perché la sinistra non  ci serve. E&#8217; un concetto vuoto, che si può riempire soltanto di passato.<br />
La società non ha bisogno di un nuovo apparato di mediazione politica. Non  ci sarà mai più mediazione politica. Il capitale ha scatenato la guerra  contro la società. Non possiamo far altro che adeguare ad essa i nostri  strumenti e i nostri linguaggi.</p>
	<p>Non possiamo combattere quella guerra sul piano della violenza, per la  semplice ragione che la perderemmo.<br />
La società deve costruire le strutture della sua autonomia culturale:  dissolvere le illusioni che sottomettono l&#8217;intelligenza al lavoro al  consumo e alla crescita, curare lo psichismo collettivo invaso dai veleni  della paura e dell&#8217;odio, creare forme di vita autonoma autosufficiente,  diffondere un&#8217;idea non acquisitiva della ricchezza.<br />
Non abbiamo altro compito. Ed è un compito gigantesco.</p>
	<p>(bifo, &#8220;l&#8217;orizzonte&#8221; | <a title="Rekombinant" href="http://www.rekombinant.org/">rekombinant</a>)</p></blockquote>
	<blockquote><p><span class="quote">&#8220;Bisogna che nelle nostre teste offuscate dalle tubature delle fogne, dai muri delle scuole, dall’asfalto e dalle pratiche assistenziali entri il ronzio degli insetti. Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi, non importa se poi non le costruiremo. Bisogna alimentare il desiderio&#8221;.</span></p>
	<p>(Antonio Neiwiller, <a title="Antonio Neiwiller | L'altro sguardo" href="http://www.napoliontheroad.it/franchinigrieco.htm">&#8220;L&#8217;altro sguardo&#8221;</a>, 1993)</p></blockquote>
	<p>Per smentire sia <a title="Wikiquote | Thomas Stearns Eliot" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Thomas_Stearns_Eliot">T.S. Eliot</a> sia i finali dell&#8217;<a title="Wikipedia | L'ultimo capodanno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'ultimo_capodanno">ultimo di capodanno</a>: <em>&#8220;Così finisce il mondo | Così finisce il mondo | Così finisce il mondo | Non in un baccano ma in un piagnisteo&#8221;.</em></p>
	<p>Lasciate che piangano gli emo e i fighetti della televisione: c&#8217;è da fallire ancora e meglio.</p>
	<p>Come sempre: ci piace, si fa.</p>
	<p>Io lo voglio fare.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La polpetta elettorale</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 15:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Chi volesse intervenire in diretta ha da chiamarci qui,
noi siamo nel vagonaccio a fare le prove tecniche già nel pomeriggio.
	(Enz&#8217; dice che non vota &#8211; ma gli si crede no)

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a title="radio catrae19 | 14 aprile 2008 | in diretta dalle 21.30" href="http://www.catrame19.it/"><img border="0" alt="su radio catrame19 | 14 aprile 2008 in diretta dalle 21.30" title="su radio catrame19 | 14 aprile 2008 in diretta dalle 21.30" class="aligncenter" src="http://www.strelnik.it/blog/img/pcs_elezioni08.jpg" /></a></p>
	<p>Chi volesse intervenire in diretta ha da chiamarci <a title="chiama radiocatrame19 | via Skype" href="callto://catrame19">qui</a>,<br />
noi siamo nel <a title="ParlaComeScrivi 30 | speciale elezioni" href="http://www.catrame19.it/2008/04/12/parlacomescrivi-30-speciale-elezioni/">vagonaccio</a> a fare le prove tecniche già nel pomeriggio.</p>
	<p>(Enz&#8217; dice che non vota &#8211; ma gli si crede no)
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutto deve crollare</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=212</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 11:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	«Tutto deve crollare è, in sintesi, una riflessione sulla forza corrosiva del tempo e sull’azione propulsiva e insieme disgregante del profitto a ogni costo. L’ideale può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell’esistere, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em><img alt="Carlo Cannella | Tutto deve crollare " title="Carlo Cannella | Tutto deve crollare " class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/copertina_tdc.jpg" />«<strong>Tutto deve crollare</strong> è, in sintesi, una riflessione sulla forza corrosiva del tempo e sull’azione propulsiva e insieme disgregante del profitto a ogni costo. L’ideale può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell’esistere, e che riverbera sul destino di ognuno l’ombra di un incolmabile e decisivo difetto d’essere»</em><br />
(Carlo Cannella)</p>
	<p>Questo libro l&#8217;ha scritto <a title="Carlo Cannella | Tutto deve crollare" href="http://tuttodevecrollare.splinder.com/">Carlo</a> &#8211; per me è già una garanzia &#8211; lo <a title="Carlo Cannella | Tutto deve crollare vibrisselibri" href="http://www.vibrisselibri.net/?p=357">pubblica  online vibrisselibri</a> &#8211; saldo progetto anfibio che dal web sguscia sulla carta senza rimanerci appiccicato &#8211; anche per questo un booktrailer glielo dedicherei volentieri &#8211; intanto scarichiamo il .pdf &#8211; 821 kb &#8211; leggiamolo &#8211; il primo passo è sempre quello &#8211; carta o web che sia.
</p>
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		<title>Si allontanarono alla spicciolata</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 15:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Qualche giorno fa Sir Squonk scriveva di questa primavera in cui hanno deciso di allontanarsi dal blog alcune persone che ho conosciuto e che mi garbava leggere anche a me.
	Io credo che prima o poi li rileggerò e li rincontrerò di sicuro come è successo con Mik e Pietro di Blogoltre che dopo anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Qualche giorno fa <a title="Come pula nel vento" href="http://www.spiritum.it/squonk/?p=2388">Sir Squonk</a> scriveva di questa primavera in cui hanno deciso di allontanarsi dal blog alcune persone che ho conosciuto e che mi garbava leggere anche a me.</p>
	<p>Io credo che prima o poi li rileggerò e li rincontrerò di sicuro come è successo con <a title="Mik | close 2 the border" href="http://close2theborder.wordpress.com/">Mik</a> e <a title="BlogOltre.it" href="http://blogoltre.it/">Pietro di Blogoltre</a> che dopo anni di congelamento dei post son tornati a ingarbugliare e sgarbugliare la matassa di bit.</p>
	<p>Quanto a questo blog si sappia che non posso chiuderlo avendo firmato un impegno col gran bastardo dei blog che mi obbliga a tenerlo aperto&#038;scritto fino al 2050.</p>
	<p>- E se schianto prima?, gli avevo chiesto io al gran bastardo dei blog.</p>
	<p>- Cazzi tuoi. Tanto sappiamo dove venire a chiapparti.</p>
	<p>- Dove? dove venite a cercarmi?, gli avevo domandato io curiosissimo.</p>
	<p>- Sì, bah, ora lo vengo a dire a te</p>
	<p>e se n&#8217;era andato.</p>
	<p>(i campari l&#8217;aveva pagati lui e andava bene così)
</p>
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		<title>ParlaComeScrivi #29</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 14:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Col Mac mio che fa le bizze e i puntini neri e poi mio dice &#8211; in 5 lingue diverse, ma non italiano &#8211; che devo per forza riavviare  tenendo premuto il pulsante dell&#8217;accensione per un po&#8217; di secondi;
	con un buco del naso &#8216;ntasato &#8211; ché s&#8217;accusa il raffreddore e la merda di stagione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Col Mac mio che fa le bizze e i puntini neri e poi mio dice &#8211; in 5 lingue diverse, ma non italiano &#8211; che devo per forza riavviare  tenendo premuto il pulsante dell&#8217;accensione per un po&#8217; di secondi;</p>
	<p>con un buco del naso &#8216;ntasato &#8211; ché s&#8217;accusa il raffreddore e la merda di stagione ballerina d&#8217;adesso (<a title="Repubblica.it | Antartide, si stacca iceberg gigante" href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/antartide-sit-in/iceberg-staccato/iceberg-staccato.html">iceberg inclusi</a>);</p>
	<p>con Liv, il sociologo Calzolai e <a title="CremoSimo Blog | Il cantante al volante" href="http://cremosimo.wordpress.com/">il CremoSimo</a> (col blog <em>novonovo</em>) intorno al tavolo del vagonaccio;</p>
	<p>con enz&#8217; che, <em>pacatamente e con serenità</em>, ci sfracella le gonadi con le sue parabole da <em>briào</em>;</p>
	<p>stasera <strong>alle 22.17</strong> siamo in diretta per <strong>la puntata numero 29 di ParlaComeScrivi</strong>.</p>
	<p>Di tra l&#8217;inusalità binaria di <a title="radio catrame 19 | la radio inusuale" href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>.
</p>
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		<title>Avventura continua</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 10:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Ha ragione b.georg: &#8220;quella che era un&#8217;avventura è diventato oggi un elettrodomestico. Bisogna inventarne di nuove&#8220;.
Vale per tutti quando si parla del blog; bisogna pensarci e agire.
Son sicuro che sarà quello che farà Effe, amico e &#8216;domesticatore di parole, di caffè di notte a Napoli, di incrontri impossibili, di sacripantiche esplorazioni, di posti invisibili, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ha ragione <a title="lacrime di coccodrillo" href="http://falsoidillio.splinder.com/post/16383567">b.georg</a>: &#8220;<em>quella che era un&#8217;avventura è diventato oggi un elettrodomestico. Bisogna inventarne di nuove</em>&#8220;.<br />
Vale per tutti quando si parla del blog; bisogna pensarci e agire.<br />
Son sicuro che sarà quello che farà <a title="Herzog | Lettere dal blog" href="http://herzog.splinder.com">Effe</a>, amico e &#8216;domesticatore di parole, di caffè di notte a Napoli, di incrontri impossibili, di sacripantiche esplorazioni, di posti invisibili, di mondi riraccontati, di Pasolini a  voce in piazza Castello, di reti di segni, di mail favolose brevi o minime che fossero.<br />
Eccoci, qui, Flaviano, pronti a ripartire da dove, quando e come vuole: in continua avventura.<br />
Con o senza blog, ad maiora.
</p>
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		<title>Intervista pinokkiesca</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 09:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Parlo di Pinokkio (1 e 2) e delle sue derivate, del blog e di quando incominciai sette anni fa, degli incroci ipertestuali e multimediali, delle CCL e di come si va avanti: se l&#8217;ascoltate sentite le mie solite vaccate da blogger della prima ora, arrotondate da uno stormo di esse &#8211; che sembra faccia il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Parlo di Pinokkio (<a title="A Pinokkio's Bloody Binary Story - vol.1" href="http://www.strelnik.it/pinokkio/">1</a> e <a title="Pinokkio Second Chance | Intoscana.it" href="http://blog.intoscana.it/pinokkio/">2</a>) e delle sue derivate, del blog e di quando<em> </em>incominciai sette anni fa, degli incroci ipertestuali e multimediali, delle CCL e di come si va avanti: se l&#8217;ascoltate sentite le mie solite vaccate da blogger della prima ora, arrotondate da uno stormo di <em>esse</em> &#8211; che sembra faccia il verso a Jovanotti.</p>
	<p>Un&#8217;intervista per BlogInterferenze, rubrica radiofonica di <a title="RadioFrequenza" href="http://www.unite.it/UniTE/Engine/RAServePG.php/P/28251UTE2610">RadioFrequenza</a>, la radio dell&#8217;Università degli Studi di Teramo, andata in onda venerdi scorso, indove ci trovate anche la voce di Luca Eleuteri della <a title="Casaleggio Associati" href="http://www.casaleggio.it/">Casaleggio Associati</a> (quelli che hanno fornito l&#8217;<em>istrumento</em> a Beppe Grillo) che parla anche lui del personal media più conosciuto e usato al momento.</p>
	<p>Grazie di cuore a Barbara per l&#8217;intervista e per avermi anche spedito l&#8217;mp3 che potete <em>pigiare</em> qui sotto.
</p>
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		<itunes:subtitle>Parlo di Pinokkio (1 e 2) e delle sue derivate, del blog e di quando incominciai sette anni fa, degli incroci ipertestuali e multimediali, delle ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Parlo di Pinokkio (1 e 2) e delle sue derivate, del blog e di quando incominciai sette anni fa, degli incroci ipertestuali e multimediali, delle CCL e di come si va avanti: se l'ascoltate sentite le mie solite vaccate da blogger della prima ora, arrotondate da uno stormo di esse - che sembra faccia il verso a Jovanotti.

Un'intervista per BlogInterferenze, rubrica radiofonica di RadioFrequenza, la radio dell'Universitagrave; degli Studi di Teramo, andata in onda venerdi scorso, indove ci trovate anche la voce di Luca Eleuteri della Casaleggio Associati (quelli che hanno fornito l'istrumento a Beppe Grillo) che parla anche lui del personal media piugrave; conosciuto e usato al momento.

Grazie di cuore a Barbara per l'intervista e per avermi anche spedito l'mp3 che potete pigiare qui sotto.</itunes:summary>
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		<title>Sangue, Chiesa e Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 17:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[recenZioni]]></category>

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		<description><![CDATA[	Di &#8220;Juno&#8221; Giuliano Ferrara ha detto che avrebbe fatto guadagnare parecchi punti percentuali alla sua lista elettorale.
Questo &#8220;Nicaragua: Blood, Church &#038; State&#8221; potrebbe (speriamo) togliergliene altrettanti: realizzato da Kate Seelye e Paul Kittel per la serie &#8220;Unreported World&#8221; di Channel 4 è un mini-doc di solo 24 minuti girato pochi mesi fa nel paese governato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignright" title="Unreported World | Blood, Church &#038; State" alt="Unreported World | Blood, Church &#038; State" src="http://www.strelnik.it/blog/img/UW_B_C_S.jpg" />Di <a title="Wikipedia | Juno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Juno_(film)">&#8220;Juno&#8221;</a> Giuliano Ferrara ha detto che avrebbe fatto guadagnare parecchi punti percentuali alla sua lista elettorale.<br />
Questo <a title="Nicaragua: Blood, Church &#038; State" href="http://www.channel4.com/news/articles/ontv/unreported_world/nicaragua+blood+church++state/1632347">&#8220;Nicaragua: Blood, Church &#038; State&#8221;</a> potrebbe (speriamo) togliergliene altrettanti: realizzato da Kate Seelye e Paul Kittel per la serie <a title="Channel 4 | Unreported World" href="http://www.channel4.com/news/ontv/unreported_world/">&#8220;Unreported World&#8221; di Channel 4</a> è un mini-doc di solo 24 minuti girato pochi mesi fa nel paese governato da <a title="Wikipedia | Daniel Ortega" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Ortega">Daniel Ortega</a>, passato progressivamente dal sandinismo originario al potente abbraccio con le chiese cattolica e evangelica.</p>
	<p><em>In October 2006, Nicaragua&#8217;s government banned abortions in all cases; even in cases of rape, incest or life-threatening conditions, and the programme reveals how this has led to an increase in dangerous backstreet abortions and allegations that women are dying as a result.</em></p>
	<p><em>Reporter Kate Seelye and Producer Paul Kittel begin their journey in the capital, Managua, which is still plastered with election posters supporting President Daniel Ortega. The left-wing former Sandinista leader won with the backing of the powerful Catholic and Evangelical churches after he supported their demand for a total abortion ban.</em></p>
	<p>Trovate il modo di vederlo (so che ne siete capaci).
</p>
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		<title>KinoBlob #01</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 15:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[PosTrailer]]></category>

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		<description><![CDATA[	Titolo: L&#8217;inizio dell&#8217;inquieto fine [favola senza soldi]
Durata: 7 minuti e mezzo
Rilasciato il: 7 marzo 2008
Dove si vede: su YouTube (sempre) e su Kinobit (in èvi rotescion tutt&#8217; o mes&#8217; e coi credits completi)
	&#8220;La disperazione è una forma superiore di critica.
Per il momento la possiamo chiamare felicità&#8221;
(Leo Ferrè)
	Bonavisione.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignright" title="KinoBlob #1" alt="KinoBlob #1" src="http://www.strelnik.it/blog/img/KinoBlob_1.png" />Titolo: <strong>L&#8217;inizio dell&#8217;inquieto fine [favola senza soldi]</strong><br />
Durata: 7 minuti e mezzo<br />
Rilasciato il: 7 marzo 2008<br />
Dove si vede: su <a title="YouTube | Kinoblob 1" href="http://it.youtube.com/watch?v=NKEqELPjx7U">YouTube</a> (<em>sempre</em>) e su <a title="Kinoblob del marzo 08" href="http://www.kinobit.it">Kinobit</a> (<em>in èvi rotescion tutt&#8217; o mes&#8217; </em>e coi <a title="Kinobit | KinoBlob 01 | credits" href="http://www.kinobit.it/?p=374">credits completi</a>)</p>
	<p><em>&#8220;La disperazione è una forma superiore di critica.<br />
Per il momento la possiamo chiamare felicità&#8221;</em><br />
(Leo Ferrè)</p>
	<p>Bonavisione.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Finale invisibile</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 14:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aleppe]]></category>

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		<description><![CDATA[	Dopo quattro anni Aleppe finisce così: col capitolo otto, tra il furto e il dono.
(un finale invisibile in un giorno che non esiste)
	E sicché.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dopo quattro anni <a title="Aleppe | L'inferno al lavoro" href="http://www.strelnik.it/aleppe/">Aleppe</a> finisce così: col capitolo otto, tra il furto e il dono.<br />
(un finale <em>invisibile</em> in <a title="storie in un giorno che non esiste" href="http://29febbraio.splinder.com/">un giorno che non esiste</a>)</p>
	<p>E sicché.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le reti, le élite e il sociologo C.</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=204</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 14:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Col sociologo Calzolai, fratern&#8217;amico nonché punto fermo &#8211; insieme al mi&#8217; amor Liv &#8211; di ParlaComeScrivi su radio catrame19, si parla di tante cose: di politica, di attacchi alla monoforma, di donne, di vita liberata, di vino e libri, di film e documentari da scrivere e fare; di reti sociali.
	Ieri gl&#8217;ho scritto una mail &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Col sociologo Calzolai, fratern&#8217;amico nonché punto fermo &#8211; insieme al mi&#8217; amor <a title="Comzine.it" href="http://www.comzine.it">Liv</a> &#8211; di ParlaComeScrivi su <a title="radio catrame19 | la radio inusuale" href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>, si parla di tante cose: di politica, di attacchi alla monoforma, di donne, di vita liberata, di vino e libri, di film e documentari da scrivere e fare; di <strong>reti sociali</strong>.</p>
	<p>Ieri gl&#8217;ho scritto una mail &#8211; al sociologo Calzolai &#8211; dove gli dicevo di leggere, ché forse può essere interessante per i suoi studi, un post di Luca De Biase, &#8216;ntitolato: <a title="Luca De Biase" href="http://blog.debiase.com/2008/02/20.html">&#8220;Le reti sociali e le ex-élite&#8221;.</a><br />
Ora: siccome il sociologo nostro non c&#8217;ha (ancora) un blog, la sua riflessione-risposta la posto anche qui sotto sia perché rileggendola cerco di capire meglio anch&#8217;io, sia perché mi pare cosa buona condividere eventualmente i&#8217; dibattito con chi passa da queste parti:</p>
	<p>«Io commento solo la prima parte del post e dico da subito che non condivido molto di quello che ha detto.<br />
Non è detto infatti che le &#8220;reti sociali&#8221; non corrispondano ai &#8220;social network&#8221;: occorre in primo luogo definire le prime e poi i social network. Tant&#8217;è che gli studiosi di reti utilizzano senza distinzioni &#8211; e a mio avviso correttamente &#8211; l&#8217;espressione &#8220;social network analysis&#8221; e &#8220;analisi delle reti&#8221;. Condivido che le reti sociali siano formate da tutte le relazioni tra le persone, ma non è corretto dire che quelle &#8220;classiche&#8221; sono definite dalle &#8220;relazioni di parentela&#8221; e &#8220;del vicinato&#8221;; io credo che le relazioni siano rappresentabili come complesso dei fasci di legami che intercorrono tra individui e organizzazioni, ma che il ruolo di un legame nel definire una relazione sia sostanzialmente solo ipotizzabile e solo parzialmente indagabile. Non si può misurare la semantica: al massimo stimarla, ma è una operazione folle e tendenziosa.<br />
Con tutta onestà non credo che oggi si siano aggiunte &#8220;fortissime&#8221; quelle che nascono nei posti di lavoro: credo piuttosto che siano quelle che segnano il mercato del lavoro a rilevarsi oggi ancor più forti (e quindi &#8220;esternamente&#8221; al &#8220;posto di lavoro&#8221;).<br />
Non condivido nemmeno che le reti sociali e la blogsfera siano dimensioni di una storia ovviamente antica: la &#8220;storia&#8221; è del tutto nuova poiché le ICT ci consentono di modificare ed intervenire nei sistemi relazionali come mai nulla prima d&#8217;ora: si tratta di uno strumento nuovo che modifica le dinamiche relazionali, la densità della rete, la connettività, i flussi di comunicazione. E noi, uomini, siamo un po&#8217; anche le tecnologie che utilizziamo.<br />
Condivido che le ricerche sviluppate con la scienza della complessità e con la teoria delle reti aiutino a leggere la forma delle relazioni sociali con l&#8217;aiuto di concetti e approcci interpretativi nuovi, ma la dimensione internettiana delle reti sociali non consente ad oggi di &#8220;realizzare una quantità impressionante di scoperte in materia&#8221;: non ci sono i soldi per fare queste ricerche (porca puttana, lo posso assicurare, non ci sono i soldi o almeno a me non me li danno). Potenzialmente però Luca avrebbe ragione: si potrebbero ingabbiare in un gigantesco data-base sia i legami che i contenuti. Sarebbe una operazione strepitosa di monitoraggio sociale: ma di solo un &#8220;momento&#8221; della società.</p>
	<p>Gli studiosi di analisi delle reti mettono però in guardia nell&#8217;affermare che con l&#8217;introduzione delle ICT si ridefinisca il rapporto tra élite e popolazione; in realtà l&#8217;élite (o almeno un pezzetto) è definita non più da chi guidi il paese (sì, è chiaro sono sempre un po&#8217; élite)<br />
ma dalla posizione in una struttura relazionale di alcuni nodi. E&#8217; la posizione nella rete che ci dovrebbe interessare, al pari della ricchezza posseduta o altre caratteristiche ascrivibili all&#8217;élite.</p>
	<p>Le reti &#8220;ben fatte&#8221; non creano élite, le annullano.<br />
Quando infatti le reti si strutturano consentendo circolarità dei flussi di comunicazione (accesso alle risorse) re-distribuiscono ricchezza.<br />
Il posto è veramente bellino, solo che c&#8217;ha messo troppa roba».
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BOTB &#124; TumblRelease</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 13:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blob di blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=203</guid>
		<description><![CDATA[	Partì nel 2002 vestito alla meglio, html staticissimo e javascript d&#8217;antan.
Poi, qualche anno più tardi, arrivò la versione sotto wordpress, col dominio tutto suo (ma fu hackerato e brasato, database compreso, non si sa ancora da chi).
	Ora ne riparte un&#8217;altra coll&#8217;ausilio di Tumblr;
chi vuol partecipare non ha che da scrivere a quest&#8217;indirizzo: gli si manda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Partì nel 2002 <a title="Blob of the Blogs | prima versione" href="http://www.strelnik.it/blog/blogblob/">vestito alla meglio</a>, html staticissimo e javascript d&#8217;antan.<br />
Poi, qualche anno più tardi, arrivò la versione sotto wordpress, col <a title="Blob of the Blogs | seconda versione brasata" href="http://www.blogblob.it">dominio tutto suo</a> (ma fu hackerato e brasato, database compreso, non si sa ancora da chi).</p>
	<p>Ora ne riparte un&#8217;altra coll&#8217;ausilio di Tumblr;<br />
chi vuol partecipare non ha che da <a title="Scrivere e partecipare a BOTB " href="mailto:blogblob@gmail.com">scrivere a quest&#8217;indirizzo</a>: gli si manda userID e password e si fa che il gioco continui.</p>
	<p><a title="Blob of the Blogs | TumblRelease" href="http://blogblob.tumblr.com/">A Blob of the Blogs: qui</a>.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Veloce e crossmediale</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 15:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Da qui in poi se qualcuno mi chiede a cosa serve un tumblelog gli rispondo di leggere questo post di davide l. malesi.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Da qui in poi se qualcuno mi chiede a cosa serve un <a title="Strelnik | tumblr" href="http://strelnik.tumblr.com/">tumblelog</a> gli rispondo di leggere <a title="licenziamneto del poeta" href="http://licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/15953903">questo post di davide l. malesi</a>.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ParlaComeScrivi #28</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 12:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Vagonaccio molt&#8217;affollato stasera che è notte di cuori e di massacri.
La situazione è malmostosa, appiccicaticcia come quando parte una campagna elettorale: noi si parte da questo commento di WuMing1 (letto nei commenti di Lipperatura &#8211; via pensierispettinati tumblr) mentre Enz&#8217; ci mette la musica e ci stappa la birra (e la sbevazza, lo sbevazzone)
	ParlaComeScrivi puntata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Vagonaccio molt&#8217;affollato stasera che è notte di cuori e di massacri.<br />
La situazione è malmostosa, appiccicaticcia come quando parte una campagna elettorale: noi si parte da <a title="ParlaComeScrivi #28 | la frase di partenza" href="http://www.catrame19.it/2008/02/14/parlacomescrivi-28/#more-119">questo commento di WuMing1</a> (letto nei commenti di <a title="Lipperatura | Non pensare all'elefantino" href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/02/13/non-pensare-allelefantino/#comments">Lipperatura</a> &#8211; via <a title="Pensieri spettinati | tumblr" href="http://pensierispettinati.tumblr.com/">pensierispettinati tumblr</a>) mentre Enz&#8217; ci mette la musica e ci stappa la birra (e la sbevazza, lo sbevazzone)</p>
	<p>ParlaComeScrivi puntata 28: <strong>stasera alle 22.07, in diretta su</strong> <a title="radio catrame19 | la webradio inusuale" href="http://www.catrame19.it">radio catrame 19</a>.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sono un boccalone</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 23:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	È di vent&#8217;anni fa una delle migliori descrizioni di Twitter:
	&#8220;L&#8217;io che parla in continuazione non si cerca e non si fonda, filosoficamente, una propria concezione del mondo, è solo dialogo con l&#8217;esterno, anzi il dialogo dell&#8217;esterno, dei vari incontri, delle diverse pressioni sociali, cui quest&#8217;io porge un orecchio.&#8221;
(Enrico Palandri, postfazione del 1988 a &#8220;Boccalone. Storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>È di vent&#8217;anni fa una delle migliori descrizioni di <a title="Twitter | Strelnik" href="http://twitter.com/strelnik">Twitter</a>:</p>
	<blockquote><p>&#8220;L&#8217;io che parla in continuazione non si cerca e non si fonda, filosoficamente, una propria concezione del mondo, è solo dialogo con l&#8217;esterno, anzi il dialogo dell&#8217;esterno, dei vari incontri, delle diverse pressioni sociali, cui quest&#8217;io porge un orecchio.&#8221;<br />
(Enrico Palandri, postfazione del 1988 a <a title="E. Palandri, Boccalone. Storia vera piena di bugie" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;c=IDG7UF1SPIPGO">&#8220;Boccalone. Storia vera piena di bugie&#8221;</a>)</p></blockquote>
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		<title>Da sopra in giù</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 18:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	 Abitando al quarto piano, Taberna fuma spesso affacciato alla finestra.
Tra le persone che passano sotto, quelli che rivolgono più volte lo sguardo in su hanno le sopracciglia guardinghe: camminano abbastanza svelti con quella specie traditora d&#8217;occhi che s&#8217;acquista nello scoprire un complotto o a stanare un pezzo di cielo bugiardo. Hanno le mani quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="Set live | monoforma under attack" alt="Set live | monoforma under attack" class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/monoforma_attack.jpg" /> Abitando al quarto piano, Taberna fuma spesso affacciato alla finestra.<br />
Tra le persone che passano sotto, quelli che rivolgono più volte lo sguardo in su hanno le sopracciglia guardinghe: camminano abbastanza svelti con quella specie <em>traditora</em> d&#8217;occhi che s&#8217;acquista nello scoprire un complotto o a stanare un pezzo di cielo bugiardo. Hanno le mani quasi sempre puntellate nelle tasche, il mento leggermente incuterito, le spalle atteggiate a freccia.</p>
	<p>A volte s&#8217;accorgono di Taberna che li sluma da sopra: gli sguardi sembrano piantarsi l&#8217;uno nei buchi del naso dell&#8217;altro, attutiti dalla sfocatura della distanza. Due sconosciuti che si fissano per decine di secondi o sono in un film di Von Trier o sono a debita distanza.<br />
Taberna spea soffiando sul capino rosso della sigaretta, la persona in strada rimane in secondo piano, il fumo s&#8217;alleggerisce sull&#8217;alfa zero.</p>
	<p>Potrebbe succedere qualsiasi cosa. Sono le due e mezza di pomeriggio, cadono i governi, pazientano gli operai, suona il citofono, arriva il sociologo Calzolai, Liv scatta un set di foto <em>live</em>, s&#8217;attacca la monoforma e alla fine Taberna chiude la finestra.</p>
	<p>Allegasi foto a riprova del vero.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dietro al (novissimo) mixer</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 13:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Tra le sciancate lamiere del vagonaccio, arriva questo mixer novissimo: voci più pulite, nonostante il catrame maggiorenne che si deposita sopra la bovina pazienza del microfono (novo anche quello).
Lo sentite stasera a supporto delle voci nostre: su radio catrame19 alle 22.07 arriva la puntata 27 di ParlaComeScrivi sulla crisi d&#8217;uscita.
	(il sociologo C. è in viaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignright" title="Mixer novo per ParlaComeScrivi" alt="Mixer novo per ParlaComeScrivi" src="http://www.strelnik.it/blog/img/mixer_novo.jpg" />Tra le sciancate lamiere del vagonaccio, arriva questo mixer novissimo: voci più pulite, nonostante il catrame maggiorenne che si deposita sopra la bovina pazienza del microfono (novo anche quello).<br />
Lo sentite stasera a supporto delle voci nostre: su <a title="radio catrame19" href="http://www.catrame19.it/">radio catrame19</a> alle 22.07 arriva la puntata 27 di ParlaComeScrivi sulla <em>crisi d&#8217;uscita</em>.</p>
	<p>(il sociologo C. è in viaggio, ma dovrebbe arrivare in tempo. Viene in moto con <a title="enzofonico" href="http://enzofonico.splinder.com">Enz&#8217;</a><br />
<strong>[aggiornamento delle 19.00]</strong></p>
	<p>Il <em>mixerino novo</em> stasera, oltre alla musica creative commons, passerà anche tutta quella che ci garberà farvi ascoltare.</p>
	<p>Perché? <a title="Quel comma della legge italiana..." href="http://tinyurl.com/2frpy5">Perché sì</a>.</p>
	<p>(difatti noi lo si fa nona scopo di lucro, usando <em>mp3 ben degradati</em> e anche a scopo didattico)
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Raising Pareto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 15:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;L&#8217;80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione (ma ovviamente i valori reali variano a seconda dei paesi e dei periodi). Oppure: il 20% dei venditori fa l&#8217;80% delle vendite, ed il restante 80% dei commerciali fa solo il 20% delle vendite.&#8221;
	Così dice il principio di Pareto applicato all&#8217;economia;
l&#8217;ultima indagine di Bankitalia (1) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>&#8220;L&#8217;80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione (ma ovviamente i valori reali variano a seconda dei paesi e dei periodi). Oppure: il 20% dei venditori fa l&#8217;80% delle vendite, ed il restante 80% dei commerciali fa solo il 20% delle vendite.&#8221;</p></blockquote>
	<p>Così dice il <a title="wikipedia | principio di Pareto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pareto">principio di Pareto</a> applicato all&#8217;economia;<br />
l&#8217;ultima indagine di Bankitalia (1) ci dice invece  che il 45 per cento della ricchezza nazionale italiana è nelle mani del 10 per cento delle famiglie. A livello mondiale &#8211; lo ricordava Alex Zanotelli citando i dati della Banca Mondiale (2) &#8211; l&#8217;11 per cento della popolazione si pappa l&#8217;88 per cento delle risorse.</p>
	<p>Stiamo arrivando.<br />
Calma, non spingete, ma non lo vedete che cazzo di casino c&#8217;è laggiù in fondo?</p>
	<p>&#8212;&#8212;&#8212;</p>
	<p>(1) si scrive proprio così, con la K, stavolta non è colpa mia.</p>
	<p>(2) intervistato pochi minuti fa a <a title="Fahrenheit | 29/1/2008" href="http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=239838">Fahrenheit</a>
</p>
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		<title>Cose da fare prima di morire</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=196</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 12:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Mafe, Vanz e Auro, qualche settimana fa, m&#8217;hanno invitato a scrivere qualche post per un blog collettivo di cazzeggio maschile  che si chiama I soliti sospetti e che fa parte del sito-community Menstyle.it (stesso editore di GQ, Vanity Fair e via).
	Ora se te fossi stato uno sciamannato come me, poco avvezzo all&#8217;hype e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a title="Mafe e Vanz | Maestrini per Caso" href="http://www.maestrinipercaso.it/">Mafe, Vanz</a> e <a title="Auro | la pupa c'ha sonno" href="http://lapupachasonno.wordpress.com/">Auro</a>, qualche settimana fa, m&#8217;hanno invitato a scrivere qualche post per <em>un blog collettivo di cazzeggio maschile</em>  che si chiama <a title="I soliti sospetti" href="http://isolitisospetti.menstyle.it/">I soliti sospetti</a> e che fa parte del sito-community Menstyle.it (stesso editore di GQ, Vanity Fair e via).</p>
	<p>Ora se te fossi stato uno <em>sciamannato</em> come me, poco avvezzo all&#8217;<em>hype</em> e al <em>cool</em>, molto avverso alle dicotomie dell&#8217;<em>in</em> e dell&#8217;<em>out,</em> che facevi per rompere il ghiaccio?</p>
	<p>Io ho rubato della roba (a <a title="wikipedia | Stefan Sagmeister" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stefan_Sagmeister">Stefan Sagmeister</a>), si chiama <a title="I soliti sospetti" href="http://isolitisospetti.menstyle.it/archive.php?eid=10">&#8220;Cose da fare prima di morire&#8221;</a>.<br />
(Oh, non è un meme. Mi raccomando che sennò poi s&#8217;incazzano quelli di Blogbabel)
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ParlaComeScrivi #26</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=195</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 17:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

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		<description><![CDATA[	Di tra mezzo al guado, coll&#8217;avvenire sempre meno affuturato, frena e stride il vagonaccio nostro.
	Alle 22.07 o giù di lì, puntata numerata di 26, su radio catrame19.
	Col ritorno canossico di Enz&#8217;.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Di tra mezzo al guado, coll&#8217;avvenire sempre meno <em>affuturato</em>, frena e stride il vagonaccio nostro.</p>
	<p>Alle 22.07 o giù di lì, puntata numerata di 26, su <a title="radio catrame19" href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>.</p>
	<p>Col ritorno <em>canossico</em> di Enz&#8217;.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prima puntata dell&#8217;anno zero otto</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=194</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=194#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 16:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[ParlaComeScrivi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=194</guid>
		<description><![CDATA[	Stasera alle 22.07 prima puntata, nell&#8217;anno zero otto di ParlaComeScrivi: si (ri)parte con &#8220;scrivere sui muri, vederci meglio: niente resterà pulito&#8221;
Vagonaccio ripulito da un po&#8217; di fili, canzoni nòve: io, Liv e Calzolai, altre menti.
E il caso Enz&#8217;.
	Ci si sente doppo, su radio catrame19 (o &#8216;ndove sennò?)

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Stasera <strong>alle 22.07</strong> prima puntata, nell&#8217;anno zero otto di <strong>ParlaComeScrivi</strong>: si (ri)parte con <em>&#8220;scrivere sui muri, vederci meglio: niente resterà pulito&#8221;</em><br />
Vagonaccio ripulito da un po&#8217; di fili, canzoni nòve: io, Liv e Calzolai, altre menti.<br />
E il caso Enz&#8217;.</p>
	<p>Ci si sente doppo, su <a title="radio catrame19" href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a> (o &#8216;ndove sennò?)
</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le faremo sapere</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=193</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=193#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 11:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=193</guid>
		<description><![CDATA[	&#8220;Sulle sedie in PVC verde pastello sediamo io, Cenerentola, Biancaneve con un paio di nani di cattivo umore, due Gatti con gli Stivali e un culturista ginecomastico che aspira alla parte di Shrek&#8221;.
	Sedotti e abbandonati dagli autori già morti, rimodellati a piacere dai lettori, almeno da quelli liberi dai salamelecchi e dall&#8217;intoccabilità del testo (1), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>&#8220;Sulle sedie in PVC verde pastello sediamo io, Cenerentola, Biancaneve con un paio di nani di cattivo umore, due Gatti con gli Stivali e un culturista ginecomastico che aspira alla parte di Shrek&#8221;.</em></p>
	<p>Sedotti e abbandonati dagli autori già morti, rimodellati a piacere dai lettori, almeno da quelli liberi dai salamelecchi e dall&#8217;<em>intoccabilità del testo</em> <strong>(1)</strong>, li vedete seduti mentre confabulano tra loro. Sono i personaggi precari di quasi tutte le fiabe, immortali nella loro ripetitività, costretti a farsi sempre nuovi e disponibili per poter sopravvivere nel neonato ottavo di <em>questi cazzo di anni zero</em>. <strong>(2)</strong></p>
	<p><em>&#8220;Qua la parte è piccola ma è sempre qualcosa. Ci paghi l&#8217;affitto e speri che sulla scia del primo lavoro ne arrivi uno secondo e così via, non accade quasi mai, ma la speranza è l&#8217;ultima a morire&#8221;.</em></p>
	<p>Grazie alla riscrittura di <a title="Felix Horvath | su sensopposto" href="http://www.sensopposto.it/">Felix Horvath</a> arriva la ventisettesima sutura al corpo del burattino:<br />
<a title="Felix Horvath | Le faremo sapere" href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/entry/happy_end_is_for_reality">&#8220;Le faremo sapere&#8221;</a>.<br />
Ecco, quando ti senti dire così vuol dire che cercano di metterti in stand-by; perché poi vai a casa e fai la cosa peggiore di tutte. Quella che neanche Siddharta oggi rispetterebbe più. Aspetti che ti chiamino. Aspetti e speri, burattino. E così pensi che non muori mai. <em>E sei già morto e non lo sai</em>. <strong>(3)</strong></p>
	<p>&#8212;&#8212;-</p>
	<p><strong>(1)</strong> &#8220;Nel suo <em>La morte dell&#8217;autore</em> (1968) Barthes sancisce <a title="La critica post-strutturalista | Roland Barthes: il testo plurale" href="http://www.letteratour.it/teorie/A05postst01.htm">la libertà del lettore di fronte al testo</a>: l&#8217;autore          è morto, non esiste, è ridotto a mero luogo di incontro          di linguaggio, citazioni, ripetizioni, echi e referenze, per cui il lettore          è libero di aprire e chiudere processi di significato del testo,          senza nessun riguardo per i significanti&#8221;.</p>
	<p><strong>(2)</strong> <em>&#8220;Cosa racconteremo / ai figli che non avremo / di questi cazzo di anni zero?&#8221;</em> (<a title="le luci della centrale elettrica" href="http://www.lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com/">le luci della centrale elettrica</a>)</p>
	<p><strong>(3)</strong> <em>&#8220;Forse sei già morto e non lo sai&#8221;</em> (<a title="The Bone Machine | MP3" href="http://www.thebonemachine.it/home.html">The Bone Machine</a>)
</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Primo covo</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=192</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=192#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 14:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	era una notte di
lupi feroci c&#8217;è da
riempirla di luci e
di voci
	ci piace si fa&#124; nero_passero &#124; editoria apolide.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://www.strelnik.it/nero_passero/"><img width="440" height="216" border="0" alt="nero_passero | editoria apolide" title="nero_passero | editoria apolide" src="http://www.strelnik.it/blog/img/np_cpsf.jpg" /></a></p>
	<p align="center">era una notte di<br />
lupi feroci c&#8217;è da<br />
riempirla di luci e<br />
di voci</p>
	<p align="center">ci piace si fa| <a title="nero_passero | editoria apolide" href="http://www.strelnik.it/nero_passero/">nero_passero</a> | editoria apolide.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forse non lo sai ma pure questo è&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 14:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	Ansima ansioso ansimante premendo gonfio turgido e ligneo nel solco nero di natiche lattee. Vengo  vengo  vengo&#8230;
È un mantra scavato nel tufo che li avvolge in requie di quel caldo afoso, asfittico che li abbraccerà fuori, poi. Senza senno alcuno, ora.
	Sono carichi di aspettative e sudore i gesti che precedono la petit mort, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>Ansima ansioso ansimante premendo gonfio turgido e ligneo nel solco nero di natiche lattee. Vengo  vengo  vengo&#8230;<br />
È un mantra scavato nel tufo che li avvolge in requie di quel caldo afoso, asfittico che li abbraccerà fuori, poi. Senza senno alcuno, ora.</em></p>
	<p>Sono carichi di aspettative e sudore i gesti che precedono la <em>petit mort</em>, la piccola morte (c&#8217;è chi la chiama ancora così, come esiste chi ha costruito sulla visione condivisa della <a title="Beautifulagony.com" href="http://www.beautifulagony.com">beautiful agony</a> una comunità a pagamento)</p>
	<p>Due corpi avvinghiati, nella cava che li ripara dal sole, due sagome di legno e carne, intrecciati in posizione che mima la silohuette di un&#8217;acca sul duro della parete, <a title="Intoscana.it | forse non lo sai ma pure questo è..." href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/entry/ansima_affannato">&#8220;forse non lo sai ma pure questo è&#8230;&#8221;</a>:  la riscrittura pinocchiesca di <a title="e.l.e.n.a. | caterpilar.splinder.com" href="http://caterpillar.splinder.com">e.l.e.n.a.</a> ci conduce all&#8217;urlo che arroca <em>&#8220;ti amo&#8221;</em> e che reclama la propria eco, in riverbero dalla bocca di chi si ha di fronte;<br />
<em>&#8220;poi quel silenzio fra noi due che sembra non finire</em>&#8220;.</p>
	<p><em>È valso questo, seguire Lucignolo. Poterne godere.<br />
Questo, è il paese dei balocchi. </em>
</p>
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		<title>Punk agricoli #1</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=189</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 00:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Parlo, straparlo, scribacchio e accenno ai punk agricoli da circa tre o quattr&#8217;anni: alla fine son sempre a provare in ralenti a capirne meglio i trascorsi (che poi sono anche i miei).
	Poi, oggi, sull&#8217;ultimo numero di Bam! &#8211; fanza di rock&#8217;n roll music che mi garba parecchio &#8211; trovo &#8220;Out of step down the old [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Parlo, straparlo, scribacchio e accenno ai <strong>punk agricoli</strong> da circa tre o quattr&#8217;anni: alla fine son sempre a provare <em>in ralenti</em> a capirne meglio i trascorsi (che poi sono anche i miei).</p>
	<p>Poi, oggi, sull&#8217;<a title="Bam! Magazine | #6" href="http://www.bam-magazine.it/?p=163">ultimo numero di Bam!</a> &#8211; fanza di rock&#8217;n roll music che mi garba parecchio &#8211; trovo &#8220;Out of step down the old plank road&#8221;, scritto <em>incolumnato</em> e notevole di Peter Parkinson che parla di HC (nel senso di <em>punk hardcore</em>) e country.</p>
	<p>L&#8217;ho letto tutto e ho capito molte cose, sui punk agricoli e anche sulla storia <em>&#8216;mereggana</em>.</p>
	<p>(qualche estratto ve lo trascrivo qui &#8211; se volete il resto accattetevi Bam!, spilorci assassini)</p>
	<blockquote><p>[...]<br />
C&#8217;è qualcosa di profondamente sbagliato in un mondo dove deve succedere questo, dove non è più possibile dire NO se non a costo di diventare mendicanti. L&#8217;HC è solo una luce che lampeggia a segnalare questo errore; certo è roba per adolescenti poco evoluti, ma è ancora per me, musica morale, quella che possono creare appunto dei bambini senza esperienza che però si rendono istintivamente conto (anzi sentono sulla propria pelle) che non ci sono punti di riferimento, che ideali sogni, futuro sono parole che sono state svuotate di qualunque significato e riempite con merda luccicante (per gli intellettuali e i radical-chic che hanno già superato e abbandonato questo problema come se fosse una verruca da bruciare ci sono Merzbow, Thirlwell e la Lunch). La radice del country, per me, è una figura in note di cosa sarebbe potuto essere se l&#8217;uomo avesse percorso un&#8217;altra via, una illusione ideale forse, ma anche un suono pieno di un passato su cui contare e di una terra su cui vivere. l&#8217;HC è invece l&#8217;urlo di &#8220;ricambi umani&#8221; che chiedono perché non c&#8217;è più passato e non c&#8217;è più terra.<br />
[...]</p>
	<p>L&#8217;HC è una risata grassa e carica di sacrosanto odio alla vacuità di una fede nel progresso che ha ridotto il mondo com&#8217;è ora mentre il country era l&#8217;epressione di chi non aveva una visione di questo tipo, di chi ha percorso una via differente quando ancora poteva. Una impalpabile impronta di un mondo che poteva essere differente (e avere davvero un futuro) e invece è morto in duecento anni.<br />
[...]</p>
	<p>L&#8217;HC è uno specchio (neanche tanto deformante) che riproduce, mettendola a nudo, l&#8217;immagine di ciò per cui la maggioranza degli esseri umani si è ammazzata negli ultimi 250 anni: 1,4 secondi ai 1000 all&#8217;ora per morire affogati nei nostri rifiuti. Campare 100 anni di cui 50 o 60 da vecchio rincoglionito che si cura gi acciacchi davanti all TV. Cosa c&#8217;è di musicale, di divertente, di sociale in questa bella fotografia? Niente. Esattamente come nel mondo che i vostri papy col portafoglio a fisarmonica vi hanno lasciato e che voi lascerete ai vostri pargoli. Divertente, no?</p></blockquote>
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		<title>Ma il manifesto che fa?</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=188</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 17:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	Come giornalisti e lavoratori dell&#8217;informazione sappiamo che l&#8217;espropriazione delle parole, la loro sussunzione alla cultura dominante, costituiscono alcuni dei tratti peculiari più significativi dell&#8217;attuale assetto sociale. L&#8217;azienda contemporanea si è ridotta a essere organismo qualsiasi rivolto unicamente al conseguimento di uno scopo economico. Non conta cosa e perché si fa. Ciò che conta è fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>Come giornalisti e lavoratori dell&#8217;informazione sappiamo che l&#8217;espropriazione delle parole, la loro sussunzione alla cultura dominante, costituiscono alcuni dei tratti peculiari più significativi dell&#8217;attuale assetto sociale. L&#8217;azienda contemporanea si è ridotta a essere organismo qualsiasi rivolto unicamente al conseguimento di uno scopo economico. Non conta cosa e perché si fa. Ciò che conta è fare profitti.<br />
Il manifesto naturalmente è ben lontano da questa logica e non persegue questo scopo. Così come è lungi dal trasformarsi esclusivamente in un&#8217;azienda. Il manifesto non diventa «l&#8217;azienda manifesto».<br />
Ma per conseguire i nostri scopi abbiamo la necessità di diventare anche una azienda.</p>
	<p>[...]</p>
	<p>Il tutto per corrispondere alle crescenti esigenze di vasti settori, dal mondo del lavoro alle associazioni che ci chiedono sia di fornire strumenti efficaci e aggiornati per comprendere e decifrare la realtà odierna e il futuro, sia di sostenere e dare voce a chi si batte per costruire un altro mondo possibile. Non è un compito esclusivamente economico, è invece un obiettivo eminentemente politico. Il tratto aziendale del manifesto deve affrontare i suoi problemi economici in sintonia con i suoi scopi. L&#8217;economia che ci permetterà di reggere e di svilupparci dovrà essere all&#8217;altezza delle nostre idee politiche e in sintonia con esse. Dalla nostra sicurezza economia dipende la forza delle nostre ragioni e viceversa.</p>
	<p>(<a title="il manifesto | 12 dicembre 2007" href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/12-Dicembre-2007/art7.html">&#8220;la prossima sfida del manifesto&#8221;</a>, 12 dicembre 2007)</p></blockquote>
	<p>Si parlava del <em>vuoto totale</em>, in termini più fantascientifici che politici. S&#8217;era al telefono io e il mio sociologo preferito: il fraterno professor Calzolai.<br />
Che a un certo punto mi chiede:<br />
&#8220;Ma te l&#8217;hai letto quell&#8217;articolo sul fatto dell&#8217;<em>azienda</em> sul manifesto di questi giorni?&#8221;<br />
&#8220;Credo di no, questa settimana l&#8217;ho comprato solo il martedi&#8221; &#8211; gli fo io &#8211; &#8220;Aspetta, guardo <a title="il manifesto" href="http://www.ilmanifesto.it">sul sito</a>, ci dovrebbe essere&#8221;</p>
	<p>Sicché lo leggo. E poi col Calzolai si parla del quadrotto pubblicitario piazzato accanto al <em>fogliettone</em> in questione.<br />
E&#8217; questo che vedete qui accanto.<img class="alignright" title="il manifesto | prima pagina | 12/12/07" alt="il manifesto | prima pagina | 12/12/07" src="http://www.strelnik.it/blog/img/prossima_sfida.png" /></p>
	<p>La telefonata è finita con tutt&#8217;e due che ci si chiedeva, abbastanza increduli e a vicenda: <em>ma &#8216;nsomma icché fanno quelli del manifesto?</em>
</p>
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		<title>Agente zoro zoro 7</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 18:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	[sempre a proposito di video e web: una fonte, segreta ma affidabile, passommi questo messaggio]
	DOCUMENTO: 07/012/07 &#124; Memorandum interno da E., agente semplice, a J., responsabile della bassa blogosfera occidentale
	Signore,
	qualche riga per informarla della situazione relativa all&#8217;agente Diego Bianchi (nome di copertura: Zoro). L&#8217;agente testè citato era stato incaricato di infiltrarsi nella televisione privata, operante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>[sempre a proposito di video e web: una fonte, segreta ma affidabile, passommi questo messaggio]</p>
	<p>DOCUMENTO: 07/012/07 | Memorandum interno da E., agente semplice, a J., responsabile della bassa blogosfera occidentale</p>
	<p>Signore,</p>
	<p>qualche riga per informarla della situazione relativa all&#8217;agente Diego Bianchi (nome di copertura: <a title="Zoro | la Z di Zoro" href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>). L&#8217;agente testè citato era stato incaricato di infiltrarsi nella televisione privata, operante nel settore <em>parawebtelevisivo</em>, ad oggi rispondente al nome di La7.</p>
	<p><a title="La 7 di Zoro" href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=DIEGO_BIANCHI_-_La7_di_7oro_23&#038;id=1442">Missione compiuta</a>, signore.<br />
[questo messaggio si autolinkerà tra 10 secondi]
</p>
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		<title>Safari nucleare post atomic kiss</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 12:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[PosTrailer]]></category>

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		<description><![CDATA[	Quando il Direttore scrive delle cose post-atomiche accussì, c&#8217;è solo da leggerle e riflettere;
la meditazione questa volta l&#8217;ho pensata come un postrailer (se si può dire booktrailer,  tutto il resto è lecito) di tributo visivo a &#8220;Safari nucleare post atomic kiss&#8221;.
	&#8220;We may not enjoy living togehther
but dying together isn&#8217;t going to solve anything&#8221;
(Helen Cooper, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Quando il Direttore scrive delle <a title="Gianni Solla | " href="http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=703">cose post-atomiche accussì</a>, c&#8217;è solo da leggerle e riflettere;<br />
la meditazione questa volta l&#8217;ho pensata come un <em>postrailer</em> (se si può dire booktrailer,  tutto il resto è lecito) di tributo visivo a <strong>&#8220;Safari nucleare post atomic kiss&#8221;</strong>.</p>
	<p>&#8220;We may not enjoy living togehther<br />
but dying together isn&#8217;t going to solve anything&#8221;<br />
(Helen Cooper, <a title="archive.org | " href="http://www.archive.org/details/night_of_the_living_dead">&#8220;Night of the Living Dead&#8221;</a>)</p>
	<p><object width="425" height="344"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nXbWSJ3TBE4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nXbWSJ3TBE4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
	<p>(questo il <a title="Yotube | Strelnik" href="http://it.youtube.com/watch?v=nXbWSJ3TBE4">link diretto al video</a>, via YouTube)
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi eravamo</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=184</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=184#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=184</guid>
		<description><![CDATA[	L&#8217;impareggiabile Herr Effe ha raccolto le parole degl&#8217;allegri reduci in un semi-instant-one-shot-blog: era il 2004 e a Rozzano c&#8217;era il Blogrodeo.
	Quel che segue son le mie rimembranze, le altre le trovate all&#8217;url che vi dissi.
	[ Ti ricordi il BlogRodeo? Il primo, a Rozzano, ti ricordi? - mi chiese Ransome in quell'ennesima notte senza vento]
	Sì, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>L&#8217;impareggiabile <a title="Herzog | Lettere dal blog" href="http://herzog.splinder.com">Herr Effe</a> ha raccolto le parole degl&#8217;allegri <em>reduci</em> in un <a title="BlogRodeo 2004 | Chi eravamo" href="http://chieravamo.splinder.com">semi-instant-one-shot-blog</a>: era il 2004 e a Rozzano c&#8217;era il <a title="WayBackMachine | BlogRodeo 2004" href="http://web.archive.org/web/20040523201306/http://www.blogrodeo.org/">Blogrodeo</a>.</p>
	<p>Quel che segue son le mie rimembranze, le altre le trovate all&#8217;url che vi dissi.</p>
	<p><em>[ Ti ricordi il BlogRodeo? Il primo, a Rozzano, ti ricordi? - mi chiese Ransome in quell'ennesima notte senza vento]</em></p>
	<p>Sì, in quell&#8217;anno duemilaquattro fui a Rozzano, appena fuori dalle fauci milanesi, guidato in loco da una macchina zeppa di musicisti che mi fecero attraversare leggeri la città mentre pioveva e spioveva. Il gancio era un indigeno che stava arrivando lì in motorino con un affettasalumi nascosto nel bauletto e un rasoio elettrico in tasca (i posti di blocco per quelle strade sono superabili solo se si ha un forte grado di non-sense) Va a finire che il posto non è per niente male: c&#8217;è quel tanto di verde intorno e stelle addosso che le strade e gli scappamenti consentono in questa sera &#8216;e magg. Io, campagnolo che non sono altro, credevo di non trovare nemmeno una pianta e invece c&#8217;è pure un cortiletto interno dove c&#8217;è anche il biliardino; alla fine questo giardino sarà utilissimo perché di tra le fresche erbe c&#8217;andrò a gottare le prime due volte.<br />
Sarà che ero partito svelto di birra, campari biciclettati e niente nello stomaco se non l&#8217;ologramma accidentato che ti camuffano da tramezzino quelli di Trenitaglia.<br />
L&#8217;importante è che adesso sto in mezzo a una allegra masnada d&#8217;omini e donne, sciamante dentro e fuori a questo spazio Aurora che per me, alle dieci di sera, è già il bar dell&#8217;Overloook Hotel. Due negroni dopo mi appare puntualissimo Lloyd, il barman di Shining, con tanto di papillon e telecamera di MTV a lato che lo riprende zoomando anfetaminica sui cubetti di ghiaccio tutti contenti di salutare a casa.<br />
Tutto molto bello, davvero.<br />
Poi però non può andare innanzi che così: arriva l&#8217;ultima complice del gruppo nostro, ci chiedono il nome e non riusciamo a dichiararci prigionieri politici, biascico solo &#8220;Noi siamo i negroni&#8221; così male che quando mi faranno rivedere la registrazione mi complimenterò da solo. Ci siamo dimenticati i passamontagna e non riconosciamo l&#8217;incipit di &#8220;Soffocare&#8221;, perdiamo con l&#8217;inattaccabile sfrontatezza di sempre, perdiamo sempre, perdiamo meglio, perdiamo benissimo perché chi legge il nostro post lo fa con una voce e un&#8217;intonazione che ci va bene e ci garba a tutti mentre siamo gia fuori a sedere su una zanella bassa. Canna. Birra. Biemmevu nere che ho solo immaginato. Nasi, mani e bocche uscite fuori dai permalink che mi si parano da tutte le parti mentre Loyd me ne versa un altro volutamente sbagliato e con la cannuccia. Parlo, abbraccio, straparlo, m&#8217;inchino di fronte a apparizioni con lo slash prima dell&#8217;io. Una lavagnetta che non riesco a leggere bene, la leggo sulle labbra delle genti intorno. Rido. Birra. Abbraccio un fratello di reggimento, ciancico sul fatto che siamo soli, cradle to grave, sempre, hai voglia te di far funzionare lo stato sociale. Il terzo fratello, non visto, fa lampeggiare una digitale. Giardino again. Lascio la mail a non so chi, faccio una figura di merda con la mia compagna, non riesco a imitare la faccia da mulo di pietra di Bogart. Canna. Corro verso il buio oltre la sete. Prime sboccature. Prima visita al bagno, arancione, mi sembra. Birra. Ascolto i musicisti che se la godono sul palco. Vedo gente. Bevo cose. Ancora in bagno, arancione, ne sono sicuro. Saluto i vincitori e gli sconfitti, tutti belli stasera. Perdo di vista quasi tutto. Lloyd mi accompagna in bagno, cazzo, è rosso. Lo dicevo io che era rosso. Lo dico anche a qualcuno sulla porta dell&#8217;Aurora. Poi Lloyd non c&#8217;è più e mi trovo in una ipsilondieci che mangia il rettifilo, sul sedile accanto al guidatore. Penso che domani non si lavora, penso che culo che non devo guidare e anche chissà dove ho parcheggiato la macchina. Devo chiedere meglio a Lloyd quando lo rivedo. Anche a lui quegli uomini e quelle donne gli son garbati moltissimo, s&#8217;è fatto anche degl&#8217;amici e ora crede che i blog servano proprio a quello.
</p>
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		<title>Dammi filo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 12:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	  &#8211; mi han detto che nel paese dei balocchi ti trasformi in asino.
- sciocchezze, vi fanno terrorismo psicologico fin da bambini.
- mi ci porti?
- seguimi
	Pinocchio alla sua seconda chance ha anche il supporto visuale di contributi come quello arrivato grazie all&#8217;obbiettivo fotografico e alle parole di Susanita: si allentano i fili del burattino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="alignright" title="Pinokkio vol.2 | contributo di Susanita " alt="Pinokkio vol.2 | contributo di Susanita " src="http://www.strelnik.it/blog/img/Pinokkio_Susanita.jpg" /></p>
	<p><em>  &#8211; mi han detto che nel paese dei balocchi ti trasformi in asino.<br />
- sciocchezze, vi fanno terrorismo psicologico fin da bambini.<br />
- mi ci porti?<br />
- seguimi</em></p>
	<p>Pinocchio alla sua seconda chance ha anche il supporto visuale di contributi come quello arrivato grazie all&#8217;obbiettivo fotografico e alle parole di <a title="Susanita" href="http://susanita.altervista.org/">Susanita</a>: si allentano i fili del burattino, provvisoriamente <a title="Intoscana.it: Susanita, " href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/entry/a_piede_libero">a piede libero</a> nel verde d&#8217;un parco.</p>
	<p>Chi volesse contribuire, visivamente o testualmente, alla riscrittura pinocchiesca non fa che scrivere a <a title="(allegati in .rtf e immagini in .jpg, please)" href="mailto:strelnik@intoscana.it">questa mail</a>.<br />
E avanti!
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A naso direi che è un piede</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=182</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 11:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;Il ciccione mi rassicura spiegandomi che quella che affrontiamo tutti i giorni non è l&#8217;unica realtà esistente e che c&#8217;è un bacino nascosto di prim&#8217;ordine&#8221;.
	Un posticino dove le carte d&#8217;identità non servono nemmeno più, dove la deregulation balla la rumba infame che è una bruttezza, dove i diritti di chi trabaja&#038;travaglia son come la gomma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>&#8220;Il ciccione mi rassicura spiegandomi che quella che affrontiamo tutti i giorni non è l&#8217;unica realtà esistente e che c&#8217;è un bacino nascosto di prim&#8217;ordine&#8221;.</em></p>
	<p>Un posticino dove le carte d&#8217;identità non servono nemmeno più, dove la deregulation balla la rumba infame che è una bruttezza, dove i diritti di chi trabaja&#038;travaglia son come la gomma che si appiccica alla suola (fastidiosa e sotto i piedi), dove il Traumproletariat s&#8217;arrabatta tra lavori più o meno zozzi:</p>
	<p><em>&#8220;I 101 dalmata li uso per le corse dei cani, i sette nani l&#8217;ho messi alla catena di montaggio, Pollicino mi cerca le chiavi sotto al divano quando non le trovo, Mark Twain (sì, Mark Twain è un personaggio di fantasia) mi racconta le barzellette tutte le volte che mi va, Polifemo, la sorella, il cugino e la zia li uso come piloni per i ponti provvisori e lady Chatterley&#8230; lo dovreste capire anche da soli&#8221;.</em></p>
	<p><a title="Alessandro Petrini | Uncanny News" href="http://uncannynews.blogspot.com/">Alessando Petrini</a> lascia a Pinocchio il lavoro di negazione e ricostruzione indebita della realtà affidandogli un megafono che sputa campionamenti ultra-laissez-faire a rinfrescare la coscienza del grande imprenditore di turno.<br />
<a title="Intoscana.it: A naso direi che è un piede" href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/entry/diritti_sotto_i_piedi">A naso direi che è un piede</a>: sotto sotto c&#8217;è qualcosa che potrebbe partire con un gesto di rabbia, pericoloso e in bilico sui ventri molli di chi ora se la gode sulle spalle di parecchi/troppi/non ancora incazzati.
</p>
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		<title>¡Que viva la radio!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 19:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buona la prima!]]></category>

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		<description><![CDATA[	La radio è bella, ci piace e fa bene.
	Adesso che son le otto e mezzo &#8217;scoltatevi e godetevi &#8220;La terza torre&#8221; su radio catrame19.
	Poi, più tardi, sempre stasera, hektisch m&#8217;intervista (!) per RadioCopyDown, trasmissione di Radio Onda Rossa in diretta dalle 23.00 in poi.
	Domani sera, infine, verso le 22 e zerosette, puntata inghiavolata di ParlaComeScrivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>La radio è bella, ci piace e fa bene.</p>
	<p>Adesso che son le otto e mezzo &#8217;scoltatevi e godetevi &#8220;La terza torre&#8221; su <a title="radio catrame19" href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>.</p>
	<p>Poi, più tardi, sempre stasera, hektisch m&#8217;intervista (!) per <a title="RadioCopyDown - Socializzare saperi senza fondare poteri" href="http://radio.copydown.org/">RadioCopyDown</a>, trasmissione di <a title="Radio Onda Rossa" target="_blank" href="http://www.ondarossa.info/">Radio Onda Rossa</a> in diretta dalle 23.00 in poi.</p>
	<p>Domani sera, infine, verso le 22 e zerosette, puntata <em>inghiavolata</em> di ParlaComeScrivi col sociologo e Liv e quel disgraziato che son sempre io.</p>
	<p><em>Piace anche di più perché libera la mente.</em>
</p>
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		<title>Ho sempre voluto</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 11:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;Io ho sempre voluto cantare.
Mi ricordo che da bambino mio padre s&#8217;incazzava e io cantavo ancora di più, mi picchiava e io cantavo ancora di più.
Io me li ricordo i microfoni a giraffa, mi ricordo Mina, Walter Chiari, Alberto Lupo. Alberto, Alberto schiattava di risate con me. Mi ricordo tutti i teatri dove mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>&#8220;Io ho sempre voluto cantare.<br />
Mi ricordo che da bambino mio padre s&#8217;incazzava e io cantavo ancora di più, mi picchiava e io cantavo ancora di più.<br />
Io me li ricordo i microfoni a giraffa, mi ricordo Mina, Walter Chiari, Alberto Lupo. Alberto, Alberto schiattava di risate con me. Mi ricordo tutti i teatri dove mi sono esibito, tutte le canzoni che ho cantato, tutti i camerini, tutti i flash dei fotografi, le dediche sui dischi, gli autografi, le turné, i ristoranti, le risate, le lacrime degli spettatori.<br />
Io sono nato a vico Speranzella. Mi ricordo Napoli durante la guerra, avevo solo otto anni, mi ricordo il rifugio a piazzetta Augusteo.<br />
E poi mi ricordo che avevo sei smoking, centocinquanta camicie, novanta paia di scarpe.<br />
Mi ricordo quando m&#8217;hanno messo le manette la prima volta, tutte le lacrime che ho pianto, ma come piangevo quando mi trasferivano da un carcere all&#8217;altro, quando le guardie carcerarie mi facevano l&#8217;ispezione anale.<br />
Poi mi ricordo tutti, tutti i compagni di cella.<br />
<img class="alignright" title="Tony Pisapia | L'uomo in più" alt="Tony Pisapia | L'uomo in più" src="http://www.strelnik.it/blog/img/tony_pisapia.jpg" />Io mi ricordo tutte le volte che avevo la voce bassa e avevo paura di salire sul palcoscenico. Mi ricordo i fiori dentro ai camerini, le donne fuori dai camerini che dicevano che volevano conoscermi, mi trovavano interessante, ma poi si finiva sempre a letto. Dicevano che ero bello, ma io non mi sono sentito mai bello, io mi sentivo potente, non me n&#8217;è fregato mai un cazzo di nessuno.<br />
Io mi ricordo tutto: è &#8216;na strunzat&#8217; che la cocaina ti scassa la memoria, so&#8217; trent&#8217;anni che la tiro e non mi sono dimenticato niente, io me la ricordo tutta la cocaina che mi sono tirato, del resto tutti hanno tirato in questi anni di merda, chi è che non l&#8217;ha fatto? Soltanto i poveri non hanno pippato e non sanno quello che si sono persi.<br />
Io mi ricordo quando cantai a New York e Frank Sinatra dovette venirlo a sentire a questo fenomeno di Tony.<br />
Mi ricordo mia madre quand&#8217;era giovane; che vi devo dire? Per me rimane comunque la donna più bella che ho conosciuto nella mia vita.<br />
Poi mi ricordo un amico, si chiamava Antonio Pisapia, era un grande calciatore. Voleva fare l&#8217;allenatore e non gliel&#8217;hanno fatto fare e si è suicidato.<br />
Ma io non mi suiciderò mai perchè un&#8217;altra cosa mi ricordo io, io ho sempre amato la libertà e voi non sapete manco che cazzo significa, io ho sempre amato la libertà, io sono un uomo libero&#8221;</p>
	<p>(Tony Pisapia, <a title="wikipedia: L'uomo in più" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'uomo_in_pi%C3%B9">&#8220;L&#8217;uomo in più&#8221;</a>)</p></blockquote>
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		<title>AmelieTristesse live &#124; MEI, Faenza</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 21:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[AmelieTritesse]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	&#8220;Perdere ad asso pigliatutto con un baro dilettante non vuol dire non essere in grado di eseguire alla perfezione un bluff ad alti livelli.
Per assicurarsi una buona riuscita, il bluff dev&#8217;essere condotto fino in fondo, fino all&#8217;esasperazione. Non c&#8217;è compromesso. Non si può bluffare fino a metà e poi dire la verità. Bisogna essere pronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="AmelieTritesse live | 25 novembre 2007 MEI, Faenza" alt="AmelieTritesse live | 25 novembre 2007 MEI, Faenza" src="http://www.strelnik.it/blog/img/amelietritesse_mei.jpg" /></p>
	<blockquote><p>&#8220;Perdere ad asso pigliatutto con un baro dilettante non vuol dire non essere in grado di eseguire alla perfezione un bluff ad alti livelli.<br />
Per assicurarsi una buona riuscita, il bluff dev&#8217;essere condotto fino in fondo, fino all&#8217;esasperazione. Non c&#8217;è compromesso. Non si può bluffare fino a metà e poi dire la verità. Bisogna essere pronti ad esporsi al peggior rischio possibile: il rischio di apparire ridicoli.&#8221;</p>
	<p>(Titta Di Girolamo, &#8220;<a title="Le conseguenze dell'amore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_conseguenze_dell'amore">Le conseguenze dell&#8217;amore</a>&#8220;)</p></blockquote>
	<p>Ci vediamo lì, vestitevi pesanti.
</p>
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		<title>PINEYE 2123</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 15:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	&#8220;Tutto va in autoassimilazione, posso fare esperienze, immagazzinare illimitate informazioni, far collimare causa-effetto in ogni evenienza. Ho infinite funzioni, mai testate, perché mai uscito da questa cella, che definisco cella, che ho imparato essere una cella perché così i miei imprigionatori la definiscono, gli uomini della Fata Turchina Enterprises.&#8221;
	È così che va dentro a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>&#8220;Tutto va in autoassimilazione, posso fare esperienze, immagazzinare illimitate informazioni, far collimare causa-effetto in ogni evenienza. Ho infinite funzioni, mai testate, perché mai uscito da questa cella, che definisco cella, che ho imparato essere una cella perché così i miei imprigionatori la definiscono, gli uomini della Fata Turchina Enterprises.&#8221;</em></p>
	<p>È così che va dentro a un cubicolo d&#8217;un metro quadrato per un metro e mezzo di altezza dove lo hanno ficcato certi multinazionali azzurini che lavorano per il Governo Mondiale per la Sicurezza. Prima però gli hanno impiantato  &#8211; forse per sbaglio forse no- un biochip speciale e gli hanno fatto sapere che esiste una stanza dove la fata Turchina stessa (miss 51% del cda) compie la Magia.</p>
	<p><a title="Massimo Avenali | Postpoetica" href="http://www.massimoavenali.it/">Massimo Avenali</a> ci racconta d&#8217;un <a title="Su Intoscana.it | PINEYE 2123 di Massimo Avenali" href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/entry/dieci_biomicrochip_livello_militare_alpha">PINEYE 2123</a> in uscita volontaria dalla sua gabbia e del percorso ritmato dalle scansioni che progressivamente gli disvelano possibilità ulteriori di scelta fino a impattare un piacere che è forse solo <em>voglia di nuovo</em>: è lì che arriva la <em>faccia angelica</em> e lo <em>stupore e il timore</em> che lo fanno inciampare.</p>
	<p>Dio vi ama come amò Giacobbe (i patiti di Lost sanno di che parlo): buona ri-lettura pinocchiesca <em>e grazie per averci dato l&#8217;idea</em>, Massimo!
</p>
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		<title>Cinque, Cento</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 15:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinokkio's]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Prendi l&#8217;esperimento della statua animata di Condillac; l&#8217;idea che donando progressivamente i sensi a un coso inanimato gli inietti anche la scintilla della funzione psichica ha reso famoso il sensismo oltre che babbo bastardo di Frankenstein e di tutti i replicanti suoi futuri epigoni.
	Trasferisci l&#8217;esperimento dall&#8217;umano al burattino: &#8220;Cinque, Cento&#8221; di Nico Cimini ce lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="Nico Cimini - Cinque, Cento #02" title="Nico Cimini - Cinque, Cento #02" src="http://www.strelnik.it/blog/img/CinqueCento_pic2.jpg" /></p>
	<p>Prendi l&#8217;esperimento della <a title="Étienne Bonnot de Condillac - Trattato delle sensazioni" href="http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaC/CONDILLAC_%20LA%20STATUA%20ANIMATA.htm">statua animata di Condillac</a>; l&#8217;idea che donando progressivamente i sensi a un <em>coso</em> inanimato gli inietti anche la scintilla della funzione psichica ha reso famoso il sensismo oltre che babbo bastardo di Frankenstein e di tutti i replicanti suoi futuri epigoni.</p>
	<p>Trasferisci l&#8217;esperimento dall&#8217;umano al burattino: <a title="Intoscana.it - Cinque, Cento di Nico Cimini" href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/entry/ritrovare_i_sensi">&#8220;Cinque, Cento&#8221;</a> di <strong>Nico Cimini</strong> ce lo fa ripercorrere nello specchio d&#8217;un gabinetto (molto domestico e meno scientifico) dove l&#8217;educazione dei sensi, ormai giunta a compimento dopo una notte di bagordi, si sposa con quell&#8217;effetto finale di straniamento e di ricomposizione temporanea del doppio che anche i Prodigy ci mostrarono <a title="YouTube | Prodigy - Smack My Bitch Up" href="http://www.youtube.com/watch?v=40XkAWeS79Q">in video</a> qualche annetto fa.</p>
	<p><em>Mi piego leggermente in avanti, e tanto basta per scorgere nella penombra il mio volto sbilenco riflesso nello specchio del lavandino. Ma guarda che faccia&#8230; gli occhi a fessura e le occhiaie da panda, chiari segni del post-bagordi, insieme ai soliti zigomi aguzzi e al mento ritorto incorniciano un naso che sfida ogni legge della statica.&#8221;</em></p>
	<p>[Ringrazio Nico anche per le due fotografie che mi ha inviato a complemento del suo racconto riscrittura del Pinokkio Vol. 2 e che saranno pubblicate sull'<a title="Pinokkio Vol.2 su Intoscana.it" href="http://www.intoscana.it/roller/pinokkio/">apposito blog di Intoscana.it</a> - dove la riscrittura della Seconda Chance continua]
</p>
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		<title>Facce da curriculum</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 12:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Te la ricordi quella di Sartre e il cameriere?
Il filosofo era lì che filosofeggiava seduto al tavolino d&#8217;un caffé di Parigi quando t&#8217;arriva  questo signore per l&#8217;ordinazione.
&#8220;Chi è lei?&#8221; gli fa Sartre.
Quello abbocca e risponde &#8220;Sono il cameriere&#8221;.
Sartre non aspettava altro e &#8211; come quando ti funziona &#8220;l&#8217;antani&#8221; &#8211; gli ribatte pronto: &#8220;No, lei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="Facce da curriculum" title="Facce da curriculum" src="http://www.strelnik.it/blog/img/facce_da_curriculum.jpg" /></p>
	<p>Te la ricordi quella di Sartre e il cameriere?<br />
Il filosofo era lì che filosofeggiava seduto al tavolino d&#8217;un caffé di Parigi quando t&#8217;arriva  questo signore per l&#8217;ordinazione.<br />
&#8220;Chi è lei?&#8221; gli fa Sartre.<br />
Quello abbocca e risponde &#8220;Sono il cameriere&#8221;.<br />
Sartre non aspettava altro e &#8211; come quando ti funziona &#8220;l&#8217;<em>antani</em>&#8221; &#8211; gli ribatte pronto: &#8220;No, lei non <em>è</em> il cameriere, lei <em>fa</em> il cameriere&#8221;. *</p>
	<p>Quello che siamo e quello che saremmo disposti a fare: nello scrivere un curriculum c&#8217;è questo iato strategico, terra franca in cui possono infilarsi inventiva e originalità fino a capovolgerne &#8211; il situazionismo dovrebbe avercelo ficcato in testa &#8211; il significato e il senso originario.</p>
	<p>Come in  <a title="Facce da curriculum" href="http://www.sensopposto.it/?page_id=86">&#8220;Facce da curriculum&#8221;</a>, concorso pensato e organizzato da <a title="sensopposto" href="http://www.sensopposto.it">sensopposto</a> e <a title="Noubs Edizioni" href="http://www.noubs.it/">Noubs Edizioni</a> creato per farci mischiare mitopoiesi formattata all&#8217;europea e autofiction per strappare un salario: guardate la fototessera, scegliete una faccia e descrivetene le magnifiche sorti progressive che dovrebbero portarla a vendere il proprio tempo di vita per un tozzo di pane.**</p>
	<p>Io partecipo, magari proprio con il CV d&#8217;un cameriere stanco d&#8217;aver servito l&#8217;intellettuale di Francia (o <a title="Bohumil Hrabal- Ho servito il re d'Inghilterra" href="http://www.lafeltrinelli.it/istituzionale/catalogo/scheda_prodotto.aspx?i=794722">il re d&#8217;Inghilterra</a>).</p>
	<p>&#8212;-</p>
	<p>* ad oggi non è appurato se poi il cameriere gli sputò nel caffè di nascosto convertendosi per sempre al più sincero nichilismo.</p>
	<p>** madonna come sono tragico stamattina.
</p>
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		<title>hobo sapiens sumus</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=174</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 14:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Al fratello di reggimento arsenio bravuomo.
	Anche e non solo per questo
ti capisco, fratello mio,
siamo hobo sapiens,
tempo e forza lavoro che si ribella,
affitti da sopportare con un pacchetto di Golden Virginia
e il rosso che scorre bene
	Resisti e combatti,
cavalca l&#8217;odio, se vuoi,
male che va ci vien fuori un racconto,
al massimo ci riprendiamo
la vita, malcika e stronza
(ma nostra)
	Volere/dovere/potere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Al <em>fratello di reggimento</em> <a title="arsenio bravuomo" href="http://bravuomo.it">arsenio bravuomo</a>.</p>
	<p>Anche e non solo per questo<br />
ti capisco, fratello mio,<br />
siamo hobo sapiens,<br />
tempo e forza lavoro che si ribella,<br />
affitti da sopportare con un pacchetto di Golden Virginia<br />
e il rosso che scorre bene</p>
	<p>Resisti e combatti,<br />
cavalca l&#8217;odio, se vuoi,<br />
male che va ci vien fuori un racconto,<br />
al massimo ci riprendiamo<br />
la vita, malcika e stronza<br />
(ma nostra)</p>
	<p>Volere/dovere/potere e così sia.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Mani lavate</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=173</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 22:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Picture Post]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	&#8220;La commissione Affari Costituzionali della Camera boccia la proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova con i voti della Cdl e di Di Pietro e Mastella&#8221; (via repubblica.it)

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="aligncenter" title="Camera, stop a inchiesta su G8" alt="Camera, stop a inchiesta su G8" src="http://www.strelnik.it/blog/img/mani_lavate.jpg" /></p>
	<p><em>&#8220;La commissione Affari Costituzionali della Camera boccia la proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova con i voti della Cdl e di Di Pietro e Mastella&#8221;</em> (via <a title="Commissione G8 Genova" href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/g8-genova/salta-commissione/salta-commissione.html">repubblica.it</a>)
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Trova e sostituisci</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=171</link>
		<comments>http://www.strelnik.it/blog/?p=171#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 14:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.strelnik.it/blog/?p=171</guid>
		<description><![CDATA[	&#8220;1976. In Italia esplose la mania delle radio libere, e i cinghiali della Dc e del Pci cominciarono veramente a uscir di melone. Uno dei capisaldi del loro potere, probabilmente il principale, la gestione del consenso attraverso l&#8217;informazione, veniva di colpo non messo in discussione, ma sfanculato di pacca (la famosa prassi). Per il proletariato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<blockquote><p>&#8220;1976. In Italia esplose la mania delle radio libere, e i cinghiali della Dc e del Pci cominciarono veramente a uscir di melone. Uno dei capisaldi del loro potere, probabilmente il principale, la gestione del consenso attraverso l&#8217;informazione, veniva di colpo non messo in discussione, ma sfanculato di pacca (la famosa <em>prassi</em>). Per il proletariato giovanil-desiderante non era stato affatto un problema: si vuole fare? Si fa. Bastava intendersene un minimo e avere un po&#8217; di milioni da investire in apparecchiature.<br />
Prima le radio non c&#8217;erano. Adesso c&#8217;erano. Cazzo volete.<br />
Mandato a fanculo con bella <em>nonchalance</em> anche il rito del chiedere a qualche bidello il permesso di tirar su un&#8217;antenna, e ciò fu considerato l&#8217;insopportabile colmo.<br />
Il Pci non sapeva che pesci pigliare ma manteneva la rituale bava alla bocca, sua inveterata abitudine quando veniva preso in contropiede su un aspetto qualsiasi della realtà (il famoso, agghiacciante <em>scavalcamento a sinistra</em>). Dopo spaventi, stridor di denti, sudori, mise in piedi la teoria che era pericolosissimo polverizzare le fonti d&#8217;informazione <em>&#8220;perché così si aiutava il grande capitale&#8221;</em>. Mondadori, Rizzoli, Agnelli, Monti. Per non aiutare questi cani, per non fare il loro gioco, dovevi abbattere la tua antenna, startene buono in casa e votare Rai. L&#8217;hanno sempre avuta, &#8217;sta passione di rinchiudere la gente.<br />
Tanto per dire com&#8217;erano messi.&#8221;</p>
	<p>(Filippo Scòzzari, <a title="Filippo Scozzari, " href="http://www.internetbookshop.it/code/9788888833132/scogravezzari-filippo/prima-pagare-poi.html">&#8220;Prima pagare poi ricordare&#8221;</a>)</p></blockquote>
	<p>La vicenda e il fenomeno sono irripetibili, la dietrologia non serve mai, ma provate a trovare e sostituire:</p>
	<p><strong>radio libere</strong> con <em>Internet</em>;</p>
	<p><strong>DC</strong> e <strong>Pci</strong> con <em>PD</em> e <em>CdL</em> (allegramente interscambiabili)</p>
	<p>Il resto può andare e la fine è nota.</p>
	<p>(Alla radio: a Fahreneit la <em>tag</em> di oggi è <a title="AnniSettanta - Terrorismo o creatività? P38 o Fiorucci? Anni bui o di intensa partecipazione democratica?" href="http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=230104">&#8220;AnniSettanta&#8221;</a>)
</p>
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		<title>Giovedi catramico</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 14:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[catrame19]]></category>

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		<description><![CDATA[	Tempo di giovedi catramico.
	Alla web radio bituminosa proprio ora c&#8217;è l&#8217;arsenio al &#8220;bravuomo bar&#8221; (da Torino, con Henry Miller), poi arrivano i &#8220;Delicati deliri&#8221; del GinoPerso (da Roma, con un po&#8217; di differita) poi c&#8217;è Macs alle 20 con la Terza torre (da Bologna, con la varicella) dopo di che alle 18 ci sono io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Tempo di <a title="radio catrame19 - la seconda stagione " href="http://www.catrame19.it">giovedi catramico</a>.</p>
	<p>Alla web radio bituminosa proprio ora c&#8217;è l&#8217;arsenio al &#8220;bravuomo bar&#8221; (da Torino, con Henry Miller), poi arrivano i &#8220;Delicati deliri&#8221; del GinoPerso (da Roma, con un po&#8217; di differita) poi c&#8217;è Macs alle 20 con la Terza torre (da Bologna, con la varicella) dopo di che alle 18 ci sono io con KinoParty (da qui, ancora su &#8220;Morte di un matematico napoletano&#8221;) e infine alle 22.07 frena e gracchia il vagonaccio di ParlaComeScrivi dove sono insieme al sociologo Calzolai e a Liv.</p>
	<p>E a quel bischero di <a title="radio catrame19 - la seconda stagione " href="http://enzofonico.splinder.com">Enz&#8217;</a>.
</p>
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		<title>User-ignorated content</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 10:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piani]]></category>

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		<description><![CDATA[	Sto leggendo &#8220;Sappiano le mie parole di sangue&#8221; e il blog di Babsi chiude.
	Mi dispiace e mi girano i coglioni perché la guerrillera de las palabras la conosco e so quel ha fatto e fa per la diffusione e la condivisione del sapere sul web, perché è una di quelle persone che usano i nuovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Sto leggendo <a href="http://slmpds.net/">&#8220;Sappiano le mie parole di sangue&#8221;</a> e il <a title="Babsi Jones - La reinvenzione del silenzio" href="http://slmpds.net/babsi/2007/10/22/la-reinvenzione-del-silenzio-post-di-commiato/">blog di Babsi chiude</a>.</p>
	<p>Mi dispiace e mi girano i coglioni perché la <em>guerrillera de las palabras </em>la conosco e so quel ha fatto e fa per la diffusione e la condivisione del sapere sul web, perché è una di quelle persone che usano i nuovi media con l&#8217;incoscienza, la sfrontatezza e la tenacia che hanno solo <em>&#8220;gli innovatori, gli iconoclasti e coloro che amano il rischio&#8221;</em>.*<br />
E mi dispiace perché &#8211; online &#8211; finora pochissimi hanno parlato del contenuto di questo libro denso, difficile e scomodo; un libro che invece pone domande e istiga dubbi che la discussione online avrebbe potuto affrontare contando su quella pluralità di ragionamenti e angolazioni che la rete sa produrre. Non sempre e ultimamente molto meno. **</p>
	<p>Mi piacerebbe che prima o poi si possa parlare anche del libro e non solo <a title="Cabaret Bisanzio" href="http://www.cabaretbisanzio.com/2007/10/18/ma-che-libro-leggi-tu-il-suo-quello-di-babsi-jones/">della varietà delle <em>blog reactions</em></a>: di quanto sia troppo finto-vero il book-trailer, di quanto siano troppo <em>capolavoriste</em> alcune recensioni, di come esistano le conventicole (<em>&#8220;Lo sai che significa? &#8230;Vocabbolario!&#8221;</em>) e le cricche <em>insopportabili</em> (sai che novità in tempi di web 2.0)<br />
Io spero di rileggerla presto anche in rete <a title="Babsi Jones" href="http://slmpds.net/babsi/">Babsi</a>; intanto leggo il suo libro, gli auguro di riprendere le energie e la scrittura e di continuare, appena vorrà e potrà, l&#8217;opera di <em>cross-media</em> che il suo <em>fare (in) rete</em> rappresenta. Generando contenuti.<br />
&#8212;&#8212;</p>
	<p>* <a title="Mark Tribe, fondatore di Rhizome.org" href="http://rhizome.org/">Mark Tribe</a> in &#8220;Il linguaggio de nuovi media&#8221; di <a title="Lev Manovich" href="http://www.manovich.net/">Lev Manovich</a>.<br />
** sullo stato della blogosfera son totalmente d&#8217;accordo con <a title="Suzukimaruti - La malattia infantile del blogpurismo: riflessioni a freddo dopo il rientro del caso ROC" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/10/25/la-malattia-infantile-del-blogpurismo-riflessioni-a-freddo-dopo-il-rientro-del-caso-roc/">questa riflessione di Suzukimaruti</a>.
</p>
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		<title>Classi fiche e classifiche</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 12:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Di effetti da classifica (&#8221;e del fare rete a livello macchina&#8221;) ne parla, con solida maestria, Beppe Granieri.
Quella che vedete qui sopra l&#8217;ha compilata Reporters sans frontieres.
	L&#8217;Italia è al trentacinquesimo post(o), in risalita: sarà aumentato il page rank o c&#8217;è qualche script truffaldino annidato nel template?

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="Reporters Sans Frontieres - Worldwide Press Freedom Index 2007" title="Reporters Sans Frontieres - Worldwide Press Freedom Index 2007" src="http://www.strelnik.it/blog/img/RSF_freedom_index.png" /></p>
	<p>Di <a title="Giuseppe Granieri - L'effetto Blogbabel" href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=734">effetti da classifica</a> (&#8221;<em><em>e del</em> fare rete a livello macchina&#8221;</em>) ne parla, con solida maestria, Beppe Granieri.<br />
Quella che vedete qui sopra l&#8217;ha compilata <a title="Report Sans frontiers - Annual Worldwide Press Freedom Index 2007" href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=24021">Reporters sans frontieres</a>.</p>
	<p>L&#8217;Italia è al trentacinquesimo post(o), <strong>in risalita</strong>: sarà aumentato il page rank o c&#8217;è qualche script truffaldino annidato nel template?
</p>
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		<title>Volere la luna</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 17:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	È uno dei pochi dell&#8217;ex PCI di cui mi sono fidato.
	La prima volta che votai fu per Democrazia Proletaria (due voti in tutta la mia sezione elettorale, un seggio in tutto il parlamento). Era il 1989: dei movimenti e delle genti extraparlamentari non esisteva quasi più niente e le poche persone che conoscevo che ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="Pietro Ingrao - 20 ottobre 2007" title="Pietro Ingrao - 20 ottobre 2007" src="http://www.strelnik.it/blog/img/ingrao_20_10_07.jpg" /></p>
	<p>È uno dei pochi dell&#8217;ex PCI di cui mi sono fidato.</p>
	<p>La <a title="Elezioni europee 1989" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_1989">prima volta</a> che votai fu per Democrazia Proletaria (due voti in tutta la mia sezione elettorale, un seggio in tutto il parlamento). Era il 1989: dei movimenti e delle <em>genti </em>extraparlamentari non esisteva quasi più niente e le poche persone che conoscevo che ne avevano fatto parte quando gli rammentavano il PCI facevano una faccia che sembrava gli avessero tirato la merda sul petto. T.G. mi raccontava di Lama all&#8217;università di Roma nel &#8216;77 e di come Berlinguer e quelli dell&#8217;Unità trattassero una parte consistente e attiva della sua generazione come &#8220;untorelli&#8221;, &#8220;diciannovisti&#8221; o semplicemente delinquenti.</p>
	<p>(a me quei <em>delinquenti</em> e la loro carica surreale, provocatoria, situazionista, orgogliosamente co&#8217; le pezze ar culo mentre ripudiavano e rispedivano al mittente la politica dei sacrifici, sentivo che mi sarebbero piaciuti  un casino e, <strong>se</strong> non fossi nato nel 1970, mi sarei molto probabilmente aggregato alle loro lotte, alle loro radio libere, alle loro canne)</p>
	<p>Un paio d&#8217;anni dopo conobbi un <em>ingraiano</em>, un compagno in gamba (di quelli, come diceva R.T., che dentro al PCI <em>perdevano sempre</em>) col quale mi capitò di parlare di <a title="wikipedia: Pietro Ingrao" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ingrao">Pietro Ingrao</a> che era sì uomo di Stato, e insieme ai democristiani, sostenitore della linea della fermezza  ai tempi del sequestro Moro, ma anche uomo di lettere, partigiano, amante del cinema, poeta, elogiatore dell&#8217;ozio e della lentezza come dell&#8217; &#8220;alta febbre del fare&#8221;. Lui lo definiva un comunista <em>eretico</em>.<br />
Io avevo ancora qualche dubbio, ma mi fidai di quell&#8217;aggettivo, mi turai il naso (abitudine consolidata e incoraggiata anche nell&#8217;<em>altra chiesa</em> della prima repubblica) e, alle amministrative, votai per il PCI.</p>
	<p>(a me le chiese son sempre piaciute pochino e, <strong>se</strong> non fossi nato nel 1970, molto probabilmente mi sarei incazzato con Ingrao, allora direttore dell&#8217;Unità, e con quei compagni &#8220;carristi&#8221; che nel &#8216;56 appoggiarono l&#8217;invasione dell&#8217;Ungheria)</p>
	<p>Oggi l&#8217;ho rivisto &#8211; in televisione &#8211; alla <a title="20 ottobre 2007 - Roma" href="http://www.repubblica.it/2007/10/dirette/sezioni/politica/manifestazionesinistra/manifestazionesinistra/index.html">manifestazione della sinistra a Roma</a> mentre un giornalista di La7 gli chiedeva se quella piazza e quei manifestanti <em>volessero la luna</em>: Pietro Ingrao gli ha risposto di sì.<br />
Ecco, io l&#8217;avrei abbracciato quest&#8217;uomo di novantadue anni, lucido e combattivo, che ha parlato con lo stesso coraggio di molti giovani di trent&#8217;anni prima. Gli stessi che tentarono <em>l&#8217;assalto al cielo</em>.</p>
	<p>(sì, lo so, le robe scritte nelle parentesi non fanno storia. Troppi &#8220;se&#8221; per un destino solo)
</p>
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		<title>KinoParty #01</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 11:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[catrame19]]></category>

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		<description><![CDATA[	
	Domani riparte la seconda stagione di radio catrame19.
Un palinsesto verticale tutto steso nel giovedi (per ora) per poi allungarsi in podacst per  tutta la settimana: ci sono nove et lucenti conduttori per ulteriori voci e punti di svista, conferme e trasmutazioni. Si principia alle 15.30 arrivando fin dopo le undici di notte.
	Nel tardo pomeriggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img class="aligncenter" title="KinoParty #01 - su radio catrame19" alt="KinoParti #01 - su radio catrame19" src="http://www.strelnik.it/blog/img/kinoparty_01.png" /></p>
	<p>Domani riparte la seconda stagione di <a title="radio catrame19 - la seconda stagione " href="http://www.catrame19.it">radio catrame19</a>.<br />
Un palinsesto verticale tutto steso nel giovedi (per ora) per poi allungarsi in podacst per  tutta la settimana: ci sono nove et lucenti conduttori per ulteriori voci e punti di svista, conferme e trasmutazioni. Si principia alle 15.30 arrivando fin dopo le undici di notte.</p>
	<p>Nel tardo pomeriggio, (alle 18) il sottoscritto condurrà <em>(risate e schiamazzi, please)</em> la puntata numero uno di <strong>&#8220;KinoParty&#8221;</strong>: un&#8217;oretta di diretta a parlare di cinema intrecciata a libri, voci, &#8216;nterviste e musiche in CCL. Tag-line della primera trasmissiùn: <strong>&#8220;Niente fegato, niente gloria (ma non te lo dice nessuno)&#8221;</strong></p>
	<p>Alle 22.07 poi ritorno a spaccarvi i timpani e altri organi insieme a Liv e al sociologo Calzolai nel vagonaccio di <strong>ParlaComeScrivi</strong> dove il <em>mefistofonico</em> <a title="Enzofonico - blog" href="http://enzofonico.splinder.com">Enz&#8217;</a> ci consegnerà cuffie&#038;microfoni per affrontare accadimenti e misfatti di questi nostri tempi <em>tristi e bellissimi</em>.</p>
	<p>Se n&#8217;avete voglia e tempo, &#8217;scoltateci &#8211; e se avete pure voglia di collaborare, basta che ci <a title="Scrivi ai catramisti" href="mailto:radio@catrame19.it">contattiate</a>.<br />
(e non state lì a pensare alla vostra dizione: l&#8217;italiano corretto ormai lo parlano solo i doppiatori, diceva Ennio Flaiano)
</p>
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		<title>Gestione attiva del debito</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 10:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrellate]]></category>

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		<description><![CDATA[	Le grandi banche d&#8217;affari internazionali si stanno comprando i nostri enti locali. Comuni, province e regioni, per far fronte a bilanci sempre più miseri, si stanno indebitando nei loro confronti ogni giorno di più: i nostri amministratori firmano contratti già in perdita che generano in poche decine d&#8217;anni  pagherò progressivamente strozzanti e affossanti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Le grandi banche d&#8217;affari internazionali si stanno comprando i nostri enti locali. Comuni, province e regioni, per far fronte a bilanci sempre più miseri, si stanno indebitando nei loro confronti ogni giorno di più: i nostri amministratori firmano contratti già in perdita che generano in poche decine d&#8217;anni  <em>pagherò</em> progressivamente strozzanti e affossanti a causa di interessi da urlo e di guadagni legati a variabili incontrollabili oltre che a succulente (solo per le banche, s&#8217;intende) provvigioni, ben nascoste in grovigli di formule al limite dell&#8217;esoterico.<br />
Un po&#8217; come giocarsi i debiti in una scommessa semi-suicida, come sputtanarsi uno stato sociale e giuridico al rosso e nero di una roulette impazzita, come buttarsi dal ventesimo piano sperando, nella caduta, di imparare a volare o di trovare un paio di ali di passaggio.<br />
La chiamano gestione attiva del debito: piccoli sicari dell&#8217;economia in salsa <em>swap</em>.</p>
	<p>A questo siamo.<br />
La politica ancella della finanza;<br />
domenica pomeriggio non sono andato in pasticceria a votare per le primarie* del PD, ma la sera ho seguito Report che parlava di <a title="Report - 14 ottobre 2007 - Il banco vince sempre" href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1074824,00.html">derivati creditizi</a>.</p>
	<p>* ci fosse stato <a title="Kill SAPO!! OR VOTE HIM" href="http://www.helo.it/killsapo/specials/sapo_alle_primarie.html">un candidato come esso</a> forse avrei votato. Ma non c&#8217;era.
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brain damage</title>
		<link>http://www.strelnik.it/blog/?p=164</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 08:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sfocature]]></category>

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		<description><![CDATA[	C&#8217;ho messo 5 minuti buoni per capirlo: sia per via d&#8217;un box d&#8217;advertising troppo invadente, sia perché m&#8217;ero concentrato solo sulle tette.
	Se, come me, la vedi girare in senso orario sei un &#8220;destro&#8221;, almeno a livello d&#8217;emisferi cerebrali.
	[via Phonkmeister ]

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img alt="U turn me round..." title="U turn me round..." class="alignright" src="http://www.strelnik.it/blog/img/right_left_brain.png" />C&#8217;ho messo 5 minuti buoni per capirlo: sia per via d&#8217;un box d&#8217;advertising troppo invadente, sia perché m&#8217;ero concentrato solo sulle tette.</p>
	<p>Se, come me, <a title="Right Brain v Left Brain" href="http://www.news.com.au/heraldsun/story/0,21985,22556281-661,00.html">la vedi girare</a> in senso orario sei un &#8220;destro&#8221;, almeno a livello d&#8217;emisferi cerebrali.</p>
	<p>[via <a title="Phonkmeister - eio tumblr" href="http://phonkmeister.tumblr.com/post/15226014">Phonkmeister</a> ]
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AmelieTristesse live &#124; Scatole Sonore, Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 10:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>strelnik</dc:creator>
				<category><![CDATA[AmelieTritesse]]></category>

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		<description><![CDATA[	
Giovedi sera al rialtosantambrogio,
inscatolati e ben sonorizzati,
pronti al reading concerto fantattuale.
	Olè.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img title="Amelie Tritesse - live - 4 0ttobre 2007" alt="Amelie Tritesse - live - 4 0ttobre 2007" src="http://www.strelnik.it/blog/img/AT_live_rialto.png" /><br />
Giovedi sera al <a title="rialtosantambrogio" href="http://www.rialtosantambrogio.org/evento/425">rialtosantambrogio</a>,<br />
<a title="Scatole Sonore - rassegna di musica, arti visive e performative" href="http://www.scatolesonore.org/">inscatolati e ben sonorizzati</a>,<br />
pronti al <a title="AmelieTritesse" href="http://www.strelnik.it/amelietritesse/">reading concerto fantattuale</a>.</p>
	<p>Olè.
</p>
]]></content:encoded>
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	</channel>
</rss>
