L’impareggiabile Herr Effe ha raccolto le parole degl’allegri reduci in un semi-instant-one-shot-blog: era il 2004 e a Rozzano c’era il Blogrodeo.
Quel che segue son le mie rimembranze, le altre le trovate all’url che vi dissi.
[ Ti ricordi il BlogRodeo? Il primo, a Rozzano, ti ricordi? - mi chiese Ransome in quell'ennesima notte senza vento]
Sì, in quell’anno duemilaquattro fui a Rozzano, appena fuori dalle fauci milanesi, guidato in loco da una macchina zeppa di musicisti che mi fecero attraversare leggeri la città mentre pioveva e spioveva. Il gancio era un indigeno che stava arrivando lì in motorino con un affettasalumi nascosto nel bauletto e un rasoio elettrico in tasca (i posti di blocco per quelle strade sono superabili solo se si ha un forte grado di non-sense) Va a finire che il posto non è per niente male: c’è quel tanto di verde intorno e stelle addosso che le strade e gli scappamenti consentono in questa sera ‘e magg. Io, campagnolo che non sono altro, credevo di non trovare nemmeno una pianta e invece c’è pure un cortiletto interno dove c’è anche il biliardino; alla fine questo giardino sarà utilissimo perché di tra le fresche erbe c’andrò a gottare le prime due volte.
Sarà che ero partito svelto di birra, campari biciclettati e niente nello stomaco se non l’ologramma accidentato che ti camuffano da tramezzino quelli di Trenitaglia.
L’importante è che adesso sto in mezzo a una allegra masnada d’omini e donne, sciamante dentro e fuori a questo spazio Aurora che per me, alle dieci di sera, è già il bar dell’Overloook Hotel. Due negroni dopo mi appare puntualissimo Lloyd, il barman di Shining, con tanto di papillon e telecamera di MTV a lato che lo riprende zoomando anfetaminica sui cubetti di ghiaccio tutti contenti di salutare a casa.
Tutto molto bello, davvero.
Poi però non può andare innanzi che così: arriva l’ultima complice del gruppo nostro, ci chiedono il nome e non riusciamo a dichiararci prigionieri politici, biascico solo “Noi siamo i negroni” così male che quando mi faranno rivedere la registrazione mi complimenterò da solo. Ci siamo dimenticati i passamontagna e non riconosciamo l’incipit di “Soffocare”, perdiamo con l’inattaccabile sfrontatezza di sempre, perdiamo sempre, perdiamo meglio, perdiamo benissimo perché chi legge il nostro post lo fa con una voce e un’intonazione che ci va bene e ci garba a tutti mentre siamo gia fuori a sedere su una zanella bassa. Canna. Birra. Biemmevu nere che ho solo immaginato. Nasi, mani e bocche uscite fuori dai permalink che mi si parano da tutte le parti mentre Loyd me ne versa un altro volutamente sbagliato e con la cannuccia. Parlo, abbraccio, straparlo, m’inchino di fronte a apparizioni con lo slash prima dell’io. Una lavagnetta che non riesco a leggere bene, la leggo sulle labbra delle genti intorno. Rido. Birra. Abbraccio un fratello di reggimento, ciancico sul fatto che siamo soli, cradle to grave, sempre, hai voglia te di far funzionare lo stato sociale. Il terzo fratello, non visto, fa lampeggiare una digitale. Giardino again. Lascio la mail a non so chi, faccio una figura di merda con la mia compagna, non riesco a imitare la faccia da mulo di pietra di Bogart. Canna. Corro verso il buio oltre la sete. Prime sboccature. Prima visita al bagno, arancione, mi sembra. Birra. Ascolto i musicisti che se la godono sul palco. Vedo gente. Bevo cose. Ancora in bagno, arancione, ne sono sicuro. Saluto i vincitori e gli sconfitti, tutti belli stasera. Perdo di vista quasi tutto. Lloyd mi accompagna in bagno, cazzo, è rosso. Lo dicevo io che era rosso. Lo dico anche a qualcuno sulla porta dell’Aurora. Poi Lloyd non c’è più e mi trovo in una ipsilondieci che mangia il rettifilo, sul sedile accanto al guidatore. Penso che domani non si lavora, penso che culo che non devo guidare e anche chissà dove ho parcheggiato la macchina. Devo chiedere meglio a Lloyd quando lo rivedo. Anche a lui quegli uomini e quelle donne gli son garbati moltissimo, s’è fatto anche degl’amici e ora crede che i blog servano proprio a quello.





sembra trascorso così tanto tempo, e infatti è proprio così
ci rifaremo (coi fagioli o in altre modalità) ma si proverà a re-ingannarlo ancora (quel tempo lì e questo qui)