Back in White

Uno sfondo così dichiaratamente bianco questo blog non ce l’ha mai avuto.
Nel primo lustro di vita (2001-2006) il background è sempre stato total black (#000000; per dirla in esagesimale) senza l’ombra di pattern a ripetersi in lungo o largo. Nella penultima versione era arrivata una prima concessione al grigio, con un sentore minimo di carta stropicciata, come un documento invecchiato sulla scrivania.

Ora si passa al bianco per diverse ragioni.
La prima è che così si tenta di dare al testo scritto più importanza rispetto all’interfaccia e alla grafica in generale. La seconda è che ci saranno molti più contenuti (e più frequentemente) rispetto a prima; negli ultimi due anni questo blog è diventato un’appendice sempre più rinsecchita delle mie attività sul web. Perché nel frattempo era arrivato il web 2.0 e tutto l’ambaradam dei socialcosi a prendersi il tempo che dedico alle attività digitali e alla mia presenza online. Nulla di nuovo sotto il sole: è successo a molti e siamo ancora tutti vivi.

Ma è ora di reagire.

Proprio i contenuti provenienti dai social-network dovranno essere quelli che andranno a ridare al caro vecchio weblog una funzione di crocevia, di hub, che le mie identità parallele su Twitter, FriendFeed, Tumblr et similia in cui mi sono imbattuto e adagiato gli hanno ultimamente eroso. I social network si blogghizzano e il blog ammutolisce o rallenta: è ora, almeno per me, di ribilanciare l’uso di questi strumenti, importando e incrociando i contenuti  provenienti dal flusso dei social media, anche sotto forma di commenti e feedback varii.1

Sulla timeline del blog i contenuti si fermeranno per un tempo più prolungato (rispetto, per esempio, allo scorrere sincopato di un flusso su Frienfeed) e ci saranno più possibilità per un minimo d’approfondimento, senza chiudersi in uno specialismo escludente.
Questo diario non ha mai avuto una linea editoriale che non fossero i miei interessi: mutevoli, sguaiati, talvolta ombelicali, ma sempre dettati dalla curiosità e dalla possibilità di confrontarsi con altri scriventi, con altre teste, con altre idee e spunti. Anche fuori dall’Italia e dalle sue ricorrenti vie Gradoli.

C’è, c’ho anche bisogno di uscire dai confini nazionali: per non arroccarsi nell’autoreferenzialità, per scrivere, leggere o tradurre da e in lingue diverse, per trovare ulteriori sentieri e passaggi, per non contribuire al ventre molle.2

E perché:

Everyone is asked their opinion about every detail in order to prevent them from having one about the totality.
(Raoul Vaneigem)

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  1. Grazie a Ezekiel per l’ottima dritta di Backtype Connect – di prossima installazione. []
  2. Da un articolo di Beppe Granieri “La blogosfera molle” che cita e commenta una relazione di Anthony Hamelle di Linkfluence che riguardo alla blogosfera d’Italia scrive come «appaia molto isolata, rinchiusa in se stessa, sostanzialmente disinteressata rispetto all’agenda dell’Unione e pesantemente incline alle opinioni personali piuttosto che alle analisi politiche.» []

13 comments

  1. strelnik

    grazie, bro.

    N’approfitto: e di widget o plugin che raggruppino nella sidebar – solo iconicamente – i miei account twitter, tumblr, FF, etc. ne conosci? O lo faccio manualmente con l’html?

    [sto controllando “WP-Footnotes”. Buon consiglio]

  2. probabilmente ce ne sono eh, ma ormai sono due anni che non grafizzo e accatiemmellizzo più…

  3. strelnik

    vado a rufolare nello scatolone dei plugin: qualcosa troverò di sicuro.
    (allora fotografizzi di brutto?)

  4. strelnik

    grazie, francesco.

  5. Piace molto anche a me, e sono molto curioso di seguirne gli sviluppi.

  6. strelnik

    Grazie, Lu. Notizie dei primi sviluppi in giornata.

  7. A me, mi piace un sacco. Che bel cambiamento. Farebbe venire voglia un po’ anche a me. Dannazione…

  8. strelnik

    Grazie, Ubu, Dai, dai, dai, anche tu: back to blog!

  9. a me piace molto di più così, i caratteri sfondano gli occhi e lo schermo

  10. strelnik

    Grazie William. La lettura a monitor è sempre più faticosa dell’antica carta. Così speriamo di alleggerire il lavoro degli occhi.

  11. yes, gigantografia applicata così le parole Escono dal loro Contesto!

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