Le manifestazioni del 6 dicembre in Grecia

[teacher dude è un professore di lingua inglese che vive a Salonicco. Come citizen journalist e fotografo ha raccontato, attraverso il blog e i social media, le manifestazioni di protesta del dicembre scorso e di quest'anno in Grecia. Questa cronaca è il resoconto della sua partecipazione alle manifestazioni di domenica scorsa, 6 dicembre, a Salonicco, anniversario dell'assassinio del giovane Alexis Grigoropoulos da parte della polizia, nel quartiere Exarchia di Atene]

[La traduzione è mia, ma se avete consigli nel raffronto con l'originale in inglese, l'editing è ancora aperto. Grazie]

SALONICCO – Non c’è nulla che eguagli il terrore cieco nel farti accorgere che sei vivo. Ogni impulso sensoriale t’accende all’istante i neuroni, manco fossero un isolato addobbato di luminarie sotto Natale. Improvvisamente diventi consapevole di tutto ciò che ti circonda, le decisioni che di solito ti ronzano in testa per qualche minuto sono prese in una frazione di tempo vicina ai centesimi di secondo. Quello di cui non t’accorgi, comunque, è il dolore.

Insieme a circa duecento persone, dopo essere stati inseguiti per più di un chilometro dai poliziotti antisommossa e da quelli in motocicletta, finiamo sotto il palazzo del ministero. Ci troviamo bloccati, senza nessuna via d’uscita e coi poliziotti che continuano a sparare lacrimogeni in mezzo alla folla nonostante non possiamo spostarci in nessun altro luogo. Vedo se riesco a passare, ma quelli che stanno davanti a me impegnati a farsi picchiare e farsi prendere a calci dalla polizia, sono costretti a rientrare nella massa dei dimostranti. Un candelotto lacrimogeno, sparato da un’arma che somiglia a un vecchio revolver, rimbalza sull’asfalto e mi colpisce alla gamba. Nel panico generale non gli presto attenzione, più preoccupato dal fatto che sono tra i prossimi a essere picchiati per poi tornare indietro. Ma indietro dove? Da qui non c’è via d’uscita.

Alla fine, quando il gas si è diradato ci siamo accorti di essere circondati. La polizia ci ha ordinato di sederci a terra, prendendo a calci e insultando quelli lungo i bordi. Una donna ferita piangeva chiedendo aiuto ma l’hanno ignorata e hanno continuato a imprecare contro quelli a terra. Ci sono così tante persone in un posto così piccolo che è difficile trovare spazio. Mi schiaccio accanto ad alcuni studenti delle superiori, abbasso lo sguardo e mi accorgo che i miei jeans sono rossi. Forse c’è qualcuno ferito. Guardo il ragazzo accanto a me, sta bene. Allora mi balena l’idea che il sangue potrebbe essere il mio. Il candelotto lacrimogeno in effetti si è portato via una pezzo di carne dalla mia gamba.

I poliziotti continuano a percuotere quelli che, secondo loro, non si attengono ai loro ordini e qualcosa mi si rompe dentro. Non so che cosa volevo raggiungere e nemmeno se stavo facendo bene, ma mi sono alzato in piedi e ho gridato in inglese che ero un reporter della Reuters”. Ho mentito, ma è stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Col mio miglior tono da insegnante – quello del tipo “Siete stati cattivi, ora mettetevi a sedere” – ho continuato a parlare più forte che potevo, aggiungendo che quello che oggi stava accadendo domani sarebbe diventata una notizia di dominio pubblico. Non sono sicuro di quello che possono avere compreso delle mie parole, ma ciò ha distratto la loro attenzione. Sembrava si fossero calmati un po’, almeno si comportavano meglio. In quel momento il grosso dei giornalisti e dei media ci ha raggiunto e così la polizia si è calmata definitivamente. Bastonare le persone in diretta televisiva non avrebbe avuto nessun senso.

I dimostranti arrestati sono stati trasportati coi furgoni alla stazione centrale di polizia di Salonicco, chissà cosa succederà. Loro unica colpa quella di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Con l’aiuto della legal team del corteo sono risucito a trovare un’ambulanza che mi ha portato all’ospedale cittadino, insieme a un ragazzo colpito al volto anche lui da un candelotto lacrimogeno. Arrivati là abbiamo visto altre persone ferite in modi analoghi. Tra queste una giovane donna, colpita alla testa, che mi ha poi raccontato della sua macchina fotografica distrutta dalla polizia quando si sono accorti che stava fotografando i loro abusi.

Secondo il canale greco MEGA la giornata di oggi costituirebbe un grande successo per le autorità, la nuova linea dura della polizia avrebbe portato risultati. Credo che quello che ha portato sia solo una nuova fase dell’escalation che si prepara nei prossimi giorni.

[di teacher dude - Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Greece License | traduzione Strelnik]

8 comments

  1. Traduzione di un post di teacher dude | citizen journalist

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  2. il vecchio governo è caduto (anche) perchè secondo l’opinione pubblica non aveva saputo fronteggiare la guerriglia dell’anno scorso, così hanno voluto un governo che adottasse la linea dura. Ora il governo ha esagerato, dicono. Boh

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  3. La cosa che stona un po’ – stando ai concetti di destra e sinistra novecenteschi – è che la tolleranza zero da parte della polizia arrivi coi socialisti al governo.

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  4. @Strelnik, è dal XX secolo che il PASOK non è poi così di sinistra… (E anche in italia certa sinistra "istituzionalizzata" è la principale fautrice dell’ordine e della repressione poliziesca delle proteste di sinistra "vera".) Peccato solo che la sinistra greca (KKE, i verdi, Synapsismos, Syriza…) siano ancora più sperduti e litigiosi della sinsitra italiana, se possibile.

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  5. @Strelnik, è dal XX secolo che il PASOK non è poi così di sinistra… Peccato solo che la sinistra greca (KKE, i verdi, Synapsismos, Syriza…) siano ancora più sperduti e litigiosi della sinsitra italiana, se possibile.

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  6. @Alice: concordo. Lontanissimi i tempi di René Renoult e del "Pas d’ennemis à gauche". Le sinistra in molte parti d’Europa fa l’esatto contrario, rincorrendo alla cieca il centro e un moderatismo asfittico (e il favore dei mercati e del buon rating nel bel mezzo di crisi economiche enormi)

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  7. @Alice: concordo. Lontanissimi i tempi di René Renoult e del "Pas d’ennemis à gauche". Le sinistra in molte parti d’Europa fa l’esatto contrario, rincorrendo alla cieca il centro e un moderatismo asfittico.

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  8. Strel, in realtà non stona affatto proprio per quello che dice Ludovica. A parte che il Pasok NON è sinistra, e nemmeno centro sinistra. Il socialismo ce l’hanno solo nella sigla. Avevano criticato il governo di nea demokratia, la destra, per essere stati morbidi con le rivolte (!) nel 2008, e avevano promesso all’indomani delle elezioni "tolleranza zero". promessa mantenuta da prima delle manifestazioni, con retate, arresti, perquisizioni per strada. pieno stato di polizia imposto da parte di una classe politica formata anche da gente che c’era nel 73 al pèolitecnico di Atene. evidentemente hanno cambiato rotta

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