Anche un tecnico del suono

Il dodici è uscito adesso. È un bambino d’una decina d’anni. I suoi abiti, di sicuro un paio di taglie inferiori alla sua, lo costringono a camminare a scatti come avesse le gambe avvinghiate da una passata di domopak. Si issa a fatica su uno sgabello sibilando qualcosa in una lingua che non capisco. Non è di queste parti, gli si vede il braccialetto blu tatuato sul polso della mano sinistra, il segno del lavoratore migrante. Un mangliu come si dice ora che il cinese va molto di moda anche nell’economia.

Gira il mondo enzo, fonico per catrame19 e per molte altre radio sparse nella strobosfera. Ha una vita complicata, una ex moglie che gli occupa troppi giovedi liberi e molte altre qualità. Una è che ogni tanto scrive, mischiando il mondo che gli viene incontro (viagggia solo in moto il nostro enz’) e le zaffate di vita che gli intossicano i polmoni già duramente messi alla prova da sigarette pestifere.

Anche per questo ti si ringrazia calorosamente, enzo, per “Teneri e flessibili”, la riscrittura pinocchiesca che ci hai fatto avere coi soliti mezzi rocamboleschi.

Di fronte a me bambino

Ora, in questa vecchia soffitta, non so neppure dire chi sia più vivo, chi sia più morto tra me e te.

Uno di fronte all’altro, come il giocatore di scacchi di Maelzel1 e il suo antico abitante, uscito dal cofano di legno che lo nascondeva agli occhi di tutti. Ora, libero di crescere e d’innamorarsi, si confida con il mucchio di legnetti abbandonati e con la sua vita precedente.

Innamorato. Felice, certo. Ma irrimediabilmente pazzo e contemporaneamente senza più appigli, né radici. Paradossale per chi, come me, un giorno fu albero.

Rillo è un gentiluomo, un amico e un blogger che ci regala le amare menzogne di un Pinocchio di fronte al trucco crudele che anima l’evolversi: muoiono parti di te stesso, rimanendo disarticolate nel sottotetto della gioventù.
Innamorarsi è un buon modo per invecchiare2

  1. il saggio di Edgar Allan Poe è, bontà loro, liberamente scaricabile dal sito della Federazione Scacchistica Italiana []
  2. questa, se mi ricordo bene, l’ha scritta Paco Ignacio Taibo II []

Jack Pett, imputato

Di come la vicenda assunse contorni e sfumature giudiziarie anche se non si riuscì mai a far luce su ciò che era accaduto. Avvocati, traffichini, imbonitori televisivi, ipocriti soloni e rivali industriali riuniti in caste, cricche, conventicole, con nomi di copertura, americaneggianti, come si faceva, con ironia e sguaiatezza, negli spaghetti western degli anni settanta.

Quindi nessuna meraviglia – ma quanta tristezza – quando Miss Phyllis con la sua chioma color del cielo, si disse disposta a fare una deposizione iniziando a raccontare di come, incanutitasi in giovane età, fu un giorno avvicinata da Jack, il quale dopo averla illusa sentimentalmente, prima di abbandonarla la convinse a sperimentare un ritrovato di sua creazione.

Marchino ce la vuole raccontare così la storia di Pinocchio, con gli occhi e la testimonianza di Lucy Gnol e un’indicazione finale: in un giardino abbandonato cercate un albero di ciliegio con le foglie arabescate dai ricordi di un bambino che forse non voleva nient’altro che la sua Rosebud.

Pescatori di uomini in salsa verde

Per scampare alle grinfie del mastino Alidoro che i carabinieri gli hanno sguinzagliato contro Pinocchio si butta in mare. Alidoro fa lo stesso, ma rischia di annegare e chiede aiuto al burattino che lo salva: nasce da qui una specie di solidarietà tra disgraziati che, nella fiaba originale si rivelerà decisiva quando arriverà il pescatore dal corpo tutto verde, deciso a friggere Pinocchio dalla pelle resa bianca dalla farina.

Siamo al capitolo ventotto quando entra in campo, a gamba tesa, il paese reale.
Sulla spiaggia della contemporaneità, alla fine degli anni zero, arriva un’incursione strafottente, mostruosa, ben decisa a azzerare qualsiasi sospensione momentanea del dubbio, ogni fede poetica, spolpando le già fragili costole dell’immaginazione in un presente eterno, fatto di costrizioni, identificazioni veloci e subitanee espulsioni.

“Dimmi, o straniero giunto qui sulle coste padane per rubarmi il lavoro e stuprare mia sorella, che razza di extracomunitario saresti? Zingaro romeno, cinese comunista o arabo mussulmano?”
“Ma quale arabo, ma quale cinese! Son di Collodi nella provincia di Pistoia!”

Personalità confusa, blogger dei primordi e amico fin dai tempi in cui non c’erano i permalink, ce lo fa ritrovare lì quel Pinocchio: seriale e clandestino, pronto a riprendere la corsa dei suoi capitoli di fantasia dopo una pedata ben assestata per liberarsi ancora.