Gorbaciof

– Ma vafammocc’.
– Mannagg’ a maronn’
Rispettivamente: la frase che apre e quella che chiude il film.
La prima esce dalla bocca di Gorbaciof quando sono già passati diversi minuti dalla sua entrata in scena.
L’ultima, già sfumata sulla musica che porta ai titoli di coda, arriva dall’interno di un’automobile dove è appena avvenuto qualcosa di gusto tarantiniano (lo vedi che succede a portare le pistole cariche?)
Gorbaciof - Il cassiere con il vizio del gioco
In mezzo alle due battute c’è la storia di Marino Pacileo, ragioniere della galera, dal soprannome tardo sovietico per la vistosa voglia che tiene in fronte. E sopra a tutto c’è Toni Servillo, bravo come davvero pochi lo sono, impeccabile e guappo, ellittico e violento, a volte quasi noir come un fumetto quasi noir.1
Gorbaciof: questo Titta Di Girolamo più proletario, stesso lavoro da contabile ma facile alla rissa, sempre coi soldi tra le mani, e ugualmente consapevole di non sottovalutare mai le conseguenze dell’amore.

  1. mi viene in mente il numero del numero 3 del Canemucco, con una citazione a Vico Speranzella che è un omaggio a Sorrentino e Servillo de “L’uomo in più”, credo []