In Portogallo la fila – e la crisi – c’è

Ieri sera mi sono imbattuto in questo post di Alex Andreou su twitter e mi è sembrato un’ottima cosa tradurlo e rilanciarlo insieme alla fotografia che ritrae una lunga fila di persone nella città di Porto.

 

Prima di pubblicarlo, avevo fatto un minimo di controllo e, già all’interno del lungo thread generato dal post in questione, avevo trovato alcune risposte di persone che vivono in Portogallo e che confermavano la veridicità dell’immagine. In più c’era il fatto che mi fidavo – e mi fido – come fonte di Alex Andreou.

Stamattina mi sono accorto che il mio tweet aveva ricevuto un numero abbastanza alto di retweet e mi è venuto lo scrupolo di controllare meglio l’origine della foto, anche grazie a una persona – nickname in fabula: Irragionevole dubbio – che mi aveva detto che l’immagine girava online almeno dal 2013. Ho controllato con più cura e è vero: la foto risale almeno al 2013. Questo blog, per esempio, pur avendola pubblicata nell’agosto scorso, ha conservato la didascalia che compara la situazione portoghese del 1945 e quella, appunto, del 2013.

Per onestà intellettuale questa cosa mi sentivo di dirla e di ridiffonderla anche su twitter – e spero serva a ricordarmi sempre di stare molto attento prima di diffondere un avvenimento di cui non sia stato testimone diretto.
Però non pensiate che adesso le file per un pasto gratuito in Portogallo non ci siano più e che grazie alle meravigliose cure della troika il paese stia meglio: niente affatto. Piuttosto è vero che l’austerity e i danni son ben visibili: a livello economico e a livello democratico.

Insomma: la foto è vera come purtroppo è vera la situazione di crisi, e in un modo così acuto che sembra che anche i socialisti portoghesi – che non sono di certo Syriza o Podemos né tanto meno rivoluzionari – sembrerebbe che vogliano combatterla davvero.