Nelle traverse di viale Rollet

Nelle traverse di viale Rollet: arabi, cabili, neri, mulatti, meticci, con i bambini aggrappati alle ginocchia o issati sulle sulle spalle, fissavano i legionari in marcia. Guardavano quegli uomini venuti da tutt’Europa, in guerra di religione, dominio e razza contro gli occhi a mandorla e l’Islam. Osservavano e tacevano. Sapevano, intuivano, che, presto tardi, sarebbe venuto il loro momento.
(Giulio Salierno, “Fuori margine”)

Questo finale volevo trascriverlo sul tumblr, il taccuino d’appunti online che uso da tempo, ma così facendo mi sarebbe sembrato di nasconderlo e invece ho bisogno di vederlo in questo bianco del blog come fossero parole da usare proprio ora che ne parlo – anche se a migliaia di chilometri di distanza – con il fratello Carbonai.
Perché Giulio Salierno, di persona e coi suoi libri, ci ha dato moltissimo a tutti e due e nelle traverse di viale Rollet, lui che c’è stato davvero, ha visto e saputo.