Luna e formaggio

Poi una mattina a colazione mi arriva una domanda indomita come: “Babbo, ci sono le fragole sulla luna?”

Ero tentato di tirare in ballo il barone di Munchausen o Philip Dick, ma a due anni e mezzo è un po’ presto così gli ho risposto: “Mi sa di no, Valerio. Sarà ‘sto claimatceing, che ci vuoi fare?”

E lui, serio: “E i formaggi ci sono sulla luna?”

Io mi mangio la luna - Di Michael Grejniec

Io mi mangio la luna – Michael Grejniec

 

Internet, 1930

Succede che leggendo un saggio scritto quasi 90 anni fa trovi una dozzina di righe che sembrano descrivere Internet e le connessioni del web meglio di un manuale o di un sito contemporaneo.
Sentite qua [corsivo mio]:

“Poco più di un anno fa, i sivigliani seguivano ora per ora, nei loro giornali popolari, quello che stava accadendo ad alcuni uomini vicino al Polo: sopra il fondo ardente della campagna betica scivolavano dunque ghiacciai alla deriva. Ogni lembo di terra non è più chiuso nella sua area geometrica ma, per molti effetti vitali, opera negli altri angoli del pianeta.
Secondo il principio fisico che le cose hanno la loro sede laddove operano, riconosceremo oggi, a qualunque punto del globo, la più reale ubiquità. Questa prossimità di ciò che è lontano, questa presenza di ciò che è assente, ha aumentato in proporzione prodigiosa l’orizzonte di ogni vita.”
(José Ortega y Gasset, “La ribellione delle masse”, 1930)

Il dubbio che mi rimane è quello se l’orizzonte della vita sia stato effettivamente ampliato o se invece sia stato costretto a una semplice simulazione di fronte allo schermo.
Ammetto che il dubbio mi viene quando sto troppo tempo online, quando il fuori viene oscurato da una nebbia di link e rimandi così densi e pieni che mi verrebbe solo voglia di aprire la finestra per sentire qualcosa a me fisicamente vicino, anche fosse solo il mugolìo delle stelle.

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[Immagine via Federico Gennari | twitter]

1989 – di Gianni Solla


1989 - di Gianni SollaVeronica non ascolta la cassetta che il marito le prepara, eppure la infila nel Philips del salotto e si aggira per la casa dove ogni sentimento è stato soppiantato da un surrogato domestico. Servirebbe un salvavita, qualcosa di meno elettrico e più umano, ma tutto quello che può fare è una telefonata.
Ogni interno è un piccolo inferno – sembra suggerirci Gianni Solla, acuto osservatore e solido narratore, già alle prese con la musica e i suoi precarissimi imprenditori ne “Il fiuto dello Squalo” che si consiglia vivamente di leggere.

A Plegine Supreme – di Andrea Valentini


A Plegine Supreme - di Andrea ValentiniTra la fauna del Bar Baléta, con gli occhi ispessiti e la mente lucidissima, si fanno incontri che portano a sedute per evocare Lester Bangs, dischi degli Stooges e dei Dead Boys da sgraffignare e a una promessa difficile da rispettare.
Incastrato in una settimana liberata chimicamente dal sonno, quando vero e immaginato dondolano sull stessa linea, ecco il racconto di Andrea Valentini, scrittore, sceneggiatore, appassionato di musica rock e dei suoi derivati (metal, punk, hardcore, garage) come il suo ultimo libro ben dimostra.