Idomen, Greece 29 February 2016

Idomeni, Greece: ring fence and tear gas

Text source: “Ring-fencing Greece will open the gate to Europe’s nationalist nightmare” by Apostolis Fotiadis.
Tweet by: @anubidal, @Faloulah, @mkalinowskaa, @philippbreu, @AndreasKakaris, @reportedly, @Chara_fc, @juliadruelle.
Map: The Economist.


 

Consider for a minute the “invasion” these leaders are moving against. Figures show 34% of refugees are children, thousands of them unaccompanied. Another 20% are women. The vast majority of these people are families fleeing conflict. Just under half are Syrians escaping Islamic extremism themselves. The refugee influx amounts to less than 0.5% of the European population. This was never an unmanageable problem for the EU: it is an issue only for nation states. But resorting to nationalist fixes is a cheap solution.

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Luna e formaggio

Poi una mattina a colazione mi arriva una domanda indomita come: “Babbo, ci sono le fragole sulla luna?”

Ero tentato di tirare in ballo il barone di Munchausen o Philip Dick, ma a due anni e mezzo è un po’ presto così gli ho risposto: “Mi sa di no, Valerio. Sarà ‘sto claimatceing, che ci vuoi fare?”

E lui, serio: “E i formaggi ci sono sulla luna?”

Io mi mangio la luna - Di Michael Grejniec

Io mi mangio la luna – Michael Grejniec

 

Internet, 1930

Succede che leggendo un saggio scritto quasi 90 anni fa trovi una dozzina di righe che sembrano descrivere Internet e le connessioni del web meglio di un manuale o di un sito contemporaneo.
Sentite qua [corsivo mio]:

“Poco più di un anno fa, i sivigliani seguivano ora per ora, nei loro giornali popolari, quello che stava accadendo ad alcuni uomini vicino al Polo: sopra il fondo ardente della campagna betica scivolavano dunque ghiacciai alla deriva. Ogni lembo di terra non è più chiuso nella sua area geometrica ma, per molti effetti vitali, opera negli altri angoli del pianeta.
Secondo il principio fisico che le cose hanno la loro sede laddove operano, riconosceremo oggi, a qualunque punto del globo, la più reale ubiquità. Questa prossimità di ciò che è lontano, questa presenza di ciò che è assente, ha aumentato in proporzione prodigiosa l’orizzonte di ogni vita.”
(José Ortega y Gasset, “La ribellione delle masse”, 1930)

Il dubbio che mi rimane è quello se l’orizzonte della vita sia stato effettivamente ampliato o se invece sia stato costretto a una semplice simulazione di fronte allo schermo.
Ammetto che il dubbio mi viene quando sto troppo tempo online, quando il fuori viene oscurato da una nebbia di link e rimandi così densi e pieni che mi verrebbe solo voglia di aprire la finestra per sentire qualcosa a me fisicamente vicino, anche fosse solo il mugolìo delle stelle.

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[Immagine via Federico Gennari | twitter]

1989 – di Gianni Solla


1989 - di Gianni SollaVeronica non ascolta la cassetta che il marito le prepara, eppure la infila nel Philips del salotto e si aggira per la casa dove ogni sentimento è stato soppiantato da un surrogato domestico. Servirebbe un salvavita, qualcosa di meno elettrico e più umano, ma tutto quello che può fare è una telefonata.
Ogni interno è un piccolo inferno – sembra suggerirci Gianni Solla, acuto osservatore e solido narratore, già alle prese con la musica e i suoi precarissimi imprenditori ne “Il fiuto dello Squalo” che si consiglia vivamente di leggere.