Piazza Tahrir, poesia e rivolta

“If u r not here, u r missing a lot. Down wt mobarak . Mohandesin #jan25”1

Per il numero, la durata e l’intensità della partecipazione le manifestazioni in atto in Egitto sono straordinarie.
Straordinaria è la composizione, variegata e interclassista, delle persone scese in piazza; un movimento dichiaratamente pacifico che ha dimostrato di essere capace di resistere anche fisicamente agli attacchi e alle violenze2 messi in atto da polizia in borghese, squadre speciali, provocatori e criminali comuni, usati ad hoc per alimentare paura e disordini e reprimere sul nascere le proteste.
Dal 25 gennaio, il giorno della rabbia, sono stati più di trecento i morti, migliaia i feriti, centinaia i manifestanti e molti i giornalisti picchiati, arrestati, ancora adesso in parte detenuti. Ma la rivoluzione in nome della dignità individuale e della democrazia non si è fermata, continuando a aumentare in presenze e attivismo.3 Il muro della paura e del cambiamento è crollato4 e da tre settimane nelle principali città egiziane centinaia di migliaia di uomini e donne – laici e credenti, copti e musulmani, dissidenti storici e nuovi attivisti – continuano a chiedere le dimissioni di Mubarak e libere elezioni. Affrontano a viso aperto un regime trentennale fatto di legge d’emergenza, enormi limitazioni delle libertà civili e politiche, corruzione delle classe dirigente, salari inadeguati, promesse di riforme non mantenute di fronte a vergognose disuguaglianze sociali. Sono manifestazioni radicate e sentite, nate da esigenze reali, irrimandabili e indelegabili tanto che anche l’esercito, componente importante della società egiziana, pur schierando soldati e mezzi pesanti nelle strade, ha assicurato fin dall’inizio ai manifestanti che non avrebbe aperto il fuoco contro di loro.5 La rivoluzione egiziana riattualizza il significato delle lotte per il pane e le rose6, riunendo sotto lo stesso ombrello figli della classe media, disoccupati, attivisti dei diritti umani, sindacati, studenti e insegnanti, movimenti per la democrazia e migliaia e migliaia di cittadini, stanchi della repressione e della mancanza di libertà d’espressione e provati da condizioni materiali sempre più avverse. Il pane e le rose: la rivoluzione si fa anche con la poesia.7
Piazza Tahrir, poesia e rivolta

“Liberation square was full of cheers today :)) ..we won’t leave until tyranny leaves!”8

Piazza Tahrir significa piazza della Liberazione: in questa novella agorà del ventunesimo secolo, cittadella aperta e non gerarchizzata, da molti giorni crescono e si diffondono idee e proposte di riforme costituzionali e di politica economica, alternandosi a riflessioni sul futuro del movimento di protesta, reading di poesia9, preghiere dei credenti, satira politica10 e liberi confronti come mai era stato possibile fare nei tre decenni precedenti. A piazza Tahrir al Cairo sta mettendo radici una società nuova,11 capace di riappropriarsi del proprio futuro, agendo in prima persona nella riconquista del pane e delle rose. Sta avvenendo qualcosa di storico per il mondo arabo e per l’intero equilibrio mediorientale: chi si recherà al Cairo nei prossimi anni non potrà dimenticarsene; egiziano, europeo o americano che sia.12

  1. monasosh – twitter []
  2. Egyptian Revolution: Battle of Tahrir | Omar Robert Hamilton – flickr []
  3. “How to Protest Intelligently | Egyptian Activists’ Action Plan” via The Atlantic []
  4. “Egyptians are breaking the fear barrier: Fear of thought. Fear of speech. Fear of change..” | Dima Khatib – twitter []
  5. I militari hanno adottato un atteggiamento di osservazione inframezzato a sempre più frequenti episodi di tamponamento e dissuasione nei confronti delle gang pro Mubarak fino alla convivenza pacifica con i dimostranti. TravellerW -twitpic []
  6. Dalla poesia “Bread and Roses” di James Oppenheim, 1911:
    Our lives shall not be sweated from birth until life closes;
    Hearts starve as well as bodies; give us bread, but give us roses!
    []
  7. Interessante l’analisi di Elliott Colla, “The Poetry of Revolt” []
  8. Gigi Ibrahim – twitter []
  9. “I’ve seen at least five poetry readings in #Tahrir” – Sharif Kouddous – twitter []
  10. “Almost a carnival atmosphere in Tahrir Sq. tonight. People selling popcorn. Mubarak puppets. It also has a more permanent feel to it.” | JJ Sutherland – twitter []
  11. “A complex, layered, democratic, participatory, organic society is flourishing in Tahrir sq” | Omar Robert Hamilton – twitter []
  12. “When this is over, Tahrir square will be the reason tourists will come to Egypt from now on.” – Mahmoud Salem – via twitter []