Sui blogger, chi scrive e l’essere pagati

Otto Wirsching - Vom Totentanz Le epoche di massima oppressione sono quasi sempre epoche in cui si discorre molto di cose grandi ed elevate.
In epoche simili ci vuole coraggio per parlare di cose basse e meschine come il vitto e l’alloggio dei lavoratori, mentre tutt’intorno si va strepitando che ciò che conta è lo spirito di sacrificio.
(Bertolt Brecht, “Cinque difficoltà per chi scrive la verità”, 1935)

Sia che si tratti dei 190 blogger dell’Huffington Post, sia delle migliaia di precari che popolano le redazioni dei giornali (online o di carta che siano), quel che penso è molto semplice:

chi scrive per una testata che fa profitti deve essere pagato – e in maniera dignitosa.
A meno che il lavoratore non rinunci di sua volontà perché, in qualche maniera, ha già risolto il problema del vitto e dell’alloggio.
Di quest’ultimi ce ne sono pochi.
Forse l’1%.

2 comments

  1. Finalmente. Grazie per esser stato definitivo e sintetico, ho letto troppi pipponi new age.

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