Paese dei Balocchi. Roof garden del Palazzo dei Fuochi. Lucignolo,
stravaccato in una poltrona di velluto rosso. "Pronto,
stronzo? Che fai stasera? Con paparino a contare gli spiccioli?
O a spazzare la segatura? (ride
) Altro che legno, di ricotta
ce le hai quelle palle
Mi piacevi di più quando ti
ho conosciuto, quella bella faccina di balsa a forma di imbecille
tutto
perbenino con i capelli pettinati con la riga di lato
Cretino,
se non fosse stato per me eri ancora a farti le seghe
Eri
imbarazzante
Vabbè, ormai tanto sei fottuto
No,
non dire stronzate
tanto lo sanno tutti che stai con la Rossini.
Io? Figurati, quella lì è roba di classe, roba per
te. No, domani parto. Vado in vacanza. Sì, di nuovo, esattamente,
che cazzo hai da ridere?... No, non lo so quando torno, ti mando
una cartolina, magari mettila nell'abbecedario
Ciao, stronzo,
salutami la Rossini..."
Città del Dovere, attico della Casa del Truciolo. Pinocchio
attacca il telefono e si prepara per la festa dei lions. Da
quando l'hanno ripreso per i capelli è passato un po'
di tempo. Ha preso una laurea in scienze politiche, ha rilevato
l'azienda paterna, sta con una bella ragazza di buona famiglia,
si è comprato una porsche e una specie di abbonamento
per una certa quantità di bamba, un piccolo tot a settimana,
niente di che. Un beep dal telefonino. Un messaggio. "e
comunque quella fa al caso tuo
una figa di legno, solo
tu potevi perdere la testa per quella lì". Lucignolo.
Il migliore, ma ormai è impresentabile. Non può
più farsi vedere con lui. Non può nemmeno permettersi
di essere collegato a lui. La città è piccola,
e lucignolo ormai è sempre più isolato. Pinocchio
non ha mai smesso di sentirsi in colpa, ma ormai il domino è
partito, e ogni tessera è caduta. Lucignolo no, lui non
è caduto, però ormai è una figura patetica,
e fa stravizi solo perché la sua immagine non si appanni.
Ha sempre un nugolo di gente intorno, ma è gente che
dura solo il tempo di scroccargli qualcosa. Perché Lucignolo
è generoso, come sono generosi tutti quelli che vogliono
compagni al duolo. "Chiamami quando torni, che facciamo
una cena". Pinocchio invia il messaggio senza credere ad
un solo carattere di quello che ha scritto, poi esce.
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