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Gli occhi dipinti di Silvia

"Guarda. Dorme."
"Era ora. Tutto il giorno a rompermi le scatole con quegli stupidi
stivali di plastica di mille colori, la decapottabile e l'ascensore di
casa. Certo che suo padre non sa più cosa regalarmi pur di farla stare
quieta."
"Ha un piedino rimasto fuori dalle coperte."

...

"Una volta ero anch'io come lei."
"Una femmina? Allora è vero che sei un bugiardo."
"Ma no. Una volta anch'io ero un bambino."
"Allora è proprio vero che sei un gran bugiardo."
"Davvero tu non sai la mia storia?"
"Bambolo, sono americana, sono nata già grande e non ho una mamma che
mi raccontava i deliri di voi italiani che vi ostinate a chiamare
favole tutte quelle panzanate. Ho cominciato subito a lavorare io.
Bisogna che le bambine imparino in fretta."

...

"Pensi mai a cosa ci succederà quando sarà grande e non ci vorrà più?"
"Perchè tu credi che si stancherà di noi quando sarà grande? Basta
aspettare il prossimo Natale, illuso. Io almeno mi riciclo con gli
accessori, ma un pupazzo di legno, cosa vuoi che interessi. Ho sentito
che chiedeva alla mamma un cane."
"Forse le piacerebbe un fratellino."
"Perchè? Per dividerci con lui, non avere più una camera tutta per sè,
essere gelosa delle attenzioni che daranno a lui, e quando sarà grande
litigarci per che musica ascoltare dallo stereo?"
"A me sarebbe piaciuto un fratello."

...

"Dormi?"
"Mi hanno dipinto gli occhi aperti. Non posso. Fossi come Arturo che è
meccanico e sa perfino piangere, potrei chiuderli per un po'."
"Anch'io ho gli occhi dipinti. Sempre aperti."
"Quando eri un bambino potevi chiuderli?"
"Hai detto che non credevi alla mia storia."
"Ho detto che non la sapevo."
"Vuoi ascoltarla?"
"Se proprio vuoi raccontarla..."
"Sono nato da un pezzo di legno e avevo solo un papà. Mentivo spesso,
e quando lo facevo mi si allungava il naso. Poi una fata mi ha
trasformato in bambino, perchè sono stato buono."
"Ma sì, sì, lo so. Avrà ascoltato la cassetta milioni di volte."

...

"Perchè hai detto che non la sapevi?"
"Perchè non so cos'è successo dopo. Sei diventato un bambino e poi?"
"Poi è noioso. Sono cresciuto, ho fatto il falegname, mi sono sposato
e sono morto."
"E com'è che adesso sei ancora qui?"
"Quando facevo il falegname ho voluto provare a scolpire un burattino
e crescerlo come un figlio, come Geppetto con me. Il pupazzo però non
si muoveva. Ho capito che era perchè ero diventato grande."
"Anche Geppetto era grande."
"Geppetto era vecchio."
"E allora?"
"I vecchi sognano. I bambini sognano. Sognano così intensamente che a
volte riescono a cambiare la realtà o pensano di farlo. Pochissimi
adulti ci riescono."
"Chi ci riesce?"
"Ci riesce chi può sentirci parlare e scrivere storie su di noi."
"Non sono adulti. Sono bambini cresciuti."
"O vecchi ringiovaniti."
"Rincoglioniti, mi sa."

...

"Ma com'è che sei di legno allora?"
"Geppetto era solo un vecchio rincoglionito."
"E tu rimani un gran bugiardo."

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