| Volevano proprio che venissi su un bravo ragazzo, volevano
che studiassi ed ubbidissi. Cioé volevano per me un'erudizione,
ma non troppo, giusto quel tanto da essere socialmente controllabile.
La mia è una storia normale, comune, voglio dire. Una
vita come tante. Figlio di un proletario ignorante, madre morta
di parto, zia zitella che brama prenderne le veci, ché
a lei nessuno ha avuto l'ardire di ingravidarla, quindi trovasi
momentaneamente priva di giocattolo.
Piuttosto la profonda umiliazione - di quelle che ti rovinano
a vita - è la trasformazione di se stessi in caso mediatico,
in esempio educativo. Specialmente se tutto ciò che ti
hanno incollato addosso è falso. Avete mai letto quelle
cose sui giornali fra il costume e la cronaca, quelle immense
sputtanate che talvolta colpisco un povero cristo?
Frequenta cattive compagnie, scappa di casa, ritrovato dai carabinieri,
i genitori lo perdonano. Segue foto del poveraccio che cercava
di sottrarsi ad una famiglia di malati di mente contornato dai
parenti così soddisfatti di aver recuperato la loro vittima
preferita, e così tronfi di essere finiti sul giornale.
Ecco, questo è niente. Perché io sono stato talmente
coperto di merda che ho dovuto cambiare nome. Tutto perché
un mentecatto voleva scrivere - e diffidate sempre di quelli
che vogliono scrivere, così come vi consiglio di diffidare
di quelli che antepongono le ambizioni alla verità. E
tutto questi stronzi che girano non aspettavano altro che leggere
su carta l'apologia delle loro nefandezze di educatori di cerebrolesi
futuri educatori nefandi di celebrolesi. E così via in
progressione geometrica, a creare una catena di santantonio
sadomaso.
Vi dico solo questo: il mio vero nome è Pinocchio. Adesso
avete capito di che razza di montagna di sterco sto cianciando?
Prima di tutto: col cazzo che sono nato burattino. Mio padre
era un falegname alcolista meschino ed ignorante, mia madre
è morta di parto. Punto e basta.
E, un po' perché era cretino, un po' perché si
sentiva in colpa della morte di mia madre - che in questi casi
uno si dovrebbe solo guardare il cazzo e sputarci sopra - ha
messo su per me un'educazione castrante con la complicità
di sua sorella zitella. Quella con i capelli bianchi ingialliti
di brutto. Che dal parrucchiere del paese la pittavano d'azzurro,
ma forte, ché il giallo originale non voleva proprio
sparire. L'aveste conosciuta, avreste la mia consapevolezza
su quale sia il livello di menzogna che la retorica catto-fascista
possa imbastire. Fatina. Invece era solo una vecchia stronza,
che ancora si infervorava quando vedeva i servizi sulla guerra,
e leccava il culo riconoscente a qualsiasi membro delle istituzioni,
anche l'usciere
comunale.
Frequentavo la quinta ginnasio ed avevo un amico, Lucignolo,
che voi considererete certamente un poco di buono. Stronzi.
Quando questo branco di analfabeti che ci circonda ci scoprirono
a farci una canna scoppiò un putiferio. Invece mio padre
è un alcolizzato, i caramba la sera pippano cocaina e
poi se lo fanno succhiare dai viados a gratis previa minaccia
d'arresto.
Noi ci fumavamo solo uno spinellino, tutto qui. Sapete qual'è
il problema? La cultura occidentale è il problema. La
tara della cultura occidentale è quella di mettersi allo
stesso livello di Dio. Dio è uomo, i santi fanno miracoli.
Il figlio di dio aveva carne. Tutte stronzate, ma talmente grosse
da rovinare per sempre l'umanità. Ed ecco che ognuno
si sente in grado di giudicare, di dichiararsi infallibile,
di cercare la venerazione del prossimo, di considerare giustificata
la sottomissione alla propria volontà. Almeno 2000 anni
contaminati da assolutismo. 2000 anni di merda che impilandosi
sulla zucca vuota di questi analfabeti li rendono pericolosi.
Impilandosi nella zucca vuota dei servi del potere e della comunicazione
di regime li fanno sentire autorizzati al confenzionamento di
storie basate sulla menzogna. La mia per esempio.
Adesso, ve lo figurate questo branco di squallidi pervertiti
tutti tronfi di incarnare un ruolo educativo in una storiella
perbenista percoglioni? Tutti sorridenti, ma con lo sguardo
attento dei truffatori in ca' dell'arresto in flagranza. L'espressione
di chi ha la coscienza lorda ma che per ragioni di manipolazione
collettiva gli viene accordata una facciata onorevole. Il sorriso
di Cossiga quando era presidente della repubblica, insomma.
Adesso. L'alcolista e la fatina sono morti. Io dirigo la sede
di una pestifera multinazionale ad Amsterdam, mi faccio tutte
le canne che voglio, e convivo con una diciannovenne tutta tette
culo pirsing e tatuaggi. Lucignolo fa il medico nel volontariato
ed è diventato un pirla. Ad intere generazioni vengono
scassati i coglioni con una favoletta stronza. Mentre a me non
me ne frega una cazzo. Anzi, adesso faccio l'ultimo tiro e vado
a palpare la mia ragazza che legge sul letto. Legge libri decenti, lei.
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