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Pino-Kino di Strelnik

Lo chiamai al telefono direttamente dopo che m'avevano sconsigliato di parlare al suo agente che infatti era un tipo basso - carnagione sul verdastro biliaco - alitosi da gelato alla merda a condire sempre frasette e citazioni e massime e proverbi - tutti figli risciacquati nel solito brodetto cattopoverino del calendario di frate indovino.

Lo chiamai e glielo dissi su quel visodibischero che aveva intagliato la fantasia del su' babbo - morto schiantato povero e di freddo e di fame e colla gente 'n po' meno tirchia che aveva fatto lo colletta per pagargli la bara di legno grezzo - col puttanone della sua ex-moglie che era venuta a vederlo solo per cinque minuti in quella casa dove dormiva, s'intisichiva e poco mangiava e meno ancora cacava.

"Facciamo un film su di te" - gli avevo buttato addosso, senza nemmeno essermi presentato.
"Perchè?"
"Perchè l'altri personaggi sono inflazionati: Biancaneve e i nani hanno visto tempi migliori, Cenerentola secondo gl'ultimi sondaggi ha un target limitatissimo e sotto le feste ricorda troppo la povertà, Hansel e Gretel sono out finchè non si risolve il processo per le accuse di pedofilia, il gatto con gli stivali ha l'aids. Devi tornare sulla scena, coglione!"
"Io non vi do il permesso"
"Questo prova che sei coglione due volte perchè noi facciamo quello che cazzo ci pare e se non sei d'accordo peggio per te che non ti diamo nemmeno quei due soldi per ricomprarti un vestito nuovo quando verranno a intervistarti o t'inviteranno a qualche trasmissione"
"Io vi denuncio"
"Tu sei morto, sei stronzo e morto e non vali più nulla. Le Bratz ti si inculano quando vogliono. Jacovitti ti dette le ultime due lire e adesso ti ficcano anche dentro gl'ovini Kinder senza che tu prenda un cazzo. Se ti fottono loro, noi ti fregheremmo anche a cazzo moscio. Coglione"

Stette zitto qualche secondo.
Troppo.
Lo affondai.
"Benigni e Comencini t'hanno mai dato qualche soldo?"
"M'hanno aiutato in privato, senza tanta pubblicità"
"Ma che bravi! Anche noi ti daremo qualcosa sai. Basta che tu faccia un cameo nel film"
"Questo scordatevelo"
"Questo è obbligatorio. Fatti trovare domattina alle nove sul set, già truccato e senza tante ambasce per 'l capo"

Altra pausa.
Era andata.
"Dimmi almeno qualcosa della storia"
"Ti piacerà, stanne sicuro. Il tuo personaggio cerca disperatamente di acquistare una sua dignità, come gli umani che lo hanno creato, una cosa interessante, vedrai. La sceneggiatura l'ha scritta il nonno del regista."
"Una cosa tipo Blade Runner?"
"Eh, quasi..."
"E il titolo lo avete già scelto?"
"Ma che cazzo ce frega del titolo! "Un trans chiamato desiderio" t'andrebbe bene?"
"Fa schifo e poi io non faccio porno, lo sapete"

La mattina dopo Pinocchio era sul set, puntualissimo.
Lo truccarono da vecchio, gli scalpellarono via qualche ammaccatura e gli diedero una mano di coppale.
Lo vestirono da frate e lo portarono in pulmino a Campo de' Fiori, transennata e occupata solo dalla troupe.

Lo aspettai vicino al direttore della fotografia, un cinese che aveva lavorato con Woody Allen.
"Ma il set non era a Cinecittà?"
"Solo gl'interni. Sbrigati, coglione"

Il regista - un fighetto tutto attillato D&G e bruciato di coca - lo guardò appena e fece segno all'operatore di girare.

Acceso il fuoco, fu buona la prima.

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