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PinokkioWarMachine di Babsi Jones

...per Heiner, perché voglio rendere impossibile questa realtà...

Io ero Pinokkio. Me ne stavo nel ventre della balena e parlavo alle onde con alle spalle le rovine d'Europa*. Non vi pare un bell'assortimento, il Burattino e la Guerra Santa? Dentro ogni guerra, ognuno è burattino. Poi verranno a raccontarvi la Fiaba: appunteranno i nomi adeguati sul petto degli eroi, compiangeranno i mutilati, innalzeranno i monumenti nelle piazze delle città devotamente difese, gloriosamente cadute, durevolmente assediate, ordinatamente bombardate. Seppelliranno i caduti nelle bare di Mastro Ciliegia, che fa affari, e scriveranno i trattati che i burattini superstiti leggeranno. I burattini come me e come voi: quelli a cui serve sempre un Abbecedario che gli sciorini la Morale e gli indichi la Retta Via lungo cui procedere: let's go boys, fino alla prossima mattanza. Non sarà l'ultima. Io vi dico che ogni guerra coinvolge, celebra e squarta solamente burattini: quanti pinocchi son passati nei Balcani e in Medio Oriente, piedi bruciati e teste fracassate, e quel codazzo strepitante di Grilli Umanitari Parlanti a spiegare l'inspiegabile, a dispiegare le bandiere delle Nazioni Unite, e infine le bandiere bianche della ripetuta resa.

Nelle librerie, accanto al mio ingenuo Collodi, troverete i saggi dei sapienti giudiziosi, le trascrizioni integrali delle deposizioni di Gatti e di Volpi nelle aule dei tribunali strapagati e stravenduti, e troverete le penetranti riflessioni dei Mangiafuoco della diplomazia. Testa di legno, che sono: io credo di essere solo un'innocua novella, e non mi accorgo che stiamo tutti giocando al Meta-Mito: eserciti di burattini in marcia, e i nasilunghi degli imbroglioni che assemblano i reportage. Davvero volete ascoltare di nuovo questa storia del burattino? Ma io, Pinokkio, cosa rispondo a voi, che siete entrati per sedervi in platea con quegli occhi che urlano DICCI TUTTO e insinuano: "Hai forse dimenticato la trama?"

Ci fosse stato Collodi, a Mitrovica, a Falluja: ma non c'era; così, questa guerra (la battaglia del perpetuo burattino che obbedisce partecipa spara e muore) sono rimasti gli sciacalli e gli strozzini, a riferirla. Gatti, Volpi, Geppetti e Lucignoli hanno trafficato con morfina, AK47, insciallah, pater noster e puttane: la mia Fata è stata nominata Turchina al bordello del Gambero Rosso. Volevate la trama della fiaba? Le deificazioni dei governanti porta-a-porta, i preventivi dei fabbricanti di bandiere, le orazioni della Buona Nazione e della Divina Patria, le odi alla magnificenza dell'Impero, le regole della Rivoluzione? Mi spiace, hanno già scritto tutto gli altri. Io sono libero di non scrivere niente: sono solo una testa di legno, e con un generatore elettronico di impulsi al posto del cuore, gli stinchi rivestiti in acciaio chirurgico e una RAM piantata nel culo sarei persino bello, sarei persino utile: et voilà, la PinokkioWarMachine.

In questo stato, potrei parlare parlare parlare; raccontarvi la verità del burattino soldato, del burattino spettatore, del burattino profugo, del burattino elettore. La verità? Se la dicessi ad alta voce verrebbero giù i muri, fuga di gas e di blatte, raschiatura di mattone sull'obiettivo della telecamera: "Ehi, dallo studio, datemi la linea, che qui un tale Pinokkio è morto sotto i detriti della sua immodestia". Per carità: sai che lettere sdegnate a farmi da sudario; i lettori del mio modesto Collodi non sopporterebbero tanta schiettezza. Collodi oggigiorno è una mummia. I nuovi narratori, invece, i New Collodies, hanno già fatto tutto: li pagano per il lavoro sporco che anticipa e ratifica l'ossimoro guerra umanitaria, guerra giusta, guerra santa, pace in terra fra gli uomini di buona volontà. Sapete: c'è bisogno di reverendi verbosi che recuperino giustificazioni per il massacro; e se il massacro si fa indifendibile o inenarrabile, i narranti reverendi devono consacrarsi all'affabulazione.

Ecco, vorrei dirvi che la trama di quella che chiamate fiaba è essenziale solo per quelli che collaborano con la Diplomatici Pacifisti Politici Mercenari S.p.A.; vorrei dirvi che la fiaba si è fatta leggenda, che la leggenda si è fatta menzogna, e la menzogna si è fatta legge, e questo è assai pericoloso per noi burattini. Ma capisco che finireste per considerarmi un idealista un po' rigido (embé, sono legnoso), e capisco che attualmente gli idealisti sono indigesti, vengono invitati gentilmente a morire (nel mio caso, a marcire): e allora, se devo morire e marcire, non lo farò nel ventre di questa balena che puzza di pesce putrido e di sale, e non lo farò solo perché voi avete pagato il biglietto. La mia fiaba non avrà più luogo*: il testo è andato perduto, formattato: non ricordo più nulla. Io non sono più Pinokkio, e non recito più alcuna parte. Potete gentilmente accomodarvi all'uscita. Sipario, e giù le luci. Io mi guardo le mani e aspetto: in questo buio bellico, anche dal legno - prima o poi - sgorgherà sangue.


[* Citazioni da "Hamletmachine" di Heiner Müller]

  1. Dielleemme
  2. Infandum
  3. Babsi Jones
  4. Umberto Pace
  5. Sarah
  6. Cadavrexquis
  7. Mirumir
  8. Aitan
  9. Demetrio Paolin
  10. Orazio Sorgonà
  11. musasilenziosa
  12. Cisnext
  13. dinottenote
  14. arsenio bravuomo
  15. fragmenta
  16. Silvia
  17. Paolo Ippoliti
  18. Bandini
  19. millepiani
  20. fabula
  21. Gianfranco Ferraro
  22. Rage
  23. Effe
  24. mr.libanese
  25. Palmasco
  26. untitled io
  27. Synesius
  28. Strelnik
  29. scrivana
  30. ginoperso
  31. Upuaut
  32. prof. Spalmalacqua
  33. strepitio-di-vetri
  34. Antonio Parrilla
  35. Manwell
  36. Marchino
  37. Hotel Messico