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patrick del grande fratello di Hotel Messico

Stavamo in macchina io e Pinocchio. Dentro la radio cantava gigi d’alessio. C’avevo un dischetto con tutto il meglio intitolato napoli super live, che in commercio non esisteva. Ci stava anche la colonna sonora del film il camorrista. Io guidavo e stavo attento a non prendere le buche che altrimenti si sfondava tutto. La tangenziale era affollata e le luci rosse dei fari delle macchine mi lasciavano una scia dentro agli occhi. Pinocchio fumava le diana rosse che erano uguali alle marlboro rosse ma costavano un euro di meno.
La ragazza l’avevamo vista poche ore prima al Vibes. Era vestita da troia con una gonna rosa che sembrava di plastica luccicante.
La musica era forte. C’erano delle casse appese a dei cavi di metallo. Si vedeva l’aria comprimersi vicino i coni. La musica spingeva l’aria, che si muoveva come un blocco compatto contro la gente là dentro.
“Come ti chiami?” le disse Pinocchio urlando più forte delle casse, e quella fece finta di non sentirlo.
“Come ti chiami?” urlò Pinocchio.
Pinocchio aveva la camicia con scritto richmond dietro la schiena e i capelli con la gelatina. Avrebbe potuto anche dire di no, oppure, scusa ma voglio starmene da sola. Invece lei faceva finta di niente, e trattava Pinocchio come un tamarro qualsiasi. Allora Pinocchio è andato al bagno e ha trovato quello di Portici che toglieva le pasticche. Roba che veniva da Amsterdam ma che poi si sa che la facevano a Napoli, al massimo a Caserta. Quando è uscito dal bagno Pinocchio aveva gli occhi più grandi e fumava le diana rosse a polmoni aperti. Si avvicinò di nuovo alla ragazza che ballava.
“Io mi chiamo Pinocchio, e lavoro in una fabbrica dove facciamo i contenitori di plastica per l’Algida”.
La ragazza si girò dall’altra parte. Pinocchio si allontanò e andò a ballare sotto alla consolle vicino a una tardona con le gambe chiatte e la maglietta di Cavalli. Gli dissi che era meglio che ce ne andavamo perché le ragazze in quel posto erano troppo belle per noi e lui disse che dovevamo aspettare fino alle undici perché doveva arrivare patrick del grande fratello. Fumava le diana rosse. Quando si fecero le undici, le luci nella sala si abbassarono e il dj annunciò che stava entrando patrick. Mise la musica del grande fratello e sulla consolle salì patrick che era bellissimo e abbronzato marrone di lampade. Pinocchio mi disse che anche lui si voleva fare le lampade e diventare con la faccia marrone. Poi patrick disse che aveva dei progetti per il futuro ma che non poteva ancora dire niente perché non erano cose sicure e ringraziò i fans e disse che la sua vita era cambiata. Anche la ragazza che ballava adesso stava sotto la consolle a gridare. Poi patrick del grande fratello se ne andò e il dj mise di nuovo la musica. Pinocchio mi prese per un braccio e disse che ce ne dovevamo andare. All’uscita mostriamo al buttafuori le tessere timbrate e poi andiamo nel parcheggio. Entriamo in macchina e Pinocchio si accende una sigaretta, abbassa il finestrino e vede uscire la ragazza che ballava. Mi fa segno di spegnere i fari. La ragazza si avvicina alla portiera della sua lancia ipsilon bianca ma pinocchio le mette una mano sulla bocca e la tira a sé. La butta a terra e quella si sbatte forte con le gambe. Pinocchio mette una mano sulla bocca di lei e con l’altra le fruga in mezzo alle gambe.
“Adesso vuoi dirmi come ti chiami?” dice Pinocchio.
Nel frattempo le aveva tirato giù le mutande e con le dita si faceva spazio. Poi lo cacciò da fuori e prima glielo strusciò caldo com’era sulle cosce e poi provò ad infilarglielo dentro ma non entrava. Allora Pinocchio si fece una sega e venne addosso alla ragazza. Gli schizzò sulla pancia e sulle gambe, sulla maglietta e sulla gonna di plastica rosa che nel buio non si vedeva neanche di che marca era. Poi la ragazza ad un certo punto non si muoveva più. Allora pinocchio che era sfinito e respirava pesante per via delle diana rosse, le tolse le mani dalla bocca e quella fece prima una specie di colpo di tosse, ma con un suono gutturale e profondo, poi riprese a respirare. Restò svenuta per terra nel parcheggio del Vibes. Ci mettemmo in macchina. Gigi d’alessio cantava certe cose sull’amore. Pinocchio aprì il finestrino e lasciò che il vento gli sbattesse forte in faccia e sollevò anche un poco le labbra per sentirselo sui denti e sulle gengive. Prese il nokia e fece il 113. Disse che stesa a terra nel parcheggio del Vibes ci stava una ragazza e che patrick del grande fratello l’aveva violentata

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