Sono passati più di dieci anni dall’ultimo cambio di grafica e tema del blog e del sito principale. Dieci anni in cui è cambiato il mondo, tra pandemie globali, guerre sempre più estese e assurde, il ritorno – seppure effimero – del Pisa in serie A e l’avvento dell’intelligenza artificiale.
So bene che il cambio di un’interfaccia non è assolutamente proporzionale a sopportare eventi di questa portata. Serve solo a dare un po’ più di velocità al caricamento, sbarazzarsi di alcune funzionalità obsolete e attrezzare al meglio un luogo digitale che assomiglia sempre più a un provvisorio rifugio all’interno della foresta oscura in cui, per alcuni, si sta trasformando Internet. Alla fine, come si vede, è diventato tutto molto più bianco in modo che le parole spicchino meglio e, spero, ci sia più cura da parte mia nello sceglierle prima di lasciarle sotto gli occhi dei lettori e delle lettrici che ancora seguono questo blog, arrivato al venticinquesimo anno di vita.
L’immagine che vedete sopra con il robottone che contempla una piantina secca è il mio personale, misero, ma sincero tributo al grande Carlo Cecchi che se ne è andato all’inizio di quest’anno. Vorrebbe essere la sintesi di due sue immense interpretazioni, la prima teatrale e la seconda cinematografica, che in gioventù mi hanno fatto godere, pensare e cambiare: quella del personaggio di Hamm in “Finale di partita“ e quella di Renato Caccioppoli in “Morte di un matematico napoletano”. Son seghe mentali di quelle medio-grandi per un semplice redesign, ma anche di questo c’è bisogno per tirare avanti.
Non posso chiudere il post se non dopo aver ringraziato arsenio bravuomo che come sempre mi offre il suo generoso aiuto quando si tratta di tirarmi fuori dalle peste per le questioni che riguardano PHP e tutte le altre robe di codice dove non arrivano le mie forze. Code is poetry, man.