Veronica non ascolta la cassetta che il marito le prepara, eppure la infila nel Philips del salotto e si aggira per la casa dove ogni sentimento è stato soppiantato da un surrogato domestico. Servirebbe un salvavita, qualcosa di meno elettrico e più umano, ma tutto quello che può fare è una telefonata.
Ogni interno è un piccolo inferno – sembra suggerirci Gianni Solla, acuto osservatore e solido narratore, già alle prese con la musica e i suoi precarissimi imprenditori ne “Il fiuto dello Squalo” che si consiglia vivamente di leggere.
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A Plegine Supreme – di Andrea Valentini
Tra la fauna del Bar Baléta, con gli occhi ispessiti e la mente lucidissima, si fanno incontri che portano a sedute per evocare Lester Bangs, dischi degli Stooges e dei Dead Boys da sgraffignare e a una promessa difficile da rispettare.
Incastrato in una settimana liberata chimicamente dal sonno, quando vero e immaginato dondolano sull stessa linea, ecco il racconto di Andrea Valentini, scrittore, sceneggiatore, appassionato di musica rock e dei suoi derivati (metal, punk, hardcore, garage) come il suo ultimo libro ben dimostra.
Pugno chiuso, e cassetta rossa – di Maurizio Di Fazio
Ogni inizio estate, dopo la fine della scuola, la stessa cassetta veniva riregistrata con i pezzi che avrebbero fatto da colonna sonora ai mesi a venire. Poi un autunno arrivò “Aspettando Godot” e, sempre su cassetta arrivarono tutte le opere del Lolli. Fino a vederlo dal vivo quel cantautore bolognese del più bel ’77 d’Italia, di parecchi anni prima.
Arriva grazie ai ricordi di Maurizio Di Fazio – giornalista e blogger, già autore di “Te lo giuro sui Radiohead” e di programmi tv – l’undicesimo pezzo microanalogico e d’essai.
El funky barboncin – di Ricky Russo
In questo trasloco nuovaiorchese, tra le valige de carton, spunta anche un portafortuna: una C60 di James Brown dal vivo all’Apollo Teather di Harlem, registrato a spese dello stesso “Funky President” il 24 ottobre 1962. E proprio a Harlem, su un marciapiede in pendenza, stanno tutti i bagagli mentre un barboncino sgancia la sua fiumana gialla, in ralenti come in un triello di Sergio Leone.
Strepitosa la lingua miscelata da Ricky Russo, dj, guida turistica, giornalista musicale, co-fondatore di Radio Nuova York e autore di “Per Bon, For Real” che del mix di triestino, italiano e bad English è il primo sorprendente esempio.