Agnizione svedese

Non farti fregare: non c’entra la divina commedia, il Leviatano, la teoria del complotto, il signore delle mosche o il grande fratello.
Non c’entra la smorfia napoletana, il mito del buon selvaggio, l’ossessione del doppio, l’omen atomico, il vodoo, il dubbio cartesiano o Giulio Verne.

Chi sostiene che si sono persi dentro a un IKEA ha tutto il mio appoggio.
E’ in corso la terza serie e forse Palahniuk sa come se n’esce.

Lo stuntman vs. Schopenhauer

“Ma il presente si trasforma continuamente in passato fra le sue mani: l’avvenire è del tutto incerto e sempre breve. È dunque la sua esistenza, anche se esaminata soltanto dal punto di vista formale, un continuo precipitare del presente nel morto passato, un continuo morire. Ma ora guardiamola anche dal punto di vista fisico; è chiaro che, come il nostro camminare non è notoriamente nient’altro che un cadere continuamente trattenuto, cosí la vita del nostro corpo è soltanto un morire continuamente trattenuto, una morte sempre rinviata: nello stesso modo, infine, l’attività del nostro spirito è una noia continuamente allontanata. Ciascun respiro allontana la morte sempre incalzante, con la quale in questo modo noi lottiamo ogni secondo; e cosí di nuovo a maggiori intervalli con ciascun pasto, ciascun sonno, ciascun riscaldamento, e cosí via. Alla fine la morte deve vincere: è ad essa, infatti, che apparteniamo, per il semplice fatto di essere nati; essa gioca soltanto un po’ di tempo con la preda, prima di inghiottirla. Nel frattempo continuiamo la nostra vita con grande interesse e molta cura, fin quando è possibile, come si gonfia il piú a lungo e il piú ampiamente che si può una bolla di sapone, pur con la ferma certezza che scoppierà.”

(A. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, I, 57)

Bella merda. Ma noi siamo come the stuntman.

[Warning: il flash video è parecchio violento, la prima volta ci mette molto a caricarsi e poi finisce in un minuto e mezzo. Come la vita – direbbe quello stronzetto di Schopenhauer]