Intanto in Grecia

Greece | December 08Decine di migliaia di persone per lo più giovani – se con la lievitazione dell’aggettivo riuscite a comprendere la fascia di uomini e donne che, nel pieno delle loro forze, vedono il proprio futuro ingarbugliato e a breve scadenza come gli interessi di un derivato stipulato sulla felicità delle loro esistenze;
decine di migliaia di persone che decidono che non ne possono più, che abbandonano il divano e scendono in strada a dimostrare, mostrando i loro corpi liberi dalle costrizioni di lavori di merda e di sacrifici utili solo a salvare un sistema economico che li vorrebbe nell’angolo, muti, consumatori e proni alle scorrerie del mercato.

Generazione 700 euro, presenti e prossime, che dopo l’uccisione del quindicenne Alexis Grigoropoulos, da parte di un poliziotto, ha trovato l’unione e la determinazione per instradare una protesta che ha messo definitivamente a nudo le gigantesche debolezze e la corruzione del governo e delle isitituzioni (1) greche, dimostratesi incapaci di far fronte a una crisi economica che mina alle radici e inquina le aspettative, i desideri e le possibilità di milioni esistenze.
Hanno lottato per strada, fatto sit-in, occupato televisioni; e continuano a farlo sotto l’insegna della più attuale delle domande: pensate che possiamo star fermi mentre ci togliete anche quello che non avevano i nostri nonni e che credevano di avere i nostri padri? Credete veramente che possiamo fidarci ancora di un sistema economico che mentre ci affama ha pure la pretesa di essere salvato coi nostri sacrifici?

Io non lo so se a voi fa specie come lo fa a me, ma il vedere come i mezzi di comunicazione di massa italiani non stiano seguendo quasi per niente quel che sta accadendo da due settimane in Grecia mi fa quasi pensare a quello che si metteva i sassi in tasca sperando che l’uragano non riuscisse a sollevarlo e scaraventarlo via.
Ora, proprio ora, mentre continuano le loro proteste, se cerchi “Grecia” sulla homepage di Repubblica, t’arriva l’alert metallico del “Testo non trovato”: figuriamoci se o cosa dicono alla televisione.

Allora vado su twitter e cerco #griots e penso che, nel bene o nel male, alla fine tutto sia già qui e ovunque, come un’immagine dal futuro.

(1) lo Stato è un simulacro – ce lo diceva anni fa Jean Baudrillard.

Erano anni

Pisa, Piazza dei Cavalieri | 8 ottobre 2008

Erano anni che a Pisa non si vedeva piazza dei Cavalieri piena così per un’assemblea di studenti;
l’ultima che ricordo io è del 1990 – c’era la Pantera, la legge Ruberti e il pentapartito (!), il muro di Berlino era andato giù da appena un paio di mesi e tutti avevano ancora in mente il rivoltoso sconosciuto di fronte ai carri armati a Piazza Tian’anmen.

Quasi vent’anni dopo è sempre un bel vedere: NO! alla 133