I pochi lettori del blog forse se ne saranno accorti: da alcuni anni mi sono fortemente appassionato alla storia e alla letteratura degli Appalachi. I motivi sono diversi e una volta mi deciderò a scriverne meglio. Per ora dico solo che la mia passione è nata per merito di Alessandro Portelli – per quanto riguarda la storia – e di Cormac McCarthy per la letteratura.
Ogni volta che leggo un romanzo o un saggio di un autore o di un’autrice che proviene e che racconta questa “colonia interna” degli Stati Uniti – le parole e il giudizio sono di Chris Offutt – mi immergo in una ricerca di luoghi, persone e vicende per capire meglio una terra così lontana dall’Europa e dai suoi parapetti antichi.
Tutta questa premessa per dire che stavo cercando informazioni sulla città di Welch, nella contea di McDowell in West Virginia. Welch, ai giorni nostri, è un paese di poco più di 3500 persone nel cuore degli Appalachi, ma è stato un importantissimo centro minerario – the heart of the nation’s coal bin – decaduto, dalla seconda metà del secolo scorso, fino a diventare una delle regioni più povere degli USA.
Mentre ero lì che cercavo testi, foto e video sulla contea in questione, sono incappato in un discorso che John Fitzgerald Kennedy fece a Canton, Ohio durante la campagna elettorale per le primarie in West Virginia nel 1960, dopo aver visitato e tenuto un comizio anche a Welch.
Questo il testo originale, che traduco qui sotto:
Vogliamo essere sicuri che ogni americano che cerca lavoro, che vuole onestamente lavorare, abbia la possibilità di farlo. Questo è il nostro scopo.
E dobbiamo farlo in un momento in cui l’automazione sta lasciando gli uomini senza lavoro. Mi sono candidato alle primarie in West Virginia. Ho trascorso un po’ di tempo nella contea di McDowell. La contea di McDowell estrae più carbone di quanto abbia mai fatto nella sua storia, probabilmente più carbone di qualsiasi altra contea degli Stati Uniti, eppure ci sono più persone che ricevono pacchi alimentari nella contea di McDowell che in qualsiasi altra contea degli Stati Uniti. Il motivo è che le macchine svolgono il lavoro degli uomini, e non siamo riusciti a trovare lavoro per quegli uomini. Penso che questo non sia un problema né per la contea di McDowell né per Canton, Ohio. È un problema che dovrebbe avere un’importanza fondamentale per la prossima amministrazione e per il prossimo Presidente.
Il problema dell’automazione è garantire che le macchine rendano la vita più facile, non più difficile, a coloro che vengono lasciati senza lavoro.
Vorrei far leggere queste parole a chi oggi crede, in buona fede, che l’automazione e l’intelligenza artificiale possano essere strumenti per liberare tempo e energie per chi lavora. Oggi che quegli strumenti sono in mano ai più grandi e avidi capitalisti, padroni del vapore elettrico che vanno alle cene con Trump e che non hanno un minimo degli obbiettivi che potevano avere i politici e la società di sessantacinque anni fa. Miliardari e politici che non hanno di certo in mente di adoperare la tecnologia per rendere la vita più facile a chi perderà il proprio lavoro.
Sinceramente: credete di avere la forza, il coraggio e la determinazione di appropriarvi di queste tecnologie per usarle contro di loro?
Se sì, per favore e senza polemica, diteci come.
(Foto: “Coal mining town in Welch, Bluefield section of West Virginia” | Photo by Marion Post Wolcott | via Library of Congress)
