I miei 9 album

Scelti non tanto, o non solo, perché reputati tra i più belli, quanto perché ritenuti tra quelli che mi hanno influenzato di più, rendendomi il disgraziato che sono. Musicalmente, ma non solo.


Per conoscere chi è il creatore di My9Albums e da quali altri format del mondo musicale online ha preso ispirazione, potete fare un salto su Humans vs Robots e saperne di più.

Distruggi questo sito web

And Now for Something Completely Different.

Queste pazzie informatico-surrealiste le vengo a sapere sempre attraverso le segnalazioni del fidato fratello bravuomo.

Si chiama Destroy Any Website e, grazie ai trucchi di rendering e alla pixel art di Sprite Fusion, da oggi puoi distruggere l’interfaccia di questo blog. E di qualsiasi altro sito web.

Se proprio devi, vai e spacca tutto.

“Con gioia, però”.

[Edit: un bravo allo sviluppatore Hugo Duprez – la mente dietro Sprite Fusion – creatore del web game, oltre che di interessanti strumenti di editing per il game design e la grafica pixel art]

L’intelligenza, come un vivido sangue

«L’Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l’intelligenza, come un vivido sangue.
È un’intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia, scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d’un ingannevole, e forse insensato, conforto».
– Natalia Ginzburg, “Le piccole virtù”, 1962.

Sono sicuro che nelle strade di oggi – digitali e a terra – l’intelligenza circoli ancora. Forse meno vivida e più liquida rispetto a quella che Ginzburg avvertiva nell’Italia degli anni più impattanti del boom economico. Quanto al suo attuale utilizzo per il bene comune, lasciamo perdere. In molta parte della nostra società e delle nostre istituzioni alligna e prospera un servilismo, un cinismo e una confusione che sembrano ricalcare quelli denunciati dalla scrittrice a pochi anni dalla nascita del primo governo di centrosinistra. Quello con Aldo Moro presidente del Consiglio e Pietro Nenni vice.

A proposito di quell’esecutivo, mi è rimasto impresso leggere che il primo governo Moro cadde per il voto contrario alle sovvenzioni in favore della scuola media privata. Successe il 26 giugno 1964 quando un emendamento, proposto dal Partito Comunista Italiano per abolire uno stanziamento di 149 milioni di lire a favore della scuola privata, fu votato anche dai partiti della maggioranza di governo – il Partito Socialista Italiano e il Partito Socialista Democratico Italiano, oltre a alcuni deputati della Democrazia Cristiana. Insomma: il primo governo del cosiddetto centro-sinistra organico cadde in parlamento sulla scuola pubblica, aprendo una delle crisi più difficili del dopoguerra: erano i mesi del Piano Solo – il colpo di Stato strisciante, secondo l’espressione coniata poi da L’Espresso – e di una gravissima crisi economica.

Se ora si pensa ai motivi scatenanti che hanno fatto i cadere i governi italiani dal 2008 a oggi, ci si trova di fronte una lista fatta di problemi con la giustizia, pressioni esterne, lotte intestine ai partiti, cesarismi dai piedi d’argilla, bassi calcoli personali e azzardate strategie elettorali. Altro che scuola. Altro che Moro e Nenni.

Nonostante tutto questo, voglio continuare a credere che l’intelligenza orientata al bene della collettività sia una sorta di fiume carsico: scorre nascondendosi, anche per chilometri, in gallerie sotterranee che erode e modella, ma è capace di riemergere improvvisamente in superficie. Dubito sia la vecchia talpa di Marx, dubito ancora di più possa essere l’IA. Chissà se potrà servire non solo a scaldare e a consolare un po’ il cuore. Chissà cosa sarà.

Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c’è?
– Ron e Lucio Dalla, “Cosa sarà”, 1979.


Immagine: Jacques Louis David, “Study for the execution of the sons of Brutus”, 1785-1786 | via Artvee.

Cambio di stagione con tributo

Sono passati più di dieci anni dall’ultimo cambio di grafica e tema del blog e del sito principale. Dieci anni in cui è cambiato il mondo, tra pandemie globali, guerre sempre più estese e assurde, il ritorno – seppure effimero – del Pisa in serie A e l’avvento dell’intelligenza artificiale.

So bene che il cambio di un’interfaccia non è assolutamente proporzionale a sopportare eventi di questa portata. Serve solo a dare un po’ più di velocità al caricamento, sbarazzarsi di alcune funzionalità obsolete e attrezzare al meglio un luogo digitale che assomiglia sempre più a un provvisorio rifugio all’interno della foresta oscura in cui, per alcuni, si sta trasformando Internet. Alla fine, come si vede, è diventato tutto molto più bianco in modo che le parole spicchino meglio e, spero, ci sia più cura da parte mia nello sceglierle prima di lasciarle sotto gli occhi dei lettori e delle lettrici che ancora seguono questo blog, arrivato al venticinquesimo anno di vita.

L’immagine che vedete sopra con il robottone che contempla una piantina secca è il mio personale, misero, ma sincero tributo al grande Carlo Cecchi che se ne è andato all’inizio di quest’anno. Vorrebbe essere la sintesi di due sue immense interpretazioni, la prima teatrale e la seconda cinematografica, che in gioventù mi hanno fatto godere, pensare e cambiare: quella del personaggio di Hamm in “Finale di partita“ e quella di Renato Caccioppoli in “Morte di un matematico napoletano”. Son seghe mentali di quelle medio-grandi per un semplice redesign, ma anche di questo c’è bisogno per tirare avanti.

Non posso chiudere il post se non dopo aver ringraziato arsenio bravuomo che come sempre mi offre il suo generoso aiuto quando si tratta di tirarmi fuori dalle peste per le questioni che riguardano PHP e tutte le altre robe di codice dove non arrivano le mie forze. Code is poetry, man.