Cambio pelle, interfaccia e gioco

Great words won’t cover ugly actions and good frames won’t save bad paintings.
(Refused, New noise)

Nei prossimi giorni chi s’avventurasse su queste pagine potrebbe trovare colori e formattazioni di passaggio, tipiche del redesign grafico e funzionale.
Per questo blog – anzyano di quasi otto anni e in modalità slow da più d’un paio – è ora di cambiare un po’, nei contenuti e nel contenitore.
Per sfizio, passione e prospettiva. Con le parole e coi fatti. Per cambiare tutto, per sfangarla o fallire ancora. O meglio, si vedrà.

Parlando di merda e Freud | ChaTales

[via Skype – 19/11/2009 | ore 16:02:37]

Calzolai: e sicché
Calzolai: fossi lì… ti darei tanti di quei ceffoni
Strelnik: maremmaschifa
Calzolai: anzi… nocchini
Strelnik: e lo so
Calzolai: te sei uno da prendere a nocchini
Strelnik: nocchini e pattoni
Calzolai: ni’ capo
Strelnik: concordo
Strelnik: anche se lotto da sempre per non farmeli dare
Calzolai: i nocchini
Calzolai: son tremendi
Strelnik: i nocchini sono terribili
Strelnik: i peggiori
Calzolai: ma come è stato difficile cacare ieri sera… non mi era mai capitato
Strelnik: ma che dici?
Calzolai: te lo giuro
Strelnik: ma… mi stai parlando della tu’ merda?
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L’ultimo post (da single)

Domani mi sposo.
Meglio: domani io e Liv ci si sposa.

E se questo blog fosse un film – come c’era scritto sulla testata quasi otto anni fa – qui trovereste scritto che questa scena va in online sulla scia di tutto quel che consegue, nella buona e nella cattiva sorte, da sei anni a questa parte. Con “Everlong” di sottofondo, anticipata dall’intro di “the east is red” e una risata nostra, mia e tua, lanciata nel vento di luglio a Sagres diverse estati scorse.

C’eravamo guardati negli occhi, appena scesi dall’aereo, chiedendoci reciprocamente chi fossimo e cosa ci facessimo lì: con la pioggia di Porto che ci faceva sentire meglio, con tutto un viaggio per scoprire chi eravamo e dove stessimo andando.
Ora un po’ di cose le sappiamo: partiti da universi lontani, ci siamo ritrovati sotto lo stesso tetto, a guardare un film, a partire per un concerto, a preparare da mangiare, a pigliarci per il culo, a far l’amore; a conoscersi, a incoraggiarsi, a scambiarsi amicizie, dentifricio e urli.

Manca un giorno e sono qui, adagiato al primo pomeriggio e alla pagina cinquantasei de “Lo scontro quotidiano” di Manu Larcenet: “Tutto è meglio con te che senza di te”.

Sono contento, sono a poche ore da tutti quelli che verranno a brindare con noi.
Tra poco si va.

(La vecchia guardia blog regge: fratelli e sorelle di reggimento, vi si vuol bene)

On ze road

Sulla strada: con un paio di jeans sdruciti, le sigarette, la solita sacca verde. Prima tappa per il Lucania Film Festival, poi il mare del Metaponto dove ci si ritrova con la banda Affluente, fresca di tre giorni punk hardcore in una masseria dalla vicina Puglia.
Poi a settembre si riparte per le strade ferrate d’Europa.
Gipdap!