Da gettare

Siccome le parole rimangono importanti sarà bene fare un po’ di repulisti nel vocabolario da portarsi appresso nell’anno zeronove che viene tra poco a spiegarsi;

ci sono da gettare le seguenti parole/frasi/espressioni:

“piuttosto che”
Usata in continuazione invece del più schietto “o”, ultimamente rimanda sempre più spesso al povero jet-slang delle starlette dopo sei mesi di dizione o alle sbrodolate acide dei vari capetti di turno che, dopo un master alla Bocconi, si sentono in dovere d’angariare i lavoratori di qualsiasi media azienda; se la sentite pronunciare in qualche riunione ricordatevi bene chi ha avuto la sfrontatezza di buttarvela addosso: sarà la stessa persona che, con  cinereo aplomb, cercherà di fregarvi su tutta la linea.

“sacrifici”
Sentita e risentita per troppe decine d’anni, va evitata come la peste fosse solo per il fatto che ha messo in mezzo e calpestato le giovinezze dei nostri genitori, la vita intera dei nostri nonni e lo stesso intenderebbe propinare a chi c’ha già dei figli. Nata sotto uno dei troppi governi Andreotti, avallata dall’esterno anche dal PCI, ce la troviamo sempre in mezzo quando le magagne dell’economia di mercato vengono a galla e c’è bisogno impellente di stronzi qualsiasi per caricarsele sulle spalle e tirare avanti. Se la chiamano “austerità” non fatevi ingannare: è la stessa merda.

“stato/statista”
Veloci a sbarazzarsi di questa coppia di vecchi barbogi, ombre di loro stessi e più arroganti delle loro ex-forme reali: se il primo è franato sotto i colpi spernacchiatrici delle merci, libere d’andare dove cazzo gli pare, il secondo non è che l’ombra di un’ombra anche se dice che scopa tutte le notti e gli sono ricresciuti i capelli.

–  “ma anche”:
L’espressione fa schifo già per il fatto che l’avverbio affossa l’avversativa: se avverso qualcosa significa che ci sono delle differenze, che ho il coraggio di tenere fermi dei punti e agire di conseguenza senza che un sopracciglio di Ratzinger o un prurito di Colaninno abbiano la possibilità di sputtanare il tutto nel contrario di tutto. Un piedi qua, un piede là e il cazzinculo di serie: così ci vorrebbe il signore di tutti i “ma anche”. Via di qua.

Ci si rilegge a anno nuovo, nel frattempo vedete di non ricominciare a bucarvi.

8 comments

  1. Tse… mi porti a cena.. mi fai ubriacare…mi rubi le idee e poi scrivi un post.
    Caro il mi’ Strelnik.. sei ridotto alla frutta. Come direbbe l’Arsenì…”SCRIVI”.

  2. strelnik

    Alla frutta c’ero da tempo: a oggi direi che sono oltre l’ammazzacaffè.
    Ma il vino lo reggo ancora che è una bellezza, io.
    Scrivo, scrivo, scriverò.

  3. Altra parola da cancellare (anzi.. tempo) quando dici “Scriverò..” o “Lo farò” … “Ci andrò”. Le cose o le fai o no. Ecco un buon proposito per il 2009.

  4. Assolutamente sì. Quando la sento romperei la finestra del bagno colla lingua.

  5. piuttostoché fa veramente schifo

    “le parole sono importanti”

  6. piuttosto che fare sacrifici mi reinvento statista ma anche no…

  7. la mia piena condivisione
    senza ma e senza anche

  8. Beppa

    Pienamente d’accordo su tutta la linea!

    Te Strelnik mi garbi perché o mi meravigli o in te mi riconosco. Chi l’avrebbe detto.
    Comunque ne ho altre di parole che abolirei, per esempio quando dicono di una persona, quasi sempre una ragazza, (categoria alla quale appartengo per il contenuto ma non più per la confezione, quindi spero di restarne immune) “è solare” secondo te che intendono? Mi sembra proprio un appiglio, l’ultimo buo per fare un complimento. Se questa non è intelligente, non è carina, non è ironica, non è affascinante, potrebbero riconoscerle comunque altre qualità: simpatica, estroversa, persino rizzabischeri potrebbe andar bene.
    Ma è una con il faccione tondo? O Una calda? Mah…
    Non vorrà mica dire “Positiva/Ottimista/Fiduciosa”??? No perché ritornando al sasso che hai lanciato in questo nuovo anno, se mi permetti aggiungerei un’altra parola alla tua lista, “Ottimismo” , dato che credo che l’unico motivo per cui potrei sentirmi positiva o ottimista o fiduciosa è che…sediovuole…ci hanno fatti con un solo buco del culo.

    Chiudo aggiungendo che nel mio microcosmo ho incontrato un numero non trascurabile di personaggi che hanno usato il termine “piuttosto che” e quasi sempre, anzi sempre, mi hanno fregato in diversi modi, tra i più usati: la rassicurazione, dicendomi che ci avrebbero pensato loro, o l’esortazione al sacrificio, sempre, e dico sempre, si trattava di personaggi che si vantavano per le numerose scopate, prendevano l’aperitivo con Colaninno e l’ammazzacaffè con Ratzinger.

    Scrivi Strelnik scrivi. Un bacio.

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