La storia come appare nel momento del pericolo

Interrogatus respondit:
desiderava che fusse uno mondo nuovo.
Domenico Scandella detto Menocchio, costituto del 7 maggio 1584)

Una ricerca fondata in interiore homine, nella coscienza politica e anche nel dolore di una biografia; verificata dall’erudizione e controllata dallo stile. È questo che rende le pagine di Ginzburg vere alla ragione quanto all’emozione. Perché Ginzburg diceva quello che sapeva, e credeva a quello che diceva. Cioè scriveva la storia allo stesso modo dell’aforisma di Walter Benjamin che anche lui citava: «come appare nel momento del pericolo».
Luca Casarotti, “Carlo Ginzburg nel momento del pericolo. Un saluto al maestro (1939 – 2026)” | via Giap

Raccontato da Carlo Ginzburg, il cosmo di Domenico Scandella detto Menocchio – mugnaio friulano del ‘500 denunciato, processato e giustiziato per eresia dall’Inquisizione – è la dimostrazione folgorante di come la storia sia storia degli uomini e non dei «grandi». Nella scia della Nouvelle Histoire di Marc Bloch e di Lucien Febvre e delle domande di un lettore operaio di Bertolt Brecht.


(Immagine: “Menocchio” | disegno di Alberto Magri)