Previous accurnulation Pinokkio

L’accumulazione originaria (previous accurnulation, if you trust Adam Smith) parte da quei cinque zecchini che, con un babbo sottosegretario alla giustizia, non fanno che ingrassare il flusso di quattrini che dal PdB [Paese dei balocchi] allaga e straborda sulle spiagge di qualche paradiso fiscale.
Tutto pulito, tutto a posto ché in superficie resta solo una gran puzza di carne di somaro, spacciata per prelibata e targata “Collodi Meat ltd”.

Tutto questo nel contributo #36 al Pinokkio binario y sanguinaccio scritto da Marchino.
Che qui s’arringrazia come tutti gli altri dirottatori di senso che hanno finora contribuito.
E avanti.

3 pezzi di quelli buoni

Va avanti così Pinokkio; come una corrente carsica: in emersione e interramento secondo il ritmo dei suoi affluenti temporanei, sciancati e incollati insieme in questo rizoma DIY in espansione minima.
Così ecco che arrivano altri tre contributi a intrecciare nuovi circuiti nella rivisitazione selvaggia del classico collodiano:

l’amore turchino e determinista di fronte a un’apertura alare di fumo nell’a modo mio di strepitio-di-vetri;

il Cippetto poor web worker che s’aggrappa al sant’Antonio del web per sopravvivere al ricco vicino (informatizzatore d’uffici pubblici via cugino assessore) nel Robocchio di Lopezzone;

il tressette al ralenti tra Artur e Luca, tra una foto sgranata di due gambe penzolanti dal cornicione del municipio e un portachiavi ripieno di materiali atti a scongiurare future repliche del gesto nell’Aspirante di Manuel Manwell Graziani.

Siamo a trentasei contributi: se e quando arriviamo a 40, si fa che si raduna tutto e si stampa un volume uno. Di carta o .pdf o tutti e due.

A proposito di .pdf: n’approfitto per aggiornarvi sulla situazione Quotablog.
Chiusi commenti ho radunato tutti i contributi in un file di testo che sto formattando e rendendo usabile. Una decina di giorni fa un editore indipendente (mio amico) m’aveva detto che gli sarebbe piaciuto pubblicarlo; poi non ci siamo più sentiti e al momento non so se questa cosa si farà o no (io son già contento che RGB lo faccia con il Fincipit)
Facciamo che se non sentite più niente, tra qualche settimana si pubblica qui il .pdf: per me va benissimo anche così. Poi chi vuole si stampa le copie che vuole, que viva la CCL.

Faccio un tuffo e torno

Dalla home di Repubblica.it, 5 minuti fa:

Strel - Repubblica

Sì, proprio io che al massimo guado BitTorrent (e che a metà corsa ci fumo anche una cicca).

A Repubblica.it invece stanno già ner ueb semantico: come vedete d’acqua si parla anche nella notizia appena sotto (sì, quella col link “LE FOTO” accanto a “20 morti”..)

Progetti anfibi: Vibrisselibri

Vibrisselibri.netMi piace il meccanismo su cui si basa il progetto web-editoriale di Vibrisselibri, una realtà “anfibia” che si muove, con fluidità di link, nel magnifico pelago del web, ma capace d’interrarsi temporaneamente sulla cartaferma per sbarcare eventuali navigatori e riprendere subito dopo la via degli url.
Asciugandoci dalla metafora e citando il più chiaro “chi siamo” del sito ufficiale: “Vibrisselibri è un’associazione che ha lo scopo di pubblicare in rete opere letterarie e saggistiche e di promuoverne successivamente la pubblicazione in carta.”

In tempi (non ancora) da “ultima copia del New York Times” mi pare un’ottima strategia per rendere i due mezzi (carta e web) complementari e non l’un contro l’altro armati; e poi mi piace la frase di Giulio Mozzi – che è l’ideatore dell’impresa, aiutato da 100 volontari – che dice in un’intervista: “Io sono l’esatto contrario di un imprenditore: mi piace avere una buona idea e trovare qualcuno che ci stia. Non guardo al profitto, il profitto è un limite”.
Diavolo d’un democristé che parla come un trasversalista.

Di questo progetto di editoria online e delle prime due opere pubblicate – “Una tragedia negata” * di Demetrio Paolin e “L’organigramma” di Andrea Comotti – si parlerà a Torino mercoledi 7 febbraio prossimo: appuntamento alle 18.30 al Circolo dei lettori con gli interventi di Giulio Mozzi, Demetrio Paolin, Luca Rastello * Marco Revelli.

* di “Una tragedia negata – Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana” di Demetrio Paolin e di “Piove all’insù” di Luca Rastello se ne riparlerà a breve anche da queste parti quando sarà definitivamente assemblato quell’ammasso di schegge sonore il cui titolo provvisorio è “Il furto e il dono”.