ParlaComeScrivi – prove di podcast

ParlaComeScrivi – podcast numero sottozero.

Intanto ‘scoltatevi “Punk Christmas” degli Impact, hc dal Galles nel 1983. Così mi testate anche il feed player. (qui il link diretto all’mp3)
Poi, a anno nuovo, seguiranno: vaneggiamenti da cervello infiammato + RAF Punk (“Sarò anche pacifista, ma..”) + Stalag 17 (“Bologna reprime”) + una mezza paginetta da “Noi non dormiamo” + un blobbetto di blog, a voce mia. Non sarà un’anteprima, magari un debutto. This is not a test, this is an actual show.

Più originali di così.

Risposte d’un lettore senza giornali

“Perchè non dimostrare a chi vuole dei giornali che non la contano giusta che vi sono persone là fuori che vogliono invece del giornalismo vero?”
(Massimo Moruzzi, dot-coma)

Perché [i giornalisti] hanno una paura fottuta di ritrovarsi in un paio d’anni in cassa integrazione a rotazione come quelli de “il manifesto” che pigliano tutti 1300 euro al mese (direttore responsabile incluso)?

Perché fin quando l’inserzionista sarà il principale (troppe volte l’unico) datore di lavoro dei giornalisti mancherà il coraggio o la forza per sperimentare modelli economici diversi?

Gli sghei da pubblicità (in media il 70%) sono una voce difficilmente eliminabile all’interno d’un business-plan.
L’unica certezza è che mi son lasciato influenzare molto da Chomsky. Irrimediabilmente.

Per gli Affluente: un video

Affluente - Libera fameLa voce è di Carlo Cannella, fondatore degli Affluente, ascolano in terra d’Olanda, scrittore et punk  da tempi mai sospetti.
Poi ci sono le immagini di Piero, Frankie, Giggi, Francesco e Gabriele che ho ripreso in due concerti (quello al centro sociale di Ancona per il varo di MarcheHC e quello alla festa di Liberazione in Ascoli). A far da collante al tutto “Meet Joe King” del ’49 e “It’s Everybody’s Business” del ’54, due cartoni animati di pura propaganda yankee riutilizzati e rimontati per fini totalmente diversi.
Per parlare di Pavese, urlare in punk-hc, rispondere no.

Passate su Kinobit: lo trovate lì, il mio contributo video per “Libera fame”.

La terza che hai scritto

_O tentereste di spiegare alla povera project manager che, ok che non deciderà lei, ma che con un blog visto che non lo paghi nè direttamente nè indirettamente in pubblicità (come i giornali) o ci tratti diversamente o rischi di fare delle colossali figure di merda?

Da: Inkiostro e la majormanager: meglio di un saggio di trecento cartelle su Internet e musica.

MacGuffin?

Trovo un cd-rom nella borsa di un mio portatile che non uso da un bel po’. Sopra al cd non c’è scritto niente, la custodia è bianca. C’è appena un frego di penna blu, più una macchia che altro.
Infilo il cd nel computer e controllo il contenuto: oltre a un “readme.php” che non si apre più, c’è solo un file .txt dove c’è scritto:

“Non serve a niente essere vivi, se bisogna lavorare”
(Andrè Breton, Nadja)

Un MacGuffin di 75 byte?

Le parabole non esistono

[Scrivo ‘sta cosa qui solo perché il blog di Ivan scalfarotto stanotte sembra che non accetti un mio commento -> mi dà quest’errore qui:
Fatal error: Call to a member function on a non-object in D:\hshome\scalpha\ivanscalfarotto.in..]

E allora copio/incollo qui:

“I blogger infatti sono molto gerarchici.” (Ivan Scalfarotto)

Questa è l’abbaglio più grosso che hai preso, Ivan (mi permetto di darti del tu perché tra i blogger si usa così e quando ci si dà del lei si sa benissimo che si usa questa finta distanza nell’accezione più autoironica che si possa concepire)

Forse l’autore di Pandemia si poteva risparmiare quel post ché una persona può giustificatamante avere altre cose da fare che non stare a installare filtri antispam o mettersi lì e cancellare le offerte di viagra o di cialis una per una; però anche tu metterti a replicare al post con queste parole acide e prendendo come esempio – il peggiore che potessi scegliere – il fatto che Luca Conti abbia messo online il suo cv non c’hai fatto una figura migliore.
Io non credo che i blog e le persone che ci stan dietro siano parabole per il semplice fatto che non c’è nessun punto alto da arrivare a toccare per poi discendere (fossi un matematico saprei anche dirti come si chiama il punto superiore della curva); nei/coi blog c’è solo un interscambio continuo di esperienze che tu e Luca Conti – involontariamente o meno – con questo scambio di post mettete in crisi forse proprio perché tutti e due, con le parole che avete usato, fate riferimento a una classifica o a un modo di tenere un blog che – fortunatamente per tutti – non è mai stato codificato e ingabbiato in regole precise. Io posso apprezzare un blogger al di là del fatto che abbia il proprio forum appestato di spam e indipendentemente dalla posizione in una qualsiasi classifica che algoritmi o persone abbiano deciso di stilare.
Incontratevi di persona e, se non ce la fate, scambiatevi qualche mail: se apprezzate tutti e due il mezzo, questo scambio di vedute sarà stato un modo come un altro per conoscervi meglio.
Poi se proprio non vi state simpatici, non importa: l’importante sarebbe non trarre dai vostri esempi regole generali o codici di tenuta di vario genere. Coi blog se ne fa volentieri a meno.

Firmato: un “vecchio” blogger (erano aaanni che volevo firmarmi così)

(e poi: si vede che sto invecchiando; un intervento da pompiere/pontiere così non me lo sarei mai aspettato da un disgraziato casinista come mi conoscevo)

[update]: quell’Ivan lì dimostra un bel coraggio e fa autocritica; se poi pensate che si trova a Mosca la cosa spicca ancora di più. E detto poi da uno che come nick ha scelto Strelnikov.