Originale perché finanziato coi diritti d’autore dell’omonimo libro di Massimo Russo e Vittorio Zambardino, il Premio giornalistico “Eretici digitali” sembra molto interessante anche nel mix multimediale che incoraggia. Peccato solo per quel limite alla partecipazione per gli autori sopra i 35 anni che stona un po’ con la concezione libertaria del tempo sul web (dice: perché lo volevi fare e non puoi? Certo, specialmente per questo)
[Italia] Terremoto all’INGV
Un decreto legge del 29 ottobre scorso prevede un riordino che vuole trasferire, forzosamente e arbitrariamente, l’intero settore del monitoraggio dei terremoti al Dipartimento della Protezione Civile. Una separazione, quella tra monitoraggio e ricerca, che provocherebbe il collasso di entrambe le attività [fonte]
[Spagna] La nuova legge sull’immigrazione
Votata la nuova ley de Extranjería, la quarta in 9 anni, con la disapprovazione di 500 ONG che ne criticano l’immobilismo sui punti più discussi. La legge aumenta fino a 60 i giorni di detenzione dei migranti nei CIE e introduce il concetto di esfuerzo de integración che assomiglia molto al contrato de integración proposto dal dal Partido Popular due anni fa e allora avversato dai socialisti [fonte]
No Borders | n. 1
Parliamo, riflettiamo e impariamo altro: anche fuori dai confini nazionali, per capire cosa succede di là.
NoBorders vuole essere questo: una trasmissione web radiofonica fatta attraverso le voci in diretta delle persone che abitano – da mesi o anni – fuori dall’Italia. Lo scopo è quello di recuperare e riportare storie personali, cronache di accadimenti, descrizioni di luoghi e individui, conosciuti o vissuti direttamente sul posto – sia che si parli della vita di un quartiere o di un evento nazionale e al di là del fatto se siano arrivate o no sulle prime pagine e sulle homepage dei giornali.
Per sgombrare il campo dal mito dell’esterofilia: non parliamo dell’estero o dall’estero perché là tutto è meglio, perché questa è una terra ormai persa o per invitare figli e prossime generazioni alla fuga. La scelta è dettata semmai dalla possibilità di avere punti di vista ulteriori, di incontrare situazioni che ci aiutino nell’arricchirci di prospettive che magari da altre parti hanno preso pieghe diverse, nel bene e nel male. Passare i confini, anche se solo attraverso le frquenze binarie d’una piccola web radio, ci sembra un buon modo per confrontarsi con la complessità del contemporaneo, per imbattersi in temi che ci stanno a cuore o che ci preoccupano, per capire qualcosa di più sul nostro paese.