Internazionale festival | 1

Dave Randall, senior editor all’Independent on Sunday, è un giornalista che crede nel citizen journalism. A chi tra il pubblico gli chiede come fare a farsi pagare risponde che non si fa giornalismo cittadino spinti da questo motivo. Se a qualcuno succederà sarà una cosa secondaria perché la principale motivazione del raccontare i fatti senza essere iscritto all’ordine va ricercato nel valore democratico che il gesto ha in sé: usare gli strumenti del giornalismo classico per informarsi a vicenda, cercare di narrare delle storie, trovare e applicare una linea narrativa. “Se ci tieni abbastanza lo puoi fare da ora” ed è uno dei migliori contributi alla libertà di pensiero e di informazione.
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Going to Ferrara

A24 come le carrozzabili del far west stamattina: tra Pedaso e Grottammare tre macchine attendono in un’area di sosta un furgone portavalori. Gli occupanti sono armati. Una macchina della polizia gli si avvicina e quelli sgommano via lasciandosi dietro raffiche di mitraglia. Poi abbandonano le tre auto e le incendiano. Il traffico viene bloccato per diverse ore: quando riusciamo a passare noi – verso mezzogiorno – la coda verso Bologna è già scemata abbastanza, mentre nella direzione opposta la sequenza di mezzi fermi è ancora chilometrica.

Inizio rocambolesco, poi tutto liscio fino a destinazione. Ferrara, città delle biciclette – “dei ciclisti” nella versione inglese – ci appare subito bella verde, con le mura rosse e un complesso industriale, appena usciti dall’autostrada, che potrebbe essere la centrale elettrica del Vasco Brondi di qua e che stasera suona dopo cena.

Ora s’entra nei meandri del festival per vedere l’effetto che fa.

Internazionale, futuro festival

Post doppiamente “internazionale”.

Primo: perché viene scritto da Praga, in mezzo al nostro viaggio europeo (dopo le tappe del festival del cinema veneziano e quella viennese);
secondo: perché sono davvero molto contento d’essere tra la ventina di blogger accreditati per scrivere del festival di Internazionale che si terrà a Ferrara agli inizi d’ottobre.
Sarà un’ottima occasione per raccontare, intervistare e “reportare” (sia sul blog sia sui social-cosi 2.0) quel che si vedrà e si ascolterà dalle parti della città delle biciclette dalla viva voce dei protagonisti.
Intanto domattina si parte per Berlino, una delle città “internazionali” per eccellenza (credo e spero).

L’ultimo post (da single)

Domani mi sposo.
Meglio: domani io e Liv ci si sposa.

E se questo blog fosse un film – come c’era scritto sulla testata quasi otto anni fa – qui trovereste scritto che questa scena va in online sulla scia di tutto quel che consegue, nella buona e nella cattiva sorte, da sei anni a questa parte. Con “Everlong” di sottofondo, anticipata dall’intro di “the east is red” e una risata nostra, mia e tua, lanciata nel vento di luglio a Sagres diverse estati scorse.

C’eravamo guardati negli occhi, appena scesi dall’aereo, chiedendoci reciprocamente chi fossimo e cosa ci facessimo lì: con la pioggia di Porto che ci faceva sentire meglio, con tutto un viaggio per scoprire chi eravamo e dove stessimo andando.
Ora un po’ di cose le sappiamo: partiti da universi lontani, ci siamo ritrovati sotto lo stesso tetto, a guardare un film, a partire per un concerto, a preparare da mangiare, a pigliarci per il culo, a far l’amore; a conoscersi, a incoraggiarsi, a scambiarsi amicizie, dentifricio e urli.

Manca un giorno e sono qui, adagiato al primo pomeriggio e alla pagina cinquantasei de “Lo scontro quotidiano” di Manu Larcenet: “Tutto è meglio con te che senza di te”.

Sono contento, sono a poche ore da tutti quelli che verranno a brindare con noi.
Tra poco si va.

(La vecchia guardia blog regge: fratelli e sorelle di reggimento, vi si vuol bene)