Crossing the border | Berlin 1989-2009

“La libertà è sempre la libertà di chi la pensa diversamente”
(Rosa Luxemburg)

La porta di Brandenburgo nell’aprile del 1989: pochissime persone sotto le colonne doriche,  sulla sommità 4 cavalli  rigirati verso est per dare le spalle al muro.
Poi un viaggio sulla S-Bahn: in mezzo 4 fermate fantasma per 4 canzoni: dalla stazione di Friedrichstrasse, in vent’anni, dall’est si arriva all’ovest.
Ancora Brandenburger Tor: i cavalli guardano sempre a est mentre sotto un gigante tiene in braccio una bambina.
Poco più di sette minuti: in mezzo Springsteen che canta Bob Dylan, i Ton Steine Scherben che cercano di uscire dalle proprie camere, i Feeling B in cerca della DDR e Bono Vox e company nel concerto di un mese fa.
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Honduras: lo stallo dopo l’accordo

[articolo scritto per Filtr]

Sono passati quattro mesi dall’alba del 28 giugno quando Manuel Zelaya, presidente dell’Honduras democraticamente eletto, è stato arrestato nella sua abitazione e trasportato a forza fuori dal paese. Per Zelaya sono state settimane di spostamenti, tentativi di rientro, possibili negoziati e incontri mentre nel paese un fronte di resistenza al golpe ha continuato a manifestare e a opporsi al governo di Roberto Micheletti, il presidente de facto insediatosi dopo il golpe. Quattro mesi di tensione continua, di repressione, con più di venti morti, centinaia di arresti, coprifuoco, censura e chiusura dei mezzi di comunicazione ostili al governo. Alla fine di settembre il presidente golpeado era riuscito a rientrare a Tegucigalpa rifugiandosi nell’ambasciata del Brasile; per tutta risposta Micheletti aveva promulgato un decreto che sospendeva i diritti civili e aumentava la repressione nei confronti di chi si opponeva e resisteva da quasi cento giorni al golpe.
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ParlaComeScrivi #33 | La Baraque

la_baraque

La Baraque rappresenta una delle più curiose e belle esperienze di autogestione in Belgio; è dal 1972 che nel bel mezzo della campagna della Wallonie, un gruppo di studenti universitari e cittadini di Louvain-la-Neuve decidono di resistere agli espropri e di edificare ex-novo piccoli manufatti abitativi, riadattare e modificare roulotte e camper, organizzare una vita di comunità.
Nasce così La Baraque.
Tra questi studenti c’era Marielle, oggi architetta, che racconta ai microfoni di ParlaComeScrivi nascita, vita e miracoli de La Baraque. Intervistata da Liv e Strelnik (in studio) nonché dal sociologo Calzolai, in loco, ed in vena di francesismi, visto che dovrebbe pure tradurre. Si ringrazia da subito il nostro fonico, Enz, che lavora incessantemente ormai da 20 giorni per approntare al meglio un vagonaccio belga quanto più catramatico e pronto all’uso.

Stasera dalle 22.15 in diretta – collegamenti skype aperti a tutti – su radio catrame19.
Vai, Enz.

Internazionale festival | 2

Non fa sconti a nessuno Loretta Napoleoni: prima fra tutti all’economia.
La situazione per lei rimane grave e il fallimento dell’attuale sistema bancario assicurativo rimane una delle possibilità contro cui potremo andare a sbattere nei prossimi tempi. Strano periodo quello in cui i governi salvano le banche a forza di miliardi di dollari (c’era ancora Bush, non dimentichiamolo) e allo stesso tempo rimangono inerti quando si tratta di riformare in modo efficace e trasparente il sistema economico. La cosa tragica è che i politici non lo fanno perché non sanno quale nuovo modello adottare; i governanti hanno perso ogni tipo di controllo sull’economia e così brancolano, temporeggiano (in Italia portaporteggiano) mentre i peggiori spiriti animali si muovono quasi indisturbati per tutto il pianeta: è l’economia canaglia, forza oscura e nascosta, da sempre presente nella nostra società, che affiora nei momenti di crisi quale è questo profondissimo momento di transizione iniziato dopo la fine della guerra fredda e la scomparsa dei regimi del blocco dell’est; il muro di Berlino cade sulla testa delle donne, ((“Abbiamo salutato con gioia l’abbattimento del muro di Berlino, peccato sia caduto sulla testa delle donne” (Commento di un’esponente della Duma russa) in: L. Napoleoni “L’economia canaglia”, il Saggiatore, 2008.)) le prime a subire il processo di privatizzazione sfrenata e di messa in schiavitù che porta con sé l’avvento della globalizzazione.
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