Cinque, Cento

Nico Cimini - Cinque, Cento #02

Prendi l’esperimento della statua animata di Condillac; l’idea che donando progressivamente i sensi a un coso inanimato gli inietti anche la scintilla della funzione psichica ha reso famoso il sensismo oltre che babbo bastardo di Frankenstein e di tutti i replicanti suoi futuri epigoni.

Trasferisci l’esperimento dall’umano al burattino: “Cinque, Cento” di Nico Cimini ce lo fa ripercorrere nello specchio d’un gabinetto (molto domestico e meno scientifico) dove l’educazione dei sensi, ormai giunta a compimento dopo una notte di bagordi, si sposa con quell’effetto finale di straniamento e di ricomposizione temporanea del doppio che anche i Prodigy ci mostrarono in video qualche annetto fa.

Mi piego leggermente in avanti, e tanto basta per scorgere nella penombra il mio volto sbilenco riflesso nello specchio del lavandino. Ma guarda che faccia… gli occhi a fessura e le occhiaie da panda, chiari segni del post-bagordi, insieme ai soliti zigomi aguzzi e al mento ritorto incorniciano un naso che sfida ogni legge della statica.”

[Ringrazio Nico anche per le due fotografie che mi ha inviato a complemento del suo racconto riscrittura del Pinokkio Vol. 2 e che saranno pubblicate sull’apposito blog di Intoscana.it – dove la riscrittura della Seconda Chance continua]

Facce da curriculum

Facce da curriculum

Te la ricordi quella di Sartre e il cameriere?
Il filosofo era lì che filosofeggiava seduto al tavolino d’un caffé di Parigi quando t’arriva questo signore per l’ordinazione.
“Chi è lei?” gli fa Sartre.
Quello abbocca e risponde “Sono il cameriere”.
Sartre non aspettava altro e – come quando ti funziona “l’antani” – gli ribatte pronto: “No, lei non è il cameriere, lei fa il cameriere”. *

Quello che siamo e quello che saremmo disposti a fare: nello scrivere un curriculum c’è questo iato strategico, terra franca in cui possono infilarsi inventiva e originalità fino a capovolgerne – il situazionismo dovrebbe avercelo ficcato in testa – il significato e il senso originario.

Come in “Facce da curriculum”, concorso pensato e organizzato da sensopposto e Noubs Edizioni creato per farci mischiare mitopoiesi formattata all’europea e autofiction per strappare un salario: guardate la fototessera, scegliete una faccia e descrivetene le magnifiche sorti progressive che dovrebbero portarla a vendere il proprio tempo di vita per un tozzo di pane.**

Io partecipo, magari proprio con il CV d’un cameriere stanco d’aver servito l’intellettuale di Francia (o il re d’Inghilterra).

—-

* ad oggi non è appurato se poi il cameriere gli sputò nel caffè di nascosto convertendosi per sempre al più sincero nichilismo.

** madonna come sono tragico stamattina.

hobo sapiens sumus

Al fratello di reggimento arsenio bravuomo.

Anche e non solo per questo
ti capisco, fratello mio,
siamo hobo sapiens,
tempo e forza lavoro che si ribella,
affitti da sopportare con un pacchetto di Golden Virginia
e il rosso che scorre bene

Resisti e combatti,
cavalca l’odio, se vuoi,
male che va ci vien fuori un racconto,
al massimo ci riprendiamo
la vita, malcika e stronza
(ma nostra)

Volere/dovere/potere e così sia.