
Prendi l’esperimento della statua animata di Condillac; l’idea che donando progressivamente i sensi a un coso inanimato gli inietti anche la scintilla della funzione psichica ha reso famoso il sensismo oltre che babbo bastardo di Frankenstein e di tutti i replicanti suoi futuri epigoni.
Trasferisci l’esperimento dall’umano al burattino: “Cinque, Cento” di Nico Cimini ce lo fa ripercorrere nello specchio d’un gabinetto (molto domestico e meno scientifico) dove l’educazione dei sensi, ormai giunta a compimento dopo una notte di bagordi, si sposa con quell’effetto finale di straniamento e di ricomposizione temporanea del doppio che anche i Prodigy ci mostrarono in video qualche annetto fa.
Mi piego leggermente in avanti, e tanto basta per scorgere nella penombra il mio volto sbilenco riflesso nello specchio del lavandino. Ma guarda che faccia… gli occhi a fessura e le occhiaie da panda, chiari segni del post-bagordi, insieme ai soliti zigomi aguzzi e al mento ritorto incorniciano un naso che sfida ogni legge della statica.”
[Ringrazio Nico anche per le due fotografie che mi ha inviato a complemento del suo racconto riscrittura del Pinokkio Vol. 2 e che saranno pubblicate sull’apposito blog di Intoscana.it – dove la riscrittura della Seconda Chance continua]

