“Le persone povere e della classe media pagano le tasse, quelle ricche pagano i commercialisti, quelle ricchissime pagano gli avvocati e quelle stra-ricche pagano i politici. Non è un’osservazione gran che originale, ma vale la pena di ribadirla finché non l’avranno sentita tutti. Più soldi accumulano i miliardari, maggiore è il loro controllo sul sistema politico – ciò significa che pagano meno tasse, quindi che accumulano più soldi e che il loro potere cresce.”
-George Monbiot, “Un evento climatico catastrofico è alle porte. Ecco perché ne avete sentito parlare così poco” | via The Guardian
Una corrente oceanica atlantica fondamentale è probabile che stia per esaurirsi: si tratta di ciò che viene denominato “Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica” – abbreviato in AMOC – e che trasporta calore dai tropici all’Atlantico settentrionale. Secondo le ricerche di alcuni scienziati, questo flusso potrebbe fermarsi, causando un drammatico calo delle temperature medie invernali nell’Europa del Nord e cambiamenti radicali nei cicli idrologici dell’Amazzonia. Ciò potrebbe innescare un collasso a catena della foresta pluviale e provocare ulteriori disastri. Del tipo: l’inondazione di grandi città, l’addio alla nicchia climatica umana (le condizioni che permettono la vita umana) in vaste aree del pianeta, il collasso del sistema alimentare globale e improvvisi cambiamenti degli ecosistemi che rilascerebbero riserve naturali di anidride carbonica tali da portare a una “Terra serra” in cui sarebbero in pochi a sopravvivere.
Perché un evento di tale portata, non impossibile ma per una parte della scienza addirittura probabile, non interessa e non occupa la mente e le azioni dei nostri politici? Perché – citando l’articolo di Monbiot – «il potere oligarchico ha sostenuto un modello d’impatto climatico che ha pochi contatti con la realtà: ossia la loro idea di come funziona il mondo è molto lontana dalle scoperte scientifiche […] un modello che indebolisce le risposte ufficiali alla crisi climatica». Secondo il modello proposto dall’economista William Nordhaus, un livello “socialmente ottimale” di riscaldamento si colloca tra i 3,5 e i 4 gradi centigradi e perfino un riscaldamento di 6 gradi, provocherebbe solo una perdita dell’8,5 per cento di PIL. Peccato che, per gli scienziati che si occupano di clima, 6 gradi di aumento corrisponderebbero alla fine della cività umana.
Questa distanza tra la visione assolutamente miope e terrificante dei potenti e la reali condizioni del nostro pianeta fa sì che siamo quasi nelle condizioni dell’incosciente “mangino brioches” pre-rivoluzione francese. O dell’impotenza del professor Randall Mindy e della dottoranda Kate Dibiasky di “Don’t Look Up”.
Perché, citando il finale dell’articolo del giornalista inglese: «una setta di miliardari votata alla morte tiene le dita strette intorno alla gola dell’umanità» e, siccome questa minoranza controlla sempre più caparbiamente il sistema politico, c’è da sperare o nell’asteroide o nelle generazioni più giovani. Che potrebbero fargli cambiare idea, una battaglia dopo l’altra.
Immagine: “Don’t Look Up” | Wikipedia.