La Musica… La Musica…
Dov’era la Musica?
Nei salotti lustrati da servi venerati
Nei concerti segreti dai segreti merletti
Nei templi invecchiati da ricordi sfottuti
È là che appassisce la Musica, è là che abortisce la Musica…
Noi… nelle strade la vogliamo la Musica.
E ci verrà
E l’avremo la Musica
(Léo Ferré, Muss es sein, es muss sein)
Quando ho sentito la prima volta questa canzone di Leo Ferré avevo sedici-diciassette anni eppure l’incipit mi è rimasto in mente, come un chiodo ben piantato nella corteccia cerebrale, fino a oggi. Credo siano state queste parole a influenzarmi, inconsciamente o meno, e a far rivolgere le mie prime attenzioni di ascoltatore verso il punk e le sub-culture che nascevano dalla strada. Perché è lì, nel basso dei bassi e dei bassifondi, che nascono le cose più interessanti. Dal deandreiano «dal letame nascono i fiori» agli imperatori romani che, opportunamente travestiti, se ne andavano a fare bagordi nelle notti della Suburra. Da Fëdor Dostoevskij che a tutte le creature provate dal destino e dalla malasorte rivolgeva la sua attenzione e che doveva parte della sua grandezza all’aver passato «più tempo in celle, campi di lavoro e in esilio che studi, biblioteche e aule universitarie» al Marchese del Grillo che, col fido Ricciotto, frequentava bische e truffatori nella Roma papalina. Di esempi simili ce ne sono quanti ne volete: da Bobo Rondelli che alla preoccupazione della mamma che lo ammoniva a non uscire perché «la notte sono fuori solo i ladri e le puttane» – e lui rispondeva: “Appunto mamma, esco” – alle periferie romane agognate dalla borghesia del contagio di Walter Siti. Dal «Senti, ragà, fatte ‘n’esperienza de vita, mettite ne’ guai, vivite la strada!”» consigliata al laureato Pietro Sermonti in “Smetto quando voglio” al più celebre «Robbè… tu devi uscire, ti devi salvare, Robbè, t’hanno chiuso dint’ a stu museo, tu devi uscire, va mmiezzz ‘a strada, tocc ‘e femmen’, va a arrubbà, fa chello che vuo’ tu!» in una delle rarissime volte – come Totò di fronte alla carta bianca del generale nazista – in cui Massimo Troisi dice una parolaccia.
Ho pensato a tutto questo guardando poche settimane fa alcuni video sui quartieri della New York degli anni Ottanta, quegli ambienti sovraffollati e estremamente pericolosi in cui è nata la scena punk hardcore delal Grande Mela. Volevo avere la testimonianza visiva di quello che diceva Roger Miret, una delle colonne degli Agnostic Front, quando descriveva la città di quegli anni come bombardata e in effetti sembra proprio così. Miret nel Lower East Side e Vinnie Stigma nel Bronx, prima che quei quartieri fosser ripuliti e gentrificati, ci sono cresciuti, tra ladri, spacciatori, criminali, minori fuggiti da famiglie sbriciolate – e se vi interessa come i due cantano sinceramente dello stare in mezzo alla strada ancora oggi, a quaranta anni di distanza, date una lettura alla recensione di “Matter of Life & Death” che mi ha pubblicato Humans vs Robots o trovate il modo di vedere sia “The Godfathers of hardcore“ sia “Wired for Chaos”, il documentario sulla vita spericolata di Harley Flanagan, bassista e poi cantante dei Cro-Mags, tanto per rimanere nel suono NYHC.
Tutta questa esaltazione degli ambienti pericolosi e marci, con tanto di link e citazioni, dovrebbe farmi stare tranquillo se capitasse che mio figlio tra qualche anno iniziasse a frequentarli: col cazzo. Perché qui scatta uno di quei meccanismi che Immanuel Kant descrive nella “Critica del giudizio” quando dice che è possibile rimanere affascinati dal sublime scaturito dalla devastazione che si lasciano dietro terremoti e uragani solo se questi sono passati e si è in un punto di osservazione sicuro. E così so bene che mi toccherà fare il padre rompicoglioni che chiede con chi esci, dove andate e a che ora ritornate. Realizzando che, nonostante le sincere e gastriche preoccupazioni per le situazioni che potrebbero capitargli, mi gireranno un po’ le palle perché sarà molto più difficile che possano capitare a me.
Immagine: screenshot da “Late 1980s New York Lower East Side, 4K” | via Kinolibrary.