La banlieue, lo stadio e la voce del poeta

Altri tre link dalle mie ultime letture di cui voglio tenere traccia e conto.

  1. “San Siro e Corvetto non stanno sulla luna” – Diversamente dall’uso strumentale che alcuni media di destra fanno della parola “banlieu” per collegarla in automatico alla questione della sicurezza e del “degrado” al fine di alimentare unicamente sentimenti razzisti, lo scrittore Gianni Biondillo – che abita in via Padova, non certo una zona agiata – spiega come nel caso di Milano, a differenza di Parigi, i quartieri più difficili sono spesso molto vicini a zone ricche e centrali. Per esempio, «il quartiere San Siro, quello dei ‘video trapper’, è a cinque minuti a piedi dalle ricchissime case di calciatori e notai». Anche per questo, bisogna che legga presto un paio di libri di Biondillo, a partire da “Il sapore del sangue” e “I cani del barrio”.
    (di Luca Gricinella | via San Siro Nights – newsletter)
  2. “Inchiesta su San Siro: lo stadio regalato a privati a discapito del pubblico” – Ai fondi di investimento che controllono le squadre dell’Inter e del Milan sarebbero state passate informazioni riservate in modo da favorire l’acquisto dei terreni su cui edificare il nuovo stadio di San Siro: così sono arrivate perquisizioni e sequestri di materiale per le due compagini meneghine e l’iscrizione nel registro degli indagati di ex assessori, vicesindaci, direttori generali, consulenti, oltre a dirigenti del Comune di Milano e dei due club. Non si usa mai la parola “degrado” per questo tipo di operazioni quando invece questo modo in cui le squadre di calcio vengono usate come veicoli per speculazioni finanziarie e immobiliari è molto peggiore di quello che si usa per la condizione delle strade e dei quartieri lasciati ase stessi.
    (di Luca Pisapia | via Serie tripla A – Valori.it)
  3. “mio figlio è un drogato” – Il graditissimo ritorno ai versi del fratello di reggimento arsenio con una poesia scaturita da quella voce – «quella che mi ditta dentro» – che quando non si sente da un po’ di tempo fa preoccupare e che quando arriva ti si presenta con una frase che ti apre sul mondo di una mattina, un mondo molliccio dove incontri un razzo gigantesco che gira intorno alla luna, «il documentario staripante di Peter Jackson», i Beatles, i libri letti e non letti e un tavolino fuori dal balcone. Molliccio come il mondo di sotto.
    (di arsenio bravuomo | blog)