Per la categoria “Veni, vidi, scripsi” – nuova, improbabile rubrica di questo blog – ecco tre video scelti tra quelli che più mi sono piaciuti in queste ultime settimane di visioni sul Web. Gli argomenti sono i soliti tre che mi appassionano da sempre: letteratura, cinema e musica.
I link ai video sono quelli con lo sfondo nero
Partiamo dalla letteratura.
Emanuela Cocco ha creato una rassegna che si chiama “Contemporanei”: sul suo canale “Scrivere di notte” invita autori contemporanei a raccontarci come hanno scritto il loro libro. Luciano Funetta – uno tra gli scrittori più interessanti dei nostri giorni – accetta l’invito e ne approfitta per parlarci della non scrittura in 15 minuti di appuntite riflessioni su conflitto, ostilità e silenzio. Lo fa attraverso le sue parole e citazioni da Elias Canetti, Susan Sontag, Franco Cordelli e Gérard de Nerval.
Ne trascrivo un breve estratto:
La durata è qualcosa di sovratemporale. Cioè che ha delle coordinate temporali, ma non solo. Per cui una scrittura che possiede una durata è una scrittura in grado di muoversi in più direzioni contemporaneamente. Il che la rende difficile a scriversi. E quasi impossibile da inseguire.
Questi momenti di non scrittura, questi momenti in cui la scrittura si interrompe, si prende una pausa da se stessa e quindi dalla sua stessa esistenza, dal flusso delle cose, sono solitamente dei momenti molto privati che chi scrive tende a non voler condividere e hanno a che fare con il segreto, sono una zona ostile. La non scrittura è una zona ostile della scrittura. E sono anche spaventosi sicuramente. Ma è proprio in questi momenti che la scrittura ingaggia le sue battaglie più decisive.
Passando al cinema, ci spostiamo sul canale “Cinéma et politique”, uno tra i migliori sulla settima arte di tutta YouTube: la sua talentuosa creatrice, Clémentine Meyer, ha appena pubblicato “Le MONDO : le monde à travers une lentille réactionnaire”, un’analisi dettagliata e coinvolgente del filone dei mondo movie.
Venti minuti che indagano, grazie a un originale sguardo critico e a una preziosa dote di fonti – le trovate nella descrizione del video – quella serie di documentari shock che uscirono in Italia a partire dagli anni ’60 e che, attraverso un ejzenstejnano montaggio delle attrazioni – mescolando assurdo, violenza grottesca e una massiccia dose di rappresentazione reazionaria, maschilista e razzista della realtà – influirono sull’immaginario collettivo del pubblico italiano in pieno boom economico.
Traduco e trascrivo un estratto:
Attraverso questa estetica simile al collage, quello che “Mondo cane” ci offre è una visione frammentata del mondo, ma da questi frammenti Gualtiero Iacopetti non ricava una narrazione coerente. L’unico fil rouge che riesce a trovare per connettere tra loro le mmagini è quello di un’umanità bizzarra che solo l’ironia sembra riuscire a cogliere. È per questo che nel film l’umanità tende a deformarsi sotto le sembianze del grottesco, fino ad assumere i tratti di una galleria di nuovi mostri, al limite dell’allucinatorio.
Nel secondo dopoguerra il grottesco fu uno dei linguaggi espressivi preferiti dal cinema italiano perché era quello più capace di esprimere il sentimento di rottura provocato da un’Italia e da un mondo in cambiamento, sotto l’effetto del processo di modernizzazione.
Concludendo in musica, si approda sul canale dei Viagra Boys, dove è appena uscito “The Bog Body”, terzo singolo del gruppo svedese, estratto dal disco in uscita il 25 di aprile. Sestetto da sempre avverso, a partire dal nome, a machismi e conformismi, conferma la sua folle indole in questo video diretto da Eoin Glaister dove un cadavere femminile, uscito mummificato da una palude – una mummia di palude, appunto – ricopre la parte di principale protagonista.
La ritroviamo in un pub e nella sala di registrazione del gruppo a ballare e a suonare sui riff post-punk e a baciarsi e a fare foto di scena con Sebastian Murphy, voce e fondatore dei ragazzi della pillola blu. La presa in giro delle apparenze e dell’ossessione dei corpi è totale, così come della gelosia e del fascino a tutti i costi.
Traduco l’incipit del testo della canzone:
Da non crederci.
Hanno trovato un corpo sepolto sotto il ghiaccio.
È in perfette condizioni.
I suoi capelli e le sue unghie sembrano davvero belli.
Come mai sei arrabbiato, credi che sia una minaccia per te?
Non posso farci niente se sono impressionato dal fatto che non abbia nulla a che fare con te.
Sei consumato dalla gelosia,
Sei completamente ossessionato dal
corpo della palude.
Tre video per un totale di nemmeno quaranta minuti: guardateli, quando potete, e se ci trovate delle assonanze e dei collegamenti, ne sono ancora più contento.