Le leggi ferree

«Il tuo problema è che per una vita hai creduto che esistessero delle regole. Non esistono. Eravamo dei gorilla. Prendevamo ciò che volevamo e cercavamo di difenderlo. La verità è che sei più uomo oggi di quanto non fossi ieri».
– Lorne Malvo | Fargo, Stagione 1, episodio 1 “Il dilemma del coccodrillo”.

«Puoi parlare quanto vuoi di sottigliezze internazionali, ma viviamo nel mondo, nel mondo reale che è governato dalla potenza, dalla forza, dal potere: queste sono le ferree leggi in vigore fino dall’alba dei tempi».
– Stephen Miller, consigliere per la sicurezza interna USA | Intervista alla CNN.

C’è poco da aggiungere se non che il Minnesota salta ancora fuori come luogo reale dove le leggi antiche sono state ancora una volta messe in pratica.

Quelli che imbellono

Riguardo alla lite Trump-Musk del post precedente, Luca Sofri è stato molto più diretto di me nel definire i due duellanti.

“abbiamo costruito un mondo in cui le due persone più potenti (due uomini) sono degli imbecilli.”
“La legge della domanda e dell’offerta” | Wittgenstein

Poi Sofri spiega bene perché Trump e Musk imbellono, eppure comandano, analizzando altre cose che accadono nel mercato. Nella Moda, nella musica, nell’editoria, nelle produzioni televisive (nel cibo no*). C’entrano la capacità di giudizio, l’intelligenza e chi da anni si adopera per abbassare continuamente la qualità della domanda per ottenere “maggiori consumi a costi minori. O più voti essendo un imbecille.”


* “La ristorazione è l’unica cosa seria in questo Paese” (Arianna Dell’Arti, Boris – Il film)

Come due Brawl Stars

Lo leggo sul live-blog del Guardian, faccio uno screenshot e rileggo lo screenshot: Donald Trump ha detto che potrebbe essere meglio permettere alla Russia e all’Ucraina di combattere per un po’ prima di intervenire.

“Lo vedi nell’hockey, lo vedi negli sport,” ha detto Trump durante l’incontro di oggi con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Lasciateli andare per un paio di secondi”.

Trump prima ha definito la guerra un “bagno di sangue” per poi paragonare il conflitto al tentativo di separare due bambini che stanno litigando.

“A volte vedi due bambini che stanno litigando di brutto. Si odiano, si stanno picchiando in un parco e tu provi a dividerli. Ma loro non vogliono essere divisi. A volte è meglio lasciarli litigare per un po’ e poi provare a separarli.”

Trump, nello Studio Ovale, in un colloquio ufficiale con il primo ministro tedesco, ha spiegato la politica estera con le regole non scritte dello street-fighting e della baruffa tra bambini. E ha confermato a Merz di averlo detto in una telefonata anche a Putin: ha paragonato le due nazioni [Russia e Ucraina] a “two young children fighting like crazy in a park”. Lo stesso Trump che dichiarava che, una volta eletto presidente, avrebbe risolto la guerra tra Russia e Ucraina in ventiquattro ore. Guerra che invece va avanti da quasi 1.200 giorni. Però lasciateli bombardare ancora un po’.

Durante l’incontro con Merz, oltre a queste perle di arte militare e psicologia infantile, Trump si dice anche deluso da Elon Musk che ha appena lasciato il suo incarico di Doge alla Casa Bianca e ha definito la riforma fiscale di Trump “un disgustoso abominio”.
Trump invece l’ha chiamata “Big, Beautiful Bill” questa legge che aiuta i ricchi e danneggia i poveri, appesantendo, nello stesso tempo, il deficit degli Stati Uniti di migliaia di miliardi. Il “King of Debt” fa spudoratamente i suoi interessi e quelli della sua classe, ma cancella gli sgravi fiscali per le auto elettriche.

Poco dopo le parole di Trump su Musk, la situazione precipita: tra i due parte un lungo, turbolento botta e risposta online che al momento in cui scrivo è ancora in atto e ha il suo apice nel padrone di SpaceX chiedere l’impeachment del presidente in carica.
Un’escalation in diretta, ognuno postando dal proprio social: un duello fatto di scambi sempre più fitti e toni esplicitamente minacciosi. Per dirne due: contro Musk la sospensione dei contratti e dei sussidi statali e contro Trump l’accusa di essere negli Epstein files. Una sorta di diss track sincopata e incattivita – chissà se e quanto preparata, insinuano alcuni commentatori.

Che sia o meno una kayfabe, questa faida online tra l’uomo più ricco del mondo e il presidente della nazione più potente mi ricorda – questo sì – due bambini che litigano al parco. Anzi, due bambini che litigano in un parco dentro a un videogioco, in una live con migliaia di spettatori, condivisioni e like. Come due starlette della rissa. Come due Brawl Stars.

(Edit | 6 Giugno ore 13.05: per i filologi del web, Axios ha riscostruito in un’unica timeline lo scontro tra Musk e Trump sulle due piattaforme padronali)

(Immagini delle schede via Brawl Time Ninja | 1 | 2)

Democrazia militante

Leggendo questo post di Thomas Zimmer sulle parole di Rubio e Vance a difesa di AfD – dopo che i servizi segreti tedeschi hanno indicato il partito tedesco come un’organizzazione estremista che mette in pericolo la democrazia – ho ritrovato il concetto di “democrazia militante” di Karl Loewenstein secondo cui quando esistono movimenti antidemocratici di massa devono essere adottate leggi che combattano queste forze limitando la loro libertà di parola e d’azione prima che prendano il potere.

Loewenstein descrisse il concetto di “wehrhafte Demokratie” in due saggi del 1937 con il nazismo già al potere – e con il politologo e costituzionalista tedesco già emigrato negli Stati Uniti – chiedendo alle democrazie di abbandonare la “letargia suicida” e la “cecità legalistica” di cui i fascismi stavano approfittando per instaurare regimi autoritari e liberticidi in Europa.

Non so se siamo già in questa situazione o se, per alcuni aspetti, in alcune nazioni europee lo abbiamo già oltrepassato. Saint-Just, molto più drasticamente di Loewenstein, scriveva “pas de liberté pour les ennemis de la liberté” – nessuna libertà per i nemici della libertà – e più che a strategie di diritto costituzionale si affidava alla lama della ghigliottina.
Non so nemmeno se, come avrei creduto fermamente anni fa, una risposta dal basso – tipo le barricate dell’Oltretorrente di Parma nel 1922 – sia capace in questo momento storico di fermare l’ondata nera in atto in Europa e negli USA. Ci spero, ma la vedo dura.

Quello che so è che non avrei immaginato che la terribile frase di Joseph Goebbels potesse ritornare a costituire un pericolo concreto nel nuovo millennio. Il ministro della propaganda nazista osservò perfidamente che «resterà sempre uno dei più riusciti scherzi della democrazia il fatto che essa stessa abbia fornito ai suoi nemici mortali gli strumenti con cui annientarla».

Che mondo di merda che lasciamo in eredità alle generazioni più giovani. Eppure solo in loro confido, solo loro possono evitarci una nuova stagione di dittature e nazionalismi. Insieme a Raoul Vaneigem, ancora lui, e ai bambini che dissiperanno l’incubo del vecchio mondo.

(comunque, anche se la situazione è brutta e la mie forze languono, sul fascismo qui non si molla per un cazzo: ¡No pasarán!)

(Putsch di Kapp | Immagine via Wikimedia)