È una conversazione davvero interessante quella tra Nilay Patel, caporedattore di The Verge e conduttore del podcast “Decoder”, e Sir Tim Berners-Lee, l’inventore che ci ha regalato il World Wide Web, l’HTML e il protocollo HTTP. Berners-Lee è anche l’autore di un libro appena uscito “This Is for Everyone”, un memoir che racconta la storia della sua invenzione e di come abbia dato inizio a “una nuova era di creatività e collaborazione, scatenando nello stesso tempo una corsa commerciale che oggi mette a repentaglio le democrazie e polarizza il dibattito pubblico”.
Gli argomenti che i due affrontano sono di estrema attualità e importanza: dai browser all’interoperabilità dei dati, dal web semantico all’intelligenza artificiale, dalla sovranità digitale ai monopoli. Ma in questo post non esplorerò questi temi, leggete la trascrizione della conversazione o guardate il video da soli, se e quando volete. Per una volta, queste poche righe servono solo a evidenziare un dettaglio minimale e leggero, al limite del gossip – che su queste pagine non trova mai rappresentanza – che esula dai profondi ragionamenti che invece Patel e Berners-Lee svolgono. È una cosa ridicola da scrivere, ma lo faccio lo stesso perché un suo piccolo significato per me ce l’ha: Tim Berners-Lee, l’uomo che avrebbe potuto essere quanto o più ricco degli oligarchi tecnologici odierni, indossa un paio di occhiali identici a quelli che uso io per leggere. Non vi dico la marca, ma solo che costano 35 euro.
Non è né un’esaltazione del francescanesimo né della povertà salvifica – tipo “vendi tutti tuoi beni e seguimi”, ma una semplice constatazione che rinforza ulteriormente la mia simpatia verso le persone che, pur avendone le possibilità, non ostentano e non sono attaccate alle cose materiali: dall’umile lavoro che faceva Spinoza per campare allo stile di vita a cui è ritornato, dopo essere stato il presidente della repubblica, Pepe Mujica. E, per contrasto, mi fa guardare con pochissima empatia coloro che si presentano in video con un orologio da 900mila dollari al polso. Tutto qui.
Mi sa che nei prossimi post, per bilanciare la leggerezza di questo, vi beccate una sbrodolata di diecimila battute sul graffito «Deleuze, dammi la forza!».
(Immagine: frame dal podcast Decoder: “Sir Tim Berners-Lee doesn’t think AI will destroy the web | via YouTube)