È da un paio di anni che ogni volta che entro in una libreria insieme a mia moglie e mio figlio, vengo interrogato da entrambi con uno sguardo che sottointende lo stesso messaggio: “Mica prenderai ancora qualche libro degli scrittori degli Appalachi?”. E ottanta – diciamo anche novanta – volte su cento va a finire proprio così.
Non è questo il momento di spiegare i motivi che mi hanno portato a appassionarmi alla storia e alla letteratura di questa terra, quello che voglio qui sottolineare è come questa attrazione sia permeata e si sia depositata così a fondo nelle mie passioni culturali tanto da entrare, inconsapevolmente o meno, in molte delle cose che scrivo, online e non.
Ultimi due esempi concreti sono le due tracce della “Bonus Tracks: 30 canzoni sul lato B del nostro 2025” uscita oggi su Humans vs Robots: due canzoni uscite nel 2025 che hanno a che fare con l’Appalachia. La prima in maniera tangente perché tira in ballo Knoxville, la città nel Tennessee in cui si sono formati i New Brutalism e in cui ha passato l’adolescenza Cormac McCarthy usando quelle ambientazioni appalachiane nei suoi primi romanzi – “Il buio fuori”, “Il guardiano del frutteto” e il bellissimo “Suttree”. La seconda in modo molto più diretto perché i Vile Mind sono un gruppo che suona dichiaratamente Appalachian hardcore e che arriva da Huntington, nel West Virginia, l’unico stato interamente compreso nella regione appalachiana, epicentro di quella crisi degli oppioidi che ha falcidiato generazioni già provate dal declino industriale, dalla bassa scolarità e dallo sfruttamento – ambientale e umano – subito per decenni dall’Appalachia.
Non so quanto nel nuovo anno, ormai prossimo, scriverò su questo blog, ma è certo che quando lo farò uno degli argomenti più toccati sarà quello della letteratura e della storia dell’Appalachia. Così chi vuole ne capirà meglio il perché. Me compreso.
Immagine: “Miners starting home after work” – West Virginia | Foto di Marion Post Wolcott | via Photogrammar